Il “Topo” di ottobre 2021

Il “Topo” di ottobre 2021

Bentornati su Lo Spazio Disney!
Mentre sto scrivendo queste righe respiro aria da Lucca Comics nella mia “bolla”, com’è giusto che sia visto che quest’anno la kermesse toscana torna in presenza dopo lo stop del 2020 nel quale è si è svolta solo in versione online.
Io salto, limitandomi a seguire a distanza gli eventi, le interviste e gli annunci che tengono banco durante il weekend fieristico (a proposito, lo sapete che quest’anno Lo Spazio Bianco è stato streaming partner ufficiale di Lucca Comics? Recuperate sul nostro canale Twitch le registrazioni di quanto trasmesso durante la manifestazione, se vi siete persi le dirette!), e anche per questo invece di guardare avanti faccio un passo indietro e mi concentro, come d’abitudine, sulle settimane passate; in particolare, su cosa è apparso su Topolino nel corso di ottobre.

Ottobre 2021: le storie da Topolino

Spazio_Disney_Topoottobre2021_1Non si può che cominciare da PK: Zona franca di Alessandro Sisti e Lorenzo Pastrovicchio (nn. 3437-3438).
Il Pikappero torna infatti su Topolino dopo sette mesi da Una straordinaria notte qualunque, la storia pensata per il venticinquennale di PK. In qualche modo anche questa seconda incursione sul settimanale vuole idealmente proseguire i festeggiamenti, ma stavolta non abbiamo una trama smaccatamente autocelebrativa come era quella di marzo, bensì una vera e propria storia con una sue precisa identità.
Lo sceneggiatore si collega fortemente alla lore pikappica, richiamando esplicitamente quanto accaduto in uno dei numeri più celebri di PKNA (Il giorno del sole freddo, i cui eventi sono stati richiamati più volte nel corso della saga, tanto erano intriganti) e collegandolo con una coppia di avversari che personalmente non mi sarei aspettato di rivedere in PKNE, dal momento che apparvero in TimeCrime, il crossover tra PK e DoubleDuck.
Insomma, un piatto ricco (anche se servito in una cinquantina scarsa di tavole) e che nel primo tempo mi aveva decisamente soddisfatto: la ricetta era stata cucinata con tutti gli ingredienti giusti, e non potevano esserci dubbi conoscendo lo chef, tanto che la prima cosa a cui ho pensato era che si avvertiva proprio il mood di PKNA, sembrava davvero che come ritmo e approccio questa storia fosse uscita dalla fine degli anni Novanta. Il modo in cui sono stati usati Angus Fangus e Lyla è molto buono, così come la maniera in cui viene inquadrata la collaborazione tra Paperinik e Uno, e l’andamento della storia che ne consegue mantiene un’ossatura robusta.
Tale sensazione permane anche nella seconda parte, beninteso, ma la trama prende una piega che non mi ha convinto del tutto, a causa dei sopracitati personaggi e della funzione che hanno ricoperto nell’intreccio. Non è solo questione di “non aspettarmeli”, è proprio una difficoltà nel vederli calati in questo contesto. Axel Alpha ha un innegabile carisma, è vero, ma non riesco a interpretarlo a pieno titolo come nemico di Pikappa, e il suo ruolo a capo dell’Organizzazione fatico a digerirlo. Forse perché lo accettavo con riserva già nel finale di TimeCrime.
Spazio_Disney_Topoottobre2021_2Mi piace invece molto il personaggio di Velena, conturbante figura femminile introdotta per l’occasione e che spero di rivedere in futuro in nuove storie temporali.
La compressione narrativa ha inoltre sacrificato le scene d’azione e di combattimento, per cui il tanto declamato robottone non ha potuto secondo me apparire al massimo della forma… nonostante ciò il buon Pastro ha dato il massimo per valorizzare un elemento che gli stava evidentemente a cuore, mostrando i muscoli in ogni pagina in cui l’esoscheletro compariva. Il tratto sottile e dinamico del disegnatore, unito all’inchiostrazione di Michela Frare, contribuisce molto all’atmosfera pikappica a cui facevo cenno; il suo Paperino/Pikappa è magnifico, per esempio, così come Uno. Grande cura è riservata anche agli sfondi e alla componentistica mecha e tecnologica, e il lavoro appare pulito perché l’artista riesce a bilanciare bene quanto appare nelle vignette, azzardando spesso una composizione piuttosto creativa della tavola con risultati decisamente felici.
Infine, i colori di Andrea Stracchi risultano determinanti nel risultato finale, perché riescono davvero a differenziare le tonalità delle pagine da quelle delle altre storie del libretto, seguendo il solco di quanto fatto ai tempi su PKNA ma con una buona dose di ricerca personale applicata su quanto fatto in passato per il superpapero mascherato. Un lavoro cromatico curato e che esalta la parte estetica del fumetto.
Insomma, soddisfatto per metà. Mi aspettavo forse di più, vista la caratura dei nomi in ballo, e sicuramente sono rimasto perplesso dalla necessità di andare a riempire il buco (se di ciò si trattava) sulle origini dell’Organizzazione. Al netto di ciò l’avventura in sé si fa leggere, il ritmo e le dinamiche sono evidentemente pikappiche nel senso più puro del termine e la componente grafica è di tutto rispetto.

Spazio_Disney_Topoottobre2021_3La ciurma del sole nero, episodi 2-3 di Marco Gervasio e Cristian Canfailla (nn. 3437-3438) prosegue sui presupposti mostrati dal pilot, di cui avevo già parlato positivamente il mese scorso. A mio avviso questi due ulteriori episodi non reggono benissimo il confronto con quanto accaduto nella prima puntata: per ora lo sceneggiatore non ha fatto altro che sviluppare in maniera tutto sommato didascalica la situazione di partenza – i personaggi smarriti nello spazio – sfruttandola per mettere a confronto Topolino e gli altri con popoli alieni dalle caratteristiche peculiari. Il merito è la volontà di sfruttare questa struttura per riflettere su determinati argomenti, ma per ora questo approccio non mi pare venga veicolato in maniera sufficientemente convincente. Cionondimeno la serie ha delle potenzialità che vedo chiaramente e che spero possano emergere con maggior forza nel proseguio, per ora fissato a data da destinarsi. Il setting spaziale e le inquietudini del protagonista sono punti di forza per me, e se giocati bene possono rendere questa nuova serie qualcosa di piacevole. Anche perché i disegni di Canfailla, i colori slavati e l’idea dei retini digitali ben si accompagnano a certe atmosfere e spero di rivederli presto al servizio di trame solide e di sviluppi intriganti nella macrotrama.

Su Zio Paperone e il centounesimo Canto di Alessandro Sisti e Alessandro Perina (n. 3437) avevo già espresso pareri positivi, ma anche dubbi, un mese fa. Alla luce dell’ultimo episodio, pubblicato a inizio ottobre, non posso che riconfermare questa via di mezzo nell’apprezzamento di una storia che, per quanto buona, soffre un po’ la struttura a tappe e una trama forse troppo lineare nella sua impostazione. Sisti ha tentato di rimescolare le carte rispetto alla “rivelazione” della terza puntata, ma in realtà non è cambiato granché ai miei occhi. Anche la vera natura del centounesimo Canto non mi ha sconvolto più di tanto. Stringi stringi, è stata una buona caccia al tesoro con un Paperone e famiglia scritti benissimo e alcuni passaggi particolarmente felici. Non ho altro da aggiungere, se non ribadire che il tratto morbido e classico di Perina si presta bene a questo tipo di storie.

Spazio_Disney_Topoottobre2021_9La ballata di John D. Rockerduck di Marco Nucci e Giorgio Cavazzano (nn. 3439-3440) nasce dall’idea di Alex Bertani di rivitalizzare il personaggio del rivale di Paperone, donandogli un’intera e corposa storia da protagonista. Affidarla alle cure di Nucci dev’essere sembrato naturale, visto che negli scorsi mesi lo sceneggiatore ha già curato analoghi processi di “riscatto” per Gastone e per Macchia Nera. La prima cosa che salta all’occhio è proprio il pattern molto simile, non solo negli intenti ma anche nello sviluppo: in tutti e tre questi casi il personaggio “scandagliato” viene allontanato dalla propria città e nella dimensione estranea in cui viene calato ha modo di ritrovare sé stesso, i giusti stimoli per tornare a credere in sé stesso e possibilmente una visione più accattivante per i lettori. Il parallelo con La solitudine del quadrifoglio, in particolare, è immediato e plateale.
Ammetto però che il risultato della Ballata mi è apparso più convincente; certo, l’escamotage dietro la rivincita del pivello era ahimè scontato e nemmeno particolarmente nuovo (abbiamo già visto Paperone aiutare in segreto Rockerduck per non perdere il proprio rivale in affari), ma Nucci gestisce bene la faccenda sapendo caratterizzare bene Rockerduck. Laddove la trama in senso stretto mi è apparsa banale, ecco infatti che lo sceneggiatore compensa con una connotazione azzeccata del papero in bombetta, che alterna scoramenti a nuovi slanci, uscendo dalla bidimensionalità a cui troppo spesso è condannato.
C’è da dire, a onor del vero, che un anno e mezzo fa Vito Stabile aveva già condotto una bella riflessione su Rockerduck in una storia assai valida (La spiaggia della rivalsa), meno ambiziosa ma forse anche più naturale nella sua semplicità.
Cavazzano alle matite fa un buon lavoro: se nel complesso ci regala il suo tratto della maturità senza guizzi di rilievo, in alcune vignette le inquadrature si fanno più interessanti e alcuni sguardi di Paperone e Rockerduck appaiono con quel qualcosa in più che ci ricorda perché Cavazzano è Cavazzano, Re Giorgio, il più grande Maestro Disney ancora in attività. Inoltre ci sono alcune tavole – quelle in cui scroscia la pioggia, in particolare, ma anche la vignetta verticale nella quale l’eterno numero due scende le scale della sua villa in una buia notte – che sono un vero spettacolo e aggiungono atmosfera al punto di offrire un vero quid all’intera storia.

Spazio_Disney_Topoottobre2021_11Le Giovani Marmotte in: L’arcipelago delle tartarughe di Francesco Vacca e Mario Ferracina (n. 3439) è ad oggi l’incursione più debole nel rilancio delle GM su Topolino.
Se nel 2020 Operazione Alaska reintroduceva brillantemente il gruppo scoutistico sul settimanale con una visione più moderna (nell’equipaggiamento e nello sguardo alla contemporaneità), il testimone raccolto pochi mesi fa da Vacca con Missione Tropici appariva già vagamente meno incisivo. Era evidente l’intenzione di mettere in primo piano i rapporti tra le Giovani Marmotte, sfruttando i nuovi componenti introdotti per vivacizzare le interazioni oltre i soliti Qui, Quo, Qua, ma non sempre tutto appariva naturale nella narrazione e l’inserimento di un misterioso avversario nell’ombra appariva più goffo che affascinante. Questi difetti si ritrovano ora ne L’arcipelago delle tartarughe, nella quale ho trovato un racconto che si trascina stanco per due tempi, dove alla missione del titolo sono stati dedicati pochi frammenti e dove il messaggio ecologista è passato secondo me in maniera meno avvincente di quanto fosse nelle intenzioni iniziali.
Ho apprezzato la gestione dei rapporti interpersonali tra i ragazzi, anche se forse è stata tirata un po’ per le lunghe la questione del litigio fra la ragazza e uno dei nipotini. Molto meglio la nuova recluta, se non altro per il modo in cui viene fatta avvicinare alla realtà delle GM che mi ha ricordato n po’ la scena finale di Star Wars – Gli ultimi Jedi! 😀 Divertenti e ben sceneggiate le gag umoristiche e folli con Newton protagonista e piuttosto buoni i disegni di un Ferracina in crescita, cosa che si nota in passaggi come quelli della doppia splash page subacquea.

Spazio_Disney_Topoottobre2021_13Topolino e Minni in: qualcosa nella nebbia di Pietro B. Zemelo e Davide Cesarello (n. 3440) è il racconto di Halloween del 2021. Tra zucche intagliate che prendono vita, nebbia che ammanta un piccolo villaggio, un inquietante e misterioso contadino e il fiuto di Topolino per i misteri, Zemelo riscopre la sua attitudine per il brivido, a riprova di come non sia stato scelto a caso come curatore del numero de I Classici attualmente in edicola, che verte proprio su questo genere.
Per quanto mi riguarda siamo in realtà un gradino sotto rispetto a Topolino e gli incubi a occhi aperti e a Pippo e l’inquietante Nyappo, per restare a un certo tipo di venature, ma devo dire che Qualcosa nella nebbia si difende bene e pure abbondando di cliché horror fa il suo dovere: intrattiene e si avvale dell’atmosfera perfetta per questo tipo di narrazione. Una buona lettura a tema che pur non potendo eccedere su certi toni riesce a portare sulla carta talune sensazioni di pathos. Ha inoltre il merito di dare maggior spazio a Minni, che per buona parte dell’avventura si muove da sola sulle tracce di uno scomparso Topolino; il personaggio riesce così a smarcarsi dall’ombra dell’ingombrante partner senza essere rinchiusa negli stereotipi di genere. Cesarello ai disegni si rivela un’ottima scelta per il tenore di questa storia, e come già ebbi a dire pochi mesi fa trovo che l’artista si trovi particolarmente a proprio agio con i Topi, al contrario dei Paperi.

Newton e Pico in Viaggio nel sapere – Musica, maestro! di Giorgio Fontana e Donald Soffritti (n. 3437) prosegue la striscia positiva – tanto narrativamente quanto nel disegno – che ho già avuto modo di illustrare con le precedenti storie del ciclo. Una sorpresa che si rinnova ogni volta, considerando quanto sulla carta potesse sembrare un’ecatombe l’idea di partenza. E invece… a onor del vero forse questo episodio nello specifico è quello che considero il meno riuscito del lotto, ma rimane sempre una lettura frizzante e simpatica.

Spazio_Disney_Topoottobre2021_7Topolino giramondo – I magici boschi del Nord di Giuseppe Zironi e Gabriele Panini (n. 3438) costituisce, di contro, una delle avventure più belle di questo ciclo, insieme a quella dell’estate scorsa sull’isola solitaria. Qui si cambia decisamente ambientazione ma non solo, è proprio l’approccio alla forma-racconto che varia, pur restando sempre nell’ambito del viaggio. A dire il vero è una delle caratteristiche più felici di Topolino giramondo: ogni avventura sposa un passo diverso, evitando di ripetersi e di cadere in un loop nel quale la struttura rimane la stessa e si modificano solo ambientazione e i particolari specifici, cosa molto facile in cicli di questo tipo. Stavolta Zironi e Panini ci portano in Norvegia con una trama eterea e sognante, dove il confine tra realtà e magia è sfumato tanto per il lettore quanto per il protagonista. Il setting boschivo, il misterioso comprimario, i fuochi fatui… tutti elementi della tradizione ma mixati con gusto e sapienza, portando a un’avventura suggestiva, complici anche i disegni sempre azzeccati nel loro tratto nervoso e secco e la struttura della gabbia, tutto sommato regolare ma che sa concedersi con discrezione soluzioni diverse quando necessario.

Spazio_Disney_Topoottobre2021_8Paperino e il carillon proboscidato di Rudy Salvagnini e Blasco Pisapia (n. 3438) è una di quelle classiche storie all’apparenza “modeste”, anche solo per la posizione che ricoprono nel sommario, ma che invece sanno regalare sorprese ed entrare nel cuore del lettore. Salvagnini scrive una sceneggiatura frenetica, nella quale Paperino è in un frullatore di situazioni dove il cugino Paperoga e la sua cocciutaggine lo trascinano, in un vortice sempre più claustrofobico e grottescamente divertente. In mano ad altri il meccanismo dell’andirivieni avanti e indietro avrebbe potuto stufare alla terza reiterazione, mentre lo sceneggiatore è bravo nel tenere alto il ritmo e nel saper divertire, cambiando pochi impercettibili particolari di volta in volta. Sembra una storia d’altri tempi, per certi versi, e in tal senso il tratto classico di Pisapia si presta in maniera eccellente allo scopo. I suoi Paperi sono belli a vedersi nella linea netta che li connota, mentre risultano meno efficaci i personaggi secondari (la cantante e il venditore) e alcuni sfondi, a volte poco ispirati. In una storia del genere la componente grafica è importantissima e in definitiva il disegnatore riesce a fare il necessario per far funzionare la sceneggiatura.

Spazio_Disney_Topoottobre2021_12Topolino e l’ingombrante sgombero di Davide Aicardi e Marco Mazzarello (n. 3439) è invece una storia incomprensibile, per me. Con questo non faccio riferimento a una trama particolarmente complessa o scritta male, quanto piuttosto a una trama che… non mi ha comunicato nulla di che. Sì, un paio di gag con Pippo mi hanno pure strappato un sorriso, ma nel complesso la direzione mi appare traballante e incerta, le due linee narrative non convergono affatto tra loro risultando parallele e quindi non coese, e in sostanza a fine lettura non resta dentro granché: né divertimento, né emozioni particolari, né sensazione di intrattenimento, né l’idea di aver visto una buona amalgama tra Topolino e Pippo. Boh. Perplesso. Mazzarello ai disegni senza infamia e senza lode.

Ecco, queste le storie di ottobre su cui secondo me valeva spendere qualche parola.
Come sempre, se volete potete dire la vostra nei commenti 😉
Intanto vi do appuntamento al post sulle pubblicazioni disneyane di ottobre, online fra qualche giorno.
Ciao!

Bonus track

Nelle scorse settimane sono stato ospite di due puntate all’interno di un podcast a tema fumetti!
Ideato e curato da Luca Cerretti, Il supereroe, il multiverso e tutto quanto nasce con l’intento di approfondire l’esperienza di lettore del padrone di casa, ma occasionalmente accoglie altri appassionati per una sana chiacchierata a tema, e in questo caso ha avuto la bontà di pensare a me.
Ho avuto quindi l’occasione di parlare delle mie “secret origins” di lettore, di come ho maturato i miei gusti in fatto di fumetti, di come ho iniziato ad approfondire questa passione e a fare critica amatoriale, fino a condurre una breve analisi sull’incontro tra fumetto Disney e supereroi.
Vi lascio qui sotto entrambe le puntate:

https://www.podomatic.com/podcasts/lucacerretti/episodes/2021-10-19T09_12_02-07_00

https://www.podomatic.com/podcasts/lucacerretti/episodes/2021-10-26T09_25_44-07_00