Almeno un fumetto al giorno: questo l’impegno che mi sono preso per il 2020… Non recensioni, ma impressioni di lettura, sensazioni, ispirazioni.
Questo fumetto mi ha fatto scoprire un lato che non conoscevo di Zep, padre della serie per ragazzi Titeuf. Abbandonato il segno cartoonesco e grottesco della serie dedicata a bambini e ragazzi e il tono comico ed esagerato, qui l’autore svizzero racconta una storia d’impostazione realistica, nei testi come nei disegni.
E’ il racconto di quattro uomini che da ragazzi con la loro band rock erano stati a un passo dal diventare celebri, destino toccato al solo front-man. Il loro reincontro è l’occasione per rivivere il passato attraverso i loro ricordi, raccontati cambiando sfumatura delle vignette – tutte impostate su un solo tono di colore – ma diventa anche a sorpresa l’occasione per svelare segreti sepolti da anni e per offrire, forse, finalmente, l’occasione per abbandonare rimpianti e rimorsi.
La storia ha un ovvio sapore malinconico che chiunque abbia mai partecipato a cene di ex-compagni di classe o con amici di vecchia data di cui si sono perse le tracce conosce sulla sua pelle, e Zep è abile a giocare con questa sensazione per farla rivivere al lettore. Quel misto di confidenza e distanza, quel conoscere ma non del tutto chi si ha di fronte, senza sapere esattamente chi sia diventato colui che conoscevamo un tempo, con la paura di non aver più in comune l’amicizia di un tempo.
Un fumetto forse passato in sordina, ma ben scritto, ben disegnato e pieno di sentimento.
Per il sito ne ha scritto Giuseppe Lamola:
https://lospaziobianco.it/uomini-zep/
