Bone

Upgrade 2.0 e nuove rotte

14 Febbraio 2017
Nuova veste grafica e novità sui futuri sviluppi di questo spazio blog.

Ogni tanto c’è bisogno di aria nuova, come quando sulla scrivania mettiamo un po’ d’ordine e aggiungiamo qualche oggetto, illudendoci che sia davvero cambiato qualcosa. Ma se funziona davvero, e spesso funziona, chi siamo noi per non abbracciare quel meraviglioso effetto placebo e rifiutarci di respirare aria (più o meno) nuova?


Un po’ per noia, un po’ per curiosità e stimolarmi a sfruttare al meglio questo (per me) piacevole spazio, mi sono adoperato con Sert per ripensare la veste grafica del blog. No ok, in realtà ha fatto tutto da solo, ma io ho il merito di essermi guadagnato l’odio incondizionato di varie persone (sigh!) per aver insistito per questo total black zarrissimo.
Volevamo un impatto più forte, allucinato e difficile da dimenticare (nel bene e nel male), ed ecco i risultati.
Abbiamo pensato molto a come sfruttare alla meglio la costruzione delle tre vignette che vedete in alto, abbiamo pensato allo storytelling provando a raccontare una breve storia, abbiamo anche provato a sovvertirlo distruggendo le vignette; abbiamo pensato alla closure fra le vignette per qualcosa di astratto, ma poi ci siamo resi conto che volevamo qualcosa di narrativo, seppur particolare.
Alla fine però non ne potevamo più e ci siamo detti “vabbè buttiamoci navi spaziali, pirati, asterodi e roba psichedelica”, che non dispiacciono mai (P.S. grazie Jesse Jacobs per i tuoi meravigliosi verdi).

Una volta progettata e realizzata la testata da quel feticista delle geometrie simmetriche di Sert (qui e qui trovate i suoi fumetti), dovevamo scegliere che aspetto dare al resto del blog.
Il bianco, prima di tutto. Il bianco era ovviamente la prima scelta, classico, pulito, leggibilità e tranquillità.
Poi mi è venuta in mente una cosa stupida: “Con questi colori starebbe benissimo uno sfondo tutto nero, tipo quello dei blog degli ufologi complottari un po’ massonici che temono la minaccia rettiliana”.
Siccome non trovo mai delle persone adatte, anziché farmi notare che l’idea fosse palesemente ridicola, come è giusto che sia, la risposta di Sert è stata:

Dopo approvazione di vari amici, i risultati son quelli che vedete.

Sorvolando su questo punto, parliamo invece di novità vere, a livello di contenuti. L’idea è non solo quella di una maggiore frequenza degli articoli, ma anche di una soluzione mediana fra un canale e uno spazio di approfondimento, per condividere maggiormente la mia esperienza di lettore, visto che mi risulta davvero impossibile riuscire a parlare a fondo di tutto ciò che leggo.
Oltre ai soliti post che avete visto finora, ho deciso di provare con tre nuove rubriche:

Diario di bordo: rubrica periodica pubblicata tendenzialmente alla fine di ogni mese in cui elenco tutte le letture del mese (fra novità, recuperi e riletture) con piccoli spunti o pareri per ogni titolo. Una rubrica semplice e veloce da realizzare che potrebbe far piacere a chi ama (come me) confrontarsi con i percorsi di lettura altrui;

Letture con/divise: rubrica aperiodica in cui accosto idealmente un fumetto ad un libro, per tracciare nuovi percorsi, rilevare similitudini e parlare anche un po’ di libri;

Post-it: rubrica aperiodica (ma probabilmente sarà la più sfruttata) per il cui nome mi sono arrovellato molto, e ringrazio Matteo Caronna per avermi aiutato.
Il punto è che spesso mentre leggo (o sono sotto la doccia) ho spunti di riflessione o interrogativi non banali riguardo determinate questioni, per le quali non saprei però come concludere un discorso o arrivare a una meta. Insomma, il bello è proprio condividere il percorso. Ho scelto allora il nome post-it per avere la possibilità di dare forma a questi pensieri e mantenerli fermi senza farli volare via, con la speranza che qualcuno possa staccarli dall’enorme parete di foglietti gialli e utilizzarli come spunto per discorsi aperti e stimolanti.
Notazioni, fascinazioni, contemplazione e analisi di singoli passaggi a fumetti eccetera.

Concludo con qualche anticipazione: nelle prossime settimane parleremo di Maus, Richard McGuire, Don DeLillo, Kurt Vonnegut, Chester Brown, Hugo Pratt e tanto tanto altro.
A presto, e buona lettura!

 

Simone Cilli

Simone Cilli

(Atri, 1994) Pescarese doc, attualmente studia presso il Dipartimento di Giurisprudenza dell'Università di Siena.
E’ molto legato all’Abruzzo, ai suoi paesaggi e alla natura, che lo hanno da sempre affascinato e tranquillizzato.
Spirito ossessivamente critico, il suo più grande amore è la lettura.
Sin da piccolo, grazie a suo fratello e alla sua spropositata curiosità da dinosauro, ha coltivato questa passione, sviluppandola durante gli anni di studio “matto e disperatissimo” del Liceo Classico.
Fra una sentenza e l’altra ama immergersi in quel meraviglioso mondo di vignette e sogni chiamato “fumetto", mentre nei restanti ritagli di tempo si dedica alla sua fedele chitarra elettrica, alla scherma, alla fotografia, alla filosofia e ai milioni di progetti che gli entrano in testa in ogni istante.

4 Comments Commenta

  1. Non te lo meriti, vista questa grafica da web 1.0, ma visto che hai usato una bella immagine tratta da Bone, condivido il tuo post, Simone.
    E in c..o alla balena per queste nuove rotte da te tracciate e che hai deciso di seguire 😉

  2. Bello questo upgrade complottista.
    Nello Spazio Nero nessuno può sentirti urlare… 🙂

    PS: l’immagine di copertina mi piace molto.

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