AGGIORNATO AL 2 SETTEMBRE 2021
Eccoci qui, dopo lâintro di una settimana fa si parte ufficialmente con Lo Spazio Disney!
Come anticipavo, inauguro il blog con unâanalisi a piĂš ampio raggio rispetto a quella che sarĂ la norma: invece di parlare nello specifico degli albi piĂš recenti (materia del post che pubblicherò la prossima settimana per le uscite di settembre), illustrerò il panorama complessivo di quanto si può attualmente trovare sugli scaffali di edicola e fumetteria per quanto riguarda il materiale Disney-Panini.
Questo permetterĂ anche a chi non è molto âsul pezzoâ di avere una visione complessiva delle testate disneyane correnti, e a me di non doverle contestualizzare ogni volta che le citerò in un post per spiegarne caratteristiche e linea editoriale: non a caso rimarrĂ come link in evidenza nella home page del blog.
A tal proposito consiglio anche la lettura di un articolo che ho scritto a quattro mani con lâamico Davide Del Gusto per il sito del Papersera, pubblicato a inizio agosto e legato a questo macro-argomento, a cui mi sono in parte ispirato nella presentazione delle serie.
Lâedicola disneyana
Tra i periodici da edicola si contano:
- Topolino (settimanale)
- Paperino (mensile)
- Zio Paperone (mensile)
- Paperinik (mensile)
- Disney Big (mensile)
- I Grandi Classici Disney (mensile)
- Il manuale delle Giovani Marmotte (mensile)
- I Classici Disney (bimestrale)
- Paperfantasy (bimestrale)
- Le piĂš grandi avventure (bimestrale)
- PK² Giant (bimestrale), ristampa della seconda serie di PK [concluso ad aprile 2021]
- Almanacco Topolino (bimestrale)
- Topolino Extra (bimestrale)
- Il Club dei Supereroi (bimestrale)
- Papersera (trimestrale)
- Topolibro (aperiodico)
- Disney Definitive Collection (aperiodico)
- Topolino Fuoriserie (aperiodico)
- DuckTales (aperiodico)
- Topolino Gold (aperiodico)
- Disney Collection (aperiodico)
Vediamo di capire, in sintesi, come sono impostate le singole pubblicazioni.

Dallâautunno 2018 il direttore è Alex Bertani, che ha voluto impostare fin da subito la propria visione del giornale e delle storie a fumetti, unâimpronta che negli ultimi mesi sta finalmente emergendo in maniera netta, superato lâiniziale periodo di necessaria transizione dalla precedente direzione, targata Valentina De Poli.
Il Topolino di Bertani dimostra di dare grande importanza a sceneggiatori e disegnatori, spesso valorizzati in interviste e citazioni allâinterno dellâeditoriale in apertura di ogni numero. I fumetti sono piĂš che mai il cardine attorno al quale ruota Topolino, Bertani ha raccolto questa spinta inaugurata proprio da De Poli e lâha in qualche modo potenziata, occupandosi in prima linea di mettere sul tavolo spunti per nuove saghe, di coinvolgere nuovi fumettisti investendo su di loro, e di introdurre anche piccole novitĂ a livello di âlegamiâ tra le varie storie, con alcuni esperimenti di quella che potremmo definire âmicro-continuityâ proposta secondo percorsi inusuali e a volte stimolanti.
Si tende a un settimanale dinamico, che cerca di fidelizzare i lettori tramite un gran numero di storie a puntate che si snodano anche per quattro o cinque numeri consecutivi e valorizzando in maniera contemporanea i personaggi piĂš giovani del cast, come Qui Quo Qua e Tip&Tap; si è lavorato anche sul colpo dâocchio, cercando di offrire unâomogeneitĂ di approccio e di disegno per le copertine.
Proprio con settembre il marketing ha impostato una campagna stampa per rimettere il settimanale sotto i riflettori, con uno spot televisivo e radiofonico, una cover sbrilluccicosa e due varianti per fumetteria e shop online, puntando per esplicita ammissione sui personaggi e le loro avventure invece che su gadget o altro di accessorio.
Certamente Topolino mantiene i problemi propri di una rivista antologica, che per di piĂš deve produrre una media di cinque storie a settimana seguendo una determinata e stringente policy, ma rimane lâunico contenitore di storie esclusivamente nuove. Se vuoi avere sottâocchio lâattuale situazione in cui versa il fumetto Disney, con tutti i suoi pregi e i suoi difetti, non puoi prescindere dal âTopoâ.

Se stai giĂ collezionando quella specifica serie o sei particolarmente appassionato del personaggio, si configurano come un acquisto valido; per il resto si tratta di uscite miscellanea dove può anche capitare la storia buona, ma allâinterno di un contenitore poco interessante in senso assoluto e con il solo vantaggio dellâessere un tascabile pratico ed economico.
Vuoi leggere tanto a un prezzo contenuto? Disney Big è il mensile che fa per te: punta tutto sulla quantitĂ , offrendo un alto numero di pagine ma con una selezione di storie non sempre allâaltezza perchĂŠ assolutamente randomica. Rispetto ad altre serie, si spazia maggiormente sui periodi di provenienza delle storie riproposte, permettendo quindi di trovare anche qualche avventura piĂš datata, ma si tratta sempre di sommari âun tanto al chiloâ.
Paperfantasy è il magazine dedicato alle trame di impianto fantastico o fantascientifico, ospitato bimestralmente nella collana-ombrello Tutto Disney ma con autonoma numerazione. Negli ultimi numeri, compreso quello agostano, si dedica a riproporre la serie Q-Galaxy di Stefano Ambrosio, onestamente dimenticabile secondo me, ma il fumetto Disney ha spesso offerto molte buone storie di questo genere narrativo: se ne sei appassionato, potresti dare una chance a un albo o due.
Ogni numero ha una paginetta introduttiva a cura di Marco Iafrate che ne anticipa il contenuto commentando e contestualizzando alcune delle storie presenti.
I Classici Disney è una testata storica, rilanciata però un anno e mezzo fa con nuova numerazione e con la ripresa di una vecchia formula editoriale: numeri tematici nei quali le storie riproposte sono unite assieme da una cosiddetta frame-story inedita che, legando insieme le singole avventure con qualche stratagemma, vorrebbe dare lâimpressione fittizia di una narrazione unitaria. Approccio che personalmente ho sempre detestato, perchĂŠ non ha mai aggiunto niente di valido agli albi risultando di fatto solamente pretestuoso e gratuito, e che non risolve lâannoso problema da cui era afflitta la testata giĂ da prima del restart: una selezione quasi sempre deludente, dettata dalla combo della foliazione ristretta e dagli anni da cui I Classici attingono, che porta a unâofferta di storie spesso poco interessanti.
Dal 2021 ha però conosciuto una nuova incarnazione “d’autore”: a selezionare le storie e a scrivere le tavole di raccordo è di volta in volta uno sceneggiatore in forza a Topolino, un’operazione capace di ridare un minimo di interesse al progetto.

Che tu sia un appassionato di lungo corso o un lettore curioso e attento che vuole approfondire la storia del fumetto Disney, I Grandi Classici sono una testata di riferimento.
Il manuale delle Giovani Marmotte è una miniserie pensata per lâestate 2020, articolata inizialmente in quattro volumi ma che sta proseguendo a oltranza a seguito del positivo riscontro: è forse utile ricordare â corsi e ricorsi storici â che giĂ negli anni Novanta esisteva una testata dedicata al corpo scoutistico in cui militano Qui Quo Qua.
Il progetto si è rivelato interessante sia per lâinvito ai lettori a ritrovare un contatto con la natura, con tanto di rubriche apposite sul tema che denotano attenzione verso il prodotto, sia per la volontĂ di presentare un gran numero di storie prodotte per il mercato nordeuropeo e che vedono la luce in Italia per la prima volta in questa sede. Una testata in qualche modo âibridaâ che prova ad intercettare i piĂš giovani con tante idee sulla vita allâaria aperta ma anche lâappassionato disneyano con la proposta di storie inedite (anche se non sempre qualitativamente rilevanti, ma utili per osservare un approccio â soprattutto nei disegni â differente dal modello italiano).

Una testata modesta, venduta a pochi euro, partita come miniserie di quattro numeri e continuamente rinnovata fino a proseguire âa oltranzaâ, nonostante contenga materiale datato e con un tipo di disegno che almeno teoricamente non avrebbe dovuto avere troppo appeal presso il grande pubblico odierno, ma che invece ha trovato il modo di funzionare. Onore al merito a Francesco Gerbaldo, che cura il progetto con passione e che ha rinfocolato lâinteresse attorno al ciclo su Paperino e Paperoga reporter per il quotidiano di Zio Paperone.
Le brevi storie che lo compongono sono ben lontane dallâessere fondamentali nel fumetto Disney, ma sono spesso genuinamente divertenti e offrono un bello spaccato del fumetto umoristico statunitense e brasiliano tra gli anni Settanta e Ottanta. La presenza di almeno due storie inedite a numero, mai tradotte prima dâora in Italia, impreziosisce poi il progetto per i cultori.
Sulla stessa falsariga ha esordito nell’estate del 2021 Il Club dei Supereroi: stesso formato, stessa attenzione a un singolo tema, stesso spazio per le inedite, stesso curatore e stessa attenzione alla produzione brasiliana come bacino a cui attingere. In questo caso, però, Gerbaldo è meno legato a questo aspetto della produzione disneyana, dato che l’argomento gli consente di spaziare di piĂš: non mancano infatti storie italiane e americane, in particolare l’esordio in Italia delle avventure di Darkwing Duck, fiore all’occhiello di questo progetto editoriale.
L’argomento supereroico funziona sempre e può essere una buona trovata per attirare diverse fasce di pubblico.
Un’ottima iniziativa è rappresentata dall’Almanacco Topolino, rilancio da aprile 2021 dell’analoga testata nata nel 1956 sotto Mondadori. L’idea è valida perchĂŠ rappresenta il posto in cui ospitare sistematicamente storie straniere ancora inedite da noi, scelte tra la produzione mondiale recente e meno recente, contenitore che da troppi anni mancava sugli scaffali.
C’è spazio anche per la ristampa di alcune opere italiane realizzate appositamente per l’Almanacco Topolino degli anni Sessanta e Settanta, tra quelle degli autori piĂš blasonati di casa nostra.
Le piĂš grandi avventure è invece unâidea strana: un bimestrale che si concentra su un tema diverso in ogni numero e lo sviscera attraverso alcune storie legate a tale argomento. Inutile dire che il titolo è pretestuoso, perchĂŠ quasi mai quanto proposto rappresenta il meglio del fumetto disneyano.
Non è tanto questo che critico alla rivista, quanto il suo essere sostanzialmente un clone, nella teoria e nei fatti, dei tanti volumi one-shot tematici che da quasi tre decenni affollano le edicole e tuttâora piuttosto floridi.
Esplosi a metĂ anni Novanta, questo tipo di albi si configurano allâinterno di collane-ombrello (Speciale Disney, Disney Team, Disney Special Event, Super Disney ecc) e di uscita in uscita propongono un titolo diverso, legato spesso e volentieri a eventi sportivi, di attualitĂ , di costume e di spettacolo.
Con Panini questo processo si è ampliato, creando addirittura sotto-serie a tempo determinato allâinterno di queste collane, legate a un personaggio in occasione del suo anniversario o ad altri pretesti: cito solamente a titolo di esempio The best of Paperopoli/Topolinia e Le grandi sfide (incentrato sulle contrapposizioni tra personaggi, come Paperone-Amelia o Topolino-Gambadilegno).

Si tratta di una collana aperiodica incentrata sugli autori, che nel corso degli anni ha mutato titolo e approccio diverse volte, andando col tempo a perdere un poâ della smalto iniziale. Dalla presenza di diverse pagine di editoriali e interviste si è passati a soli due brevi contributi, con indici molto meno centrati rispetto alle prime otto-dodici uscite.
Lâincarnazione 2020 del progetto si è concentrata su alcuni scrittori storici di Topolino, iniziando la scorsa primavera con Giorgio Pezzin e arrivando lo scorso luglio a Guido Martina, primo sceneggiatore Disney italiano. Lâintento è pregevole come agli inizi, ma la cura editoriale è appiattita a una breve introduzione e a una scarna postfazione e la selezione di storie â in questâultimo caso â appare come migliorabile, con una prima parte pur buona ma una seconda decisamente piĂš claudicante.
Ă âlâeffetto compromessoâ a cui sottostanno le (ormai pochissime) testate per collezionisti che sopravvivono in edicola e che non sono state dirottate per il solo canale delle fumetterie.
Dopo il ciclo delle Writers Edition, nel 2021 si è inaugurato quello delle Metal Edition, dedicate agli sceneggiatori contemporanei piÚ umoristici.
Lanciati come allegati a Topolino per celebrare la Fiera del Libro di Torino, i Topolibro sono diventati un appuntamento ricorrente, slegandosi dalla manifestazione culturale piemontese per diventare delle piccole occasioni per approfondire determinate realtĂ (l’opera lirica, il giornalismo, i sessant’anni dalla morte dello scrittore Ernest Hemingway…), attraverso sommari a tema, con una selezione piĂš attenta e ponderata rispetto ai comuni vattelapesca tematici e con un piccolo spazio di approfondimento editoriale.
Prodotti non eccessivamente pretestuosi ma di un certo interesse.

Topolino Fuoriserie offre invece storie inedite realizzate appositamente per questo formato, un cartonato alla francese di una cinquantina di pagine. Finora si è occupata delle nuove avventure di PK (versione hi-tech e fantascientifica di Paperinik), ad opera di Roberto Gagnor, Alberto Lavoradori, Roberto Vian, Alessandro Sisti e Lorenzo Pastrovicchio e del fantasy di Wizards of Mickey a cura di Matteo Venerus, Emmanuele Baccinelli, Luca Barbieri e Lorenzo Pastrovicchio con lâintento di dare risalto a questi progetti fuori dal contesto di Topolino.
Sulla carta unâottima idea, peccato che finora abbia portato a storie che sarebbero comunque state benissimo anche sul settimanale (sia per foliazione che per tono narrativo), con lâunico esito â almeno per lâutente finale â di non poter scegliere se accontentarsi di una prima pubblicazione sul pocket o se puntare alla versione lussuosa.
Formato analogo anche per DuckTales, contenitore di storie brevi ispirate all’omonima serie animata, realizzate in America e tradotte per l’Italia direttamente in questa serie dedicata.
Sempre sfruttando queste caratteristiche editoriali, a dicembre 2020 vengono varate due nuove testate: Topolino Extra e Topolino Gold. La prima ha l’obiettivo di riproporre saghe o cicli a puntate apparsi su Topolino nell’ultimo anno e mezzo, vale a dire quelli che piĂš aderiscono alla visione di Alex Bertani per la sua idea di libretto, con la possibilitĂ per gli autori di correggere o migliorare certi passaggi e dettagli e con numerosi contenuti speciali e dietro le quinte nel vasto apparato di approfondimento.
La seconda vuole invece riscoprire storie di grandi autori che hanno fatto la storia del libretto, celebrando quelle opere che in in modo o nell’altro hanno fatto la storia del fumetto Disney.
Ad aprile 2021, ancora in questo formato, parte invece Disney Collection, nome sotto al quale si cela l’edizione italiana delle storie francesi pubblicate Oltralpe da GlĂŠnat. Panini eredita cosĂŹ il compito di portare da noi queste opere cosĂŹ ricercate e in parte “lontane” dal fumetto disneyano al quale siamo abituati, dopo che Giunti aveva mollato il colpo con appena tre titoli della serie tradotti in italiano.
Il nuovo progetto prende avvio con Mickey e l’oceano perduto, di particolare richiamo perchĂŠ i disegni sono del “nostro” Silvio Camboni.
Anche in tutti questi cinque casi, come per la Definitive, non tutte le edicole possono vantare di ricevere il periodico (e comunque, anche in quei casi, in non piĂš di una-due copie): sono “da edicola” piĂš formalmente che concretamente, perchĂŠ la loro distribuzione in questi punti vendita riguarda una piccola parte del totale dei giornalai italiani, e soprattutto nelle grandi cittĂ .
Nella sostanza si tratta di materiale che trova invece come collocazione ideale le fumetterie, realtĂ che vado subito ad approfondire nel prossimo paragrafo.
La fumetteria disneyana
Lâaltra metĂ della luna nel panorama delle pubblicazioni Disney-Panini è il mercato delle fumetterie.
Sei un lettore attento? Un collezionista esigente? Un fumettofilo accanito? Sei cresciuto negli anni Novanta con gli articoli di Luca Boschi e Alberto Becattini su Zio Paperone e I Maestri Disney?
Allora probabilmente è a questa sezione che ti sentirai piÚ affine!
Panini, forte della sua conoscenza del mercato fumettistico, ha capito abbastanza presto che, pur rivolgendosi di base a bambini, ragazzini e casual readers, il fumetto disneyano gode anche di un pubblico piĂš âraffinatoâ, di veri e propri cultori che, come accade per i comics Marvel e DC, sono ben contenti di poter comprare edizioni lussuose e volumi cartonati che valorizzino le migliori storie, vecchie e nuove; prodotti ricercati, adattissimi da presentare nelle fiere di settore ma anche â appunto â da distribuire nei negozi specializzati.
Un terreno pressochĂŠ vergine e che dopo la âbollaâ a cavallo tra i â90 e i â00 non era stato mai realmente sfruttato da Disney Italia.
Attualmente le collane da fumetteria in corso dâopera sono:
- Disney De Luxe
- Disney Super De Luxe
- Disney dâautore [chiuso a ottobre 2020?]
- Gli archivi di Topolino [chiuso dalla primavera 2020]
- Don Rosa Library De Luxe
- Donald Duck, le origini â Le strisce quotidiane complete di Al Taliaferro
- Mickey Mouse â Le strisce quotidiane complete di Floyd Gottfredson
- Io… [inserire personaggio] (distribuito anche in libreria; bimestrale?)

Rappresenta comunque un buon modo per valorizzare storie di un certo tipo dopo il loro debutto su Topolino, sul quale potevano apparire sacrificate.
La versione Super si muove sullo stesso solco, ma con dimensioni ancora maggiori e attingendo a storie piÚ datate e piÚ corte; presenta inoltre una sovracoperta che può diventare un poster.
Disney dâautore punta i riflettori su alcuni grandi nomi contemporanei al lavoro su Topolino, dedicando due numeri consecutivi per ciascuno di loro: per ora vi sono stati ospitati Silvia Ziche, Paolo Mottura e Casty, che contribuiscono ai volumi con indicazioni sulla scelta delle storie e con dichiarazioni personali, schizzi di studio e curiositĂ .
Giocoforza non si trovano qui le loro opere piĂš lunghe e complesse, ma la selezione porta comunque alla luce prove interessanti, magari anche giovanili, e uno spaccato sul lavoro dellâartista di turno in eleganti edizioni cartonate, dotate anche di un cofanetto in cui conservarle.

I due volumi usciti finora hanno affrontato il 1949 e il 1950.
Se sei un appassionato âduro e puroâ e amante delle atmosfere vintage, questo progetto fa al caso tuo. Peccato che sembri ormai abbandonato, dal momento che notizie su ulteriori volumi latitano…
Infine, un aspetto degno di nota è quello che accomuna la Don Rosa Library, la collana sul Paperino di Al Taliaferro e quella sul Topolino di Floyd Gottfredson.
La predisposizione alle omnie di autori disneyani, in Italia, è stata tardiva e sdoganata di fatto solo nel 2008 con La grande dinastia dei paperi, che pubblicava in maniera ordinata lâintera produzione di Carl Barks. Ma era unâiniziativa da edicola e in collaborazione con il Corriere della Sera, quindi molto popolare (cosĂŹ come sarebbero state negli anni successivi quelle dedicate a Gottfredson e a Romano Scarpa), mentre in America editori come Fantagraphics e IDW pubblicavano cartonati da libreria.
Ora, pressochĂŠ contemporaneamente, Panini porta avanti ben tre progetti di questo tipo, traducendo in italiano proprio quelle versioni dâoltreoceano e offrendo quindi in modo âdefinitivoâ il corpus di questi tre grandi autori. Iniziative da accogliere senzâaltro positivamente, ma non certo per tutte le tasche; è inoltre da notare come, per Taliaferro e Gottfredson, si parli di un numero di volumi totale piuttosto alto, peraltro da spalmare cum grano salis nel corso dellâanno (considerazione che riguarda anche lâedizione americana, naturalmente).
Sono infine da segnalare una serie di volumi pensati in particolare per la distribuzione da libreria: con il 2021 Panini ha infatti trovato un accordo con Giunti, licenziataria della distribuzione di materiale Disney in quei punti vendita, per poter “entrare” anche lei in quel contesto con un ristretto numero di edizioni.
Si tratta degli Io (Paperino, Topolino, Zio Paperone ecc) – volumi corposi e cartonati dedicati a celebrare il personaggio di turno con un indice dedicato – e delle proposte one-shot accomunate però tra loro da formato e prezzo. Tomi ben curati e interessanti, che nel 2021 hanno visto di scena Il Deposito di Zio Paperone, Messer Papero e L’Inferno di Topolino.

Si tratta di una realtà che fino a dieci anni fa ci si poteva appena sognare e che ora è una consuetudine che solo il Covid-19 ha in parte frenato.
Una manna se sei un appassionato sfegatato, ma la grande rincorsa ad offrire sempre di piÚ e il costante aumento dei prezzi (spesso accompagnato, di contro, da un impoverimento dei prodotti) costringe a mio avviso il lettore ad adoperare uno sguardo attento sulle proposte, discernendo quelle veramente valide e operando inevitabili scelte (chiaramente un discorso valido anche per altri universi narrativi ed editori): scelte per le quali cercherò di dare una mano, nel mio piccolo, tramite questo blog.
Sono stato fin troppo logorroico, ma spero di aver offerto un quadro abbastanza puntuale dellâattuale offerta disneyana a fumetti.
Dal prossimo post dovrei riuscire ad essere piÚ contenuto, limitandomi a illustrare quel che di interessante è uscito nel corso del singolo mese.
Lâappuntamento è quindi per la prossima settimana, non mancate! đ
Ottimo articolo, Bramo!
Le aspettative si alzano, chissĂ di cosa parlerai! đ
Ciao Andrea, grazie!
Fra meno di sette giorni, con il primo post “canonico”, inizierai ad avere un’idea dell’impostazione che vorrei dare al blog.
In sostanza comunque, come detto, sarĂ il mio punto di vista sulle uscite piĂš interessanti di ogni mese e su alcune delle storie di punta pubblicate su Topolino đ
Non definirei Martina il primo sceneggiatore italiano, Pedrocchi l’ha preceduto ampiamente.
Ciao!
Hai ragione, imprecisione mia. Intendevo il primo sceneggiatore italiano in forza a “Topolino”.
Grazie per la puntualizzazione đ
Articolo molto molto interessante, complimenti! Ho letto anche la proposta di edicola sul Papersera qualche tempo fa, per cui vado a memoria.
A mio avviso, hai dato una panoramica buona dell’offerta disneyana. Seguo Topolino, Pk2 Giant e Grandi Classici, ma tengo sempre d’occhio gli indici e le uscite, spesso senza purtroppo trovare contenuti per me appetitosi. Tra le varie testare “reincarnate”, per me i GC sono gli unici ad essere tornati in veste interessante: editoriali, grandi autori ogni mese (solitamente uno Scarpa, un Barks, un Martina e un Carpi, piĂš altre storielle) e la sezione Superstar, a cui ormai non potrei rinunciare, dato che la trovo sempre da quando ho iniziato a leggere. Il Topolino è la mia “coccola” settimanale e compagno di letture serali, ormai mi segue da anni. Invece, Pk2 Giant è il mio tentativo di recuperare la saga di Pk, dato che ero in fasce quando era in corso di pubblicazione. L’unico aspetto un po’ deludente del Giant sono gli extra mancanti, ma per una novella Pker come me è oro poter recuperare la serie senza troppi giri. Per il resto non sto seguendo nessun’altra testata. Mi tentano il recupero di alcune Definitive e l’acquisto dell’omnia di Gottfredson, ma mi trovo a un bivio, dato che stando all’INDUCKS i volumi Fantagraphics sono una dozzina. Quindi circa 5 anni di pubblicazione. Seguire questa omnia (c’è il rischio che venga chiusa a metĂ ?) o recuperare gli Anni d’oro? Argh!!
Un altro aspetto è che adesso i vattelapesca non mi tentano piĂš di tanto, anzi, mentre fino a un paio di anni fa (prima che diventassi una “tipa da fumetteria”, per intenderci) per me era una gioia poter collezionare gli Estatissima.
Per quanto riguarda invece l’articolo sul Papersera, a me farebbe piacere una sorta di nuovo Mega, con le danesi e le straniere in generale. Posseggo qualche Mega Almanacco anni 80 che furono di mia zia (viva, ma non piĂš lettrice da tempo), e curiosando gli indici dall’INDUCKS mi tentano eccome. Taglierei qualche collana-ombrello, mentre sposterei Zio Paperone su una fascia comprendente anche il Novecento. Per questo ultimo punto, rimanderei a un recente post di un utente del Papersera, dove si ipotizzava che queste storie recentissime servissero a fidelizzare i lettori, per poi spostare la linea su produzioni piĂš vecchie. Naturalmente è quello che spero pure io.
Scusate il mio post lungo come la Bibbia, ma i fumetti Disney sono la mia passione, insieme alle mie serie TV.
Ciao e bentornata su queste pagine!
A commento lungo, risposta altrettanto lunga đ
I GCD sono sicuramente una tra le migliori testate in edicola, sono d’accordo con te đ e nel prossimo post parlerò diffusamente del numero di settembre.
Ho riscoperto anch’io, negli ultimi mesi, la fascinazione verso l’acquisto settimanale di “Topolino”, dopo anni in cui compravo solamente numeri con autori a me cari. Una bella “coccola”, hai detto bene đ
Ottimo il recupero di PK. Sicuramente il Giant sul lungo termine non si è rivelata la miglior ristampa possibile (che a mio avviso rimane “PK Il Mito” uscita anni fa in abbinamento a Corriere e Gazzetta), ma perlomeno permette di recuperare senza troppi affanni tutte le storie. Stringi i denti che a breve completi anche PK2!
Il passaggio dalla “lettura onnivora” a una maggior selezione e attenzione alle proposte è naturale, credimi, arriva magari in momenti ed etĂ diverse ma prima o poi arriva. Può succedere perchĂŠ il palato si fa piĂš fino o semplicemente perchĂŠ dopo un tot si inizia ad avere un “tesoretto” di storie tali che spesso si ritrovano sulle varie ristampe generiche. Ma poi, a tradimento, ogni tanto qualche “vattelapesca” potrebbe tornare a tentarti đ
Su Gottfredson è dura dare suggerimenti. Per quanto mi riguarda la soluzione migliore sarebbe recuperare “Gli anni d’oro” perchĂŠ giĂ completa, ben fatta e con begli approfondimenti. Quelli dei volumi Fantagraphic sono spesso anche migliori, ma seguire la nuova collana significa sapere quando si inizia ma non quando – e se – finisce. Tuttavia è sicuramente la via piĂš semplice da percorrere, visto che recuperare “Gli anni d’oro” non è cosĂŹ semplice e, se presa in blocco, nemmeno economico.
L’idea di un nuovo “Mega” è molto gettonata tra i lettori, chissĂ che prima o poi non succeda davvero! E anche per me sarebbe buona cosa attingere anche a storie piĂš vecchie, per “Zio Paperone”: mi fa piacere ti sia divertita anche te a fare un po’ di fanta-editoria stimolata da quell’articolo đ
A presto!
In effetti è vero, quella di Gottfredson è una scelta un pochetto piĂš complessa, nonostante sia l’unica omnia che seguirei. Ad esempio, la Grande Dinastia dei Paperi non rientra nei prodotti che spero di recuperare perchĂŠ ho giĂ tanto della produzione di Barks. Ho giusto da poco recuperato un Tascabilone da mia nonna con molte ten pages barksiane, poi ho tante altre storie (lunghe o brevi) sparse tra vari albi, quindi ci perderei a prendere la GGDP. Stesso discorso per Scarpa, ho giĂ molto di suo (la prima storia Disney che ho letto sono le Lenticchie di Babilonia, non potevo sperare in un esordio migliore?) inoltre la collezione di mia zia comprende tutti i Topolini dal 1978 al 1989, e non sarebbe conveniente. Considerando anche che i Grandi Classici pubblicano sempre o Scarpa o Barks (ad esempio a luglio hanno inserito le prime storie di Brigitta di Scarpa, ad agosto e settembre la Sposa persiana e la Carica dei dinosauri), la mia collezione si espande sempre di piĂš. Viceversa, di Gott ho solo Eta Beta uomo del 2000, e raramente vediamo le sue storie su collane da edicola.
Per il resto, è sempre un piacere confrontarsi con chi condivide la nostra passione! A presto!
Be’, di certo Gottfredson è una lettura imprescindibile per ogni appassionato Disney, quindi in un modo o nell’altro il suggerimento è certamente di recuperarlo e di farlo in un’edizione unitaria e cronologica (che siano “Gli anni d’oro” o l’imminente omnia di Panini) perchĂŠ il formato delle strisce a continuazione lo consiglia đ
Certamente Barks è stato negli anni ristampato molto di piĂš di Gottfredson, per molti motivi, in primis per il fatto che le sue storie nascevano giĂ per il formato comic book e questo semplificava le ripubblicazioni delle sue storie rispetto alle strip di Mickey Mouse. Chiaramente “La grande dinastia dei paperi” resta per l’Italia il modo migliore per possedere l’opera dell’Uomo dei Paperi e la consiglio sempre, ma capisco anche il discorso che fai sull’averne giĂ una buona fetta sparsa in altre edizioni.
Piacere mio per il confronto đ
PS: alla fine la scelta su quale scegliere tra le due edizioni italiani dell’integrale gottfredsoniana si basa sulle tue possibilitĂ , economiche e di “sbattimento”. “Gli anni d’oro” rimane secondo me una collana dignitosissima e ben curata, anche se non perfetta. Ma non è detto che tu abbia modo di trovare la collezione in blocco o che possa permetterti si sborsare la cifra intera in un colpo solo. L’ideale potrebbe essere cercare i singoli volumi, e in quel caso potresti (opinione mia personale) saltare quelli dal n. 17 al 30, che contengono solo strip autoconclusive e secondo me sono evitabili.
Con l’edizione Panini, per quanto a suon di 35 euro a volume, rimane una spesa sostenibile perchĂŠ “rateizzata”, le strisce sono mantenute in bianco e nero e gli articoli sono molto interessanti. Di contro non si hanno tempistiche esatte e devi entrare nell’ottica di averla completa solo fra diversi anni, e sempre salvo imprevisti. Inoltre l’edizione Panini parte dal terzo volume della cronologica, perchĂŠ tiene in qualche modo conto dei primi due giĂ pubblicati in Italia da Rizzoli Lizard anni fa, che quindi dovresti recuperarti per completezza.
Spero di averti fornito altre informazioni utili sulla questione đ
Sapevo dei volumi Rizzoli, di cui dovrebbero essercene anche due di Barks, se non erro. Grazie mille per le dritte sui volumi degli Anni d’oro, non sono molto pratica di Gottfredson, tanto meno delle storie a strisce (puoi affidarti a me per Barks, Scarpa, Bottaro e altri, ma non per Floyd, purtroppo), quindi ancora grazie per le info sulla produzione. In effetti, è come un pagamento a rate, 60 euro all’anno (non cosĂŹ proibitivo) contro i 300 e passa in blocco unico. A proposito di omnie, attendo il post in cui si parlerĂ della Don Rosa De Luxe, dato che mi sono persa la brossurata e voglio capire se recuperare la prima o la nuova edizione (comunque la Saga è giĂ raccolta nei volumi Tesori International, quindi niente fretta!). Infatti l’anno scorso, quando sono diventata la “tipa da fumetteria”, ho fatto qualche goffo tentativo di recuperare la Saga e in particolare i capitoli con Doretta, con il risultato del primo volume di Tesori International e due della Don Rosa Library (a mio parere ben curata), e poi successivamente il secondo volume di Tesori, con Cuori dello Yukon e la Prigioniera doppioni (ma non importa, dopo aver letto gli altri capitoli extra i doppioni si sono dissolti come neve al sole). Invece, tornando alla GGDP, ho trovato un paio di volumi Paperdinastia, la ristampa mancata da parte di Giunti. Un peccato, però era una collana pregiata che sarebbe stata acquistata da chi a suo tempo aveva preso giĂ la GGDP, quindi le cause di questo esito non sono un mistero. Ma è vero che nella GGDP c’è Paperino e le forze occulte integrale?? PerchĂŠ io ho una versione censurata credo (Grandi Classici 310)…
P.S. di Pikappa purtroppo mi sono persa PKNA, ma grazie a forum come Papersera, il Sollazzo, PkFanZone e Paperpedia ho cercato un po’ la storia e la conosco a grandi linee. Ma ho avuto la fortuna di vedere l’inizio di Pk2 Giant combaciare con il mio compleanno, quindi…abbonamento istantaneo!
A presto!
P.P.S. GDDP non GGDP??
Ciao!
Chiudo con una piccola riflessione sui “vattelapesca”: secondo me basterebbe mantenere una collana-ombrello e di tanto in tanto pubblicare volumi piĂš interessanti anche per un pubblico piĂš adulto/piĂš d’ĂŠlite, ad esempio a inizio anni 2000 hanno fatto due volumi contenenti le Tops Stories (che non ho avuto ancora occasione di leggere, almeno per intero).
Lieto di averti dato qualche informazione in piĂš per capire come muoverti, su Gottfredson.
Confermo che Rizzoli aveva pubblicato anche la versione italiana dei primi due volumi della Carl Barks Library americana đ
Su Don Rosa sicuramente avrò modo di parlarne, in qualche post futuro. Ă un altro autore, anche se per ragioni diverse, di cui ha sicuramente senso avere l’opera completa, se piace il suo modo di scrivere e disegnare, visto come ha impostato la narrazione nelle sue storie. La $aga stessa in fondo non è che un punto – per quanto focale – della sua personale epopea papera, che comprende praticamente ogni storia da lui realizzata. Chiaramente è comunque anche leggibile “scollegata” dal resto, e in tal senso negli anni ci sono state diverse edizioni interessanti. La piĂš completa, calcolando anche i capitoli extra, è senz’altro quella dei primi due numeri di “Tesori International” che citi tu. Fra un paio di mesi ne uscirĂ una nuova ristampa by Panini,tra l’altro, ma dei soli 12 capitoli canonici.
Sulla “Paperdinastia” di Giunti concordo con le tue conclusioni. Per quanto riguarda “Le forze occulte” sono andato a ricontrollare, e confermo che sulla GDDP viene pubblicata la versione integrale di 32 tavole, che pensavo fosse quella ormai utilizzata dappertutto almeno da fine anni Novanta. Stando all’Inducks, invece, la versione inserita sul “Grandi Classici” che hai tu è effettivamente quella ridotta a 23 pagine.
Per quanto riguarda PK… quindi hai iniziato a seguire il Giant solo a partire dalla ristampa di PK2??? Capisco che tu ti possa essere fatta un’idea di quello che è successo in PKNA cercando in rete, ma ti consiglio caldamente di recuperare anche la prima serie pikappica in qualche modo, perchĂŠ vale assolutamente la pena di leggerla con i propri occhi per una miriade di ragioni! Ovviamente se nel frattempo PK2 ti sta piacendo đ
Infine, sulla riflessione che fai per i one-shot, mi trovi abbastanza d’accordo, e non è una proposta molto dissimile da quella avanzata da me e Davide nell’articolo sul Papersera. Effettivamente ne stanno proliferando troppi e di tutti i tipi, spesso che si sovrastano a vicenda… ma probabilmente questo avere molti albi contemporaneamente che possano occupare gli scaffali delle edicole e delle fumetterie paga, al di lĂ del “senso” di ogni singola pubblicazione.
I due albi che citi con le Tops Stories di Pezzin/De Vita erano una buonissima idea, come ce ne sono state altre simili negli ultimi vent’anni, ma ultimamente noto che progetti cosĂŹ strutturati non trovano molto spazio, preferendo invece optare per miscellanee antologiche, purtroppo. Perlomeno, comunque, le Tops Stories te le stai recuperando sui “Grandi Classici”, anche se pubblicate con mooooolta calma tra una e l’altra đ
Se Pk2 mi sta piacendo? Ă riduttivo! Fosse per me, la serie non si sarebbe conclusa cosĂŹ presto, ma posso capire il disappunto dei Pkers quando certi elementi di PKNA sono venuti meno. Purtroppo sĂŹ, non ho avuto modo di leggere PKNA, ma in cima alla lista delle cose da recuperare (credimi, chilometrica come quella dei debiti di Paperino) si trova proprio Pikappa. Non importa se sul Mito, sul Giant o gli originali. Basta averlaâşso anche che su Paperinik stanno ristampando Pk-Pikappa, ma non lo sto seguendo. Ho preso il numero di agosto giĂ che ero in edicola, e credo di aver centrato la storia piĂš bella, L’Eracolatore (infatti mi sono detta “ammazza, se sono tutte cosĂŹ le storie di Frittole, che hanno da lamentarsi i fan?”). Non sto seguendo la serie semplicemente perchĂŠ non c’entra nulla con PKNA o Pk2, e anche se ci sono dei picchi di qualitĂ , so che hanno sfornato anche cose buone per ridere e strapparsi i capelli. Ma, anche se cerco sempre di partire senza pregiudizi, comunque non mi interessa una serie dove Paperino non è Diabolico Vendicatore che incontra Uno, ma un paperopolese qualsiasi che sceglie di chiamarsi cosĂŹ per la scritta “Powerduck”???e l’idea che un fumetto diventi tale da un videogioco spazzando via quarant’anni di Paperinik mi fa raccapriccio.
Per le Tops Stories: è vero, piccoli passi ma ci stiamo arrivando. Certo dispiace aspettare cosÏ tanto (di questo passo vediamo la conclusione al n. 200), ma ogni mese la selezione di storie è buona. Anche questo mese avevamo un Pezzin sui GC (il Giocattosauro, per i disegni di Cavazzano).
Per Le forze occulte: anch’io mi sono stupita della versione censurara, ma solo perchĂŠ fino a 4/5 anni fa non leggevo mai gli editoriali, cosĂŹ mi sono persa la pagina del Grande Classico dove parlavano dei tagli e di Smorgasbord (so scrive cosĂŹ?). Non saprei dire se è nato prima l’uovo o la gallina, cioè se io ho prima visto il corto “Trick or treat” o se prima ho letto la storia, ma alla fine questa coppia me la trascino da anni ad Halloween (anzichĂŠ uscire vestita da vampiro e suonare alla gente per le caramelle, mi sono sempre messa sul divano a leggere e guardare il corto?).
Ultima domanda: se Paperdinastia è ristampa di GDDP, allora il volume Paperdinastia con le Forze occulte non è censurata? Se sÏ, parte un ordine alla fumetteria?
Ciao!
Su PK2 sfondi una porta aperta perchĂŠ anch’io ne fui e ne sono un gran sostenitore. Forse perchĂŠ anche per me, come per te, il primo vero approccio con Pikappa fu la seconda serie “in diretta”.
Sulla terza serie, per quanto mi riguarda ci sono luci e ombre: sicuramente il peccato originale e principale stava proprio nel reboot che azzerava non solo quanto raccontato nelle prime due serie ma proprio Paperinik come personaggio, ma tolto questo era una serie che – pur inferiore e con un abbassamento di target nel tono delle storie – andava su alti e bassi, con alcune prove non male (“L’eracolatore che citi ne è un ottimo esempio) e con trovate che, per esempio, su “Topolino” non si sarebbero mai rintracciate. Ad ogni modo puoi tranquillamente dare precedenza a tanto altro, nella tua lista di recuperi đ
Per quanto concerne “Le forze occulte”, stando a Inducks effettivamente sembra proprio che il quinto volume di “Paperdinastia” contenga la medesima versione della storia presente nella GDDP, quella estesa da 32 pagine đ
Infine, sul discorso dei “Grandi Classici”… ti rimando al post che pubblicherò domattina đ
Ciao!
Grazie mille, in effetti INDUCKS sostiene che sia la stessa versione (ho Paperdinastia con la Stella del Polo e confermo che i contenuti del volume sono gli stessi riportati da INDUCKS).
Per Pk2 non avevo dubbi, lessi i tuoi post sul Sollazzo e sul Papersera quindi conoscevo la tua “fama da Pker”. Hai anche un account su PkFanZone?
Aspetto il post sui GC senz’altro!
Ciao!
Ă proprio il caso di dire “la mia fama mi precede”! đ
Per rispondere alla tua domanda, però, no: non mi sono mai iscritto al PkFanZone.
A presto đ
GiĂ ! Per PkFanZone: era solo una curiositĂ , ogni tanto bazzico da quelle parti come lurker (troppo spassosi i giochini come “1000 evroniani alla conquista della Terra” o “Evron’s got talent”?)
Alla prossima!