Il mio fumetto quotidiano #43: "La dinastia dei Miller"

Il mio fumetto quotidiano #43: “La dinastia dei Miller”

Almeno un fumetto al giorno: questo l’impegno che mi sono preso per il 2020… Non recensioni, ma impressioni di lettura, sensazioni, ispirazioni suscitate da letture che avevo lasciato indietro.

Devo ringraziare il buon Nedeljko Bajalica per avermi fatto scoprire questo fumetto. Quanto ne scrisse per la rubrica Essential 300 Comics mi affrettai a cercarlo su eBay e ad acquistarlo, concquistato dai pochi disegni mostrati nell’articolo e dalle sue parole. Poi il volume è rimasto sullo scaffale fino a oggi, quando, senza avere a disposizione il mio Surface (batteria gonfia, non vi dico gli improperi!) e la sua infinita fonte di pdf (tutti regolarmente concessi per recensione al sito, non pensate male), mi sono ritrovato a cercare nella mia stanzina dei fumetti quelli che giacevano lì ancora non letti. Perché poi? Boh, non so mica dire perché alcune cose le leggo subito e invece altre restano lì, a prendere polvere… Un giorno dovrò analizzare questa mia tara mentale.

Ma tornando a La dinastia dei Miller, si tratta della raccolta di due fumetti brevi scritti e disegnati da Maurizio Bovarini. Bovarini è uno di quegli autori che negli anni sono stati dimentica, accantonati e schiacciati dal ricordo dei mammasantissima Toppi, Battaglia, Pazienza… Andando per i mercatini o nel retrobottega di qualche fumetteria ne trovere di fumetti come questi, di editori scomparsi, in edizioni cartonate o brossurate con sopra nomi mai sentiti o quasi: una schiera di autori, artisti, artigiani magari che hanno fondato le basi del fumetto italiano di oggi e che non sono stati mai ristampati, riscoperti, ringraziati per quello che hanno rappresentato e fatto. D’altra parte siamo una nazione con scarsa memoria storica, in tutto, anche nel fumetto.

Per scoprire chi era e cosa ha fatto Bovarini vi rimando alla pagina dell’Archivo della Fondazione Franco Fossati: www.lfb.it/fff/fumetto/aut/b/bovarini.htm. Parlando del fumetto, si tratta di due western ambientati a distanza di una generazione l’uno dall’altro: dal western dei saloon, degli inseguimenti a cavallo, delle sfide a colpi di pistola, al western dell’industrializzazione, della malavita newyorkese, delle rese dei conti mafiose. Due storie pregne di tragedia, con qualche tocco di amarissima ironia nella prima nella progressiva perdita di arti del protagonista, due storie che non odorano di lieto fine fin dalla prima vignetta, narrate con un gusto quasi naif nel gestire le vignette e le tavole, con una leggerezza nel comporre i dialoghi che oggi sarebbe imperdonabile: più di una volta ho trovato nuvolette che non sono dove mi sarei aspettato, constrindomi a leggere prima la risposta della domanda ma, e c’è un ma, invece di infastidirmi mi ha dato l’impressione di una parlata molto realistica, di frasi accavallate quasi le une sulle altre, come avvenissero quasi nello stesso istante.

Ma forse sono i disegni grandiosi di Bovarini a farmi perdonare tutto: un segno violento, schizzato, rabbioso quasi, personaggi dai volti grotteschi e dai connotati esasperati, un segno sempre in movimento, fugace e sconvolgente, che ha poco di paragonabile nel fumetto di oggi. Riscopritelo anche voi, se riuscite.

Qui il pezzo di Nedeljko Bajalica:

Maurizio Bovarini – La dinastia dei Miller