È recentemente uscito per Mimesis, nella collana De-Genere, un bel volume teorico dedicato al fumetto di Giuliano Cenati, “Figure da leggere”. Sottotitolo, Generi e prassi del fumetto in Italia (e dintorni), dal “Bertoldo” al graphic novel.
Pur con qualche accenno alla struttura generale, ci soffermeremo in questa breve nota soprattutto sulla prima parte del sottotitolo, in cui correttamente Cenati dà rilievo al “Bertoldo”, settimanale satirico di Guareschi, Mosca e soci, importante nella moderna cultura della vignetta satirica tra le due guerre attraverso il lavoro dei geniali umoristi coinvolti.
In questo blog che si occupa di letteratura e fumetto, ci piace evidenziare come anche il “Bertoldo” cerchi nel titolo una “nobilitante” radice letteraria, nel Bertoldo di Giulio Cesare Croce, il contadino arguto che mette in difficoltà i potenti; e nel secondo dopoguerra, con “rima in DO”, questo aspetto resta nel “Candido” che cita sommessamente il capolavoro di Voltaire.
Il primo capitolo, Dinamiche di lettura, produzione e riuso, ha un valore introduttivo di esplorazione ad ampio raggio della connessione tra fumetto e serialità, e la sua natura popolare, di prodotto da edicola e pertanto con un rapporto specifico con l’ambito dei giornali.
Il secondo capitolo è quello che però più ci interessa per il tema di questo blog, sul rapporto tra letteratura e fumetto. L’autore infatti, indagando il Bertoldo, esamina come questa testata, attiva tra il 1936 e il 1943, presenti alcuni tra i primi fumetti a indagare, con taglio satirico, il mondo letterario di allora.
Si tratta del Pallone di Tespi, Il dottor Mabuse, Il Giro d’Italia in 80 giorni, che vedono la luce dal 14 luglio 1936 al 23 marzo 1937. Seguirà ancora nel 1938 Don Antonio della Mancia, sempre con valore di satira del mondo culturale, mentre nel 1940 “I quattro commendatori dell’Apocalisse” si allinea alla propaganda bellica nel conflitto appena cominciato.
“Il Pallone di Tespi” è una divertita satira del mondo della cultura teatrale e dello spettacolo dell’epoca, dove appaiono letterati come Pirandello e Bontempelli in una sarabanda di figure di attori meno noti al grande pubblico; la battaglia tra Novecentisti e Futuristi anima la vicenda fino a una caduta all’inferno dei protagonisti che consente anche un’ironia dantesca. Il titolo stesso riprende la cultura classica ma soprattutto “I carri di Tespi”, iniziativa del regime per sprovincializzare il mondo culturale della provincia italiana: e qui si vede, implicitamente, con scarso successo, con i protagonisti persi ciascuno nelle beghe in difesa del suo orticello.
Il Mabuse di Guareschi va invece più a parodiare il capolavoro filmico di Fritz Lang, ma è interessante perché testimonia il precoce rapporto di Guareschi con il fumetto, in un interessante ambito di fumetto umoristico “for mature readers”, che ebbe poco seguito fino al recente boom del graphic novel.
“Il giro in Italia in 80 giorni” mette al centro della beffa il mondo dello sport, ma introducendovi ospiti sorprendenti dalla politica e dalla cultura, tra cui immancabile Marinetti.
Si tratta insomma di fumetti seminali, da riscoprire e magari, per un editore illuminato, ristampare: ma, intanto, volevamo segnalare la loro presenza, accuratamente esaminata, in questo bel saggio che spazia su tutti gli aspetti dell’italico fumetto con precisione e una visione originale.
