Bentornati su Lo Spazio Disney!
Dopo aver analizzato le principali storie inedite di dicembre, pubblicate su Topolino, è tempo di vedere quali albi disneyani in generale hanno popolato gli scaffali di edicole e fumetterie nel corso del mese da poco conclusosi.
L’edicola Disney di dicembre 2022

Ahia, che male!
Accidenti, che tonfo!
A cosa mi sto riferendo? A I Grandi Classici #84, peggior numero della testata da quando la seguo regolarmente (quindi dal #50).
Un albo che sorprende in negativo come non mai, deludendomi non poco: il peccato principale risiede nella Sezione Superstar, teoricamente il fiore all’occhiello di ogni uscita, che qui ospita solo due (!!) storie, e per di più assai recenti. Passi per Il Mondiale scomparso di Bruno Sarda e Claudio Sciarrone – il 1998, ahimè, non è più considerabile l’altro ieri – ma trovo inaccettabile trovare un’avventura del 2008 che, al di là della giovinezza anagrafica, non è altro che una trametta sportiva all’acqua di rose, dove il nucleo principale è dato dalla paperizzazione dei calciatori della nazionale italiana di calcio che partecipò agli Europei di quell’anno.

Due parole su Il Mondiale scomparso le devo, comunque: lessi la storia in diretta, ai tempi dell’uscita, ma la ricordavo poco: apprezzo come il calcio sia sullo sfondo, per quanto motore dell’azione, e il cuore dello sviluppo narrativo sia invece incentrato sul pasticcio temporale causato da Topolino e Pippo con la macchina del tempo. È interessante anche analizzare lo stile di disegno di Sciarrone, così diverso da quello attuale ma ricco di elementi degni di nota: in particolare vi invito a soffermarvi sul modo in cui raffigura i volti dei comprimari, anche solo delle comparse sullo sfondo, con un tocco di realismo e di “euromanga” veramente apprezzabile.
A proposito di Claudio, se ve la siete persa vi rimando alla video-intervista che gli ho fatto per Lo Spazio Bianco poco più di un mese fa in quel di Cartoomics:
Claudio Sciarrone a Milan Games Week & Cartoomics 2022
Il resto del numero, infine, non brilla particolarmente: Amelia e il segreto di Babbo Natale, di Francesco Artibani, Lello Arena e Silvio Camboni è in realtà una splendida avventura festiva ma che ha visto numerose ristampe, anche in albi di pregio, motivo per cui la sua scelta per l’apertura di questo albo risulta quantomeno ridondante.

Paperino e l’organizzazione P. di Guido Martina e Giovan Battista Carpi e Basettoni e la linea dura di Giorgio Pezzin e Silvio Camboni sono due letture valide e simpatiche, che inserite però in maniera un po’ casuale nel sommario non spiccano quanto avrebbero potuto in altro contesto.
Insomma, una brutta debacle che spero rimanga un caso isolato: certo, sapere che all’inizio del prossimo numero ci sarà una storia del 2014 di Jacopo Cirillo non aiuta in tal senso, ma da quanto si sa del resto del menù si dovrebbe iniziare a risalire la china. Speriamo, perché questo mese la #unicatestataseria non lo è stata affatto…

La suddivisione in tronconi, che costituisce la struttura della testata, viene per l’occasione sovvertita ma ne spiega il motivo lo stesso Davide Del Gusto, motivando ottimamente la scelta e riconfermando una volta di più il senno con cui compone questi sommari.
Il curatore riesce infatti in una sola uscita a celebrare i 75 anni di Zio Paperone, i 75 anni di Gastone, il Natale e François Corteggiani, scomparso prematuramente pochi mesi fa.
Nel primo caso lo fa con Carl Barks grazie alla simpatica one-page Le candele di compleanno e con la fondamentale Ghiacciata dei dollari (nella quale esordisce il Deposito), per poi spostarsi su Guido Martina per la quasi omonima Ghiacciata di dollari, la cui trama prende invece una strada del tutto diversa (e martiniana, ça va sans dire), graziata dai bei disegni morbidi di Luciano Bottaro.
Bella anche la presenza di un Paperone arcaico come quello di Riley Thompson in Nonna Papera e la trappola, nella quale il personaggio è decisamente arcigno e negativo, e rappresentato graficamente con diverse differenze di stile rispetto alla figura che tutti noi ben conosciamo; in fondo era il 1950!

Pubblicata originariamente in Nord Europa come bonus all’interno del volume che raccoglieva le prime due serie, la storia ha una foliazione maggiore delle altre del ciclo e questo aiuta molto l’afflato narrativo: si tratta infatti di uno dei “Diari” più piacevoli per gestione e ritmo. Anche nel disegno mi sembra che Korhonen acquisisca sempre più dimestichezza con lo stile disneyano, pur mantenendo le sue influenze underground. Un mix piacevole che spero si attesti sempre più col passare del tempo.

Tra le inedite fa capolino anche l’altro festeggiato con Gastone e i riflettori invernali della tedesca Frauke Schmickl e con i disegni di Marco Rota. Trama semplice semplice ma che si fa leggere senza annoiare.
Gastone è poi al centro anche di Ritratto di un papero di Cèsar Ferioli Pelaez, presente nell’ambito della riproposta di storie realizzate da Egmont nel 2001 in omaggio alle varie creature di Barks: ho già lodato l’idea di ristamparle in questo contenitore e in questo ordine e modalità, qui mi limito a dire che questa storia in particolare era una delle mie preferite del lotto.

Lo ripeto, un numero coi fiocchi, costruito con precisione chirurgica e con un risultato al di sopra delle aspettative. Considerando i già buonissimi due albi precedenti, non si può che essere positivi per il futuro prossimo di questa pubblicazione, che non ho assolutamente intenzione di abbandonare.

Non l’ho comprato, al contrario di quanto feci per il #50, ma sicuramente potrebbe essere un buon acquisto anche per chi non segue la rivista.
I Classici Disney #23 si occupa questo mese de Il torneo delle cento porte di Marco Nucci: pur avendo moderatamente apprezzato il progetto calcistico portato avanti in questi anni dallo sceneggiatore su Topolino (di cui Il torneo delle cento porte rappresenta il primo tassello), non ne sono così appassionato da prendermi anche questo albo, che quindi ho serenamente lasciato sullo scaffale.
Al di là delle tavole di raccordo di Nucci – che da quanto ho capito dovrebbero essere risicatissime – segnalo che oltre alla saga completa sono state incluse anche le storie tie-in pubblicate originariamente su Paperino e Zio Paperone, atteggiamento lodevole.

Bruno Sarda ai testi di un intreccio forse non memorabile di per sé, quanto piuttosto per l’ampiezza della narrazione e il coinvolgimento dei due universi narrativi, all’epoca ben distinti se non in occasioni eccezionali; Massimo De Vita impreziosisce il tutto con ottime matite, alternandosi per un paio di episodi con il più modesto Franco Valussi, che cercava di emularne lo stile per non creare troppo stacco stilistico tra gli episodi.
Consigliabili? Be’, in realtà niente di veramente imperdibile, nel primo caso si tratta di corollari trascurabili mentre nel secondo siamo al cospetto di una trama articolata e non priva dei suoi momenti, ma che è a mio parere inferiore a tanti altri progetti simili. Venendo riproposta in due soli volumi consecutivi, comunque, se non la conoscente e la trovate in edicola potrebbe anche essere interessante come curiosità da provare, anche solo per godere dei disegni devitiani.
La fumetteria Disney di dicemebre 2022

Ma in realtà non tutte esattamente di valore…
Vita e dollari di Paperon de’ Paperoni, per esempio: ristampare l’immortale e omonimo Oscar Mondadori, analogamente a quanto fatto negli scorsi mesi con quello su Pippo e quello su Eta Beta in occasione dei loro “compleanni”, aveva senz’altro il suo perché, nonostante in questo caso non si tratti di una “prima”. I più affezionati ricorderanno sicuramente che già nel 2007, per i 60 anni dell’avarastro, Disney Italia propose una versione riveduta e corretta del volume, con le storie ripristinate nella loro scansione di tavole originaria e pubblicate nell’edizione “messa a nuovo” con cui erano comparse su Zio Paperone. Non solo, l’edizione fu impreziosita da un robusto apparato editoriale composto da ricchi e approfonditi articoli di Luca Boschi e Alberto Becattini che davano una marcia in più a un prodotto veramente di pregio (e che all’epoca fu tra i responsabili del mio ritorno a seguire il fumetto Disney dopo la parentesi di nulla pressoché assoluto degli anni precedenti).
Articoli che immaginavo sarebbero stati riciclati per l’occasione, come capitato per altri tomi Panini da libreria (Il Ciclo Paperingio, per esempio)… ma così non è stato. Quello che troverete in questo cartonato da 32 euro (!) è una piccola prefazione di Alessandro Sisti, qualche pagina generica sulle caratteristiche di Paperone e una introduzioncina/riassunto sintetici prima di ciascuna storia.
Il mio consiglio? Evitatelo senza tanti complimenti e, se volete, cercatevi il brossurato del 2007.

Direi che l’Extra era stato concepito con ben altri intenti, per avere un prodotto che somigliasse meno all’accozzaglia che risulta essere questo volume, dove l’unico comun denominatore risulta essere il Natale. Si è tentata una strada simile a quanto fatto dal Gold negli scorsi due anni, e l’esito finale è il medesimo.
A proposito di Topolino Gold #9… Paperino nell’ingorgo continuo contiene Paperino pendolare e Ingorgopoli, due storie di Marco Rota appartenenti a due epoche ben diverse. La prima è infatti un grande classico, datata 1977, mentre la seconda era quella che segnava il ritorno dell’autore milanese su Topolino nel 2019.

Non lo consiglio, in particolare a chi possieda già le due storie in questione, ma diciamo che non condanno nemmeno in toto l’eventuale acquisto che potreste essere tentati di fare, magari in balia della passione per Rota. Nulla so sugli articoli a supporto dell’edizione, che potrebbero essere un plus su fatti bene.
C’è spazio infine anche per materiale inedito pubblicato direttamente in volume.
Disney Collection #8 torna a proporre i graphic novel Glénat con Minnie Mouse e il segreto di Zia Miranda di Cosey.

Daisy e i misteri di Parigi vol. 2 prosegue e conclude invece questa serie realizzata per il mercato internazionale sotto la supervisione di Mirka Andolfo, e dedicata a una versione mascherata di Paperina nella Francia del passato. Non mi sono interessato al progetto e non ho letto la prima uscita, talchè non posso esprimermi sulla qualità delle storie, né di conseguenza dare consigli di sorta al riguardo.
Ok, direi che è tutto.
A presto!