Baudelaire a Fumetti

Baudelaire a Fumetti

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Di recente, grazie alla generosa offerta gratuita di fumetti online da parte di Coconino (e, ovviamente, di altri editori) ho potuto leggere moltissimi fumetti interessanti che non ero riuscito a recuperare. Tra questi, molti rientrano nel campo di interesse di questo blog: il rapporto tra fumetti e letteratura. E un caso molto interessante, indubbiamente, è quello costituito da Baudelaire a fumetti di Alessandro Tota, edito appunto per Coconino Press, nel 2017.

L’idea di Tota è molto brillante: non si tratta di una semplice trasposizione delle opere o della biografia di Baudelaire, ma il personaggio – senza inutili giustificazioni – è calato nella miseria della società contemporanea, in una periferia abbandonata a sé stessa (in questo caso, quella barese) dove, abbastanza naturalmente, Charles si abbandona ai bagordi tra i reietti della società bene, bazzicando in un giro di piccola criminalità, giovani sfaccendati, poetastri punk e simili.

L’operazione è ovviamente difficilissima, perché sempre a rischio di cadere nella mera parodia: qui invece Tota riesce a rendere l’opera un autentico omaggio alla poetica baudelariana, alla sua tensione tra Spleen e Idéal che si riverbera anche su queste sue tardive avventure.

L’opera in sé, per l’impostazione, poteva anche esimersi da inserire elementi didattici, che aggiungono il rischio di didascalismo: ma, invece, Tota inserisce anche molti dati interessanti, proposti in modo ben armonizzato con le avventure del mirabile flaneur, dandy impeccabile anche nella sua più barbonesca degradazione. Ad esempio, si veda come è inserito finemente il tema delle provocatorie posizioni misogine di Baudelaire.

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Un’opera quindi preziosa e interessante, anche nella chiave didattica che – da professore d’italiano – mi interessa sempre, su questo blog, proprio la possibilità che offre di mostrare un Baudelaire diverso, reso più vicino al contemporaneo senza stravolgerlo. Naturalmente, potrebbe essere una lettura ancora più congeniale in un Linguistico, o in un istituto superiore dove si affronti comunque anche il francese: ma Baudelaire è così seminale per introdurre il simbolismo (e quindi Pascoli, D’Annunzio…) che è un autore ineluttabile anche per affrontare il canone italiano.

Un omaggio, quello di Tota, che risulta particolarmente azzeccato nella misura in cui Baudelaire, è bene ricordarlo, fu tra i primi a difendere i cartoonist dell’epoca nel suo saggio “Dell’essenza del riso” (1855), elevando la caricatura (e all’epoca questa, in qualche modo, includeva anche molte forme di protofumetto) ad arte dotata della stessa dignità delle altre. Il segno di Tota è azzeccato anche in questo: pur nella sintesi autonoma, in controluce si possono volendo leggere gli echi di Daumier e soci, i protagonisti grafici di quella grande stagione dell’Ottocento simbolista francese.

Baudelaire nel fumetto

A margine, mi sono divertito a cercare quali fossero le altre occorrenze dell’autore in ambito fumettistico. Sicuramente, se andiamo su singole presenze, moltissimi potrebbero essere i riferimenti: anche perché Baudelaire è seminale di un certo gusto gotico che ha imperato nel fumetto dagli anni ’80 in poi: secondo in questo, come rimando, soltanto forse a Poe (di cui è il mediatore nella letteratura continentale, del resto) e all’onnicitato Lovecraft. Limitandoci alla Bonelli, è stato indagato il rapporto tra Dylan Dog e Baudelaire, testata seminale per un certo gusto gotico bonelliano: ma riscontri si sono trovati anche per “Napoleone” e Baudelaire, mentre il recente Mercurio Loi è dichiaratamente un flaneur anche di stampo baudelariano, fin dalle annotazioni del comunicato stampa. Ma, sicuramente, rimandi si potrebbero trovare appropriatamente in altre testate.

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Parlando di opere vere e proprie dedicate al poeta, il campo si restringe, tra diversi omaggi nella bande dessinée francese, ovviamente (vedere nella sitografia) che purtroppo non conosco. Pregevole, tra gli italiani, anche il lavoro di un monstre sacré come Liberatore (“I fiori del male” di Tanino Liberatore ) che precede di poco, nel 2015, il lavoro di Tota (da una rapida ricerca, entrambi conosciuti e apprezzati anche in Francia, ovviamente). Ma non mancano neppure omaggi nipponici, come “I fiori del male” di Oshimi (2014) e, con un riferimento più indiretto, “I fiori del male” di Kamimura e Okazaki (1975).

 

Sitografia

Baudelaire, Dell’essenza del riso (1855)

Francia

Baudelaire in bandes dessinées (2001)

Baudelaire in b.d / 2 (2006)

Baudelaire in b.d. / 3 (2006)

Spleen de Paris (2011)

Italia

Dylan Dog e Baudelaire (1986)

“Napoleone” e Baudelaire. (1997)

Mercurio Loi come dandy e flaneur baudelariano.  (2017)

“I fiori del male” di Tanino Liberatore  (2015)

Intervista ad Alessandro Tota

“Charles”, recensione de Lo Spazio Bianco

Giappone

“I fiori del male” di Oshimi (2014)

“I fiori del male” di Kamimura e Okazaki (1975)