Top 5 2025 evidenza

Classifica Disney di fine anno – 2025

6 Gennaio 2026
La Top 5 del nostro Bramo con le cinque migliori storie di “Topolino” del 2025!

Bentornati su Lo Spazio Disney, e buon anno!
Questa volta, lo confesso, il classico appuntamento con la classifica Disney di fine anno stava per saltare, e infatti la sua pubblicazione è slittata rispetto al consueto 30 dicembre.
Il motivo non risiede solo nel minor tempo a disposizione del sottoscritto e nella volontà di concentrarmi su altre cose durante le due settimane di pausa natalizia dal lavoro e dal solito tran-tran quotidiano, ma anche come sorta di “segnale”: ritengo infatti che il 2025 sia stato un anno piuttosto povero di storie e iniziative di rilievo, per cui l’assenza di una mia personale classifica sarebbe stata un tacito giudizio complessivo sulla produzione disneyana dell’anno. Avevo anche in mente di fare una storia sul profilo Instagram per sottolineare questa sottile strategia.
Poi ho visto che l’ottimo Andrea Fiamma – che ho avuto il piacere di conoscere di persona proprio nell’anno appena trascorso, pur fugacemente, al Salone del Libro di Torino – ha pubblicato su Fumettologica la lista delle 10 migliori storie Disney del 2025, che per la prima volta si affiancava ai classici elenchi relativi a manga, graphic novel, fumetti seriali e via dicendo, e così mi sono spinto a voler dire comunque la mia anche quest’anno.

Top 5 2025Vi è comunque qualche cambiamento rispetto al passato.
Non propongo infatti una Top 5 relativa alle pubblicazioni: il 2025 ha segnato per me la solidificazione di una certa strategia – comune ad altre properties di Panini Comics e ad altri editori – che punta a volumi di lusso, dal costo decisamente alto e spesso giustificato più dalla confezione che dal valore del contenuto. Oppure, se la storia o le storie raccolte sono valide, avevano magari già goduto pochi anni fa di altre riproposizioni. Le eccezioni si contano sulle dita di una mano, per quanto mi riguarda (Pippo Holmes, Paperino e il vento del sud, Topo Maltese e poco altro), ma non erano sufficienti secondo me per portare avanti una classifica annuale vera e propria.
Collane “ibride” come Topolino Extra, Topolino Gold, Humour e Thriller Collection vivacchiano, pur con qualche iniezione positiva, mentre il materiale da edicola appare sempre più lasciato a vivere di rendita: ed è proprio all’edicola che guarderei per un’eventuale premiazione, eleggendo vincitori alla pari (per motivi e funzioni diverse) Almanacco Topolino e Grandi Autori, grazie al solido ed encomiabile lavoro di Marco Travaglini e Alberto Brambilla, araldi di una certa concezione di divulgazione del fumetto Disney.

Mi concentro dunque solamente sulle storie uscite su Topolino tra gennaio e dicembre 2025.
Come anticipavo, è stata dura trovare qualcosa che avesse davvero un valore qualitativo “assoluto”, e non che fosse semplicemente migliore del resto della produzione per il settimanale: in ogni caso, nel ripassare quanto pubblicato negli scorsi 12 mesi, ho rintracciato qualcosa di meritevole con addirittura un pari merito e una menzione d’onore.
A voi.

Top 5 storie da Topolino – 2025

Top 5 20255) Zio Paperone e il PDP 6000, di Niccolò Testi e Alessandro Perina (n. 3608)
Area 15 – In punta di Pennino, di Francesco Pelosi e Simona Capovilla (n. 3617)

Il quinto posto della Top 5 è occupato da due storie, a loro volta rappresentative del lavoro svolto dai due rispettivi sceneggiatori nel corso del 2025.
Niccolò Testi aveva esordito su Topolino a fine 2024 ma è stato nell’anno appena trascorso che ha potuto dimostrare appieno la propria bravura, sia nei gialli topolineschi che nella scrittura di avventure più standard: è il caso del PDP 6000 che, a dispetto dell’essere stata scelta per la prima wave dell’operazione dialettale, non è altro che una validissima e solida storia “qualunque” di Zio Paperone, ma scritta con tutti i crismi e con la giusta leggerezza. Testi in tal senso mi dà la speranza che non sia rimasto solo Vito Stabile a scrivere così questo personaggio e quindi premio questa, tra le tante belle prove dell’autore, nella mia classifica. Lo Zione è perfettamente in parte e l’intreccio, per quanto molto standard, riesce – come le migliori storie del passato – a variare quel tanto che basta premesse e svolgimento da rendere la lettura godibile da più fasce di target. L’elemento tecnologico, la centralità del Deposito, il ruolo di Battista da una parte e dei Bassotti dall’altra… tutto torna, tutto fila e si arriva a un finale pienamente riuscito.
È anche l’occasione per celebrare un disegnatore ormai veterano ma di solito ingiustamente poco ricordato: Perina è la dimostrazione di come si possa essere al servizio di Topolino senza guizzi particolari ma mantenendo uno stile classico sempre fresco, funzionale e attraente.

Top 5 2025Testi divide la posizione con il suo amico Francesco Pelosi, che ha esordito sul libretto proprio nei primissimi mesi dell’anno ma che è stato in grado di attestarsi velocemente come una delle voci più interessanti dell’ultimo periodo: la deliziosa, pur nella sua semplicità, miniserie su Pluto e le ispiratissime Qui, Quo, Qua e lo spartito perduto di Pierluigi Paperelli e Gambadilegno e Sgrinfia in: ogni anno il 24 dicembre costituiscono il bel curriculum disneyano che lo sceneggiatore può già vantare in così breve tempo.
Per questa Top 5 ho scelto la sua incursione nel filone di Area 15, dove ha potuto introdurre tra i ragazzi del club paperopolese il buon Pennino, sapendo scrivere molto bene un personaggio non così consueto nella tradizione italiana e costruendo un intreccio interessante capace di divertire e commuovere, valorizzando anche la figura dello zio Paperoga al quale regala un passato sfaccettato con l’introduzione di vecchi amici, Erica in particolare.
Bravissima anche Simona Capovilla e a tal proposito riprendo quanto scrissi nel mio pezzo sul “Topo” di marzo 2025: “l’artista torna a sfoggiare il suo miglior tratto e a illustrare in maniera armoniosa la sceneggiatura. I personaggi appaiono dinamici, morbidi, piacevolissimi alla vista e graziati da una recitazione fresca e credibile. Molto buona la sua versione di Pennino, ma soprattutto il character design di Erica che veste con un gusto rock davvero galvanizzante (divertentissime e ben illustrate le magliette che parodizzano The Who e The Clash), uno stile casual e “grezzo” difficile da vedere nel fumetto Disney specialmente reso in maniera così spontanea, così com’è ottima l’acconciatura. Anche la versione dei flashback risulta adorabile, con un look da figlia dei fiori formidabile.”

Top 5 20254) Zio Paperone alla ricerca del basettiere perduto, di Vito Stabile e Emmanuele Baccinelli (n. 3654)

Vito Stabile ha portato a casa un 2025 coi fiocchi, proseguendo coerentemente la mission di cantore del “suo” Paperone, che sempre più costituisce una sublimazione delle migliori caratterizzazioni del personaggio mixate con la sua personale sensibilità e visione.
Oltre a un ottimo episodio di Pianeta PaperoneSogni nel cassetto – e a un bellissimo ritratto della nemesi paperoniana per eccellenza con Cuordipietra Famedoro e il salvadanaio di Creso, lo sceneggiatore campano si è distinto con l’omaggio a Rodolfo Cimino di Zio Paperone e i leggerissimi fluttuafrutti e con la classicissima e poetica Zio Paperone e la maschera di Sberleff, ma la storia che meglio rappresenta questo percorso e ne costituisce, per me, un simbolico coronamento è proprio Zio Paperone alla ricerca del basettiere perduto, che infatti ho scelto per il quarto posto di questa classifica.
Qui ho ritrovato ancora Cimino, ma anche Carl Barks – non solo nella citazione diretta alla one-page sulle basette, ma proprio nello spirito – e le classiche DuckTales, rinvenibili soprattutto nella formazione scelta dall’autore per i protagonisti impegnati in questa particolare caccia al tesoro ma anche nell’impostazione della trama.
La lettura scorre in maniera freschissima, tutto funziona benissimo e Bacci ai disegni non fa che migliorare il tutto, grazie al suo tratto morbido, curato, cesellato nei dettagli, ammirevole nel character design degli inediti comprimari… il percorso artistico del disegnatore è in continua a apprezzabile crescita, con echi carpiani che hanno però ormai trovato una piena personalizzazione da parte di Baccinelli.
Storia fantastica quindi sia per testi che per disegni.

Top 5 20253) Topolino e le vestigia di Z, di Casty (nn. 3637-3638-3639)

Gradino più basso del podio per il kolossal del 2025 firmato Casty: il ciclo di Atlantide sembra finalmente ripartito a gonfie vele dopo la lunga sosta e lo fa con una nuova avventura del trio formato da Topolino, Pippo ed Eurasia Tost.
Un’ottima avventura nel senso più puro del termine, dove il mistero legato al presunto re di Z, ennesima colonia atlantidea, tiene il lettore incollato alle pagine insieme al disegno dell’autore, che per sfondi e ambientazioni di scatena in tavole sopraffine, anche grazie alla supervisione del colore.
Non manca l’umorismo e fare da contrappunto all’incedere della trama, così come alcune scene d’azione veramente convincenti per il mix tra action e commedia; ma lo scarso ruolo ricoperto dai tre protagonisti nella vicenda, l’assenza pressoché totale di ganci con la macrotrama orizzontale e uno stile non sempre convincente sui personaggi non le permette di andare più in alto in classifica.

Top 5 20252) Le maschere, di Andrea Malgeri (nn. 3613-3614-3615)

A un passo dalla vetta troviamo la prova più ambiziosa di Andrea Malgeri che, arrivato sul settimanale nel 2018 come solo disegnatore, ha iniziato a spendersi anche come sceneggiatore a partire dal 2023 (sue Il questionabile Que e soprattutto Buonanotte, Poppi!, presente nella mia Top 5 del 2024).
Il suo 2025 topolinesco si apre con questa lunga avventura in costume, ambientata in una Venezia del passato e dove il carnevale fa da sfondo a una elaborata vicenda di vendicatori di torti. Trama ricca di spunti interessanti, ben sviluppata in una struttura solida e più che soddisfacente, disegnata con uno stile carezzevole che ho adorato.
L’autore nel corso dell’anno è tornato a scrivere il “suo” Que e si è occupato del rilancio di Super Pippo, con buoni esiti ma senza entusiasmarmi: con Le maschere ci è riuscito eccome e ha settato un punto di riferimento con cui fare i conti.

1) Re Gambadilegno: Per l’onore di Ducktopia – Inseparabili – La corona di ghiaccio – Il mio regno per una struzzertola, di Francesco Artibani, Licia Troisi e Lorenzo Pastrovicchio (nn. 3623-3624-3625-3626)

Top 5 2025Al vertice della classifica troviamo questi quattro racconti ambientati a Ducktopia: la saga principale è compiutamente conclusa ma queste nuove incursioni nel territorio fantastico creato da Francesco Artibani e Licia Troisi mi hanno conquistato grazie a un riuscitissimo mix di umorismo e di avventura, di poesia e di favolette morali. I due sceneggiatori hanno ripreso brillantemente in mano quel setting e scegliendo di concentrarsi su Gambadilegno nel suo periodo di regnante hanno scritto una delle migliori e più calzanti interpretazioni del personaggio, sia nelle cornici ambientate nel presente sia nelle “tall tales” narrate dallo stesso protagonista.
Lorenzo Pastrovicchio, che eredita la serie da Francesco D’Ippolito, è bravissimo nel riprendere con rispetto il character design impostato dal collega senza naturalmente rinunciare ai suoi tocchi di stile che si ritrovano nella recitazione dei personaggi e nell’aspetto di Pietro, per il quale l’artista guarda direttamente alla versione animata degli anni Trenta-Quaranta. Fantastica anche la gestione delle tavole, nelle quali gli elementi delle ambientazioni fungono spesso da “struttura” stessa della griglia.
C’è disneaynità pura in questo incrocio di scrittura, interpretazione e illustrazione, e per me ciò significa la testa della Top 5 del 2025.

Prima di salutarci, mi permetto di inserire un fuori-classifica.
Menzione d’onore:
Bum Bum e il salto nel buio, di Corrado Mastantuono (n. 3630)

Masta quest’anno ha sfornato diverse belle prove da autore completo, lavorando per esempio su Paperina e su Papersera News: ma, in particolare, per me si è distinto proseguendo con straordinaria efficacia le gesta del suo figlioccio Bum Bum Ghigno e proprio da questa produzione mi piace citare Bum Bum e il salto nel buio, che ha saputo come poche volte scandagliare l’animo di questo strano personaggio in maniera profonda e articolata, mantenendo il lato più comico-grottesco insito nel suo animo.
Forse non era “abbastanza” da entrare in Top 5, ma mi sembrava giusto citarla come extra, in rappresentanza di quanto fatto da Mastantuono nel 2025.
In ultimissima istanza, è doveroso segnalare anche quanto realizzato da Bruno Enna con due belle storie di Paperino Paperotto e con il secondo capitolo di Pippo Holmes che, pur inferiore al precedente, rimane un progetto intrigante.

Se avete notato, in questa Top 5 ho cercato di premiare non tanto le singole storie scelte, quanto i percorsi autoriali: era per me doveroso sottolineare il bel lavoro di promettenti sceneggiatori arrivati da poco su Topolino come Testi, Pelosi e Malgeri, così come l’ormai rodata professionalità di talenti come Casty, Artibani e Pastrovicchio e il lavoro personale e significativo di Stabile, Baccinelli e Capovilla.
Il prologo amaro con cui ho aperto il pezzo non viene rinnegato, però: è stato davvero un anno poco impattante per Topolino, secondo me, e ho dovuto scartare poche altre storie per arrivare a questa cinquina, segno che rispetto al passato non c’erano poi molte altre candidate che rimpiango di non aver inserito.
È quindi con preoccupazione che mi accosto al 2026 del giornale, sperando in un’inversione di tendenza che possa riportarlo ai fasti di qualche anno fa.
Alla prossima e ancora buon anno!

Andrea Bramini

Andrea Bramini

(Codogno, 1988) Dopo avere frequentato un istituto tecnico ed essersi diplomato come perito informatico decide di iscriversi a Scienze Umane e Filosofiche all'Università Cattolica del Sacro Cuore, dove a inizio 2011 si laurea con una tesi su "Watchmen". Ha lavorato per un'agenzia di pubbliche relazioni ed è attualmente impiegato in un ufficio.
Appassionato da sempre di fumetti e animazione Disney, ha presto ampliato i propri orizzonti imparando ad apprezzare il fumetto comico in generale, i supereroi americani, i graphic novel autoriali italiani ed internazionali e alcune serie Bonelli. Ha scritto di queste passioni su alcuni forum tematici ed è approdato su Lo Spazio Bianco nel 2011, entrando qualche anno dopo nel Consiglio direttivo.

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