Il mio fumetto quotidiano: "Questione di vita"

Il mio fumetto quotidiano: “Questione di vita”

Almeno un fumetto al giorno: questo l’impegno che mi sono preso per il 2020… Non recensioni, ma impressioni di lettura, sensazioni, ispirazioni.

Jeffrey Brown ha sempre una sua voce leggera e delicata, ironica eppure malinconica. I suoi libretti ispirati a Star Wars sono deliziosi, vi conviene trovarli!

Questione di vita è un volume autobiografico che spazia tra la sua infanzia e la sua vita da genitore, seguendo principalmente il tema della fede e del suo rapporto con Dio, ma inframmezzato da episodi che appaiono piuttosto casuali e slegati tra loro.

Questa mancanza di unità è un difetto che ho avvertito durante la lettura, specie nei passaggi più bruschi o nei salti temporali a volte non immediati da afferrare. Superati questi momenti, però, ne restano altri molto gradevoli e altri ancora che fanno riflettere, anche quando vengono rappresentati momenti piuttosto comuni e niente affatto profondi in prima istanza, come nei resoconti adolescenziali di un figlio in contrasto con i genitori sulla religione e alla ricerca di una sua identità.

Quello che lega tutto il racconto però resta il rapporto genitoriale, il rapporto tra Jeffrey e suo padre, tra Jeffrey e suo figlio, tra questi e suo nonno paterno. Tre generazioni sul filo dei ricordi, con un’ombra a ricordare come il tempo passi per tutto e tutti. Ma sempre con un atteggiamento positivo, forte. Brown è uno come tanti, uno come noi potremmo dire, e questo rassicura, ce lo fa sentire vicino e apprezzare ancora di più.

Antonio Napolitano ne ha scritto su Lo Spazio Bianco:

Questione di vita (Jeffrey Brown)