Stevenson Pratt

L’Isola del Tesoro non l’ha scritta Stevenson

O meglio sì, quello è il nome del Robert Louis Stevenson che trovate in calce al romanzo L’Isola del Tesoro da oltre centocinquant’anni.

Ma qui vi propongo un punto di vista diverso, e se volete,  un paradosso.

Mettiamo che fra altri cento anni si siano perse le tracce di tutte le versioni possibili ed esistenti del romanzo  di Robert Louis Stevenson.
Invece, per “X” motivi  sopravvive solo…

L'Isola del Tesoro di Milani e Pratt

L’Isola del Tesoro di Milani e Pratt.

…Un bambino legge questa versione a fumetti e la trova bellissima. Perché, senza ombra di dubbio, si tratta di un racconto magnifico, indipendentemente dal fatto che la trama “riscritta” da Mino Milani e Hugo Pratt non sia stata ideata direttamente per le vignette di un fumetto ma tradotta dalle pagine del romanzo.

La domanda che vi faccio e che mi faccio, tanto per proseguire nel paradosso impossibile è…

Siete sicuri che qualcuno sentirebbe l’assenza dell’originale?

Personalmente non  ne sono convinto. O meglio, penso che bisogna sempre distinguere due piani: la forza della narrazione e il linguaggio con cui la si racconta. Sono due dimensioni, inevitabilmente sovrapposte, ma non coincidono del tutto.

L'isola del Tesoro di Stevenson

L’Isola del Tesoro è scritto in modo meraviglioso

Si potrebbe obiettare ed è vero, caspita. Stevenson ha pensato la sua storia per raccontarla nel modo più efficace attraverso la prosa letteraria. Ma ciò non toglie che la narrazione metta in gioco figure, significati, sentimenti che possono innescare l’emozione anche in forma di nuvola, immagine, segno.

Il piccolo Jim, l’ambiguo Long John, il triste Flint, ti appassionano, sia in una pagina di romanzo, sia dentro una vignetta, perché ci smuovono qualcosa dentro, perché ci ricordano tutti i Jim, Long John, Flint, che abbiamo incontrato o potremmo mai (chissà) incontrare nella nostra vita.

Jim e L'Isola del Tesoro

Per chiudere con il nostro paradosso, io penso che le persone continuerebbero ad amare L’isola del Tesoro anche se si perdesse il ricordo dell’originale letterario.

L’amerebbero nella versione di Milani e Pratt che certo è diversa dal romanzo, ma dubito che la si possa definire “meno emozionante”. Direi invece che è emozionante in maniera diversa.

Tesoro 3

Perché ovviamente, raccontata con linguaggi differenti…

La stessa storia non è mai la stessa storia.

E il fraintendimento/pregiudizio che per molto tempo ha perseguitato  gli autori di fumetti ogni qualvolta rinarravano un’opera letteraria e il frutto del loro lavoro veniva definito “riduzione”.

Fateci caso, nel teatro e nel cinema accade in maniera molto più sfumata. In generale, rispetto a una piece o un film si parla di “adattamento”. Che poi sarebbe il termine corretto anche per i comics.

Il verbo “adattare” rende esplicito il fatto che nella traduzione tra un linguaggio e l’altro, nel passaggio da un linguaggio e l’altro, sia insita una trasformazione.

L'Isola del Tesoro da Stevenson a Pratt

Per un innamorato della letteratura, legato alla pagina scritta, capisco che questa traduzione  possa suonare anche come un “tradimento”. Ma onestà intellettuale imporrebbe di non fermarsi solo a ciò che va perso: si dovrebbe tener conto anche di cosa il linguaggio nuovo aggiunge.

Quante isole del Tesoro!

Il termine “riduzione” è figlio di un tempo in cui ai comics veniva negata la dignità espressiva di questo processo per tanti motivi. Il discorso sarebbe troppo lungo e complesso per affrontarlo in un solo post.

Sta di fatto che “riduzione” è un termine profondamente sbagliato.

Perché, il fumetto non è semplicemente il “mattone” su cui Milani e Pratt hanno (ri)costruito la storia. O meglio,  lo è ma è anche il cemento, la betoniera e, perfino, il sudore con cui l’hanno realizzata… Il fumetto è la casa, al cui interno la storia è stata ripensata.

L'Isola del Tesoro

Altro che “ridurre”, il fumetto “ripensa” e ogni volta lo fa in maniera diversa. I diversi adattamenti a fumetti del romanzo di Stevenson realizzati  da tanti cartoonist in tanti modi diversi sono lì a testimoniarlo. Meravigliosi o disastrosi, colti o ingenui, efficaci o maldestri, comunque li giudichiate sono lì e sono comunque altre Isole del Tesoro.

Certo, c’è chi, ancora oggi,  persevera diabolicamente nell’ignoranza. Nonostante Pratt, Eisner, Battaglia, Breccia, Corben, etc. etc. c’è chi si ostina a parlare di riduzione.

Peggio per loro, non sanno il Tesoro che perdono.

Versioni a fumetti Isola del Tesoro

 

p.s.

Agli adattamenti e, in particolare, al rapporto tra letteratura e fumetto è dedicato qui, su Lo Spazio Bianco, il neonato blog di Lorenzo BarberisCome un romanzo“,  che sono certo ci offrirà nei prossimi mesi ottimi spunti di riflessione.