Le uscite Disney di settembre 2021

Le uscite Disney di settembre 2021

Bentornati su Lo Spazio Disney!
Ridi e scherza, è già un anno che questo blog esiste!
Era infatti il 14 settembre 2020 quando lo inaugurai con un post di “dichiarazione d’intenti”, seguito una settimana dopo dalla maxi-guida alle tante testate disneyane (che tengo sempre aggiornata e che trovate in evidenza come “link rapido” sotto al banner) e dal primo resoconto mensile delle uscite, relativo ovviamente proprio al mese di settembre.

Benvenuti_Spazio_Disney_tavola-smallUn anno in cui personalmente mi sono divertito a fornire il mio personale punto di vista sulle storie di Topolino e sul valore degli albi e dei volumi prodotti da Panini (e occasionalmente da Giunti), confrontandomi con alcuni di voi nei commenti ai post, nei commenti su Instagram e anche via chat.
Il blog è nato per avere un luogo in cui ciarlare amabilmente e a ruota libera delle diverse novità editoriali targate Disney, svincolato dalla “ufficialità” di una recensione vera e propria per Lo Spazio Bianco, ma soprattutto per ritrovare un po’ di quella serenità che tra il 2019 e il 2020 mi era decisamente venuta a mancare: crearmi un’oasi per parlare di fumetto Disney, da sempre la mia isola felice, mi sembrava una buona idea e dodici mesi dopo posso dire che lo è stata. Continuerò a tediarvi ancora con i miei “papiri”, quindi 😛
Lasciatemi ringraziare allora il direttore di LSB, Ettore Gabrielli, per la fiducia accordatami nell’ospitarmi sul blog-network spaziobianchista e per il lavoro tecnico che è servito a lanciarlo.

Prima di partire con le mie osservazioni sulle uscite del settembre appena terminato, un annuncio: purtroppo il cosiddetto “lato B” (astenersi battutacce 😛 ) del progetto Lo Spazio Disney, vale a dire la rubrica mensile di live sul canale Twitch de Lo Spazio Bianco, non conoscerà una seconda stagione. Impostare un appuntamento del genere, che oltre alle due orette di trasmissione comporta un certo lavoro dietro le quinte nelle settimane precedenti (pensare a un argomento, trovare un ospite adatto, creare una scaletta, ripassare determinate storie e pubblicazioni) e mi portava via diverso tempo, che da questo mese in poi non avrò più a disposizione per via di nuovi impegni nella mia real life.
Con la “redazione Twitch” mi sono però accordato sulla possibilità, di tanto in tanto, di realizzare qualche puntata speciale de Lo Spazio Bianco LIVE a tema Disney, in una delle serate libere dalle dirette settimanali e dalle altre rubriche fisse, in particolare in occasione di qualche novità sul “Topo” o nel pantheon delle varie testate, magari con la possibilità di avere come ospite qualche autore, qualche addetto ai lavori o qualche collega appassionato.
Oltre a ciò, potrà sempre capitare che faccia una capatina sui canali degli amici che avete imparato a conoscere anche su questi lidi, se invitato (come successo la scorsa settimana sul The Fisbio Show): mi diverto sempre a partecipare alle live disneyane, quindi vedrete ancora il mio faccione con il Paperone di Don Rosa sullo sfondo 😛 solo in modo più saltuario.

Finite le “comunicazioni istituzionali” 😛 passo a parlare delle pubblicazioni disneyane di settembre, un mese che, personalmente e per quelli che sono i miei gusti, ho trovato meno appetitoso del precedente, per assurdo: ma sicuramente non mancano uscite e argomenti di cui discutere 😉

L’edicola Disney di settembre 2021

Spazio_Disney_settembre2021_1Questo mese parto con una colonna portante di questi resoconti: I Grandi Classici Disney #69 è un altro ottimo albo, che si iscrive perfettamente nella striscia positiva che la #unicatestataseria (#uts per gli amici) sta portando avanti ormai da svariati mesi.
La storia di apertura, per cominciare, soddisfa e sazia il lettore: pur senza essere una pietra miliare, infatti, Zio Paperone e i guardiani del tempo di Carlo Gentina e Massimo De Vita (con i colori di Leopoldo Barbarini) è un’avventura solida e ben costruita, con spruzzate di elementi pknaici ante litteram e che intrattiene brillantemente, offrendo piacevoli variazioni sul tema delle sfide tra Paperone e Rockerduck e i disegni morbidi ed espressivi di De Vita.
La Sezione Superstar non è da meno: sfruttando come argomento la presenza di fate e Arpie nelle storie Disney, Luca Boschi ha modo di riproporre un capolavoro come Paperino e il vello d’oro di Carl Barks e una perla come Topolino e l’incantesimo di Fonte Argento di Guido Martina e Giovan Battista Carpi. Nel primo caso siamo di fronte a una classica barksiana a sfondo mitologico, e apprezzo assai l’idea di selezionare la versione adattata per la “prima” italiana su Topolino (perché questo la rende diversa dall’edizione più filologicamente corretta sulla Grande Dinastia dei Paperi, che già possiedo), nel secondo ho potuto ritrovare una storia a cui sono legato perché la conobbi sul primo numero de I Maestri DisneySpazio_Disney_settembre2021_4. Non è niente di che in realtà, ma la sceneggiatura presenta così tanti spunti e risvolti, e i disegni sono così curati, che risulta una lettura piuttosto gradevole.
La “quota Cimino” è qui rispettata anche stavolta con Zio Paperone e la guardiana alata, anche se in questo caso non sono stato particolarmente colpito dalla storia, per quanto risalti sempre l’ottima caratterizzazione della famiglia dei Paperi ad opera del grande Rodolfo.
Punta di diamante, però, è la presenza de Il mistero della bacchetta magica: non tanto per la storiella in sé, quanto perché i protagonisti sono Aurora e Filippo da La Bella Addormentata nel Bosco: i disegni di Al Hubbard sono fedeli al character design del lungometraggio d’animazione e caratterizzati da una linea a metà tra il cartoonesco e il realismo. In generale trovo che GCD (insieme forse all’Almanacco) sia il palcoscenico migliore per vedere i fumetti con i personaggi dei Classici animati.
Cito infine Topolino nei panni di Robin Hood: temevo di annoiami profondamente, invece devo dire che le idee e il ritmo mi hanno tenuto desto durante la lettura. Il racconto introduce a una serie di “parodie” americane che dovrebbero occupare buona parte del prossimo numero.
Insomma, ancora una volta acquisto consigliato!

Spazio_Disney_settembre2021_5È uscito poi il secondo numero de Il Club dei Supereroi, e posso subito dire che siamo alcuni gradini sopra la già buona prima uscita.
L’albetto si apre innanzitutto con la lunga Le 12 fatiche di Paper Bat, articolata avventura suddivisa in sette parti nella quale l’imbranato supereroe affronta le sfide a cui fece fronte Ercole nella mitologia greca. La causa è la magia, all’interno di un piano ordito ai danni di Zio Paperone e famiglia, uno spunto semplice ma buono che porta a una storia ricca di umorismo lasciando però spazio anche alla parte action, potendo beneficiare di più tavole della media brasiliana.
Molto buona è anche Super Pippo e il grande Freedo, che prosegue il progetto di riproposizione delle storie italiane post-1998 con il personaggio: Augusto Macchetto offre una trama perfettamente calata nel mood della narrazione di quel periodo (ricco di stereotipi dei comics supereroistici, ma trattati con ironia brillante e consapevolezza del genere), mentre Massimo De Vita offre dinamismo ad ogni vignetta. Ottima!
Per fare onore al titolo della testata c’è La sede del Club dei Supereroi, divertentissima breve in cui la lega della giustizia disneyana si occupa di trovare una base segreta dimostrando anche il proprio attaccamento al Commissario Basettoni-Baffettoni, e sempre in zona Brasile mi piace citare una storia che ricordavo con grande affetto avendola letta e riletta sul “Topo” nel quale esordì in Italia: Farfalla Purpurea e il ladro rubacuori. Anche qui le risate abbondano, tanto per la rivalità tra Paper Bat e la versione super della sua fidanzata Gloria quanto per l’idea del furfante in grado di ammaliare qualunque commessa col proprio fascino irresistibile.
Spazio_Disney_settembre2021_7La mia unica critica al riguardo è non aver presentato il personaggio di Farfalla Purpurea attraverso la sua effettiva storia di debutto, difetto che riguarda anche Bat Carioca: la controparte mascherata di José Carioca compare infatti in questo albo con José Bat e il lavaggio da pagare e non con la sua origin story. È un peccato, perché se si fosse operato anche per questi singoli eroi nel modo giustamente ordinato scelto per la serie del Club e per le storie italiane post-rilancio di Super Pippo, il lavoro sarebbe risultato più ordinato.
Sono sbavature che mi spiacciono ma che tendo a perdonare a Francesco Gerbaldo, non foss’altro per il fatto che ci porta finalmente in Italia i fumetti di Darkwing Duck! Con Il gioco si fa serio di Ian Brill e Sabrina Alberghetti, Doppia D vede finalmente la luce nel nostro Paese anche fuori dal piccolo schermo, con la storia lunga tratta dall’unico Annual della testata americana a lui dedicata a partire dal 2010. Non è il modo migliore per presentare il personaggio ai lettori, in realtà, ma tale mossa è dettata da scelte produttive nate in corso d’opera e anche in questo caso sono propenso a perdonare parzialmente il buon Gerba. Certo, se a questo si aggiunge una traduzione con qualche sbavatura (“il terrore che aleggia nella notte”?!?) e una colorazione che non rende granché sulla carta porosa del giornaletto, mi arrischio a dire che questo primo passo di Darkwing in un volume italiano sia stato un po’ in tono minore e con qualche lacuna. Anche il formato purtroppo penalizza un po’ le tavole, nate per essere pubblicate in formato comic book, soprattutto perché in alcuni passaggi abbondano i dialoghi.
Spazio_Disney_settembre2021_8La storia in sé però è molto buona, le vibes sono quelle che mi aspettavo e che cercavo, un po’ di azione supereroistica con dialoghi impostati in un certo modo, un buon cattivo e alcuni risvolti più “intimisti”.
La prova del nove sarà a gennaio, quando sul quarto numero comincerà a venire serializzata l’avventura che diede il “la” al rilancio del personaggio nei fumetti, The Duck Knight Returns.
Mi spiace invece dire che l’altra inedita, Super Pippo e Paperinik in azione, mi ha abbastanza deluso: sulla carta poteva essere una simpatica trashata il team-up tra i due eroi disneyani per eccellenza, ma il risultato è invece solo povero e poco ispirato, e soprattutto non sfrutta quasi per niente l’idea di vedere i due personaggi agire insieme. Peccato.
Resta un numero molto divertente e con un sommario ben bilanciato; il progetto non è privo di difetti ma l’impegno c’è (accolgo infatti positivamente il buon numero di articoli introduttivi, sempre scritti con chiarezza e competenza) e sono sicuro che sul lungo termine tante cose si potranno migliorare.

Spazio_Disney_settembre2021_9Su Papersera #12 non c’è molto da dire, invece, rispetto al solito: il trimestrale prosegue con la ricetta ormai rodata che presenta un buon mix tra brevi USA e brevi brasiliane, ambientate nella redazione del quotidiano di Zio Paperone o attorno ad essa, riuscendo quasi sempre a strapparmi diverse risate per i pasticci paradossali combinati da Paperino e Paperoga.
C’è poi spazio anche per Paper Kid, parentesi vagamente fuori tema ma che bene o male apprezzo, e per le inedite di turno; ecco, in questo caso qualche novità c’è.
Si iniziano infatti a presentare le one-page francesi Paperoga al lavoro, esperimento carino e nulla più, ma soprattutto si fa uno strappo alla regola e si ospita una danese: Un’inchiesta di una certa… gravità non appartiene infatti al ciclo del Papersera ma vede comunque l’aspirazione giornalistica di Paperino al centro dell’intreccio, che lo spinge a tornare indietro nel tempo per conoscere Isaac Duckton (alias Newton, che per un errore di traduzione viene chiamato proprio così a un certo punto…). Francesco Gerbaldo l’ha infilata perché voleva “spacciare” a tutti i costi una storia disegnata da Arild Midthun, artista che apprezza a dismisura ma che in Italia è ancora poco noto e che in questo caso è anche autore della sceneggiatura insieme a Tormod Løkling. Il racconto è effettivamente molto simpatico, con diverse gag azzeccate e una buona dose di slapstick, oltre che disegnato assai bene, e quindi plaudo a questa idea.

La fumetteria Disney di settembre 2021

Se sposto il mio sguardo dall’edicola alla fumetteria, non posso fare a meno di soffermarmi da principio sulla triplice riproposta de L’Inferno di Topolino di Guido Martina e Angelo Bioletto.
Settembre è infatti stato il mese in cui si sono celebrati i 700 anni dalla scomparsa di Dante Alighieri e la redazione Panini-Disney ha deciso di partecipare alla ricorrenza con diverse edizioni della prima parodia disneyana in assoluto.

Spazio_Disney_settembre2021_16Per l’occasione la storia è stata ripristinata in originale, eliminando i cambiamenti nei dialoghi e reinserendo alcune vignette tolte dalle numerosissime ristampe che L’Inferno ha ricevuto. Non solo, è stata anche ricolorata con le suggestive soluzioni cromatiche impostate da Fabio Celoni e Luca Merli, che con il loro gusto “gotico” hanno infuso alle tavole una vitalità e un aspetto più incisivo e con un’atmosfera inedita, con più mordente.
L’opera, con questi interventi, è stata presentata in due versioni, regular ed exclusive. La prima è venduta a 25 euro, con cover di Giorgio Cavazzano, con un formato analogo a quello adoperato per Il Deposito di Zio Paperone e per Messer Papero e con alcuni articoli di approfondimento, la seconda ha dimensioni extra-large, numerata, copertina di Celoni, litografia e altri articoli, complementari a quelli pubblicati nella regular.
Un progetto ambizioso per un’edizione che rappresenta probabilmente il libro disneyano più curato dell’era Panini (la exclusive).
Eppure… eppure, non sono tra i sostenitori e gli entusiasti di queste due edizioni.
Mai come ora l’impronta personalissima che segna questo blog si fa sentire, perché tanti amici appassionati hanno tessuto le lodi di tale lavoro, e se questo dovesse essere un commento tendenzialmente oggettivo dovrei effettivamente ammettere che lo sforzo produttivo, editoriale e filologico raggiunge l’eccellenza in questo caso, come pochissime volte prima d’ora. Ma la realtà è che non sono mai stato un grande fan de L’Inferno di Topolino, per cui sono più che soddisfatto con le edizioni già in mio possesso della storia, pure con le censure applicate nel corso degli anni. Ma anche se si trattasse di un’opera a cui sono affezionato, non avrei ceduto nei confronti di un modo di intendere il fumetto (disneyano in particolare) in cui fatico sempre più a riconoscermi. Voglio dire, apprezzo i cartonati, ho comprato diverse De Luxe e mi piace valutare anche l’aspetto estetico e cartotecnico dei fumetti, ma… come dire… anche meno. Motivi, questi, per cui ho prestato ben poca attenzione a questi due volumi e per cui non mi dilungo oltre al riguardo.

Non dimentico però che Dante e L’Inferno di Topolino sono protagonisti anche del nuovo Topolibro (Dante Alighieri raccontato da Topolino), curato dall’immarcescibile Francesco Gerbaldo: l’agile cartonatino contiene la parodia martiniana nella versione standard (no ricolorazione, no dialoghi né vignette ripristinati) ma aggiunge anche altre avventure a tema. Niente che in realtà non sia già stato stampato e ristampato, anche in tempi recenti tanto da Panini stessa quanto da Giunti, e quindi non è nulla di imperdibile se non per i neofiti.

Spazio_Disney_settembre2021_15Io Topolino è il nuovo volume-strenna dedicato a uno dei tanti protagonisti disneyani: come nel caso di Paperino, anche in questa occasione la selezione è piuttosto disorientante, con un mix di avventure effettivamente fondanti per Mickey Mouse e di storie molto meno rappresentative e fin troppo recenti. Una versione sovrapprezzata e più pretenziosa degli omonimi vattelapesca economici da edicola, insomma, ottima per essere veicolata in libreria.
Onestà vuole però che si sottolinei come un passo in avanti rispetto al precedente tomo ci sia stato: la presenza de L’unghia di Kalì di Romano Scarpa, de Il mistero dell’Uomo Nuvola di Floyd Gottfredson (nella versione non rimontata!), de Il mistero della voce spezzata di Silvano Mezzavilla e Giorgio Cavazzano e de La città taciturna di Casty conferma una mano tutto sommato oculata dietro la composizione del sommario. Certo è che si tratta di storie pluri-ristampate e che quasi tutti voi avrete già in casa in plurime edizioni (Casty a parte, forse). Motivo per cui non ho citato l’onnipresente Il fiume del tempo di Tito Faraci, Francesco Artibani e Corrado Mastantuono, magnifica ma che non ce la faccio più a vedere ristampata a piè sospinto! Bastaaaaaaaa! XD
L’amico non ritrovato di Faraci/Vian e Il mistero della margherita di Michelini/Colantuoni invece non capisco proprio che ci facciano qui ^^’’

Spazio_Disney_settembre2021_13Il tasto dolente è comunque con Topolino Gold #4.
Reginella – La trilogia.
C’è davvero bisogno di commentare, una volta riportato il titolo?
Già tre mesi fa ho avuto modo di criticare alla base tale scelta, e le informazioni che mi sono arrivate da chi ha incoscientemente comprato il volume non mi hanno fatto ricredere sulla parzialità assoluta dietro alla scelta di inserire solo tre delle cinque storie ciminiane del ciclo di Reginella. Parzialità che nel complesso, a mio parere, dovrebbe essere limitata il più possibile in edizioni “assolute” come sulla carta dovrebbero essere queste, o – per meglio dire – motivata in maniera convincente.
Che altro dire? Le storie sono molto buone e possono conquistarvi, gli articoli non so come siano ma a prescindere non posso, in tutta coscienza, consigliarvi un prodotto che si presenta in questo modo, facente per di più parte di una collana che per ora ha avuto più difetti che pregi. Recuperare Tesori Disney #1 è proibitivo, lo so, ma a questo punto se non avete mai letto queste storie vi converrebbe recuperarle sfuse in edizioni più modeste.
PS: ne parlo nella sezione della fumetteria perché ho deciso di cambiare paradigma, da questo mese. Pur ricordando che teoricamente il Gold viene distribuito anche in edicola (ma in pochissimi e selezionati punti vendita tra i più grandi e forniti delle metropoli), ritengo che la sua natura sia principalmente quella di prodotto da negozio specializzato – dove effettivamente è più facile trovarlo – e quindi per me è più giusto inserirlo qui.
Così farò anche con Extra, Fuoriserie e simili.

Spazio_Disney_settembre2021_17Questo mese anche Giunti si è data particolarmente da fare, e quindi le ultime righe le dedico alle proposte de “l’altro editore”.
In primis occorre nominare TopoPrincipe, volume annunciato da quasi quattro anni ma rimandato fino ad oggi because reasons e che si pone sulla falsariga del bel PaperDante della scorsa primavera, che forse col suo successo ha aperto le porte a questa nuova opera.
Ancora di scena Augusto Macchetto e Giada Perissinotto, stavolta non solo con un racconto illustrato (che si limita a poche pagine di prologo) ma con una vera e propria graphic novel che ricalca le orme del Piccolo Principe. Insomma, il linguaggio del fumetto torna in primo piano e questo non può che farmi un grande piacere.
Il tomo appare curato ed elegante, sia negli interni che negli esterni: non mi dilungo oltre perché è prevista l’uscita di una mia recensione ufficiale per Lo Spazio Bianco. Stay tuned 😉

Giunti propone inoltre Le più belle storie Disney – W.I.T.C.H. 2001-2021 vol. 2, decidendo di proseguire la ristampa cronologica dei primi episodi della testata con le cinque ragazze magiche (e non era scontato, il precedente poteva rimanere un unicum celebrativo) e Moby Dick, l’adattamento di Francesco Artibani e Paolo Mottura nella collana Letteratura a Fumetti.
Rimanendo in quest’ambito, val la pena citare infine anche la serie Capolavori della letteratura (edizione brossurata), che nel corso di questo mese è stata riproposta tramite un buon numero di volumi che la compongono, in realtà già usciti negli scorsi anni.

Credo di aver finito.
La parola come sempre a voi, ora: i commenti sono a vostra disposizione nel caso voleste condividere con me le vostre impressioni su queste uscite, per dirmi se concordate con quanto ho scritto o se la pensate diversamente.
L’appuntamento è per la prossima settimana, con il post dedicato ai Topolino di settembre!