Spazio Disney gennaio2022 evidenza

Le pubblicazioni Disney di gennaio 2022

3 Febbraio 2022
Facciamo una panoramica delle novità editoriali Disney di gennaio secondo il punto di vista del nostro Bramo!

Bentornati su Lo Spazio Disney!
Come promesso un paio di giorni fa, ecco il post con i miei pareri sulle principali pubblicazioni disneyane tra quelle pubblicate nel gennaio da poco concluso.
Questo mese c’è solo il paragrafo dell’edicola perché non ho rintracciato nessuna uscita espressamente pensata per le fumetterie, essendo slittato a febbraio il primo numero de Le serie imperdibili con le Tops Stories.
Quindi sarà un post abbastanza snello, una volta tanto 😛

L’edicola Disney di gennaio 2022

Spazio_Disney_gennaio2022_1Iniziamo come d’abitudine con I Grandi Classici Disney #73, che si riscatta subito dalla parziale debacle di dicembre.
Ci sono innanzitutto ben due parodie classiche, una in apertura e una nella Sezione Superstar: Paperin de Paperac di Gian Giacomo Dalmasso e Luciano Bottaro e La leggenda di Paperin Hood di Romano Scarpa. La prima, piuttosto breve se paragonata alle trasposizioni disneyane di opere letterarie, funziona così com’è perché si pone come una storia normale e senza pretese di grandeur, ma efficace nel divertire e intrattenere. La sintesi della sceneggiatura riesce perfettamente a spiegare presupposti e caratteristiche dei personaggi rendendo tutto chiaro e offrendo un Paperino molto ben riuscito. Bottaro ai disegni accompagna il tutto degnamente con un tratto cesellato che si riscontra nei volti ma anche negli abiti d’epoca richiesti della trama. Mirabili anche gli sfondi.
Paperin Hood si articola invece in due tempi, ma anche in questo caso l’aria da kolossal viene smorzata dal contesto moderno in cui si colloca l’adattamento scarpiano. Questo non va comunque a inficiare l’epicità del racconto, che riesce a tramutare le azioni tassatorie – imposte da Paperone nei panni del Principe Giovanni – in un vero e proprio regime dittatoriale con la popolazione ridotta allo stremo, anticipando di ben 13 anni scene analoghe del lungometraggio animato disneyano su Robin Hood. Non manca l’ironia tipica dell’autore, soprattutto nelle prime pagine che mostrano il sopralluogo del regista nelle vite di Paperino e soci per capire se fossero idonei a recitare nel serial televisivo sul fuorilegge di Sherwood. Visivamente siamo di fronte a uno dei tratti più plastici della carriera scarpiana, con forme morbide e molto comunicative. La regia è fortemente ispirata e richiama alcune tecniche cinematografiche: la tavola in cui i Bassotti esattori attaccano la fattoria di Nonna Papera è emblematica in tal senso, con inquadrature alternate sui volti delle vittime che aumenta la tensione nel lettore, anche grazie alle espressioni tese dell’anziana contadina e alle linee cinetiche “impazzite” che suggeriscono chiaramente l’impetuoso avvicinarsi della minaccia bassotta, tale da far tremare il terreno.

Spazio_Disney_gennaio2022_5bRestando sulle Superstar, dedicate alle storie che hanno conosciuto una doppia vita animata e fumettata, meritano senz’altro una menzione Paperino e l’uomo di ferro di Carl Barks, deliziosa ten-page della prima parte di carriera dell’Uomo dei Paperi, che visualizza un classico conflitto tra Donald e Qui, Quo, Qua a suon di palle di neve con una disastrosa ed esilarante escalation, e Zio Paperone e il denaro con la D maiuscola di Don Christensen, Tony Strobl e Steve Steere, trasposizione della prima incursione animata dello Zione (Scrooge McDuck and the money) resa in maniera molto interessante e non eccessivamente didascalica, con alcuni passaggi realmente informativi ed educativi anche per il sottoscritto: ho imparato alcuni nuovi concetti e capito meglio il rapporto tra soldi e disponibilità economica di uno Stato, per dire.

Del resto del numero cito la spassosa Paperino e l’assicurazione contro gli infortuni di Carlo Chendi e Giovan Battista Carpi, breve e tragicomica vicenda dove il protagonista prova a sfruttare a suo vantaggio la sfortuna che lo perseguita, e Zio Paperone e il piffero variabile, ottima avventura di Rodolfo Cimino e Giorgio Cavazzano nella quale la trama, pur seguendo il classico percorso ciminiano, viene munita di un attacco meno diretto che arricchisce l’intero impianto fornendolo di due filoni che vanno a convergere intelligentemente. Puliti e armonici i disegni.
Insomma, un gran bel numero, grazie al quale posso perdonare il piccolo inciampo del mese scorso.

Spazio_Disney_gennaio2022_3È uscito anche Il Club dei Supereroi #4, che senza giri di parole dico subito essere il migliore della testata tra quelli finora usciti.
E il merito principale va ovviamente alla prima puntata di The Duck Knight Returns di Ian Brill e James Silvani, la prima storia del rilancio a fumetti di Darkwing Duck presentata per la prima volta in Italia proprio in quest’occasione, a più di dieci anni dall’esordio statunitense.
È ancora presto per poter valutare il valore di quest’opera, trattandosi appunto solo del primo quarto del suo sviluppo, ma si possono già apprezzare gli elementi narrativi tipici del fumetto americano, le ispirazioni tratte dagli eroi Marvel e DC, l’impostazione moderna e accattivante, i rimandi al cartone animato anni Novanta e un certo gusto per la narrazione supereroistica che in campo Disney, in questa maniera, ho visto solo in PKNA. Buono il setting di partenza che prepara degnamente il terreno al ritorno in pompa magna di Doppia D, dopo anni di ritiro forzoso.
Ottimi anche i disegni, ultra-dinamici e morbidi all’interno di una gabbia piuttosto libera pur senza esagerare. In questo caso il formato dell’albo e il tipo di carta non hanno penalizzato granché la resa delle tavole come accadde con la storia di Quackerjack sul #2, forse per via di dialoghi meno lunghi e di una colorazione originale meno scura. Insomma, non si può negare che si rintracci qui il vero fiore all’occhiello di questa neonata proposta a fumetti.

Spazio_Disney_gennaio2022_8

Anche il resto del sommario, però, si difende mediamente bene: le altre due inedite – un Paper Bat brasiliano del 1978 e un Superpippo danese del 2008 – divertono e intrattengono nella maniera giusta, con leggerezza e spensieratezza, mentre tra le ristampe ho apprezzato il proseguimento del Superpippo italiano di Augusto Macchetto e Massimo De Vita con Turista per caos e con La cronaca buia, la storia d’esordio di Farfalla Purpurea e l’avventura migliore della serie del Club tra quelle presentate finora (I supereroi alla riscossa), perché quella più articolata e in cui, anche se sempre attraverso il filtro della comicità brasileira, la trama è maggiormente impostata come una missione corale degli eroi.
I punti deboli sono Qui, Quo, Qua che nei panni delle GM acquisiscono i poteri delle super-noccioline, Paperinik e lo sciopero di Archimede di Stefano Ambrosio e Valerio Held (non brutta di per sé ma un po’ ridondante) e le one-page di Superpippo, anche se alla fine sono innocue e non tolgono molto spazio ad altro.
Sempre buone, infine, le brevi introduzioni firmate dal curatore Francesco Gerbaldo, che pur nel poco spazio a disposizione riescono a contestualizzare in maniera sufficiente le storie selezionate dando informazioni utili su personaggi e vicissitudini editoriali.
Il bimestrale sembra dunque star trovando pian piano la propria strada, superando le secche delle prime uscite, con un buon equilibrio complessivo. La presenza di Darkwing Duck mi porta ovviamente a restare a bordo e potrò quindi vedere se questa impostazione riuscirà a imporsi anche prossimamente.

Spazio_Disney_gennaio2022_2A sorpresa questo mese faccio cenno anche a Zio Paperone #43. Come ricorderete, agli inizi di questa avventura del blog specificai che di molte testate non avrei quasi mai parlato perché facenti parte dell’ampio ventaglio di proposte “un tanto al chilo” che si ripetono mese dopo mese in edicola senza troppi sforzi e che difficilmente presentano elementi che spingono ad un’analisi più approfondita.
Ma da gennaio Zio Paperone si arricchisce di una Sezione Superstar, simile come approccio a quella analoga presente sui Grandi Classici: in ogni numero ci sarà quindi una storia “vintage” di valore, realizzata da grandi autori disneyani, andando di conseguenza a pescare da un bacino di anni che la rivista non ha mai toccato, concentrata com’è sulla produzione post-2000. Una novità apprezzabile, che dimostra un’attenzione in più da parte di Alex Bertani anche verso mensili che potrebbero continuare a vivere e vendere benissimo così come sono, per la loro natura massimamente commerciale che punta tutto sull’appeal del personaggio a cui sono dedicati. Mi fa davvero piacere, ancora di più vedendo chi si occupa di questa sezione: Davide Del Gusto, storico membro del sito e del forum del Papersera e volto noto anche a chi bazzica da un po’ Lo Spazio Disney, dal momento che ho ospitato il valente ragazzo in un paio di live sul canale Twitch de Lo Spazio Bianco, nella scorsa stagione (questa e questa, per la precisione 😉 ).
Davide è qui al suo debutto come collaboratore ufficiale di Panini-Disney, e non posso che essere contento di sapere che in redazione riconoscano la competenza e il talento di un lettore appassionato al punto da offrirgli un lavoro di questo tipo, che va certamente a impreziosire i sommari di Zio Paperone.
Dopo Francesco Gerbaldo, quindi, un altro amico “papersero” varca le porte degli uffici disneyani per occuparsi, a vario titolo, di proposte editoriali. Ripeto, un ottimo segnale.
La storia con cui inaugura questo suo compito è Zio Paperone e i microdepositi sparsi di Giorgio Pezzin e Massimo De Vita, che non viene ristampata da vent’anni e che è davvero valida. Spicca inoltre, per quanto riguarda il resto del sommario, Zio Paperone e i tempi del Klondike di Pietro B. Zemelo e Fabio Celoni che a mio avviso vale la pena leggere, sia per l’atmosfera impostata dallo sceneggiatore sia per i disegni strepitosi.

Spazio_Disney_gennaio2022_12Bazzico ancora un po’ tra le testate meno pregiate per citare anche Paperino #500, visto l’importante traguardo che raggiunge con questo numero. L’albo si presenta con una cover celebrativa e luccicante ad opera del copertinista ufficiale Alessio Coppola, con una variant cover da fumetteria di Andrea Freccero e con un ricco inserto contenente numerose testimonianze di affetto e stima verso il personaggio e la sua testata.
È probabilmente in questa ventina di pagine aggiuntive che si può rintracciare il vero valore aggiunto dell’albo, nelle quali si trovano diversi disegni inediti realizzati appositamente da molti degli artisti attualmente in forza a Topolino insieme a pensieri e auguri di vari sceneggiatori Disney.
Guardando al sommario appare invece evidente che si potesse fare di più, anche se la selezione non è esattamente randomica come si potrebbe pensare di primo acchito.
Facendo caso ai titoli si nota come l’intenzione sia stata quella di ristampare storie che in qualche modo si concentrassero molto sulla personalità del titolare del mensile: Il nome segreto di Paperino (Bruno Concina, Joan Espinach, Miguel Pujol), Paperino solo contro tutti (Bruno Concina, Giorgio Cavazzano), Paperino fantastico (Fabio Michelini, Alessandro Perina), La filosofia di Paperino (Giulio Giorello, Tito Faraci, Silvia Ziche) suggeriscono tutte una sorta di esaltazione del personaggio, mentre A.A.A Paperino lavoro offresi (Sergio Tulipano, Lucio Leoni) ammicca a un altro elemento importante nelle dinamiche di vita di Donald: il lavoro, appunto, sia per quando si impegna in un’attività al punto da diventarne un maestro, sia per quando lo rifugge quasi ne fosse allergico.
Insomma, l’appassionato si sarebbe aspettato qualche ten-page di Carl Barks, o qualche avventura particolarmente significativa tra quelle realizzate apposta per Paperino Mese, o ancora qualcosa dell’accoppiata Lucio Leoni/Manuela Negrin, ma è chiaro che la testata non avesse bisogno di una ricercatezza del genere, forse fuori dal suo DNA, per celebrare questa cifra tonda, e anzi è già tanto che si sia voluto fare lo sforzo di interpellare un po’ di autori per la sezione omaggi!
Io inizialmente pensavo di evitarmi l’acquisto… ma alla fine ho ceduto, complice il prezzo esiguo per il quale ci sono pochi rimpianti e il fatto che non conosco quasi nessuna di queste storie.
Non ho ancora avuto modo di leggerle, ma non ho grandi pretese: mi approccerò alla lettura con la semplice speranza di trovare un po’ di intrattenimento leggero che mi faccia sorridere con il mio amico Paperino 🙂

Spazio_Disney_gennaio2022_4A gennaio ha visto la luce anche il quarto e ultimo numero della Metal Edition, sotto-collana all’interno dei vattelapesca chiamati ormai Grandi Autori.
Dedicata ai fumettisti disneyani più umoristici, dopo il terzetto Faccini-Artibani-Sio ospita Tito Faraci a completare il quadro, e ammetto che ce lo vedo effettivamente bene: sappiamo tutti bene che, soprattutto nei suoi primi anni di carriera, lo sceneggiatore contribuì fortemente a svecchiare il linguaggio e l’umorismo delle storie Disney.
Di quegli anni pionieristici, in questa raccolta, ci sono invero solo quattro testimonianze, e forse ci si sarebbe potuti soffermare di più sul periodo tra la fine degli anni Novanta e i primissimi Duemila. Ad ogni modo sono tutti esempi validi dell’umorismo faraciano in massima forma, in particolare I Bassotti e l’effetto catapulta e Paperino & Zio Paperone in: Per dieci dollari in più.
Il resto del sommario non è comunque da buttare, beninteso: sono state selezionate infatti alcune delle prove migliori del Faraci degli ultimi anni, che purtroppo difficilmente ha brillato soprattutto nelle brevi; ma in La filosofia di Paperino, Topolino e il tesoro dell’isola, Le normalissime avventure di Paperino e Paperino in: le disavventure di un papero tenace è riuscito ad offrire uno sguardo trasversale e riflessivo sui personaggi, Donald Duck in particolare, tirando fuori per l’occasione un umorismo che, se non proprio ai livelli di ventitre-ventiquattro anni fa, funzionava e accompagnava bene la sceneggiatura e i personaggi.
La raccolta è peraltro graziata da molte prove piuttosto ispirate di Giorgio Cavazzano, oltre a un valido Paolo Mottura e una sempre fresca Silvia Ziche.
Una selezione quindi decisamente buona nel complesso: anche se, come detto, avrei preferito maggior equilibrio tra le due parti della sua carriera, mi sento di consigliarla perlomeno a chi non conoscesse le storie che ho citato.

PS: ebbene sì, hanno ristampato La filosofia di Paperino in due brossurati da edicola dello stesso mese, usciti a distanza di una settimana l’uno dall’altro. Se nella Metal Edition aveva assolutamente senso inserirla, l’indice di Paperino #500 credo potesse farne tranquillamente a meno e sostituirla con un’altra tra le tante che potessero riguardare in maniera peculiare Donald Duck. Mi viene in mente la riuscitissima Mondo Paperino di Carlo Panaro, per restare sempre a un’avventura disegnata da Silvia Ziche. Lunga 24 pagine anche lei, peraltro.
Forse è saltato un passaggio nella comunicazione interna della redazione, ma tant’è.

Segnalo infine che è uscito MM – Mickey Mouse Mystery Magazine #4, contenente Calypso e Black Mask, per chi stesse seguendo questa ristampa (e non mi stancherò mai di ripetere che chi non possiede già gli spillati originali dovrebbe proprio seguire tale riedizione, senza alcun dubbio).

Bene, direi che è tutto.
Ci si legge presto, qui sul blog e sulla pagina Instagram 😉
Ciao!

Andrea Bramini

Andrea Bramini

(Codogno, 1988) Dopo avere frequentato un istituto tecnico ed essersi diplomato come perito informatico decide di iscriversi a Scienze Umane e Filosofiche all'Università Cattolica del Sacro Cuore, dove a inizio 2011 si laurea con una tesi su "Watchmen". Ha lavorato per un'agenzia di pubbliche relazioni ed è attualmente impiegato in un ufficio.
Appassionato da sempre di fumetti e animazione Disney, ha presto ampliato i propri orizzonti imparando ad apprezzare il fumetto comico in generale, i supereroi americani, i graphic novel autoriali italiani ed internazionali e alcune serie Bonelli. Ha scritto di queste passioni su alcuni forum tematici ed è approdato su Lo Spazio Bianco nel 2011, entrando qualche anno dopo nel Consiglio direttivo.

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