Renato Serra, un critico letterario a fumetti.

Renato Serra, un critico letterario a fumetti.

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Avevamo parlato qualche giorno fa di due bei fumetti di Kleiner Flug dedicati a due delle tre corone della letteratura italiana, Dante e Petrarca (e anche Boccaccio, nel secondo volume, faceva una comparsata). L’editore fiorentino rilancia, in questi giorni in cui tanti editori di fumetti italiani stanno offrendo generosamente i loro libri in forma gratuita. E, di nuovo, si tratta di un bel fumetto che incontra gli interessi di questo blog: ovvero il rapporto tra letteratura e fumetto.

Si tratta, in questo caso, di una figura ingiustamente poco nota delle storie delle lettere italiane: il critico letterario Renato Serra, dalla vita breve, tormentata, e profondamente segnata dall’amore per la letteratura, come si può leggere in quello che è una sorta di lucidissimo testamento intellettuale, l’Esame di coscienza di un letterato.

Il fumetto di Kleiner Flug è dunque per ora disponibile qui, e vi rimarrà per questi giorni di isolamento forzato. Dell’opera ha già scritto, qui su Lo Spazio Bianco, Emilio Cirri, in quest’articolo e tramite questa intervista ai suoi due autori.

L’opera è interessante, perché si tratta di un caso un po’ particolare rispetto alle varie biografie di letterati di cui abbiamo spesso trattato anche qui: siamo infatti di fronte alla biografia di un critico, sia pure dotato di una vita piuttosto avventurosa. Trovo significativo che lo sceneggiatore Andrea Meucci non scelga di dare centralità alla morte in trincea, che potrebbe essere l’elemento più visivamente drammatico: ma, per quanto questo elemento sia introdotto, resti sullo sfondo. All’orrore della guerra è dedicata una sola splash page (molto potente, anche per contrasto), e non coinvolge direttamente il protagonista.

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La scelta, invece, come spiega anche Cirri nel suo articolo, è quella di parlare del critico facendo parlare i suoi personaggi. Petrarca, su cui Serra fa la tesi, e poi Dante e Machiavelli (parlando del mio illustre concittadino Giolitti, cosa logica dato il periodo, ma che mi fa sempre piacere). Ma anche Michele da Cesena, conterraneo di Serra, francescano medioevale che anche Umberto Eco volle personaggio nel suo Nome della Rosa.

Un po’ come il Bogart di Woody Allen, i grandi della letteratura parlano nell’immaginario del poeta: quelli, ovviamente, che egli non ha conosciuto direttamente, come Carducci e Croce (Pascoli invece appare in modo fantasmatico).

Al di là della scelta, riuscita, degli autori, questo elemento dei grandi che si parlano, anche a distanza, è un tratto ricorrente nella produzione Kleiner Flug, quasi un piccolo marchio di fabbrica. Anche il segno, pur nella riconoscibilità dei singoli autori, ha elementi comuni, quale una frequente scelta per un tratto cartoonistico, caricaturale, ricco di elementi di sintesi quasi a volte astrattizzante. Giorgio Carta, il disegnatore, nell’intervista prima citata fa in particolare riferimento agli stilemi di Modigliani, interpretati in chiave personale.

Un’altra bella occasione, dunque, di incontro letterario, che non potevamo mancare di segnalare.
E che magari potrà servirci per qualche idea di acquisto cartaceo, quando in un futuro torneremo a una maggiore normalità.