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Come Un Romanzo

4 Ottobre 2016
Come più m’avanzo all’altra meta, gioventù, m’avvedo che fosti bella come un bel romanzo! (G. Gozzano) È con grande piacere che inauguro, con questo primo post introduttivo, il mio blog presso “Lo Spazio Bianco”, la mia rivista online di critica e informazione fumettistica di riferimento. Il blog andrà a trattare un tema che da sempre mi interessa molto: il rapporto tra letteratura e fumetto. In particolare, in questa prima fase del blog mi soffermerò soprattutto su un aspetto di questo rapporto: l’adattamento di testi letterari a fumetti, sia pure intesi in un senso abbastanza ampio, in modo da confrontare le

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Come più m’avanzo
all’altra meta, gioventù, m’avvedo
che fosti bella come un bel romanzo!
(G. Gozzano)

È con grande piacere che inauguro, con questo primo post introduttivo, il mio blog presso “Lo Spazio Bianco”, la mia rivista online di critica e informazione fumettistica di riferimento.

Il blog andrà a trattare un tema che da sempre mi interessa molto: il rapporto tra letteratura e fumetto. In particolare, in questa prima fase del blog mi soffermerò soprattutto su un aspetto di questo rapporto: l’adattamento di testi letterari a fumetti, sia pure intesi in un senso abbastanza ampio, in modo da confrontare le varie casistiche.

Tre immagini, tramite “lo spazio bianco” che le separa, costituiscono la testata del blog e – direbbe Scott McCloud – una closure del tipo non-sequitur (ovvero, tre vignette associate in modo casuale: ma guardandole, non vi viene voglia di cercare una continuità?).

Si tratta di tre casi che, prima o poi, analizzeremo: la Divina Commedia (1304-21) di Go Nagai, il Frankenstein (1816) di Claudio Chiaverotti e Giovanni Freghieri, la Moby Dick (1851) di Cullen Bunn e Matteo Lolli (naturalmente, una leggera provocazione qui è voluta, nell’associazione di date ed autori).

Un caso per ciascuna di tre grandi tradizioni fumettistiche, nipponica, italiana (e, in senso più esteso, europea) e americana; anche se probabilmente troverà più spazio, nelle riflessioni che seguiranno, l’analisi di casi italiani.

“Come un romanzo”, il titolo del blog, contiene più riferimenti. Innanzitutto, è il titolo del saggio di Daniel Pennac del 1993, che invita al “piacere del testo”. E contiene un paradosso: per la generazione di Pennac (e quelle prima: vedi Gozzano in apertura…), “come un romanzo” significa “leggero, scorrevole, piacevole come”. Dalle generazioni successive, non è più così, e “come un romanzo” può per molti significare “pesante, faticoso, sgradevole come”.

Il paradosso che interessa sottolineare a me è diverso e, penso, ben noto a chi si occupa di fumetto: “come un romanzo” (anche “come un film”, forse…) è un complimento prestigioso per un’opera a fumetti, ma un complimento pericoloso per il medium (basti pensare che l’inverso suonerebbe, ancora oggi, spregiativo: “questo romanzo è bello come un fumetto” suona subito come un complimento molto infido e velenoso, specie per un aspirante “Autore” con la A maiuscola).

Però al tempo stesso i riconoscimenti dalla sfera “letteraria” in senso lato sono amati dal fumetto, inevitabilmente: in molti ricordiamo con piacere il Pulitzter a “Maus” (1992), “Watchmen” inserito tra i cento grandi classici inglesi contemporanei da Time (2005), e anche, qui da noi, Gipi (2012) e Zerocalcare (2016) al Premio Strega. Un paradosso da cui non si esce.

Più limitatamente, però, qui indagheremo – come detto – quei fumetti che davvero, a loro modo, provano ad essere “come un romanzo” (o un racconto, o un poema epico, o un testo teatrale…) legittimamente, in un senso leggermente diverso: ovvero appunto come adattamenti.

Una disamina costituita da tante piccole monografie che forse, alla fine, potranno dirci (o, almeno, dirmi) qualcosa di più anche sul fumetto in generale, e il suo rapporto con le altre arti, che resta nelle riflessioni sullo sfondo.

Dal prossimo post, quindi, dopo questa per me necessaria premessa, si inizia a parlare di Fumetto. E di Letteratura.

(immagine di copertina: dal “Don Chisciotte”  di Jacovitti)

Lorenzo Barberis

Lorenzo Barberis

Nato a Mondovì nel 1976, laureato in Lettere a indirizzo artistico presso l’università di Torino (2000), insegna italiano e storia alle superiori. Scrive per Culture Club 51, la rubrica di cultura del settimanale di Mondovì L'unione monregalese. Il suo blog personale è, dal 2008, fumettismi.blogspot.com. Si occupa di arte visiva, letteratura e fumetto e del rapporto tra i tre ambiti; con Wundergammer.com (2010-2012) ha anche partecipato a un esperimento seminale di critica d’arte del videogame. Collabora al progetto CuNeoGotico (2013-2016), dove ha curato i testi del catalogo per la parte relativa al fumetto, e al progetto DKMO della casa editrice Il Girovago, per cui ha realizzato la prefazione alla parte letteraria del volume. Per il blog network de Lo Spazio Bianco cura dal 2016 il blog Come un romanzo, dedicato al rapporto tra fumetto e letteratura.

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