Almanacco Grandi Autori estate 2026 evidenza

Almanacco Topolino #27 + Grandi Autori #112 su Giorgio Pezzin

31 Agosto 2026
Il nostro Bramo commenta i numeri estivi di “Almanacco Topolino” e “Grandi Autori” (su Giorgio Pezzin).

Bentornati su Lo Spazio Disney!

Un periodo abbastanza intenso mi ha impedito di realizzare tempestivamente un pezzo sul numero estivo di Almanacco Topolino, permettendomi di dedicare del tempo per scriverne solo ad agosto inoltrato, quando tutto – per fortuna – rallenta.
Nel frattempo però è uscito anche il nuovo albo dell’altra collana da edicola che sto seguendo con forte interesse, vale a dire Grandi Autori; onde evitare di pubblicare a distanza ravvicinata gli articoli dedicati ai due prodotti (usciti del resto a un solo mese di distanza l’uno dall’altro), in via eccezionale ho pensato di accorpare i commenti su entrambi in un unico pezzo, cercando di essere quindi più sintetico del solito ma non per questo meno puntuale.

Almanacco Grandi Autori estate 2026Partendo da Almanacco, il #27 è un numero nella media della pubblicazione: diciamo che dall’anno scorso ho notato una qualità più altalenante nella selezione del materiale proposto e un’incisività meno marcata, con alti e bassi e albi a volte molto interessanti e a volte meno. Personalmente ritengo però che si tratti di una testata che, per via del suo DNA e grazie alla struttura pseudo-fissa predisposta da Marco Travaglini, riesca sempre ad avere motivi di pregio per essere acquistata, anche nelle uscite meno valide.
Il numero di giugno 2026, comunque, in generale ha saputo soddisfarmi, anche nelle due ristampe dallo storico Almanacco, che spesso rischiano di essere uno dei punti deboli del sommario nella volontà di proporre materiale mai ristampato finora ma non necessariamente piacevole.

Almanacco Grandi Autori estate 2026Stavolta con I tre nipotini e la giornata del tempo perduto di Guido Martina e Giorgio Cavazzano e Topolino e il computer musicista di Gabriella Damianovich e Alberico Motta non andiamo male, dato che la prima è una divertente sequenza di disavventure di Qui, Quo, Qua in libera uscita, determinati a recuperare le ore di relax sacrificate sui libri durante l’anno scolastico appena concluso ma gabbati da un diabolico Zio Paperone, graziata peraltro dagli spumeggianti disegni di Cavazzano nella sua ultra-dinamica fase techno; la seconda mostra invece un suggestivo esempio di azzeccata previsione sull’evoluzione tecnologica, dato che già nel 1983 si parla di un’avveniristica macchina – non a caso portata dal futuro da Eta Beta – capace non solo di fare calcoli ma anche di esprimere una sorta di artisticità, praticamente un’intelligenza artificiale ante litteram. Invero, a livello di trama, la sceneggiatura di Damianovich salta un po’ di palo in frasca smarrendo il suo focus a un certo punto dello sviluppo, ma mantiene una sua ragion d’essere per i motivi sopra esposti.

Almanacco Grandi Autori estate 2026Tra le inedite, il nuovo Diario di Paperone di Kari Korhonen mi è parso un po’ loffio: Le vie dei nostri padri è un vero e proprio secondo tempo del capitolo pubblicato sul precedente Almanacco, riprendendo in maniera simpatica lo zio di Pico de Paperis, ma si perde in un racconto banale e nel quale l’elemento elogiato dal curatore – il riferimento a papà Fergus come bussola morale – è in realtà marginale nella storia. Notevoli però gli sfondi rappresentati nelle tavole e la struttura delle tavole.
Anche Topolino e il mistero mostruoso non brilla particolarmente, ma in questo caso la giustificazione è data dal fatto che trattasi di una storia dei primi anni Ottanta disegnata da Paul Murry mai pubblicata all’epoca e riscoperta da Egmont nel 2004. Chiaro che alcuni meccanismi narrativi possano quindi apparire vetusti al giorno d’oggi, ma per la sua importanza storica e di “recupero” è giusto e lodevole averla anche in Italia in questa sede. Molto in linea con quanto ha fatto Luca Boschi in casi simili su Zio Paperone, vent’anni fa.

Almanacco Grandi Autori estate 2026Meglio Qui, Quo Qua e la fine della scuola di Janet Gilbert e Vicar, se si ragiona invece sul livello di piacevolezza di lettura, che racconta una solida trama a base di machiavellico piano di Amelia e con i buonissimi disegni dell’artista cileno, come sempre vicino all’estetica barksiana.
Ancora a proposito di Amelia – Colpi di fortuna di Niels Søndergaard e del compianto Daniel Branca è l’unica estera in ristampa: la lessi ai tempi nel suo passaggio su Zio Paperone e l’ho ritrovata con molto piacere ora, per la freschezza della scrittura molto ben ritmata e per i disegni eleganti del mai troppo lodato Branca.

L’albo si chiude con Biancaneve e l’isola del castigo di Pier Carpi e Pier Lorenzo De Vita per onorare la sezione dedicata all’animazione disneyana.
La trama non è brillante quanto quella di alcuni intrecci orchestrati da Romano Scarpa o da Guido Martina con la prima principessa Disney: alcuni momenti appaiono ridondanti e si pecca di una leggera ingenuità di fondo, ma ciononostante la lettura risulta scorrevole.

Almanacco Grandi Autori estate 2026Forse quello che la rende meno potabile sono i disegni di De Vita padre, un po’ troppo arcaici benché sicuramente degni di nota: uniscono infatti mirabilmente un tratto umoristico con uno più realistico che, in particolare nei paesaggi, si configura tanto piacevolmente dettagliato da non sfigurare in un libro illustrato.
Tutti i personaggi a parte i Nani, infine, sono ritratti come esseri umani piuttosto credibili e con una certa cura nei volti e negli abiti, rendendo l’insieme piuttosto raffinato ancorché di non facile lettura.

Punto forte del numero, come sempre accade, sono gli articoli di Travaglini che ben contestualizzano le storie in sommario, in particolare l’editoriale iniziale e l’introduzione alla sezione delle storie straniere. L’unico neo è lo spazio destinato a questi contributi, che appare da qualche tempo un po’ risicato e che costringe quindi l’autore a un esercizio di sintesi non indifferente che, per quanto sia riuscita nel fornire indicazioni e retroscena preziosi, penalizza un poco questi testi di capitale importanza per la testata.

Almanacco Grandi Autori estate 2026Passando a Grandi Autori, è il turno per la collana di parlare di Giorgio Pezzin.
Lo sceneggiatore veneto si era già visto dedicare due uscite all’interno della pubblicazione nella sua fase “colorata” generica, prima che acquisisse il titolo attuale in copertina, con una Evergreen Edition e una Writers Edition che contenevano una buona selezione del suo materiale più celebre.
L’impostazione dell’epoca non era però la migliore dal punto di vista divulgativo, al fine di tramandare al grande pubblico caratteristiche e profili del fumettista, perciò ben venga un focus su di lui nell’attuale – e più compiuta – incarnazione della testata, che rientra anche nel generale percorso di approfondimento che ha visto Pezzin protagonista de Le serie imperdibili con Le Tops Stories, C’era una volta in America e Le cronache della frontiera nonché del brossuratone su La storia vista da Topolino.

Alberto Brambilla anche stavolta non delude e opta per un indice molto ben strutturato, che sceglie deliberatamente di concentrarsi sulle sole avventure con i Paperi, presumibilmente per lasciarsi aperta la possibilità di presentare in futuro una seconda uscita pezziniana con le storie di Topolino & co., un po’ come fatto l’anno scorso su Rodolfo Cimino decidendo di guardare alle sole cacce al tesoro di Zio Paperone per poter affrontare altri leit motiv tipici dell’autore in futuro.
Ancora una volta Bebo, con il patrocinio della curatrice Gaja Arrighini, abdica all’ordine cronologico prediligendo un’impostazione tematica che, come già in passato, funziona perché ragionata e lineare. Diciamo che mi pesa non avere la progressione per anni con i disegnatori, risultando più interessante vedere l’evoluzione del tratto in sequenza, mentre per gli scrittori ha senso una suddivisione di questo tipo.
Abbiamo così la sezione sulla collaborazione tra Giorgio Pezzin e Giorgio Cavazzano, quella sugli affari di Zio Paperone, quella sulla caratterizzazione di Paperoga e Paperino e infine quella sul Paperinik pezziniano: tutte tipologie di storie che hanno effettivamente caratterizzato in maniera determinante la poetica dello sceneggiatore alle prese coi Paperi.

Almanacco Grandi Autori estate 2026Per il primo blocco vengono presentate la celebre Zio Paperone e le sabbiature a domicilio e la meno ovvia Zio Paperone e le miniere disciolte che, per inciso, hanno già nella loro ossatura gli elementi narrativi della sezione successiva: la prima racconta infatti dell’idea di portare da un Paese lontano della benefica sabbia per curarsi dai malanni perché chiunque possa usufruirne a casa propria mentre la seconda affronta l’idea di voler estrarre dall’acqua di mare materiali preziosi che vi sono in sospensione.
È interessante in questo caso notare, al di là degli svolgimenti, il supporto dei disegni di Cavazzano, che nella prima è nel pieno della sua fase sperimentale e guizzante elevando a potenza il ritmo della sceneggiatura e quindi anche il divertimento, mentre nella seconda ha già iniziato un percorso di normalizzazione “ibrida” che lo avrebbe portato nei due decenni successivi all’apice della sua carriera, ma che anche in questo frangente mantiene quella freschezza utile a raccontare visivamente la trama di Pezzin, non tanto nella raffigurazione dei protagonisti quanto nelle ambientazioni, negli edifici e nei personaggi secondari.

Almanacco Grandi Autori estate 2026Zio Paperone e la città sprecona e Zio Paperone e l’attore kolossale ci mostrano l’animo imprenditoriale del magnate paperopolese coniugato con una visionarietà sfrenata, mostrando bene la visione che Pezzin aveva del personaggio che in questo caso lo rende dapprima ministro delle finanze della città per sistemare i conti dissestati, arrivando a ispirare fin troppo i concittadini con le sue trovate, e lo mette a confronto con le difficoltà di produrre un blockbuster di successo alla Godzilla, riuscendo a trasformare in un vantaggio economico e produttivo un imprevedibile risvolto naturale dal rischio catastrofico.
Se La città sprecona costituisce forse il punto meno interessante della presente raccolta, L’attore kolossale – qui alla sua prima ristampa – ha il pregio di essere scanzonata, divertente nella sua esagerazione costante e soprattutto esteticamente fulminante grazie al tratto fuori dagli schemi di un giovane e scatenato Stefano Intini.

Almanacco Grandi Autori estate 2026La celeberrima Paperoga e il peso della gloria inaugura il miglior filone italiano del cugino stralunato di Paperino, magnificamente portato avanti da Pezzin e Cavazzano negli anni Settanta.
Già qui la debordante personalità di Paperoga esplode in tutta la sua devastazione, con trovate visive irresistibili e memorabili delle quali buona parte del merito va al Cavazzano di quel decennio, dallo stile dinamicissimo e meraviglioso.
Paperino e l’abilità esplosiva ci porta invece al 1995 con i disegni di un posato ed elegante Romano Scarpa, perfetto per rappresentare in maniera classica l’impegno del protagonista nell’impiego di artificiere “dettagliato” riprendendo chiaramente il plot barksiano di tante “ten-pages” in cui Donald Duck si scopriva particolarmente versato in determinati mestieri finché non eccedeva facendo precipitare la situazione.

La carriera di Paperinik “supereroe” deve molto a Giorgio Pezzin, che fu tra i primi a inquadrarlo nella versione di paladino di Paperopoli piuttosto che di diabolico vendicatore. Proprio a Paperinik e la marcialonga “furtiva” si fa convenzionalmente risalire l’inizio di questa fase, una storia piacevole nella quale il protagonista decide di giocare d’astuzia per sventare un piano predatorio da parte della Banda Bassotti: bene quindi che sia presente nella raccolta, a testimonianza del suo ruolo, per quanto abbia sempre trovato che in quest’occasione i veri protagonisti risultino proprio i Bassotti, anche considerando il decisamente minor screen time riservato all’alter ego di Paperino.
L’articolo di Brambilla che la introduce, da paperinikiano doc, ben illustra – pur nel poco spazio a disposizione – le caratteristiche dell’eroe nelle mani dello sceneggiatore
, dove le tematiche sociali dell’inquinamento, della pubblicità invasiva, dell’imperversare delle diete, del tifo da stadio o delle tasse la facevano da padrone rendendo Paperinik, per tutti gli anni Ottanta, un supervisore del decoro urbano e un aiuto per la cittadinanza contro i mali della società.

Almanacco Grandi Autori estate 2026A proposito dei testi introduttivi alle storie, si riconfermano un’ottima guida alla lettura e all’interpretazione dell’autore: molto completo, nonostante le due sole paginette, l’excursus iniziale e generale, così come molto chiaro appare il pezzo sul sodalizio formatosi tra Pezzin e Cavazzano, nel quale si riesce ad accennare giustamente anche alle opere extra-Disney realizzate dal duo.
Interessante nel dare un’idea della fervida fantasia dello sceneggiatore è l’articolo sulle trame paperoniane, così come la visione dell’autore su Paperino e Paperoga.
Insomma, un altro prezioso tassello della collana Grandi Autori che continua a offrire al grande pubblico utili strumenti di approfondimento sulle storie e sui migliori fumettisti disneyani che le hanno realizzate.

Al prossimo giro si parlerà di Jerry Siegel e mi confesso assai incuriosito dalla scelta, che ci svincola dai “soliti nomi” permettendo di ampliare ulteriormente il bacino di conoscenza su un certo periodo della produzione di Topolino.

Alla prossima!

Andrea Bramini

Andrea Bramini

(Codogno, 1988) Dopo avere frequentato un istituto tecnico ed essersi diplomato come perito informatico decide di iscriversi a Scienze Umane e Filosofiche all'Università Cattolica del Sacro Cuore, dove a inizio 2011 si laurea con una tesi su "Watchmen". Ha lavorato per un'agenzia di pubbliche relazioni ed è attualmente impiegato in un ufficio.
Appassionato da sempre di fumetti e animazione Disney, ha presto ampliato i propri orizzonti imparando ad apprezzare il fumetto comico in generale, i supereroi americani, i graphic novel autoriali italiani ed internazionali e alcune serie Bonelli. Ha scritto di queste passioni su alcuni forum tematici ed è approdato su Lo Spazio Bianco nel 2011, entrando qualche anno dopo nel Consiglio direttivo.

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