Almeno un fumetto al giorno: questo l’impegno che mi sono preso per il 2020… Non recensioni, ma impressioni di lettura, sensazioni, ispirazioni suscitate da letture che avevo lasciato indietro.
La collana de I maestri dell’orrore (e la successiva I maestri del mistero), strutturata sia in edizione mensile da edicola che in cartonato da libreria distribuito tutto in un colpo, è stata un’esperimento insolito per il fumetto italiano, come da tempo Star Comics, seppure con una certa incostanza, ha abituato i lettori. Le sue ultime miniserie e serie a fumetti, per quanto siano passati anni, sono state un modo coraggioso e imprevisto di affrontare l’edicola senza assoggettarsi in maniera pedissequa al modello Bonelli e cercando storie, tematiche e modi diversi, magari di non grande successo editoriale, ma con una personalità capace di durare nel tempo (è il caso di Valter Buio di Alessandro Bilotta, del Dr. Morgue, di Legion 75…).
In questo albo, Michele Monteleone e Fabrizio des Dorides si confrontano con una delle più importanti, affascinati e longeve icone dell’horror: il conte Vlad Dracula. L’idea della collana è di risalire quanto più possibile all’origine del personaggio, in questo caso al romanzo di Bram Stoker, adattandolo in maniera fedele ma non pigra. Il risultato in questo albo è riuscito, l’inquietudine del romanzo è restituita correttamente, con un buon lavoro sia in fase di scansione degli eventi sia nella resa dei disegni che, a pelle, mi hanno fatto pensare ai grigi e ai neri di Corrado Roi per quella capacità di nascondere alla vista del lettore cose che si percepiscono dietro alla nebbia e alle ombre. Certo il dover restare entro un tot di pagine obbliga a dei passaggi a volte poco enfatizzati, come per esempio meritererebbe la morte di Lucy o il pericolo incombente su Mina. Ma nel complesso, un buon lavoro.
Vi rimando alla recensione di Angela Pansini Valentini per saperne di più!
