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Tre Natali commoventi di Topolino

23 Dicembre 2025
Il nostro Bramo analizza tre avventure natalizie di Topolino caratterizzate da trame molto dolci e sentite.

Bentornati su Lo Spazio Disney, e buon Natale!
Come noto, il fumetto disneyano nel corso dei decenni non è mai stato parco di storie a tema natalizio, felice consuetudine iniziata fin dai tempi delle strisce giornaliere sui quotidiani statunitensi, proseguita nei comic book americani e perpetrata dal Topolino italiano, che ogni dicembre ha sempre pubblicato diverse avventure ambientate nel periodo più magico dell’anno, che è tale soprattutto per il pubblico di riferimento di questi personaggi, quello composto dai più piccoli.

Topolino Natale Commovente 5Accanto alle classiche vicende che vedono coinvolto Babbo Natale e tutto il suo entourage, gli autori Disney hanno in diversi casi sfruttato l’occasione per imbastire trame che del Natale prendessero i valori di affetto, fratellanza e famigliarità.
Per quest’ultimo tema in particolare si sono privilegiati i Paperi, considerando come i rapporti tra i protagonisti della commedia paperopolese siano al 90% di sangue; Zio Paperone, inoltre, si è spesso dimostrato il personaggio ideale per riflettere su sentimenti altruistici sotto le Feste, complice l’ispirazione originale dall’Ebenezer Scrooge del Canto di Natale dickensiano.
Ma in talune occasioni anche Topolino ha potuto interpretare storie “sotto l’albero” ricche di dolcezza e commoventi, in grado di far scendere una lacrimuccia ai lettori e di andare oltre agli elementi più chiassosi delle festività di fine anno: in fondo, già nel cortometraggio animato Mickey’s good deed del 1932 vi era questa spiccata attenzione a situazioni struggenti, con un Topolino che, benché poverissimo, si industriava e sacrificava per rendere lieto il Natale di una famiglia messa ancora peggio di lui, piegata dalla Grande Depressione.
Dunque, per farvi gli auguri, in questo pezzo ho selezionato tre avventure a fumetti particolarmente significative in tal senso, delle quali vi racconto qualcosa.

Topolino e le dolcezze del Natale, di Romano Scarpa

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Alla fine degli anni Novanta la collaborazione di Romano Scarpa – uno dei maggiori Maestri del fumetto Disney di sempre – con il Topolino italiano si stava interrompendo, e di lì a poco l’artista avrebbe iniziato a realizzare storie per l’editore nordeuropeo Egmont.
Prima di quell’esperienza, gli venne proposto dalla redazione del francese Le Journal de Mickey di scrivere e disegnare un’avventura natalizia inedita con Topolino, e così nel 1998 vide la luce Mickey et les douceurs de Noël, tradotta in italiano da Luca Boschi come Topolino e le dolcezze del Natale per Topolino #2405 del dicembre 2002.
Per l’occasione Boschi curò – in tandem con Scarpa stesso – anche il rimontaggio delle tavole per adeguarle al formato pocket del settimanale italiano senza sacrificare i disegni.

Topolino Natale Commovente 4aLa trama vede un Topolino insolitamente a corto di denaro e indebitato con la banca, la quale gli pignorerà la casa con l’inizio del nuovo anno.
Il protagonista tenta almeno di passare un Natale sereno, ma, a causa di un tiro mancino di Gambadilegno e Sgrinfia, gli amici di sempre gli voltano le spalle adirati: è la goccia che fa traboccare il vaso e che deprime Topolino a tal punto da fargli decidere di lasciare la città, fermato solo dall’intervento provvidenziale di Babbo Natale.
Per quest’ultima sequenza Scarpa si rifà abbastanza palesemente al film di Frank Capra del 1946 La vita è meravigliosa (It’s a wonderful life), anch’esso ambientato alla vigilia di Natale e nel quale, analogamente a quanto fa Santa Claus con Topolino, l’angelo Clarence mostra al protagonista George Bailey come sarebbe stato il mondo se lui non fosse mai esistito. Un concetto così potente e catartico – tanto nella pellicola, quanto nelle tavole – da colpire e commuovere, perché ci ricorda che non esiste nessuno che non sia importante e che per quanto si possa pensare di essere ininfluenti la nostra esistenza fa la differenza, spesso in meglio.
Il finale riappacifica Topolino con amici e avversari, radunando tutti – magia del Natale – attorno allo stesso tavolo per festeggiare la ricorrenza e salvando anche la casa del protagonista dal riscatto dall’ipoteca.
La qualità del disegno è ineccepibile: siamo nella fase “tarda” della carriera di Romano Scarpa, caratterizzata da linee più sintetiche ma non per questo meno morbide. L’aspetto dei personaggi è ricco di dettagli – volti, abiti – e anche gli sfondi non sono da meno, con ottime vedute della città innevata. Molto d’atmosfera la scena in notturna sul ponte che porta fuori Topolinia.

Topolino e il cappotto da 1 dollaro, di Casty

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Nel 2011 Casty è sulla cresta dell’onda, avendo all’attivo già un buon numero di storie da autore completo, in molti casi veri e propri kolossal. Proprio una storia natalizia – Topolino e le macchine ribelli del 2005 – fu la prima interamente scritta e disegnata dal fumettista friulano, ma la “castyana di Natale” a mio parere meglio riuscita è senz’altro Il cappotto da 1 dollaro per la sua delicatezza e la sua poetica.
Nonostante il Natale sia infatti perlopiù sullo sfondo, come ambientazione e come premesse, il messaggio che la trama porta con sé è molto in linea con le Feste parlando di altruismo e di attenzione verso il prossimo quando questi è meno fortunato di noi.

Topolino Natale Commovente 13Il tema della povertà ritorna quindi con forza, ma stavolta non è Topolino ad essere in ristrettezze, quanto una ragazza determinata e responsabile che tenta con i propri pochi mezzi e senza recriminazioni di garantire la sussistenza sua e dei suoi fratellini, delle cui sorti Topolino si interessa. Come in ogni favola di Natale che si rispetti, la giovane viene premiata per le sue virtù con il tessuto di un magico cappotto trovato da Mickey, in grado di elargire i soldi necessari a chi ne ha bisogno ma di punire con poche monete chi tenta di arricchirsi biecamente, come accade a Gambadilegno e alle cosiddette “persone bene” di un ristorante stellato.
Non manca la classica comicità castyana, specialmente negli scambi verbali tra Topolino e Minni e in certe smargiassate di Pietro, ma innegabilmente è la partecipazione emotiva verso il significato del magico indumento a farla da padrona e a rendere significativa la storia, peraltro liberamente ispirata al racconto La giacca stregata di Dino Buzzati che, pur con una morale simile, prendeva risvolti meno lieti.
Graficamente Casty sfoggia il suo stile molto classico e posato, tanto nelle fisicità quanto nelle espressioni dei personaggi; interessante il character design della co-protagonista e buoni, pur nella loro semplicità, gli sfondi.

Topolino e l’albero di Holly, di Pietro B. Zemelo e Giuseppe Zironi

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Il Topolino del Natale 2014 si apre con una storia che parte dalla soffitta di Pippo per poi portarci in viaggio nel tempo per mezzo di uno strano congegno trovato lassù.
Catapultati a inizio Novecento, Topolino e Pippo incontrano una bambina di nome Holly che durante quel 24 dicembre sta piantando un alberello nel parco di Topolinia mentre aiuta la madre nelle sue opere di volontariato per i poveri della città.
Procedendo a balzi temporali verso il loro presente, continuano a ritrovare Holly in vari momenti della sua vita – adolescente, giovane donna e infine anziana – apparendole come magici aiutanti pronti a supportarla in ogni attività benefica messa in campo per le Feste e potendo osservare la sua crescita, i cambiamenti nella sua vita (il matrimonio, il diventare madre) e il concretizzarsi della festa nel parco, iniziativa inaugurata e portata avanti proprio da Holly. C’è un po’ di Doctor Who vibes in questo impianto, ricordando episodi come ad esempio A Christmas Carol, non a caso proprio uno special di Natale.

Topolino Natale Commovente 8Il carattere solare e felicemente aperto al fantastico della donna in ogni fase della sua vita – anche grazie all’incontro con Topolino e Pippo – oltre agli effetti dello scorrere del tempo su una persona, la quale riesce a mantenere intatte le proprie qualità genuine e a trasmetterle a chi condivide la sua vita, sono elementi che colpiscono molto il lettore, perché affascinanti di per sé – nonché rarissimi da vedere in questi termini in una storia Disney – e perché Zemelo è riuscito a mettere il tutto in scena con le giuste delicatezza e sensibilità.
Il Natale è centrale anche perché le iniziative benefiche di Holly e famiglia si svolgono in questo periodo, implicitamente riconosciuto come quello più magico e catalizzatore di buone azioni.
I disegni di Zironi sono altamente suggestivi: all’aspetto “rozzo” di Pippo fa eco una Holly adorabile, che l’artista si è impegnato a rendere istintivamente simpatica, fresca e genuina in ogni stagione della sua vita, sempre riconoscibile ma con i giusti dettagli che la differenziano di periodo in periodo.
Grande attenzione viene riservata anche alle inquadrature, con ottime soluzioni di regia tanto per la messa in scena quanto per la struttura delle tavole e per rendere chiari i salti temporali dei due protagonisti.

Insomma, tre storie lievi come la neve che cade, prive di mielosa retorica e adatte per essere lette in questi giorni con genuina commozione.
Buon Natale!

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Andrea Bramini

Andrea Bramini

(Codogno, 1988) Dopo avere frequentato un istituto tecnico ed essersi diplomato come perito informatico decide di iscriversi a Scienze Umane e Filosofiche all'Università Cattolica del Sacro Cuore, dove a inizio 2011 si laurea con una tesi su "Watchmen". Ha lavorato per un'agenzia di pubbliche relazioni ed è attualmente impiegato in un ufficio.
Appassionato da sempre di fumetti e animazione Disney, ha presto ampliato i propri orizzonti imparando ad apprezzare il fumetto comico in generale, i supereroi americani, i graphic novel autoriali italiani ed internazionali e alcune serie Bonelli. Ha scritto di queste passioni su alcuni forum tematici ed è approdato su Lo Spazio Bianco nel 2011, entrando qualche anno dopo nel Consiglio direttivo.

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