Spazio Disney giugno2021 evidenza

Le uscite Disney di giugno 2021

2 Luglio 2021
Facciamo una panoramica sulle novità editoriali Disney di giugno secondo il punto di vista di Bramo!

Bentornati su Lo Spazio Disney!
È arrivato il momento del consueto viaggio tra le uscite disneyane da edicola e fumetteria avvenute nel corso del mese appena concluso, ma prima fatemi dire due parole riguardo quanto annunciato sull’ultimo numero della rivista Anteprima, tra luci e ombre.

Anteprima di giugno 2021 (uscite di agosto-settembre)

Mickey e l’oceano perduto guadagna subito una ristampa (prevista per settembre) dal momento che il volume è già esaurito dai magazzini Panini.
Successone, gridano le pagine del catalogo! In effetti per aver fatto fuori tutta la prima tiratura in un mese e mezzo è andato evidentemente a ruba, nonostante il passaparola negativo che girava sul web relativamente alla qualità della carta e/o dei colori che rendevano molte vignette particolarmente buie. Il mio sospetto è che una concausa sia però una tiratura tarata al ribasso, come accade spesso e volentieri per molti prodotti, in questo caso drammaticamente sottostimata. Altrimenti personalmente non riesco a spiegarmi un tale boom in così poco tempo.
A proposito dalla cura dell’edizione, si annuncia che questa ristampa adotterà una carta diversa per sopperire ai problemi evidenziati da molti: l’iniziale levata di scudi da parte di chi ha diligentemente già preso la sua copia è stata stroncata sul nascere quando l’editore ha informato che si potrà permutare la propria versione con la nuova.
Scelta seria e lodevole, ma resta comunque la testimonianza di un’operazione, quella di Disney Collection, partita col piede sbagliato: iniziale slittamento dell’uscita, distribuzione a singhiozzo, difficoltà di reperimento, repentino esaurimento e stampa di un prodotto con un difetto di resa che, se non proprio invalidante, comprometteva un pochetto la fruizione della storia, senza accorgersene o farsi problemi prima di essere investiti dalle lamentele.
Spero in una maggior attenzione per le prossime uscite.

Spazio_Disney_giugno2021_0AViene poi annunciato il nuovo numero de I Classici Disney d’Autore, che segnano il grande ritorno di un autore glorioso come Giorgio Pezzin con un albo tutto dedicato alle sue Tops Stories! Lo storico sceneggiatore ha quindi selezionato quali avventure del ciclo inserire e ha firmato la frame-story che darà la chiusura definitiva alla serie; in più è in dirittura d’arrivo sul primo Topolino di agosto (e in forma illustrata su questo Classico) una storia inedita, realizzata partendo da una vecchia sceneggiatura rimasta nel cassetto.
Tutto molto bello… ma anche qua faccio il puntiglioso e lamento il trattamento che da anni spetta alle Tops Stories, una saga di grande qualità che ha conosciuto una sola ristampa organica quasi vent’anni fa, in due albetti ora di difficilissima reperibilità, mentre le singole storie che la compongono sono state pubblicate qua e là nel corso degli anni. Sarebbe tempo di una riedizione completa e unitaria, ma l’esistenza stesso di questo Classico mi fa pensare che ci vorrà ancora mooooolto tempo…

Altra grande novità è Il Club dei Supereroi. Non come testata, già annunciata a suo tempo e che esordirà fra pochi giorni in edicola, ma come contenuto del secondo numero in uscita a settembre: tra le inedite figura infatti Toy with me, una storia di Darkwing Duck che viene direttamente dall’Annual americano del 2011, una sorta di albo speciale e fuoriserie della testata varata in USA nel 2010 per rilanciare il supereroe noto a quelli della mia generazione per l’ottimo cartone animato dei primi anni Novanta.
Un’ottima notizia: da molto tempo auspico l’arrivo in Italia di queste storie, da amante del personaggio, e reputo che, per come si è presentata, questa nuova testata possa essere il contenitore più adatto per presentarcele. Sperando che Il Club prosegua a oltranza come capitato a Papersera, confido che questo inserimento possa anticipare l’arrivo delle storie lunghe degli anni ‘10, da The Duck Knight Returns in poi 🙂

Spazio_Disney_giugno2021_0BInfine viene annunciato anche il prossimo Topolino Gold, intitolato Reginella – La trilogia. Notate qualcosa di strano in questa scritta? Buon per voi, vuol dire che siete nel giusto 😛
Dovrebbe essere superfluo ricordare che il concetto di “trilogia” non sussiste per la saga della sovrana di Pacificus creata da Rodolfo Cimino e Giorgio Cavazzano: si articola infatti in cinque storie (raccolte integralmente nel primo numero di Tesori Disney, unica edizione veramente completa esistente), senza contare i due soggetti rimasti inediti e senza contare il recente ripescaggio ad opera di Bruno Enna prima e Vito Stabile poi.
Dovrebbe di conseguenza essere superfluo ricordare che il termine “trilogia” ha un significato ben preciso che in nessun modo può essere applicato alle prime tre storie del personaggio. Se il problema era di foliazione della testata, si poteva optare per diverse altre soluzioni per dare il nome al volume in maniera più corretta. SE proprio si voleva ospitare Reginella in Gold, una volta constatato che non la si poteva ripubblicare completa nemmeno del solo ciclo “classico”.

Ma distogliamo lo sguardo dal futuro e concentriamoci su quanto uscito nel mese appena concluso!

L’edicola e la fumetteria Disney di giugno 2021

Questo mese accorpo tutto in un unico paragrafo perché non si rilevano uscite esclusivamente da fumetteria: in realtà ci sarebbero il sesto volume della Don Rosa Library De Luxe e la ristampa del primo tomo del Donald Duck di Al Taliaferro, sui quali però non ho praticamente nulla da dire.
Per il resto, per quanto non manchino volumi più pregiati della media (Extra, Gold), questi in teoria sono distribuiti anche in un ristretto numero di edicole e quindi formalmente e per correttezza li includo qui, per quanto siano evidentemente prodotti principalmente da fumetteria che si è voluto per qualche motivo mandare anche in ristrettissimo circuito di grandi giornalai che dedicano ampi spazi al fumetto.
È un discorso che ho già avuto modo di affrontare più volte su questo blog, ma continuo a notare in vari “posti dell’internet” che su questo punto permane smarrimento e confusione e quindi ribadisco il disclaimer 😛

Spazio_Disney_giugno2021_1Partiamo comunque dalla #unicatestataseria, ormai abbreviata dagli aficionados come UTS! XD
I Grandi Classici Disney #66 è un ottimo albo, per quanto mi riguarda uno dei migliori di questa prima metà di 2021.
Il sommario appare particolarmente parco di titoli (si contano infatti solo otto storie), ma è un’evenienza dettata dalla lunghezza di ciò che è stato inserito e che accolgo serenamente perché permette di avere una selezione molto valida e interessante.
Prendiamo Paperina e lo charme finanziario di Paolo Crecchi, disegnata da Romano Scarpa e Alessandro Del Conte: non è niente di memorabile o di imperdibile, nulla che – per usare una frase fatta – “valga il prezzo del biglietto”, ma è una avventura scorrevole e piuttosto piacevole che non conoscevo e che ho letto con interesse perché, al netto di uno spunto forse non molto centrato, permette uno sviluppo curato e offre un disegno classico ma dallo stile dinamico e guizzante, per quanto con una linea piuttosto netta nel ritrarre ambientazioni e personaggi. È solo strano che nell’introduzione Lidia Cannatella sembri connotarla come alla sua prima ristampa quando, Inducks alla mano, si può osservare che qualche riedizione negli anni passati l’ha avuta… boh, strano.
Zio Paperone e i guanti di Cagliostro di Rodolfo Cimino e Giorgio Bordini fa viaggiare lo Zione alla ricerca di un rimedio all’intolleranza che i suoi polpastrelli hanno verso il denaro. Echi barksiani (Isola del cavolo) nel ritrarre la ricchezza del protagonista come una malattia, e il solito gusto per l’avventura e per il “contrappasso” che lo colpisce quando esagera, contribuiscono all’ottima riuscita della parabola ciminiana.
Topolino e la rapina culmine di Gian Giacomo Dalmasso e Romano Scarpa è invece una specie di gialletto all’acqua di rose dove Mickey è in realtà più una comparsa che il protagonista, come il titolo vorrebbe farci credere. Seguiamo infatti attivamente e per molto più tempo Gambadilegno e tre suoi complici orchestrare un ambizioso furto ordendo un inganno ai danni del detective dilettante. Lo spunto di partenza non è affatto male, anzi appare funzionale e ardito, ma lo sviluppo narrativo appare un po’ pasticciato e inverosimile in alcuni passaggi. Resta una lettura più che dignitosa.
La Sezione Superstar di questo mese si dedica invece ad AtlantideSpazio_Disney_giugno2021_1B, mito da cui la narrativa disneyana ha attinto a più riprese, e non solo a fumetti.
Il trittico aureo su questo argomento, secondo il mio modesto parere, è sicuramente rappresentato da Zio Paperone pesca lo skirillione di Carl Barks, Topolino e l’Atlantide continente perduto di Giorgio Pezzin e Massimo De Vita e Topolino e il raggio di Atlantide di Casty.
In questo GCD figura solo la prima: in effetti la seconda è forse troppo inflazionata e con ristampe anche recenti (la Writers Edition pezziniana di un anno fa) e la terza è troppo recente per questa testata.
Ma il prode Luca Boschi non ci delude, aggiungendo al loro posto la folle e arcaica Paperino e i Tappoatlantici di Guido Martina e Rino Anzi, dove lo straniamento di alcune situazioni piuttosto strambe (setting nel quale vedere Paperino e Pippo agire insieme è la cosa indubbiamente meno strana) è acuito dai disegni deformati e naif di Anzi. Una storia non proprio fluida ma che con il fascino del vintage (siamo nel 1954) vince ed è perfettamente a suo agio in questa selezione.
Il curatore rincara la dose con Topolino e l’Atlantide sommersa, illustrata da Paul Murry: qui si rientra vagamente in situazioni più canoniche, anche se l’andamento mi è risultato poco coinvolgente. Alcuni eccessivi voli pindarici poi sono presenti anche in questa occasione, ma mi appaiono meno giustificabili.
Infine Zio Paperone e il tesoro di Atlantide di Jerry Siegel e Romano Scarpa porta nel continente sommerso lo Zione e Archimede Pitagorico mentre cercavano grossi giacimenti auriferi. I due finiscono nel mezzo di una “guerra fredda” civile e fratricida per il trono di Atlantide all’interno di una trama scanzonata e ben ritmata, graziata dal tratto fluido di una della fasi artistiche scarpiane che più mi piacciono.
Sì, ma… e della barksiana non dico nulla? Ragazzi, non c’è molto da dire: appartiene al periodo d’oro della carriera dell’Uomo dei Paperi, funziona come un orologio, intrattiene, diverte, è avventurosa, c’è pathos, è disegnata meravigliosamente… è forse una delle mie preferite in assoluto dell’artista, quasi sicuramente nella mia top ten personale… non c’è altro da aggiungere, direi.

Spazio_Disney_giugno2021_3È poi uscito il secondo numero di Almanacco Topolino, attesissimo dopo l’ottimo debutto di due mesi fa!
Si riconfermano i pregi evidenziati con l’albo precedente: rimane l’impostazione in apertura e chiusura di due storie di grandi Maestri riprese da vecchi Almanacchi, mentre nel centro si trovano le inedite straniere e alcune “primizie” con personaggi minori o comunque meno conosciuti dal grande pubblico, sempre di produzione estera e magari con poche ristampe all’attivo.
Nulla da dire su questa organizzazione ideata da Luca Boschi, che trova il mio plauso; a mio personalissimo giudizio, dirò solo che la qualità complessiva delle storie, pur molto buona, mi è sembrata un pelino inferiore rispetto al primo numero.
Le due italiane Zio Paperone e le vacanze in scatola di Giorgio Pezzin e Giovan Battista Carpi e Zio Paperone e la stella Kaliffa di Guido Martina e Massimo De Vita sono delle belle letture, però non hanno la “forza” che avevano la Dollarallergia e Le cianfrusaglie misteriose.
Poco male: nel primo caso abbiamo un classico esempio di grande idea paperoniana che conquista i paperopolesi, salvo poi subire un’inversione di tendenza. Le variazioni sul tema però sono lo zampino di Rockerduck con relativo piano machiavellico dello Zione e Carpi ai disegni, in luogo del “partner in crime” Giorgio Cavazzano: i suoi Paperino e Paperone sono meravigliosi, graziati da quel tratto sottile e pulito che era un segno distintivo dell’artista, così come da alcune espressioni facciali magistrali, ma anche i comprimari e gli sfondi presentano tantissime intuizioni grafiche di alto livello.
Nel secondo caso c’è l’altrettanto classico Paperone di Martina, pronto a improbabili piani per evadere il fisco con tanto di ghignetti e furberie assortite.
Il merito è quello di fondere tre/quattro trame in un’unica sceneggiatura coerente, il che rende il ritmo molto vivace. De Vita ai disegni è ancora acerbo, in una fase intermedia in cui il suo tratto è in evoluzione.
Ma sono soprattutto le inedite a deludermi. Topolino in: una macchia sul sole di Andreas Pihl e Cesar Ferioli è una avventura che vorrebbe essere epica, ne presenta tutti i tratti, ma viene stritolata in un numero piuttosto esiguo di tavole e di conseguenza tutto avviene in maniera iper-compressa, minandone il godimento. Peccato, perché il soggetto era buono, ma lo sviluppo risente di un’eccessiva velocità narrativa, di eventi che accadono col pilota automatico e di un Topolino che risulta appiattito e vincente in maniera vagamente odiosa.
Anche i disegni di Ferioli risultano altalenanti, ahimè 🙁
Proseguono poi I diari del Klondike di Kari Korhonen: il primo episodio non mi aveva detto molto, contro ogni pronostico visto che l’idea mi stuzzicava. Pensavo che il problema fosse che la vicenda doveva ancora entrare nel vivo, ma anche le due nuove puntate Dawson… a ogni costo e La legge del Nord mi sono apparse come una lettura farraginosa, soffocata dalle didascalie che rimandano alla tal storia di Barks o al tal capitolo della $aga di Don Rosa. Spazio_Disney_giugno2021_3BLa narrazione in sé è fortemente episodica, raccontando scorci minori delle vicende del giovane Paperone e mi trovo scarsamente coinvolto sia nelle trame verticali che in quella orizzontale con il misterioso avversario che da lontano cerca di mettere i bastoni fra le ruote del protagonista. Giusto il terzo episodio presenta un po’ d’azione in più e l’ho quindi gradito maggiormente.
Non amo nemmeno i disegni: Korhonen ha uno stile particolare, per certi versi underground, ma che sembra cercare di mediare con un approccio più tradizionalmente disneyano. In questa specie di ibrido intravedo grandi potenzialità che però non riescono ad emergere, se non in alcuni sfondi, dove vengono esaltate le ambientazioni. Ma è il character design dello stesso Paperone e lasciarmi perplesso.
Paradossalmente ho gradito di più la leggerotta Amelia in: sorprese nell’orto di Janet Gilbert e Miquel Pujol: non si può dire che renda piena giustizia alla fattucchiera, ma perlomeno la svincola dall’ossessione per la Numero Uno, ché come ho già avuto modo di osservare alla lunga fa solo danni.
Infine Paperino e la leggendaria gara di danza è un racconto gradevole realizzato da Marco Rota come autore unico, ambientato nel vecchio west e con al centro un alter ego di Paperino molto ben riuscito, mentre Il compleanno di Nonna Papera (Chase Craig e Riley Thompson) ha più un’importanza storica nel rivelare il vero nome della nonnina che altro.
Sempre efficace, poi, quel genio di Carl Barks, anche con una breve in cui collaborano Archimede e Gastone riesce a spiccare su tutti.
Insomma, la selezione è ampiamente sopra la sufficienza, le pagine scorrono piacevolmente e velocemente, ma per me siamo un gradino sotto il numero di esordio.
Meglio invece sotto il profilo degli editoriali di Boschi: mi è parso ci fosse più spazio all’inizio (potendo sfruttare la pagina che l’altra volta era stata “rubata” da Alex Bertani per varare il progetto). Adesso c’è un’introduzione generale all’albo e una pagina specifica per la prima storia.
Per la sezione delle inedite l’area di testo rimane risicata, però si dedica giustamente una facciata apposita per I diari del Klondike, mentre per le “primizie” mi pare che si siano organizzati meglio gli spazi per permettere maggior testo.
Infine si inaugura la rubrica Almanacco Topolino News, curata da Francesco Gerbaldo, con il compito di fungere da vetrina per tutte quelle storie straniere inedite che approderanno nei prossimi mesi sulle varie testate che vi dedicano spazio (Papersera, Il Club dei Supereroi, Il Manuale delle Giovani Marmotte ecc): “puzza” di autopromozione disneyan-paniniana 😛 ma è anche il posto più corretto e coerente su cui inserire questa piccola guida, per cui va bene così.
In sintesi, un numero che riconferma i molti pregi già individuati, con qualche miglioria e con un sommario che personalmente mi ha soddisfatto meno, pur presentando anche diverse belle storie.
Diciamo che la terza uscita sarà un po’ il termometro del periodico 🙂

Spazio_Disney_giugno2021_2Giugno è anche uno dei quattro mesi dell’anno che vedono arrivare in edicola il trimestrale dedicato al quotidiano di Paperopoli per eccellenza!
Papersera #11 riconferma il felice trend della testata, che ho già avuto modo di sintetizzare in occasione delle precedenti uscite: anche in questo caso si tratta infatti di un albo molto divertente, leggero e ricco di buonumore.
Come sempre, non si trova nessun caposaldo del fumetto Disney al suo interno, ma ci sono storie veramente riuscite nel loro “semplice” intento di far ridere con spensieratezza, in particolare grazie al peculiare umorismo degli autori brasiliani.
Dal sommario voglio citare Paperoga e l’arrampicatore sociale, Zio Paperone e il reportage su “Mister Pedone”, Paperone e la questione d’immagine, Paperina e… rivoluzione in redazione e Superlavoro per superfumettisti: queste sono quelle che personalmente ho trovato più spassose grazie al mix di follia delle situazioni e pasticci combinati da Paperino e Paperoga nei panni di scalcinati giornalisti.
Segnalo anche Le origini di Paper Bat, perfetto punto di congiunzione tra questa serie e l’imminente Club dei supereroi dal momento che l’identità segreta di Paperoga esordisce proprio in questa vicenda che ha sullo sfondo la redazione del giornale di Zio Paperone.
Infine, anche le due inedite di turno si dimostrano valide non solo per il loro debutto in Italia, ma anche per un valore intrinseco risultando essere gradevoli e simpaticissime quanto quelle già pubblicate a suo tempo su Topolino e ristampate in questa sede. Lode quindi alla felice mano di Francesco Gerbaldo che nel pescare queste storie mai giunte da noi riesce a individuare quelle più riuscite.

Spazio_Disney_giugno2021_4Si segnala l’arrivo di un nuovo Topolibro, che dopo il pregevole volume di qualche mese fa sull’opera lirica continua la scia positiva con Omaggio a Hemingway: in occasione dell’anniversario dalla morte del celebre scrittore americano la redazione ha infatti deciso di raccogliere per la prima volta le brevi del ciclo 8×8=49, progetto dell’anno 2000 patrocinato da Giorgio Cavazzano (che infatti in questa sede firma copertina inedita e introduzione) nel quale vennero messi all’opera alcuni dei più validi artisti dell’Accademia Disney, alle prese con un adattamento ciascuno di alcuni racconti del grande romanziere.
Presenti anche le avventure Per chi suona il campanello e Zio Paperone e… il vecchio e il mare, direttamente connesse con Hemingway e con la sua opera, ma sicuramente il principale motivo per prestare attenzione all’uscita sono proprio queste storielline, brevi ma intense e realizzate con un piglio autoriale che è sempre raro vedere nel fumetto Disney.
Avendole sui “Topi” originali io me lo eviterò, ma per tutti gli altri consiglio calorosamente l’acquisto.

Spazio_Disney_giugno2021_5Parte una nuova ristampa organica di MM – Mickey Mouse Mystery Magazine, con un primo volume che raccoglie il #0 e il #1.
Nessun contenuto oltre alle due storie se non una breve pagina introduttiva e due facciate di studi sul logo della testata, ma confido che l’annunciato volume extra riservato alle brevi (in uscita fra un anno insieme al cofanetto) possa essere il luogo deputato ad ospitare qualche approfondimento, anche semplicemente attingendo dal comparto editoriale degli spillati originali o del volume MM – Le origini.
Spillati e volume che io già possiedo, di conseguenza l’iniziativa non è certo rivolta a me: ma non mi stancherò mai di tessere le lodi di questo felicissimo esperimento, una maxiserie solida, unitaria (almeno nella sua prima metà), dannatamente valida, intrigante e con temi e approcci veramente nuovi per il personaggio di Topolino. Se non la conoscete e non sapete come procurarvi gli albi di vent’anni fa, non fatevi sfuggire questa possibilità di recuperarla, che presenta anche un prezzo tutto sommato non eccessivo (almeno per gli standard Panini degli ultimi mesi).

È tempo anche di un nuovo I Classici Disney d’Autore: dopo Vito Stabile e Marco Nucci tocca a Marco Gervasio, e il tema non poteva essere che un certo papero mascherato 😛
Paperinik l’inafferrabile vendicatore è il titolo dell’albo che raccoglie le storiche e martiniane Paperinik e la scuola del krimen e Paperinik e la Bella Addormentata, più Caccia a Paperinik dello stesso Gervasio. Ho tutto, quindi ho potuto evitare anche in questo caso l’acquisto: non posso dunque dire nulla sulla frame-story, ma sicuramente la selezione è di grande spessore e soprattutto coerente, visti i diversi richiami che Caccia a Paperinik fa proprio alla Bella Addormentata.

Spazio_Disney_giugno2021_7Restiamo su Paperinik? Restiamo su Paperinik, d’altronde giugno è il mese del suo compleanno 🙂
Restiamo su Marco Gervasio? Restiamo su Marco Gervasio 😛
Il quarto Topolino Extra si intitola Paperinik, l’eroe dietro la maschera e inaugura all’interno della testata la ripubblicazione “definitiva” delle storie che rilanciano il personaggio nell’originaria chiave vendicativa, voluta dal direttore Alex Bertani e con l’apporto indispensabile dell’autore romano, che fin da tempi non sospetti ha sempre dimostrato di prediligere quell’aspetto primigenio di Paperinik, più ancora della sua versione supereroistica che ha preso piede dagli anni Ottanta in poi.
Tre storie, tutte in due parti, disegnate dallo stesso Gervasio, da Lorenzo Pastrovicchio e da Roberto Vian nelle quali il protagonista deve vedersela con intrighi ai suoi danni e situazioni antipatiche da sbrogliare, sempre grazie alla sua identità segreta.
Il volume, come i tre precedenti, si presenta ricco di materiale e dietro le quinte sulla realizzazione delle avventure; inoltre il ciclo rientra a pieno titolo nella linea editoriale dichiarata e tracciata dalla testata, e anche la non perfetta scansione cronologica ha trovato una giustificazione accettabile fin dai tempi dell’annuncio. Se vi siete persi queste storie al loro esordio o se vi sono piaciute al punto da volerle a sé stanti, questa è l’occasione migliore per la vostra collezione 😉

Spazio_Disney_giugno2021_8Per quanto riguarda Topolino Gold, invece, sono molto meno positivo, come già detto in passato e come ribadito per altri motivi nell’introduzione a questo post.
Paperino e il razzo interplanetario di Carlo Chendi e Luciano Bottaro è la storia scelta per questa terza uscita, e fin qui non ci sarebbe niente di male. Sicuramente risulta più centrata delle due storie natalizie di Scarpa e a mio parere anche di Zio Paperone e l’ultima avventura, che avrei visto meglio in altre sedi.
In questo caso il problema, semmai, è l’opportunità di andare a scegliere – in un mare magnum vastissimo di storie d’antan e preziose da valorizzare – un’avventura che è capostipite di una saga con altri tre episodi, i quali stanno venendo centellinati su I Grandi Classici.
La storia è comunque valida di per sé e autosufficiente, anche perché è rimasta sola per decenni prima che Bottaro riprendesse il personaggio di Rebo e questa storyline. Rimane però un peccato pensare a un’edizione lussuosa della storia senza considerare il progetto come qualcosa di più completo, cosa del resto fatta all’interno della testata Tesori Disney una decina d’anni fa.
Completo: una parola che in redazione non deve piacere molto… ^^’’
A parte ciò, la storia è ottima e se non la possedete già in precedenti edizioni fateci pure un pensierino: mi spiace però dire che nemmeno i contenuti speciali sono particolarmente interessanti, almeno secondo me. Non bastano una paginetta di prefazione e una di introduzione a contestualizzare l’opera, mi spiace; interessante l’idea dell’intervista a Chendi, ma in due paginette emerge ben poco, così come nelle due facciate che tentano di riassumere il genio e l’amplissima carriera di Bottaro.
Infine, l’intervista a Enrico Faccini risulta forse il contributo più interessante (quando sulla carta avrebbe potuto essere il più estraneo): l’artista ligure parla con competenza e esprime concetti calzanti e validi. Il disegnatore ha illustrato con garbo la copertina del volume, ma per quanto adori il suo stile e trovi che ci siano alcune buone soluzioni grafiche, secondo me non coglie al 100% l’essenza della storia, in particolare con un Rebo decisamente troppo… gioviale.

Spazio_Disney_giugno2021_6bHo parlato nell’introduzione di Disney Collection, e proprio in questi giorni sta uscendo il secondo volume, contenente Mickey attraverso i secoli di Dab’s e Fabrizio Petrossi.
Per motivi di “contenimento acquisti” questo titolo è caduto sotto la scure del risparmio ^^’’ ma sicuramente lo stile di Petrossi – decisamente più scatenato e artistico dei suoi lavori per Topolino – merita attenzione e lodi. Certo, occorre tenere conto delle caratteristiche dell’edizione italiana, che comprendono la dimensione ridotta rispetto all’originale francese e la carta, non ancora “aggiornata”. Ad ogni modo non ho ancora potuto vedere il volume, quindi non posso essere più specifico… Insomma, valutate voi 😛

Infine, oltre a segnalare la settima Definitive Collection dedicata a DoubleDuck per chi la sta seguendo e il brossuratino Io, Paperino, che non consiglio a fronte di un indice poco appetibile, cito Topolino in giallo #1: come nelle scorse due estati viene infatti varata una miniserie in 3 volumi per accompagnare le letture estive a suon di indagini e misteri, solo che invece di chiamarsi Topomystery si chiama come il volumetto singolo uscito l’anno scorso per raccogliere l’omonimo ciclo di storie di Marco Bosco. Misteriose operazioni editoriali… XD
Questa prima uscita comunque appare un po’ deludente nella selezione presentata: però si apre con Topolino e il weekend col gatto di Silvano Mezzavilla e Massimo De Vita, una delle storie migliori tra quelle meno celebrate dello sceneggiatore. Visto il costo tutto sommato irrisorio dell’albo, se non la conoscete potrebbe essere l’occasione per rimediare 😉

Credo di aver detto tutto!
L’appuntamento è fra pochi giorni con il post dedicato alle principali storie dei Topolino di giugno!
Ciao!

Andrea Bramini

Andrea Bramini

(Codogno, 1988) Dopo avere frequentato un istituto tecnico ed essersi diplomato come perito informatico decide di iscriversi a Scienze Umane e Filosofiche all'Università Cattolica del Sacro Cuore, dove a inizio 2011 si laurea con una tesi su "Watchmen". Ha lavorato per un'agenzia di pubbliche relazioni ed è attualmente impiegato in un ufficio.
Appassionato da sempre di fumetti e animazione Disney, ha presto ampliato i propri orizzonti imparando ad apprezzare il fumetto comico in generale, i supereroi americani, i graphic novel autoriali italiani ed internazionali e alcune serie Bonelli. Ha scritto di queste passioni su alcuni forum tematici ed è approdato su Lo Spazio Bianco nel 2011, entrando qualche anno dopo nel Consiglio direttivo.

15 Comments Commenta

  1. Ciao!

    Ho visto anch’io l’anteprima e l’ho trovata molto ricca. Non sto seguendo le ristampe Glenat, quindi non ne so molto. In compenso però sembra promettere bene “Il club dei supereroi”, anche se mi chiedo se questo proliferare di testate dedicate a storie inedite estere non possa far calare le vendite di Papersera, Giovani Marmotte, Almanacco Topolino e Club dei supereroi, specie visto che negli ultimi anni questo tipo di prodotti rasentavano lo zero nelle edicole e il pubblico potrebbe non esserne abituato. Comunque, “Il club dei supereroi” sembra una novità promettente e ne sono contenta, anche perché a me le storie brasiliane piacciono. Una domanda: in cosa consiste questo “The duck knight returns”? Non l’avevo mai sentito nominare.
    Ho letto un po’ ovunque in rete del pasticcio Reginella, in effetti questa trilogia di Reginella è una completa novità inventata dalla Panini (per quanto ne so, è una saga composta da più di tre storie). Comunque, Topolino Gold non mi dà l’idea di essere un progetto con una direzione precisa.
    Anche il discorso Tops Stories è un po’ pasticciato. Avrei preferito dei volumi che raccogliessero l’intera saga come quelli usciti a inizio anni 2000, perché un volume monco mi dispiacerebbe…. Curiosa per il ritorno di Pezzin con questa nuova storia, e credo che rimane la cosa meglio organizzata di questo ripescaggio delle Tops Stories.

    • Ciao Korinna!
      Direi che per quanto riguarda Gold e Tops Stories siamo sulla stessa lunghezza d’onda 😉
      Nel caso specifico di Reginella, come scrivo nel post le storie “classiche”, cioè scritte da Cimino, sono 5.
      Anch’io sono interessato al Club dei Supereroi e mi aspetto belle cose: condivido con te il debole per le storie brasiliane 😛
      Per quanto riguarda The Duck Knight Returns, è il titolo della prima storia del rilancio a fumetti di Darkwing Duck. Negli anni ’90, in concomitanza con la serie animata, erano già state realizzate storie a fumetti con il personaggio (mai arrivate in Italia), ma dal 2010 l’editore americano ha deciso di rilanciare la serie con nuove storie in una testata apposita. Il titolo di questa prima avventura fa il verso a The Dark Knight Returns, la celebre storia di Batman realizzata da Frank Miller 🙂

  2. Non ho preso la Don Rosa Deluxe, anche perché io preferisco i brossurati e ho già dei volumi dell’omnia brossurata e di Tesori International. Comunque, potrebbe essere un occasione per chi trova comodi i cartonati e non badi al prezzo (abbastanza alto) per leggere “Cuori dello Yukon” che andando a memoria dovrebbe essere in questo volume della Library.
    Ho letto praticamente tutto il Grande Classico. “Lo charme finanziario” e “La rapina culmine” sono carine, ma la “Non superstar” più bella è la ciminiana che non avevo mai avuto occasione di leggere. Tra le storie “atlantidee” la migliore è sicuramente “Paperone pesca lo Skirillione”, con una spiegazione del mito di Atlantide a suo modo coerente e con un commovente finale con gli Atlantidei che supplicano i Paperi di non rivelare a nessuno la loro esistenza. Una lettura ottima che vale il prezzo dell’albo e lodevole l’inserimento della versione a tre strisce, molto più godibile su un simile formato tascabile. Buona la storia di Murry, devo dire che l’ambientazione fa tanto della storia e probabilmente mi ha colpita perché mi ha ricordato un’altra storia di Murry, “Topolino e il segno dello scorpione”, a cui sono particolarmente affezionata. Quella dei Tappoatlantici non mi ha convinta molto, mentre la storia di Siegel mi manca da leggere.
    Mi deve ancora arrivare l’Almanacco Topolino. Unica cosa: nel tuo articolo hai scritto “Dollarallergia” al posto di “Antidollarossera”?
    Non ho comprato il Topolibro, ma sembra un buon prodotto. Idem per il Papersera.
    La ristampa di MMMM è una novità graditissima, non avendo io letto mai queste storie. Devo ancora leggere il volume, ma promette bene. Positivo il fatto che Panini abbia deciso di ristampare anche l’altra saga rivoluzionaria anni 90, oltre a Pikappa. A proposito, una piccola impressione: mi sembra che Bertani sia meno legato a Pikappa rispetto alla De Poli. Ciò mi sembra comprensibile, visto che la De Poli ha anche lavorato in prima persona a PKNA. Comunque, ho visto che il Fuoriserie di WoM stia procedendo bene, si può dire lo stesso anche del Fuoriserie PK o no? Questo nuovo ciclo sul Fuoriserie si può considerare parte di PKNE?
    Non sto seguendo Topolino Extra perché ho già tutte le storie sul settimanale, ma mi chiedo: il pubblico non potrebbe allontanarsi da Topolino, sapendo che le sue storie migliori saranno ristampate dopo poco tempo? Non saprei onestamente, comunque mi piace questa ripresa anche del Paperinik vendicatore, sembra funzionare.
    Adoro il ciclo di Rebo, ma non ho preso questo Topolino Gold: ho già “Il razzo interplanetario” e sto recuperando il resto della saga sui Grandi Classici. Mi lascia perplessa questo “spalmare” le storie su testate diverse, personalmente per me non è un problema, ma capisco perfettamente il punto di vista di chi vorrebbe dei volumi completo, anche perché mi infastidirebbe una cosa simile a quella di Rebo ma applicata a Reginella, saga che a differenza di Rebo conosco molto poco. Non vorrei che succeda una specie di “ristampo le saghe dei Tesori Disney ma lascio i cicli incompleti o ristampati su testate diverse”.
    Le storie di Doubleduck di questo mese le ho già sui Topolino originari, così come ho anche le storie del Classico Disney su Paperinik. Ho letto però uno SPOILER sul Papersera sulla frame story, onestamente Gervasio sta infilando questo personaggio un po’ ovunque? per intenderci, a me questo personaggio piace molto, ma forse andrebbe usato con un po’ di cautela in più.
    Il volume di “Io Paperino” si è rivelato una delusione per quanto riguarda il rapporto qualità/prezzo: a quella cifra mi sarei aspettata un vero the best of. Appena ho letto il sommario ho subito deciso di non prenderlo.
    Non ho preso neanche “Topolino in giallo” #1, anche perché ho già “Il weekend col gatto”, quindi non mi sbilancio.

    Complessivamente giugno è stato un mese molto ricco, sia di uscite che di anteprime, resta da vedere come sarà l’andamento di Club dei Supereroi, Almanacco Topolino e Topolino Gold.

    Ciao!

    • Mi fa piacere ti sia piaciuto questo Grandi Classici: come dicevo, lo ritengo forse il numero migliore di questa prima metà di 2021 🙂
      Grazie per la segnalazione sul mio lapsus: Correggo subito!
      Su MM sappimi dire: sono curioso di sapere cosa ne penserai, come avrai capito ne sono un fan 😀

      Anche a mio avviso Alex Bertani non è un grande estimatore di PK: in fondo ha spesso dichiarato che è legato al Paperinik vendicatore degli esordi (vedi il mood delle storie di Marco Gervasio), che è decisamente lontano dall’interpretazione pikappica del personaggio. Ma ciò non toglie che abbia comunque messo in cantiere nuove storie in una sede apposita, quindi a prescindere da eventuali simpatie o antipatie non si può dire che abbia deciso di ostracizzare PK.
      Certo è che il Fuoriserie su PK non ha ingranato minimamente, a parer mio, non solo come tempistiche molto più “peregrine” di quelle di Wizards of Mickey, ma anche come impostazione. Ma le responsabilità (o i meriti, a seconda del giudizio che ciascuna può dare all’operazione) è da attribuire agli autori, in questo caso, non al direttore.
      Per quanto riguarda la nomenclatura, non è mai stato chiarito ufficialmente: se vuoi il mio parere, io con PKNE considero le sole storie nate su “Topolino”, quindi da “Potere e potenza” a “Droidi”, + la storia celebrativa per i 25 anni uscita lo scorso marzo. Se ci fai caso, tra l’altro, sono quelle contraddistinte dal nuovo logo (quello con gli elettroni che gravitano attorno alla sigla PK), assente sulle storie e sulle copertine dei Fuoriserie. Alla luce di ciò, quindi, ritengo che la run di Roberto Gagnor e Alessandro Sisti attualmente pubblicata sui cartonati sia da chiamare in altro modo. Anche banalmente PK Fuoriserie.

      Non sei la prima che si pone quel dubbio, da quando è stata annunciata la Extra. Ma in redazione si sono fatti certamente i loro conti. Avranno per esempio verificato che la differenza di fascia di prezzo permette che il settimanale e questi volumi non si pestino i piedi da soli, e cioè che le ristampe potrebbero intercettare un pubblico che non comprava comunque più il “Topo”, e di contro che una certa percentuale di chi lo segue sempre può essere disposta a spendere ulteriori 12 euro per avere certi cicli raccolti in cartonato. Inoltre occorre considerare che dalla prima edizione su “Topolino” alla ristampa passa quasi sempre un minimo di un anno, il che porta comunque una persona a non voler aspettare così tanto se vuole leggere una saga che gli interessa.

      Per quanto riguarda i cicli di storie… come ho scritto, attualmente il completismo non sembra interessare in redazione, per qualche strana ragione. “Tesori Disney” non fu una collana perfetta, anzi, ma in mezzo ai tanti inciampi avuti aveva almeno il merito di proporre saghe complete in raccolte ponderate e sensate. Cosa che in Gold (e non solo) manca drammaticamente.
      E come dici tu, avere le singole storie di un ciclo disperse su varie testate di diverso formato non è proprio il massimo, specie nel 2021.

      Concordo con quanto dici sul “misterioso personaggio” della frame-story del Classico.

      Su “Io, Paperino”, credo tu ti riferisca al cartonato da 25 euro, giusto? Sono d’accordissimo con te, ne ho parlato nel post del mese scorso sconsigliandolo.
      Quello di cui parlo invece stavolta, pur avendo lo stesso titolo, è un brossuratino economico da edicola; sì, ce la mettono tutta per far fare confusione alla gente 😛

      Grazie per essere passata e aver lasciato commenti così articolati: a presto! 😀

  3. Sì sì parlavo proprio del cartonato da 25 euro? ho fatto un po’ di confusione in effetti?

    Questo “misterioso personaggio” in effetti è sicuramente interessante ed è bello vederlo tornare alla ribalta sul settimanale, ma per quanto possa amare la saga di Fantomius/Paperinik, IMHO questo personaggio ha ricevuto una caratterizzazione più centrata nella recente storia di Vito Stabile e Marco Rota.

    Non capisco molto questo atteggiamento della casa editrice verso il non completismo, non sono mai stata una da “voglio per forza quest’omnia/ciclo ristampato organicamente”, ma non ci vuole molto a fare volumi completi, o ad annunciare che Gold diventerà magari una nuova Definitive che ristampava cicli su più volumi. Magari in Panini hanno paura a fare paragoni con la Definitive, visto il difficile percorso editoriale della testata. Non vorrei che Gold segua Tesori International: buona intenzione alla base, ma progetto editoriale senza una meta precisa e alcuni volumi con selezioni incomplete o dubbie (di Tesori International i volumi più completi sono l’1 con i 12 capitoli canonici della $aga e il 10 con tutto MacPaperin).

    Personalmente gradisco sia il Paperinik vendicatore sia Pikappa, quasi come seconde identità separate tra loro. Per me la PKNE è iniziata con Potere e Potenza e si è conclusa con Droidi, più “Una leggendaria notte qualunque”. Tenderei a togliere dalla PKNE sia PkTube (visto che si va a inserire in contesti di PKNA e vede il coinvolgimento di personaggi come Camera Nove, che hanno avuto solo camei in PKNE) sia Timecrime, dato il crossover con DD.
    Lodevole comunque l’intenzione alla base del progetto Fuoriserie, anche se tra prezzo, tempi lunghi e run non molto convincenti il risultato non è molto esaltante. Al contrario WoM poteva solo migliorare?

    Grazie per avere un po’ chiarito sull’Extra, in effetti ci sono anche fattori che non avevo considerato.

    Ti saprò dire su MMMM, così come anche sul prossimo numero dei Grandi Classici, che conterrà anche una storia di Casty, stranamente…sono curiosa di sapere quale sarà la storia scelta (presumo non sarà troppo recente).

    A presto!

    • Sul completismo non saprei, è difficile capire quali sono le scelte redazionali verso un approccio o un altro. Sta di fatto che per ora avere una raccolta completa e organica di serie o cicli storici non è così facile. È un buono spunto quello dell’evitare confronti con la Definitive… ma allora non avrebbero varato la Extra, che è molto più vicino al concetto della Definitive di quanto non sia Gold, sia per l’intento dichiarato di suddividere in tot volumi non consecutivi delle saghe, sia per la scelta di titoli recenti.
      Per quanto riguarda invece il paragone con Tesori International, ahimè penso anch’io che sia calzante nella struttura e nell’impostazione delle due riviste…

      Sulla questione PKNE, come dicevo non ci sono indicazioni ufficiali quindi ognuno può farci rientrare quello che vuole, ed anche il tuo ragionamento è legittimo. Io personalmente includo anche PK Tube e TimeCrime, nonostante le tue osservazioni siano corrette, perché faccio “vincere” la sede di pubblicazione come discriminante. Risolvo il fatto che non siano nella continuity narrativa delle altre storie considerandoli degli speciali, come quelli estivi ai tempi di PKNA 😛

  4. Appunto, magari nell’anteprima avrebbero potuto fugare qualche dubbio scrivendo “ristamperemo poi successivamente il resto delle Tops Stories e di Reginella”. Staremo a vedere…

    Da quel che ho visto delle anticipazioni, nel primo numero del “Club dei Supereroi” c’è anche una storia che conosco, “Paperino aspirante supereroe”, mi sembra di Chendi e Cavazzano, dove Paperino sembra dimenticarsi per un attimo dell’identità di Paperinik e si dà a imitazioni di altri supereroi, come cercare di arrampicarsi sui muri con della colla a presa rapida o a scavare delle caverne sotterranee, con tutti gli ostacoli del caso. Una storia divertente, senza troppe pretese, ma non la inserirei personalmente in un sommario dedicato agli altri supereroi disneyani. Comunque, può essere a suo modo interessante.
    Spero che questa testata veda in futuro anche delle storie con Bat Carioca, che secondo me è forse il supereroe più divertente (complice forse questo mio debole per le brasiliane). Tra l’altro tra le inedite sarebbe un vero sogno vedere delle storie di Bat Carioca per ora pubblicate solo in brasile, che sono tratte da avventure di Batman di successo. Ad esempio, “A piada sem sal” https://inducks.org/story.php?c=B+940104, vera e propria parodia di “The killing joke”.

    In effetti avevo collegato con Batman, ma non mi aspettavo che the Duck Knight si riferisse a Darkwing Duck, credevo si trattasse di Paperinik? sarà perché secondo me Paperinik è l’unica versione disneyana del Cavaliere Oscuro.
    Se ti fa piacere, nelle varie cose dell’ultima anteprima, c’era anche “Il club dei supereroi” #2 dato in uscita a settembre (ma annunciato nell’anteprima dedicata ad agosto…). Nel secondo numero infatti tra le inedite ci sarà anche Darkwing Duck con una storia americana in cui Quackerjack entra in possesso di un’arma pericolosissima che trasforma gli esseri viventi in giocattoli (ho citato Anteprima). Potrebbee essere questa storia: https://inducks.org/story.php?c=XU+DARA+1AA

    A presto?

    • Sì, anch’io non sono entusiasta della presenza di quella storia, un po’ gratuita e leggermente fuori focus rispetto alla direzione che mi sembra vogliano dare alla testata. Ma la “mando giù” augurandomi che con i numeri successivi si prenda più decisamente la direzione che auspico per questo progetto.

      La presenza di Bat Carioca è confermata, bisognerà vedere se tra le inedite proposte si penserà anche a storie con lui, oltre a farci rivedere quelle già pubblicate anni fa in Italia. Lo spero, e in particolare questa che mi segnali sembra molto interessante!

      Per quanto riguarda Darkwing Duck, infine, se rileggi bene il post al paragrafo su “Anteprima” noterai che cito proprio quell’annuncio sulla prima storia del personaggio ad arrivare in Italia, che sarà proprio “Toy with me” (viene confermato sul nuovo “Almanacco Topolino” 😉 ). È proprio partendo da questa anticipazione che ho fatto congetture e riposto speranze nel fatto che questa scelta preluda alla pubblicazione sistematica sul “Club” delle storie lunghe realizzate in USA dieci anni fa, a partire appunto da “The Duck Knight Returns” 😉

      Ciao e a presto! 🙂

  5. In effetti sembra interessante questo ciclo su Darkwing Duck, anche se guardando su Inducks lo stile di disegno non mi fa impazzire, almeno su carta.

    Speriamo per Bat Carioca, sarebbe un’occasione per reintrodurlo in Italia (un po’ deludente il fatto che nel nuovo numero di Almanacco Topolino ci sia solo una one page con José, speriamo che torni presto).
    Spero anche che sappiano dare una direzione centrata al “Club dei supereroi” senza pasticciare troppo o perdersi in meandri un po’ “Off Topic” come “Paperino aspirante supereroe”. A parte Paper Bat, Bat Carioca, Paperinika e Brigittik non ho letto niente di questi supereroi “alternativi”.

    Interessante il tuo punto di vista su PkTube e Timecrime. In effetti possono essere visti un po’ come degli speciali. A tal proposito, speravo che Panini completasse il Giant ristampando anche lo speciale Duckmall ed eventuali altri speciali di PKNA tagliati fuori dalla ristampa, ma visto che non sono stati annunciati sto perdendo le speranze.

    Ciao!

    • Sulla qualità delle storie ovviamente possiamo andare solo “a scatola chiusa”, finché non le leggeremo, ma ho molte aspettative e buone “vibrazioni” al riguardo, non so se è solo per l’affetto che provo verso il personaggio.
      Per quanto riguarda i disegni, per quel che ho visto online a me invece non dispiacciono affatto, ma occorrerà vederli sull’albo per poter valutare al meglio 🙂

      Incrociamo le dita per vedere qualcosa di Bat Carioca, a partire dalla ristampa delle storie già arrivate da noi sui vecchi “Topolino” e “Mega 2000” per poi eventualmente sperare in qualche inedita.

      Sulla direzione, spero e credo di sì. Diciamo che ho fiducia nel curatore, Francesco Gerbaldo 😉 Come primo numero avrà forse voluto mettere quella storia per “attirare” anche i lettori che apprezzano visioni e personaggi più consueti, ma sono certo che il fulcro della testata saranno gli altri supereroi: sicuramente Super Pippo, Paper Bat e Paperinika in testa, insieme a Darkwing Duck. Ma il cast da cui attingere è ricco… 😉

      Sugli speciali di pikappici non ristampati nel formato Giant (“Super” del 2000 e appunto “Duckmall” del 2001, i precedenti del ’97, ’98 e ’99 erano stati pubblicati in due brossurati), non so che dirti: certamente è già passato un po’ dalla fine del Giant e non è stato detto nulla al riguardo. Anch’io, nei tuoi panni, sarei un po’ scettico al riguardo, ma Panini ci ha anche abituato a colpi di coda insperati e quindi magari fra qualche mese potrebbero uscirsene con un albo che li raccolga entrambi, chissà!

  6. Se abbiamo imparato una cosa in questi anni è che Panini è imprevedibile XD come hanno annunciato il cofanetto di MM in uscita tra un anno, non mi stupirei se dovessero “ricordarsi” di colpo dell’esistenza di “Super” e “Duckmall”.

    Tra i supereroi che conosco avevo dimenticato di citare Super Pippo, abbastanza grave vista la mole di storie con lui che ho letto?

    Il nome di Francesco Gerbaldo mi fa sperare bene, finora non ha deluso e sta curando testate elogiate da un coro unanime di appassionati. Mi era sfuggito fosse il curatore del Club dei Supereroi, ottima notizia!

  7. Ciao!

    Volevo commentare l’Almanacco Topolino, visto che ho finito di leggerlo anche se con un po’ di ritardo.

    I due classici italiani si fanno ricordare meno dell’Antidollarossera, ma sono senz’altro ottime letture (la “Stella di Kaliffa” peraltro è proprio una classica martiniana con un Paperone poco onesto e pronto a “eleggere Paperino a re degli evasori fiscali”).

    Anch’io sono stata presa di meno dalle inedite rispetto all’altra volta. L’avventura di Topolino viene enormemente sacrificata dall’esiguo numero di tavole: per la trama che proponeva, lo sviluppo della storia meritava di più. A mio parere meno riuscita della storia di Ferioli dello scorso numero. La mia inedita preferita è senz’altro quella con Amelia, originale ed esempio di un’Amelia nella vita quotidiana, una novità per noi in Italia. Ero un po’ delusa che la storia di José Carioca fosse solo una one page, ma la tavola autoconclusiva è divertente. Ottima la storia di Rota, con una buona trama, atmosfere rese ottimamente dai suoi disegni e un interessante antenato di Paperino, che insieme a MacPaperin conferma un talento di Rota nel rappresentare ottime storie “dal passato”.

    Spendo due parole in più per “I diari del Klondike”. Ero molto ottimista nei confronti di questa saga: Klondike, rimandi alla $aga, Korhonen stesso di cui avevo letto solo due storie, ma che mi sono piaciute molto (“Il tesoro del Baltico” e “Il papero senza passato”). Devo dire però che dopo aver letto questi tre episodi non ho le idee chiare. Non capisco se la saga deve ancora ingranare, se lo svelamento del villain sarà soddisfacente e se andando avanti ci saranno altri sviluppi che la saga deve ancora rivelare portando l’avventura a un livello più alto. Chi si lamenta del citazionismo donrosiano non può essere un estimatore della saga di Korhonen. A me piace lo stile di Don Rosa, con una forte continuity ma mai forzata, mentre uno dei difetti della saga di Korhonen è proprio il citazionismo forzato, che ci fa rimbalzare tra un rimando e l’altro. Proprio per questo preferirei avere una “guida ai riferimenti” in un editoriale in apertura piuttosto che interrompere ogni tre per due la lettura per leggere “vedi questa storia di Barks/Don Rosa”. Anche i disegni non mi convincono molto: specialmente il suo modo di disegnare Paperone, troppo “grezzo”. Sono rimasta un po’ stupita di fronte ad antenati di Clerkly, Azure Blue, Sharky, Manetta, Basettoni…vanno bene i rimandi, ma mi sembra che lo spazio per nuovi villain che si stacchino da quelli già conosciuti sia “sprecato” per mostrare gente collegata a personaggi che già conosciamo. Inoltre il villain misterioso che ostacola Paperone non mi convince molto: probabilmente la saga deve ancora ingranare, ma siamo già al terzo episodio e ancora non sappiamo né identita né movente di questo individuo. Penso di aver capito chi sia, ma spero che in tal caso si formi un confronto sensato e che non vada a cozzare con la continuity barksian-donrosiana.
    Insomma, giudizio sospeso per una saga che ora come ora mi sembra debba ancora trovare una direzione che non sia l’ennesimo approfondimento della a volte inflazionata vicenda dello Yukon. Sono fiduciosa in Korhonen per i prossimi episodi.

    Attendo con curiosità il prossimo numero, che annuncia una storia in inglese e il ritorno di Arpin Lusène, mi sembra.

    Ciao?

    • Ciao Korinna!
      Grazie come sempre per aver voluto condividere qui il tuo parere sulle tue letture, in questo caso sull’Almanacco #2 🙂
      Devo dire che concordiamo praticamente in toto, in particolare nel giudizio sulle inedite di turno e su I Diari del Klondike 😉
      A presto!

  8. Già che ci sono…aggiungo anche qualche impressione su MM?

    Ho letto “Anderville” e “The link” e confermo che è proprio il genere che piace a me. L’idea non è affatto male, anzi, e le trame verticali sono così intriganti da far quasi dimenticare la trama orizzontale, ovvero perché Topolino si trova ad Anderville.
    Di sicuro prenderò anche i prossimi numeri!

    A presto!

    • Ottimo! Ero certo ti sarebbero piaciute 🙂 Le prossime storie mantengono l’alta qualità che hai riscontrato in queste due, e direi che ci sono pochissimi cali anche nella serie complessiva, quindi segui pure con fiducia l’intera collana, ottima occasione per recuperare questa perla del fumetto disneyano 😉

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