Le evoluzioni di Nancy

Le evoluzioni di Nancy

Lo scorso 16 febbraio, la famosa comic strip americana Nancy (In Italia nota con il titolo Arturo e Zoe) ha visto l’addio del disegnatore della serie Guy Gilchrist, che per oltre vent’anni ha lavorato sulla striscia di Ernie Bushmiller dandole un taglio accattivante e fornendo ai lettori non solo battute sagaci, ma anche un intrattenimento grafico quasi poetico per quanto concerne le tavole domenicali e le strisce celebrative.
Di recente, il 9 aprile, la serie è stata ripresa dopo qualche settimana di pausa con un nuovo cartoonist, in questo caso una donna, che sotto lo pseudonimo di Olivia Jaimes ha iniziato a presentare la sua versione della storica striscia, scatenando però divisioni e dibattiti tra i lettori, i quali hanno modo di commentare la serie direttamente sul sito Gocomics, dove questa viene quotidianamente ospitata.

La prima striscia di Nancy realizzata da Olivia Jaimes.

Lo stile della Jaimes, infatti, è apparso inizialmente come una sorta di omaggio a quello di Bushmiller, un elemento questo non nuovo ai vari cartoonist che si sono avvicendati sulla serie nel corso degli anni. Per alcuni, questo ha significato un ritorno al passato, per altri una vera e propria involuzione rispetto al lavoro operato da Gilchrist, che dopo avere anch’esso tentato un approccio più soft e vicino a quello del creatore del personaggio assieme al fratello Brad, ha iniziato lentamente a introdurre un suo stile personale, fatto di un sapiente uso del colore e, soprattutto, dei sentimenti.
Con Gilchrist, la striscia aveva infatti assunto un tono più poetico e di “intrattenimento emotivo”, volendo in primo luogo dare ai lettori non solo la classica (e forse scontata) striscia umoristica, ma anche qualcosa di più. Per il cartoonist, la striscia di Nancy doveva anche fornire degli insegnamenti al pubblico, e dare la sensazione di essere parte anch’essa di una comunità più vasta. un fattore questo sottolineato nei momenti delle strisce celebrative, come quelle sull’11 settembre, sul President Day e altri eventi facenti parte della cultura americana.

Una delle strisce di Nancy realizzate da Brad e Guy Gilchrist. Lo stile è vicinissimo a quello di Ernie Bushmiller, creatore della serie.

 

La versione definitiva di Nancy per mano di Guy Gilchrist, che rispetto ai primi anni assume uno stile più personale e moderno.

 

Una tavola domenicale di Nancy realizzata da Guy Gilchrist che celebra la ricorrenza del 4 luglio. I sentimenti e l’emotività sono stati il punto di forza del disegnatore.

Elementi questi al momento totalmente scomparsi con la Jaimes, che è tornata a un approccio più tradizionale e per certi versi più fumettistico. La sua Nancy, infatti, ripete alcuni degli schemi utilizzati da Bushmiller negli anni d’oro della serie, come una sorta di “rottura della quarta parete” realizzato in maniera minimalista ma anche vicino ai tempi che viviamo.
La nuova disegnatrice ha infatti scelto uno stile classico senza scordarsi che Nancy e il suo amico Sluggo vivono e agiscono nel 21° secolo, senza disdegnare vignette in cui vi è una interazione diretta tra i personaggi e la stessa autrice.
Entrambi vestono come due ragazzini degli anni ’30/’40, elemento questo che Gilchrist aveva pian piano voluto eliminare, ma utilizzano gli strumenti dell’epoca moderna come cellulari e smartphone, parlano di personaggi famosi del gossip moderno, di Netflix e HBO. Insomma, due ragazzini di oggi come molti altri.

Nancy e Sluggo parlano della nuova cartoonist in una delle recenti strisce della Jaimes.

Sluggo cita HBO e Hulu. Nonostante l’abbigliamento e lo stle grafico classico, la Jaimes non dimentica l’epoca in cui i protagonisti agiscono.

E’ ancora presto per capire quale impatto potrà avere il lavoro della Jaimes sulla serie nel prossimo futuro, ma già dal 6 maggio sarà possibile un quadro in qualche modo più chiaro, visto che in quella data compariranno le prime tavole domenicali realizzate dalla nuova disegnatrice. In quel momento, vedremo se la cartoonist opterà per qualcosa che possa in qualche modo ricostruire dei ponti con l’opera del suo predecessore ripescando anche personaggi come la zia Fritzi Ritz, su cui Gilchrist aveva fatto un lavoro di rilancio ponendola nuovamente al centro della narrazione, o se questa sarà invece l’occasione per un taglio netto con il passato recente e per una nuova direzione di uno dei fumetti più famosi degli USA.