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Almanacco Topolino #24 – ott.-nov. 2025

11 Novembre 2025
Il nostro Bramo commenta il numero autunnale di “Almanacco Topolino”.

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Bentornati su Lo Spazio Disney!
Si rinnova l’appuntamento stagionale con Almanacco Topolino e anche per questo autunno riesco a stare “sul pezzo” per commentare il nuovo numero della testata.
L’editoriale introduttivo del curatore Marco Travaglini – ormai stabilmente confermato al timone della collana e non più semplicemente “ad interim” come poteva sembrare inizialmente – ha il pregio di conferire all’albo quella visione lucida e unitaria che permette ad Almanacco di non sembrare un’accozzaglia senza direzione ma di avere invece tutta l’intenzione di essere qualcosa di coeso, sensato e pensato. L’approccio che aveva la serie bianca di Zio Paperone, per esempio, e che anche il predecessore Davide Del Gusto aveva impostato.

Almanacco 24 2In questo caso le linee guida sono l’omaggio a Guido Scala e il focus su Daniel Branca, per celebrare due grandissimi artisti Disney scomparsi ormai da tempo.
Nel primo caso il sommario offre Zio Paperone e i cannoni dello “Smuggler” e Topolino e la città assediata (su testi di Gian Giacomo Dalmasso): per la storia paperesca si tratta della prima apparizione del personaggio di Acciuga, creato da Scala stesso e comprimario di una serie di avventure negli anni Ottanta, un racconto di mare che si svolge in maniera molto lineare e a tratti un po’ lezioso, con un finale improvviso e poco ingaggiante ma valorizzato dai disegni ricercati e raffinati di Scala, mentre per la storia topolinesca abbiamo un racconto in costume nel quale Mickey veste i panni di Zorro, ispirandosi direttamente allo show televisivo targato Disney; anche in questo caso la trama non brilla particolarmente e i disegni di Scala con il piccolo Topo spiccano in maniera minore, ma perlomeno con Pippo, Gambadilegno e vari personaggi secondari le cose migliorano.
In entrambi i casi sono comunque sfondi e ambientazioni ad essere di livello notevole per la cura dei dettagli.

Almanacco 24 6Per quanto concerne Daniel Branca, viene proposta innanzitutto un’inedita per l’Italia risalente al 1979 – Paperino e il calice di Paperide il Grande, su testi di Brian Craxton e Tom Anderson – che racconta di un’ennesima contesa tra Donald e Gastone, i quali si sfidano in una caccia ai reperti sommersi tra le isole greche. La trama risulta simpatica e ben gestita, con dei disegni prettamente barksiani assai piacevoli. Benché tenda a preferire che le inedite straniere proposte da Almanacco siano degli ultimissimi anni, apprezzo anche questi recuperi d’antan rimasti per vari motivi esclusi dalle proposte Disney di casa nostra degli scorsi decenni.
Troviamo poi Zio Paperone e il club degli snob (Gail Renard ai testi) e Zio Paperone e la febbre filatelica (by Joel Katz e di nuovo Tom Anderson), due riproposte che comunque per la loro provenienza non vedevano una ristampa italiana da diverso tempo: si tratta di piacevoli avventure paperoniane, urbana la prima e avventurosa la seconda, nelle quali osserviamo l’evoluzione del segno di Branca nel corso degli anni Ottanta, acquisendo quel tratto che personalmente adoro alla follia e con il quale l’ho conosciuto e imparato ad amare sulle pagine di ZP. Partendo da Barks, infatti, il disegnatore argentino sviluppa uno stile decisamente più personale e immediatamente riconoscibile che lo rende eclettico e innovativo, pur rimanendo ancorato alla tradizione.

Almanacco 24 5Il resto del settore inedite vede una sinistra storia di Noel Van Horn e il nuovo Diari di Paperone: Il grande elettore.
Topolino e le ombre nel monitor immagina che, per un guasto al suo computer, i racconti che scrive Topolino diventino realtà… e la fantasia di Mickey sta immaginando situazioni al confine con l’horror! Un ottimo modo per omaggiare Halloween e per tornare a ospitare questo artista dallo stile così peculiare e interessante, che qui si scatena con tavole inquietanti e una gabbia meno inquadrata della norma.
Per quanto riguarda la nuova prova di Kari Korhonen, invece, rimango ben poco soddisfatto: la trama è poco originale, il cuore dell’azione risulta poco coeso e la risoluzione si gioca velocemente in un’unica tavola finale. Non è certo il miglior episodio della serie, per quanto mi riguarda! Lato disegni invece non c’è male, l’artista sta seguendo un percorso che pur senza sconfessare l’estetica underground acquisisce maggior sicurezza e la capacità di rientrare in certi codici visivi.

Almanacco 24 9Il numero si chiude con due storielle relative al mondo dell’animazione disneyana, elemento che apprezzo oltremodo in Almanacco Topolino perché consente di presentare personaggi e universi narrativi che attualmente non trovano posto su nessun’altra pubblicazione (se si eccettua l’ottimo e recente volume Disney Christmas Classic): per i due anniversari a cifra tonda di Lilli e il vagabondo e de Gli Aristogatti ecco allora Romeo e la debacle dell’accalappiagatti e Lillo e lo stratagemma controproducente, entrambe di Al Hubbard.
Come uso per questo tipo di produzioni, non si tratta di nulla di epocale né di particolarmente elaborato: fanno parte di quelle “chicche” che amava proporre sovente il mai dimenticato Luca Boschi su I Grandi Classici e in quello hanno il loro valore, come rappresentanti di una produzione “parallela” nel fumetto Disney statunitense dove i protagonisti erano i cosiddetti classic characters.

Almanacco 24 10Nello specifico, la breve avventura degli Artistogatti non risulta particolarmente entusiasmante, per quanto si ponga quasi come un sequel diretto della macrotrama del film e abbia comunque dalla sua un paio di trovate simpatiche, mentre il racconto incentrato sul figlio di Lilli e Biagio appare molto più fresco, anche solo per la girandola di situazioni che si abbattono sul protagonista e per il tragicomico finale, effettivamente azzeccato e divertente.
Per entrambe le prove valgono comunque il “prezzo del biglietto” i disegni di Hubbard, da sempre maestro nel disegnare i personaggi dei film Disney e che restituisce così un’estetica differente dalle vicende con i “soliti noti”.

Insomma, non siamo di fronte al miglior numero della collana, se lo chiedete a me: ma anche quando non ci sono storie particolarmente forti o che semplicemente incontrano i miei gusti, l’albo riesce comunque a risultarmi interessante per la formula portata avanti, e questo rappresenta un pregio innegabile per il progetto in senso ampio.
Appuntamento a inizio dicembre con l’uscita natalizia, quindi!

Andrea Bramini

Andrea Bramini

(Codogno, 1988) Dopo avere frequentato un istituto tecnico ed essersi diplomato come perito informatico decide di iscriversi a Scienze Umane e Filosofiche all'Università Cattolica del Sacro Cuore, dove a inizio 2011 si laurea con una tesi su "Watchmen". Ha lavorato per un'agenzia di pubbliche relazioni ed è attualmente impiegato in un ufficio.
Appassionato da sempre di fumetti e animazione Disney, ha presto ampliato i propri orizzonti imparando ad apprezzare il fumetto comico in generale, i supereroi americani, i graphic novel autoriali italiani ed internazionali e alcune serie Bonelli. Ha scritto di queste passioni su alcuni forum tematici ed è approdato su Lo Spazio Bianco nel 2011, entrando qualche anno dopo nel Consiglio direttivo.

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