Copertina d'autore: il Guareschi di Maresta

Copertina d’autore: il Guareschi di Maresta

Copertina Guareschi

La copertina è un elemento cruciale di ogni volume portato in libreria: e il fumetto non fa eccezione, anzi. Che la copertina sia fondamentale per presentare – e vendere – un prodotto importante anche per la sua parte visuale è quasi lapalissiano: ma nel caso di un adattamento letterario, anche questa diviene parte dell’adattamento stesso.

Il progetto di adattamento delle opere guareschiane di ReNoir, seguito dallo sceneggiatore Davide Barzi e da un nutrito team di disegnatori, è sicuramente un caso molto interessante in questo ambito. Il progetto è già giunto al diciottesimo volume del Mondo Piccolo, e ha di recente dato vita a questo spin-off, potremmo dire, dedicato al Corrierino delle famiglie, la serie di racconti di Guareschi dedicati al suo spaccato personale di vita famigliare, reinterpretato letterariamente.

ReNoir ha condiviso in questo caso, particolarmente significativo (l’avvio di una nuova serie) gli interessanti studi di copertina di Werner Maresta (su indicazioni, ovviamente, del curatore Davide Barzi), e quindi appare interessante vedere la serie di ragionamenti che hanno accompagnato la versione definitiva.

Domenica del Corriere

Si parte, naturalmente, dalla griglia vuota che vediamo in alto: la scelta del layout del titolo è obbligata, perché è l’eccellente lavoro grafico compiuto da Guareschi stesso, che integra i volti della sua famiglia (ognuno colto nella sua precisa espressione psicologica: Guareschi era anche eccellente cartoonist) in una rielaborazione del titolo della Domenica del Corriere, il fortunato supplemento domenicale del Corriere della Sera (che era già stato citato nella serie di Mondo Piccolo, anche se non come cover). Una scelta che è ottima per una copertina, in quanto già il titolo evoca l’accostamento con una illustrazione.

Ovviamente, non si parte subito con la serie cronologica, ma nel primo numero, come in ogni spin-off che si rispetti, si dà evidenza all’incontro con il mondo narrativo e i personaggi principali, per logiche ragioni di attrazione del pubblico preesistente. Oltretutto qui è lo stesso Guareschi ad aver creato tale incontro: e il suo racconto, per paradosso, rispetta perfettamente le regole del cross-over tra due personaggi (solitamente, nel mondo supereroico, gli eroi conoscendosi, prima di stabilire un rapporto perlomeno di reciproco rispetto, si scontrano, mettendo in mostra i rispettivi caratteri e punti di forza: e così fanno anche – a loro modo – famiglia Guareschi e personaggi del Mondo Piccolo).

GuareschiLa prima ipotesi è indubbiamente brillante, e sottolinea l’intersezione dei due universi narrativi. I Guareschi entrano nelle pagine di Don Camillo da una vignetta ritagliata (si vede anche una forbice a terra) incontrando subito il corrusco pretone della Bassa. Una bella soluzione: ma molto meta-fumettistica, in modo fin spinto per il pubblico della testata, che sicuramente include molti tradizionali lettori guareschiani, legati a un immaginario tradizionale del fumetto.

Copertina Guareschi

La seconda soluzione è altrettanto bella ma più tradizionale. I due mondi – finzionale in bianco e nero, “reale” a colori – si fronteggiano: Guareschi è la mediazione tra i due, e valica quindi questa bipartizione (Guareschi ha del resto apertamente riconosciuto di aver messo molto di suo in Don Camillo e in Peppone, che nel fumetto guardano al suo aspetto per l’interpretazione visiva, distaccandosi dai film: qui, del resto, inizialmente si era pensato di far interpretare Peppone a Guareschi, salvo rinunciarvi per l’ovvia ragione della sua assenza di professionismo attoriale, ripiegando su un attore del livello di Cervi).

Guareschi

L’interpretazione di Maresta è notevole, e di grande eleganza visiva: gli autori, ci ha confermato Davide Barzi, hanno prestato attenzione anche all’età dei vari personaggi al momento dell’incontro, e alla rispettiva statura delle persone reali, oltre ovviamente alla corrispondenza dell’aspetto. Tuttavia, le parti psicologiche dei due figli sono, in questa scena, invertite. Albertino infatti è in verità più quieto, mentre è la Pasionaria ad essere il vero motore narrativo della maggior parte delle storie. Ecco quindi che in una nuova versione vengono riportati al giusto equilibrio psicologico:

Copertina Guareschi

Si giunge così a un risultato di grande equilibrio ed eleganza: l’idea del rapporto tra due mondi è reso con contrasto di bianco e nero da un lato, colore dall’altro (bianco e nero è il mondo fumettistico, ma anche filmico di Don Camillo), e la realizzazione di due vignette rimanda anche al concetto di closure fumettistica. Lo spazio bianco viene superato da Guareschi, e da entrambi i figli, in misura minore, con la Pasionaria che appare più evidente nella sua sfida alla figura di Don Camillo (ma anche i terribili rossi non la condizionano per nulla) ma anche Albertino che avanza con un passo, mentre sembra arretrare con aria però divertita. Margherita, preoccupata, sta indietro: come nel racconto, preferirebbe evitare i rischi connessi all’esposizione politica del marito (nel racconto c’è umorismo divertente, ma con una punta di amarezza conoscendo le vicende storiche: le costanti minacce a Guareschi, e le persecuzioni giudiziarie poi giunte per un surreale “fuoco amico”).

Copertina Guareschi

Nella versione definitiva, in ogni caso, si rinuncia anche a quella bipartizione fumettistica, ritenendo probabilmente anche quella una piccola sofisticheria che richiede uno sforzo in più al lettore, essendo già sufficiente la – ottima – recitazione dei personaggi per esprimere tutto il concetto forte del volume. Inoltre, la scelta di una illustrazione classica rimanda più chiaramente all’immaginario della Domenica del Corriere che si citava in apertura. Vengono rifiniti ovviamente anche gli elementi grafici propri della copertina vera e propria, tra cui la fascetta rossa che evidenzia la prefazione autorevole dei coniugi Poretti (il Giacomo del famoso trio milanese, e consorte).

Una soluzione di grande studio e indubbia eleganza: ma ci è parso interessante mostrare un accenno delle complesse evoluzioni che stanno dietro a una copertina fumettistica di un’opera letteraria, per evidenziare con questo caso particolarmente interessante come anche questo passaggio faccia parte, a suo modo, dell’adattamento a fumetti dell’opera.