Alcune cose che non sapete della critica fumettistica

Alcune cose che non sapete della critica fumettistica

Un esploratore coraggioso che si cimentasse in un viaggio periglioso nello spazio siderale, oltrepassasse i bastioni di Orione, sopravvivesse alla vista della Vorace Bestia Bugblatta di Traal e giungesse fin al pianeta Magrathea troverebbe due cose: la risposta alla domanda fondamentale sulla vita, l’universo e tutto quanto e questo sacro testo dei clan dei critici Sith. Un documento celato da millenni che tramanda un oscuro potere e segreti pericolosi per la stessa sopravvivenza dell’universo. Abbiamo rischiato molto per farlo giungere a voi: ecco la verità, tutta la verità, solo la verità sulla critica fumettistica.

  • La critica è l’arte di giudicare ogni cosa con le stellette da 1 a 5. Tanto quello che scrivi non interessa a nessuno.
  • La critica serve a dividere quello che è bello da quello che non lo è, per non lasciare al lettore la fatica di dover costruire un giudizio proprio.
  • La critica è un modo per spiattellare il proprio ego al mondo nascondendolo tra le righe di una recensione; un po’ come infilare i giornaletti porno tra Panorama e Famiglia Cristiana.
  • La critica insegna a dividere un fumetto in sceneggiatura e parte grafica come nemmeno gli autori stessi sono in grado di fare.
  • La critica è solo una scusa per stroncare senza appello gli autori che ci stanno antipatici e per esaltare quelli che ci mettono i like alle foto. Se mettono i cuoricini si guadagnano l’epiteto di “maestro”.
  • Un Vero Critico manda la recensione all’autore prima di pubblicarla per ricevere i complimenti in privato e sentirsi coccolato. Però poi soffre se l’autore non la condivide pubblicamente.
  • Un Vero Critico tagga l’autore oggetto di una recensione negativa solo per sperare di vederlo adirarsi e inveire contro di lui così da sentirsi importante.
  • Quando un Vero Critico scrive male di un’opera che vende poco, gli viene ricordato giustamente che i numeri non significano nulla.
  • D’altronde, le grandi vendite stanno a dimostrare che la stroncatura del Vero Critico è altrettanto ovviamente sbagliata.
  • Il Vero Critico sa che il prodotto indipendente stampato in 25 copie con trama incomprensibile e disegni scazzatissimi, è certamente un capolavoro.
  • Un Vero Critico si accoda alle lodi sperticate nei confronti del “fenomeno mediatico del suo piccolo orticello” del giorno, quell’opera che TUTTI, TUTTI esaltano talmente tanto che non gli è nemmeno necessario leggerla.
  • Un Vero Critico sa che tutti i lettori sono dei nerd sfigati –meno gli amici suoi- e che tutti gli autori sono degli incapaci e dei falliti –meno gli autori amici suoi. Gli altri critici? Quelli non esistono.
  • Un Vero Critico non sbaglia MAI. Non si cura delle opinioni altrui, dei punti di vista differenti. Non ammetterà mai che qualcosa possa essere valutato diversamente rispetto alla sua visione: piuttosto, si tratta di palesi errori di giudizio da parte di altri.
  • Le copie recensione sono un diritto inalienabile e insindacabile per il Vero Critico. Sia chiaro che solo le copie cartacee, meglio se in edizione variant e limitata, garantiscono una critica positiva.
  • Se il Vero Critico non recensisce un fumetto, quel fumetto non esiste. Se ne facciano una ragione autori, editori, tipografie, distributori e quant’altro.
  • Per un Vero Critico, sono le critiche sferzanti e argute e le citazioni filosofiche e transmediali, le cose che lo fanno sentire più vivo e più fico.

Disclaimer: Nessun Vero Critico, autore, editore o semplice conoscente è stato maltrattato per la stesura di questo pezzo. Ogni riferimento a persone, cose, città, fiumi o animali è puramente casuale. Forse.