Tutti i “Tesori”

Tutti i “Tesori”

È interessante, analizzando l’evoluzione delle testate Disney nel corso dei decenni, notare come alcuni titoli si ripetano paro-paro per serie diverse, riciclati per nuovi periodici a distanza di qualche anno dal caso precedente.

Se questo processo appare naturale in quei progetti dedicati a un singolo personaggio (Zio Paperone Panini vs. Zio Paperone Disney Italia, le tante incarnazioni di Paperinik ecc), fa sorridere il riutilizzo di termini più generici, che può nascere da iconicità e forza commerciale di una parola, dalla possibilità di richiamarsi a un illustre passato o anche – perché no? – da una certa pigrizia creativa.

Nel mio articolo sui volumi dedicati a Silvia Ziche ci eravamo imbattuti nelle due testate intitolate Disney d’autore, e un altro esempio può essere la definizione Anni d’oro (usata rispettivamente per il bimestrale pubblicato tra il 2009 e il 2014 e per l’opera omnia di Floyd Gottfredson uscita nel 2010 con il Corriere della Sera), ma in questo pezzo voglio invece focalizzarmi sul caso più eclatante di riciclo di un titolo, per il numero di volte in cui viene ripreso: Tesori.

Il vocabolo in questione ha infatti campeggiato sulla copertina di molte iniziative editoriali degli ultimi vent’anni, e non accenna a smettere di essere usato: evidentemente, trasmettendo in maniera immediata l’idea di qualcosa di prezioso, funziona particolarmente bene per progetti dedicati ai collezionisti, suggerendo istantaneamente al lettore che quella serie di albi è pregiata, tanto nei contenuti quanto nella cura con cui è realizzata.

Facciamo allora un excursus dei vari prodotti disneyani che si sono fregiati di questo titolo.

Tesori – Carl Barks (1998-2002)

Tesori_1Il primo caso riguarda un volume speciale, intitolato semplicemente Tesori, uscito nel 1998 come “supplemento a Zio Paperone #104”, conoscendo poi negli anni immediatamente successivi una seconda vita nel circuito dei Topocataloghi (pieghevoli di carta spessa che offrivano un ventaglio di prodotti Disney per cultori, acquistabili tramite bollettino postale).
Con una copertina dal forte colore blu, si presentava come un elegante cartonato telato con il titolo dorato in sovrimpressione; il contenuto era invece la riproposizione di Zio Paperone Speciale #1, che uscì quattro anni prima in edicola: Topolino e il mistero del cappellino rosso, Paperino e i corvi, Paperino e il gorilla e Zio Paperone – Una cavalcata nella storia.
La particolarità, evidente già dalla firma sulla cover, era quella di presentare tutte storie di Carl Barks, in particolare molto vecchie o distintive per tanti motivi (per esempio l’unica con Mickey Mouse e l’ultima uscita in allora, con i disegni di William Van Horn).
Inoltre tutte le avventure erano presentate anche nella versione originale in inglese e introdotte dai dotti contributi di Lidia Cannatella, Luca Boschi e Giulio Giorello.

A questo volume ne sarebbe seguito un secondo l’anno successivo, dal titolo Tesori Due: stavolta il filo conduttore sarebbero state le presenze femminili nella produzione barksiana, e così ecco riproposte al pubblico Paperino e le spie atomiche (presente anche nella versione originale), Zio Paperone e l’inespugnabile Deposito, Paperino fa una conquista e Paperino e la minaccia del loup garou, disegnata da Daan Jippes e pubblicata per la prima volta in Italia in questa occasione.
Le caratteristiche cartotecniche rimasero le medesime ma la grafica interna si fece più raffinata, e si aggiunse Alberto Becattini tra le firme degli articoli di approfondimento.

La bella serie continuò nel novembre 2000 con Tesori Tre – Storie di fantasmi e altro, presentato in versione cartonata come i precedenti ma anche brossurata da edicola come “Supplemento a Zio Paperone #134”. Il principale elemento distintivo era la pubblicazione di un inedito mondiale, l’ultima storia ufficiale scritta da Barks (per i disegni di John Lustig): Paperino “Da qualche parte, in mezzo al nulla”, che per l’appunto non era ancora stata pubblicata in nessuna nazione e che era proposta nella doppia versione originale e italiana. Figuravano inoltre una rarissima one-page e due avventure di spettri: Paperino e il fantasma della grotta e Zio Paperone a caccia di fantasmi.

Seguirono Tesori Quattro – Zio Paperone nel Klondike (novembre 2001), l’albo meno riuscito della collana, e un anno dopo Tesori Cinque – Storie rare, ben più interessante nel sommario presentato.
La strenna invernale si concluse così: una miniserie di grande valore che teneva fede al proprio titolo.

Per approfondire l’argomento rimando a questo mio articolo per Papersera.net.

Disney. Tesori e ricordi (2005)

Tesori_2Fuor di Disney Italia, e anche fuor di fumetto, mi sembra giusto ricordare un corposo volume edito nel nostro Paese da White Star nel 2005: traduzione di The Disney Treasures di Robert Tieman (Disney Editions), il tomo dalle dimensioni quadrate e contenuto in un cofanetto rigido era una specie di scrigno ricco di informazioni e curiosità sulla Disney in senso ampio, focalizzandosi sulla storia di Walt e dei suoi Studios, sui film e sui personaggi, fino ad arrivare ai parchi divertimento. Non solo, il prodotto era dotato di diverse riproduzioni cartacee di memorabilia come biglietti, locandine, schizzi grafici ecc che rendevano l’esperienza di lettura interattiva e coinvolgente.
Del resto Tieman è stato per vent’anni responsabile degli Archivi Disney a Burbank e aveva quindi la competenza e l’amore necessari per un’impresa del genere, completa e soddisfacente per ogni fan.
Per quanto in questo caso il titolo non sia da addurre alle edizioni italiane, dal momento che è la semplice traduzione letterale di quello americano, mi sembrava significativo inserirlo in questo elenco.

Tesori Disney (2009-2013)

Tesori_3Tornando a Disney Italia, il termine “tesori” è stato ripreso nel 2009 per definire una nuova testata per collezionisti, in un periodo in cui le due principali serie di questo tipo (Zio Paperone e I Maestri Disney) erano arrivate al capolinea.
Scopo di Tesori Disney era quello di raccogliere in un’unica soluzione i cicli con un personaggio e le saghe a episodi, in una collezione trimestrale di cartonati da edicola al prezzo fisso di 9,90 € a prescindere dalla foliazione.
L’idea era di valore e le prime due uscite, con il filone della Reginella di Rodolfo Cimino e con Storia & gloria della dinastia dei paperi, confermarono le buone impressioni. Già dal terzo volume però qualcosa si inceppò nella filosofia del progetto, inaugurando una sequenza di problemi e incidenti di percorso (chi ricorda l’affaire Paperolimpiadi?) che nel corso dei quattro anni di vita hanno minato la fama della collana, fino ad arrivare a un aumento di prezzo non indifferente (12,50 €) e a una dilatazione delle uscite che portarono rapidamente alla chiusura.
Peccato, perché i titoli di valore non mancarono anche a testata avanzata (le tre raccolte dedicate a Luciano Bottaro, per esempio, ma anche il tutto-Atomino in due volumi e I racconti intorno al fuoco, per quanto ristampati solo in parte).
Inoltre l’apparato editoriale a cura del terzetto di filologi disneyani era quasi sempre di grande rilievo. Ad oggi rimane una delle idee migliori realizzate sul fumetto Disney in Italia, con alcuni tomi veramente imperdibili per cura e obiettivi, ma le macchie non furono poche e questo rovina l’immagine complessiva dell’opera.

Per approfondire l’argomento rimando a questo articolo di Amedeo Badini su Papersera.net.

Tesori International (2016-2018)

Tesori_4Nonostante il termine fosse stato in parte “sporcato” dalla precedente esperienza, Panini Comics decise di riprenderlo in mano per un progetto editoriale dai contorni simili: si trattava sempre di raccogliere cicli narrativi, in qualche modo, anche se non sempre con propositi di completezza, anzi sarebbero state perlopiù antologie tematiche. Il filo rosso era dato dalla provenienza estera delle storie in questione, un mercato che in effetti, senza Zio Paperone e Mega, era ormai pesantemente sacrificato e ignorato.
Si partì alla grande con i primi due numeri dedicati alla $aga di Paperon de’ Paperoni e ai cosiddetti capitoli-extra, tutto ad opera di Don Rosa. Dopodiché ci furono ben poche proposte degne di nota: il Paperoga di Dick Kinney e Al Hubbard, 15 paperavventure di Daan Jippes e soprattutto la saga di Mac Paperin ad opera di Marco Rota, riunita in maniera completa per la prima volta in Italia.
A febbraio 2017 la testata si rinnovò con un sottotitolo: I grandi autori italiani Disney nel mondo, ibridando in qualche modo il concetto iniziale di internazionalità. Furono di scena ancora Rota, Romano Scarpa spalmato su due uscite con le storie realizzate per la casa editrice nordeuropea Egmont e Giorgio Cavazzano, anche lui con la produzione danese.
Dopo queste quattro uscite, però, il rilancio si concluse insieme alla serie nel suo complesso.

Per approfondire l’argomento rimando a questo articolo di Amedeo Badini su Papersera.net.

Tesori Made in Italy (2017-2018)

Tesori_5CDa una costola di Tesori International si originò l’anno successivo una sorta di spin-off, dall’assurdo nome Tesori Made in Italy. Stessi font e grafica interna, ma con copertine a sfondo bianco, il nuovo progetto voleva essere in qualche modo l’erede de I Maestri Disney perché si concentrava esplicitamente sulla celebrazione degli autori.
La formula era leggermente diversa rispetto alla gloriosa testata degli anni Novanta: invece di alternare vari fumettisti per ciascun numero, si produssero sei albi di fila dedicati a Giorgio Cavazzano e poi quattro consecutivi incentrati su Massimo De Vita.
Il progetto non andò oltre il decimo albo, scontrandosi con un mercato dell’edicola mutato che non premiava più progetti per collezionisti in questo contesto, con prezzi popolari e edizioni più umili. Infatti il progetto si riciclò in fumetteria con altro titolo (Disney d’autore), prezzo più elevato e cartonatura.

EXTRA: Walt Disney Treasures – DVD (2001-2009)

Tesori_6Per concludere questa carrellata, mi permetto un extra-classifica. Extra perché non appartenente al mondo del fumetto e perché non si tratta nemmeno di un libro, bensì di una collezione di DVD.
I Walt Disney Treasures furono infatti un ambizioso progetto nato in USA e volto a raccogliere per la prima volta in modo ordinato e completo la produzione di cortometraggi animati realizzati dai Disney Studios a partire dagli anni Venti del secolo scorso, con l’aggiunta di diversi approfondimenti nella sezione dei contenuti speciali. Prima di allora, fin dai tempi delle videocassette, i corti erano distribuiti al massimo in alcune compilation antologiche senza nessuna pretesa collezionistica.
Queste edizioni arrivarono anche da noi, qualche anno dopo, ma le versioni italiane ebbero vita travagliata tra difformità nelle custodie, ritardi di distribuzione, corti mancanti per vari motivi ecc. Soprattutto, alcuni titoli non sono proprio mai giunti nel Bel Paese, come il secondo volume di Topolino in bianco e nero o il quarto di Semplicemente Paperino.
Al netto di questi problemi, mi preme evidenziare che in Italia il nome non venne tradotto, ma il termine sempre quello era: Treasures, Tesori… evidentemente questa parola, dall’America all’Italia, ha mantenuto per anni un suono e un significato di forte impatto, in grado di convincere gli addetti ai lavori a utilizzarlo per i progetti di più alto profilo.

Bene, spero che questa dissertazione sia stata di vostro interesse, per quanto si basi più su una curiosità che altro.
Non mi resta che rimandarvi a lunedì, quando svelerò con il consueto post di anteprima argomento e ospite della prossima live, prevista per martedì prossimo alle ore 21.00 😉

Bonus track

Continua lo spazio “Bonus track” per rilanciare qui sul blog pezzi disneyani apparsi a suo tempo su Lo Spazio Bianco: stavolta voglio condividere il mio approfondimento su Marco Rota, pubblicato originariamente il 26 marzo 2020.

https://www.lospaziobianco.it/marco-rota-disney-gusto-classico/