Herbert West: Cardoselli e il Lovecraft di Independent Legions.

Herbert West: Cardoselli e il Lovecraft di Independent Legions.

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Lovecraft è un autore la cui importanza è impossibile sopravvalutare, specie nel campo dei comics. La sua fortuna sulla letteratura del fantastico del ‘900 (e non solo: si pensi all’influsso sul pensiero di Houellebecq) è enorme, quasi sorprendente, anche tenendo conto della qualità della sua invenzione fantastica. Proprio nel fumetto, Neonomicon e Providence di Alan Moore e Jacen Burrows vanno a indagare – in chiave tra il fantastico e l’esoterico – tale successo che entra a far parte, nella storia, del sovrannaturale lovecraftiano.

Nonostante questo successo, e in parte anche proprio per questo, Lovecraft è anche profondamente criticato per le sue posizioni, in parte legate allo spirito dell’epoca, in parte proprie dell’autore. Tali critiche sono assorbite da Moore nell’opera suddetta ed entrano a far parte della sua operazione di modernizzazione di Lovecraft: e se da un lato se ne riconoscono le innegabili ombre, si sottolinea e si rinnova la vitalità indiscutibile del suo mito.

Passando all’ambito editoriale italiano, una particolare predilezione per Lovecraft è quella che traspare nel catalogo fumettistico di una nuova casa editrice italiana come Independent Legions. L’operazione si lega a due autori del calibro di Alessandro Manzetti (due volte premio Stoker) come sceneggiatore, e Cardoselli come disegnatore, di cui abbiamo recensito il congiunto l’Orrore a Red Hook.

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Il volume che apre la collana “Lovecraft Experience”, Herbert West, rianimatore è però a firma del solo Stefano Cardoselli, qui autore completo, che adatta qui uno dei più noti racconti del maestro di Providence.

Il racconto originale, scritto nel 1921-22 (ci avviciniamo al centenario), è l’unico scritto su commissione da Lovecraft, per la rivista amatoriale Home Brew dell’amico George Julian Houtain. L’opera era stata ripresa a fumetto, nel 1950, dalla celebre EC Comics, prima che la mannaia della censura di Wertham e soci ponesse fine a questa esperienza; nel 1985 era stata oggetto di un fortunato recupero filmico, con Re-Animator di Stuart Gordon (da poco scomparso in questo 2020, e autore di numerosi recuperi lovecraftiani), che ebbe due sequel. Nel 2006 l Dynamite ripropose l’opera a fumetti nel suo cosmo, con “Army of Darkness vs. Re-Animator”. Si tratta quindi di una storia seminale dell’orrore americano e mondiale, soggetta a periodiche ricorrenze.

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Qui, però, abbiamo un approccio autoriale decisamente interessante. In questa storia “in singola” Cardoselli rende ancora più centrali alcuni aspetti che gli sono cari di questa riscrittura lovecraftiana, ovvero il mash-up visivo con certe atmosfere tarantiniane, da violento noir urbano, che Manzetti aveva in Red Hook saputo amalgamare molto bene. Qui prende ancora più centralità l’aspetto visivo, con la (simile) adozione di un bianco e nero assoluto, fatto di contrasti netti. Il bianco predomina negli sfondi, permettendo di stagliare con nettezza il nero delle figure, soprattutto nelle sequenze più drammatiche come quella d’esordio, giocata su una serie di potenti splash pages che ci mostrano l’orrore della “rianimazione”. L’espressività dei personaggi, nella deformazione spasmodica dei volti e dei corpi, è volutamente eccessiva, esasperata, sempre con un filo di ironia cartoonistica.

La scelta di campo, quella di un Black And White a contrasto totale, lo pone vicino a scelte autorevolissime come quelle del Mike Mignola di “Hellboy”, del Frank Miller di “Sin City”, ma il tratto nervoso e studiatamente frenetico, frutto di un consumato lavoro sul segno, lo rendono immediatamente riconoscibile e personale.

Dopo l’esordio in medias res horrorifica, con uno stacco netto, ci immergiamo nell’indagine della polizia. A introdurci ad Arkham sono le scritte intradiegetiche, sul caffè e sullo stemma della polizia che indaga sui misteriosi eventi. “Non siamo su un set di Edgar Lovecraft”, sbotta irritato il detective, con una citazione del regista horror che rimanda, ovviamente, anche all’autore letterario e a Edgar Allan Poe, e palesa il gioco citazionistico dell’attualizzazione.

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Entra a breve in campo anche la Miskatonic University, dove entriamo nel vivo dell’orrore. Come già accennato, Cardoselli procede per tavole di notevole vitalità espressionistica, ben accompagnato dal lettering di Alessio Stucci. Il tratto spigoloso e nervoso dell’autore è perfetto per rendere la trasmutazione inquietante dei cadaveri sottoposti al misterioso trattamento, delineati in una deformazione parossistica, caricaturale senza essere umoristica. L’inchiostrazione nerissima si spande sulla pagina bianca come una macchia di sangue nero, un nero che predomina nel finale a sorpresa (per quanto nei canoni classici di questo tipo di horror).

Insomma, il segno di Cardoselli si presta particolarmente bene per questo rinnovamento e attualizzazione del tema lovecraftiano, che viene arricchito di una componente pulp. Se un gioco di ruolo classico come “The Call of Cthulhu” giocava sulle liason tra gli anni ’20-’30 lovecraftiani e quelli del noir dello stesso periodo, qui Cardoselli ha buon gioco a immergere l’orrore degli Antichi in una detection da moderno hard boiled, con una suggestione (ma esiti diversi) dell’operazione compiuta da “True Detective” nella serialità TV. Ciò che favorisce questa trasposizione è il segno di Cardoselli, fortemente autoriale e nella sua zona di comfort in questo mix di orrore e police procedural esacerbato. Insomma, in un’era che a volte vuol darlo per morto, Cardoselli è riuscito a rianimare ancora una volta Lovecraft, e portarlo ad azzannare la giugulare del lettore? A mio avviso, indubbiamente sì.

Abbiamo parlato di:

Herbert West, Rianimatore.
Graphic Novel scritta e illustrata da Stefano Cardoselli,
tratta dal racconto ‘Herbert West, Rianimatore’ di H. P. Lovecraft.
Edizione Collection a tiratura limitata (349 copie) e numerata,
copertina flessibile con bandelle, formato 17×24, interni in bianco e nero, 66 tavole, 88 pagine.
Collana: High Voltage.
Serie ‘Lovecraft Experience’ Albo nr. 1
Illustrazione di copertina e di quarta di Stefano Cardoselli, Marzo 2020.
Lettering di Alessio Stucci