Bentornati su Lo Spazio Disney!
Si rinnova l’appuntamento stagionale con Almanacco Topolino e anche per questo autunno riesco a stare “sul pezzo” per commentare il nuovo numero della testata.
L’editoriale introduttivo del curatore Marco Travaglini – ormai stabilmente confermato al timone della collana e non più semplicemente “ad interim” come poteva sembrare inizialmente – ha il pregio di conferire all’albo quella visione lucida e unitaria che permette ad Almanacco di non sembrare un’accozzaglia senza direzione ma di avere invece tutta l’intenzione di essere qualcosa di coeso, sensato e pensato. L’approccio che aveva la serie bianca di Zio Paperone, per esempio, e che anche il predecessore Davide Del Gusto aveva impostato.

Nel primo caso il sommario offre Zio Paperone e i cannoni dello “Smuggler” e Topolino e la città assediata (su testi di Gian Giacomo Dalmasso): per la storia paperesca si tratta della prima apparizione del personaggio di Acciuga, creato da Scala stesso e comprimario di una serie di avventure negli anni Ottanta, un racconto di mare che si svolge in maniera molto lineare e a tratti un po’ lezioso, con un finale improvviso e poco ingaggiante ma valorizzato dai disegni ricercati e raffinati di Scala, mentre per la storia topolinesca abbiamo un racconto in costume nel quale Mickey veste i panni di Zorro, ispirandosi direttamente allo show televisivo targato Disney; anche in questo caso la trama non brilla particolarmente e i disegni di Scala con il piccolo Topo spiccano in maniera minore, ma perlomeno con Pippo, Gambadilegno e vari personaggi secondari le cose migliorano.
In entrambi i casi sono comunque sfondi e ambientazioni ad essere di livello notevole per la cura dei dettagli.

Troviamo poi Zio Paperone e il club degli snob (Gail Renard ai testi) e Zio Paperone e la febbre filatelica (by Joel Katz e di nuovo Tom Anderson), due riproposte che comunque per la loro provenienza non vedevano una ristampa italiana da diverso tempo: si tratta di piacevoli avventure paperoniane, urbana la prima e avventurosa la seconda, nelle quali osserviamo l’evoluzione del segno di Branca nel corso degli anni Ottanta, acquisendo quel tratto che personalmente adoro alla follia e con il quale l’ho conosciuto e imparato ad amare sulle pagine di ZP. Partendo da Barks, infatti, il disegnatore argentino sviluppa uno stile decisamente più personale e immediatamente riconoscibile che lo rende eclettico e innovativo, pur rimanendo ancorato alla tradizione.

Topolino e le ombre nel monitor immagina che, per un guasto al suo computer, i racconti che scrive Topolino diventino realtà… e la fantasia di Mickey sta immaginando situazioni al confine con l’horror! Un ottimo modo per omaggiare Halloween e per tornare a ospitare questo artista dallo stile così peculiare e interessante, che qui si scatena con tavole inquietanti e una gabbia meno inquadrata della norma.
Per quanto riguarda la nuova prova di Kari Korhonen, invece, rimango ben poco soddisfatto: la trama è poco originale, il cuore dell’azione risulta poco coeso e la risoluzione si gioca velocemente in un’unica tavola finale. Non è certo il miglior episodio della serie, per quanto mi riguarda! Lato disegni invece non c’è male, l’artista sta seguendo un percorso che pur senza sconfessare l’estetica underground acquisisce maggior sicurezza e la capacità di rientrare in certi codici visivi.

Come uso per questo tipo di produzioni, non si tratta di nulla di epocale né di particolarmente elaborato: fanno parte di quelle “chicche” che amava proporre sovente il mai dimenticato Luca Boschi su I Grandi Classici e in quello hanno il loro valore, come rappresentanti di una produzione “parallela” nel fumetto Disney statunitense dove i protagonisti erano i cosiddetti classic characters.

Per entrambe le prove valgono comunque il “prezzo del biglietto” i disegni di Hubbard, da sempre maestro nel disegnare i personaggi dei film Disney e che restituisce così un’estetica differente dalle vicende con i “soliti noti”.
Insomma, non siamo di fronte al miglior numero della collana, se lo chiedete a me: ma anche quando non ci sono storie particolarmente forti o che semplicemente incontrano i miei gusti, l’albo riesce comunque a risultarmi interessante per la formula portata avanti, e questo rappresenta un pregio innegabile per il progetto in senso ampio.
Appuntamento a inizio dicembre con l’uscita natalizia, quindi!
