Bentornati su Lo Spazio Disney!
Ci siamo! Pure per questo 2023 siamo giunti alla fine, e come capita in questo periodo per tanti ambiti, anche sul blog è tempo di bilanci.
Inutile dire che pure quest’anno non è stato dei più semplici e sereni, a livello mondiale: nuove guerre sono scoppiate, tensioni internazionali acuite e la cronaca nera nostrana è stata purtroppo sempre ben nutrita.
Anche personalmente non è stato tutto rose e fiori, specialmente in questi ultimi due mesi, ma è anche vero che a conti fatti non posso nemmeno lamentarmi troppo, quindi cerchiamo di vedere il proverbiale bicchiere mezzo pieno e di cominciare il 2024 con il migliore degli spiriti possibili 😉

Ecco qui, allora, le mie ormai consolidate Top 5: una sulle storie inedite apparse su Topolino nel corso dell’anno e una sulle pubblicazioni uscite negli scorsi 12 mesi, su modello di quanto già fatto negli ultimi tre dicembre.
Sempre utile ribadirlo, tali classifiche sono strettamente personali e rispecchiano quindi i miei gusti e le mie opinioni in fatto di fumetto Disney.
Cionondimeno, come da mia abitudine, per ogni posizione in elenco troverete una breve analisi nella quale argomento le ragioni della sua inclusione, così da rendere note le motivazioni alla base di tali scelte.
È un gioco, insomma, gli autori che non vedono inclusa una loro storia non se ne abbiano a male (anche perché, volendo ridurre la classifica a sole cinque posizioni, è chiaro che restano fuori diverse opere che pure reputo estremamente valide); ritengo però che questo gioco possa comunque offrire spunti di riflessione su alcune tendenze e punti di forza della produzione disneyana dell’anno appena trascorso, tanto per le nuove storie quanto per il settore delle testate.
Per quanto riguarda il “Topo”, ad esempio, è interessante ricordare come tra primavera e estate l’impostazione bertaniana del libretto sembrasse un po’ appannata, con un eccesso di storie singole ben poco incisive o memorabili, situazione che con l’autunno sembra essersi ribaltata relegando di fatto quel periodo a una semplice fase.
Non a caso, nello stilare la relativa Top 5, ho avuto le mie difficoltà nel restringere il campo a sole cinque storie.
E ora, ecco le classifiche.
Pronti? Via!
Top 5 pubblicazioni
5) Le storie imperdibili #8 – Minni e i racconti del boscaiolo
Dopo aver terminato la ristampa cronologica di Nonna Papera e i racconti attorno al fuoco di Rodolfo Cimino, la redazione ha infatti ben pensato di aggiungere un tomo dedicato allo spin-off di quella serie – Minni e i racconti del boscaiolo, appunto – che consta di tre storie pubblicate negli anni Novanta sul mensile tutto al femminile intitolato alla fidanzata di Mickey Mouse, motivo che non ha permesso loro di essere facilmente conosciute e recuperabili dal grande pubblico.
Averle volute includere all’interno del progetto è stato un bel tocco che ho molto apprezzato, così come d’altro canto la pubblicazione del quinto volume sulle Tops Stories che si occupa di raccogliere le tre avventure del ciclo uscite negli ultimi anni.
Questa ottava uscita gode anche di un’interessante postfazione di Frank Stajano, molto sentita e di stampo personale sulla poetica di Cimino, che impreziosisce l’operazione.
Qui la mia recensione per Lo Spazio Bianco.
4) – Disney Special Books #22 – Leonardo, Raffaello e Dante: storie a fumetti di ingegno, arte e poesia
– I Classici Disney #25 – Gli strani casi del Detective Donald
Un parimerito per il quarto posto della classifica!
La cosa buffa è la disparità nella tipologia dei due prodotti qui appaiati: un volume dal costo importante distribuito nel circuito delle librerie e un albetto economico venduto in edicola.
Eppure sono accomunati da un obiettivo (solo parzialmente raggiunto, nel primo caso): realizzare delle piccole omnie di un ciclo narrativo disneyano.

La dimensione libraria si configura come particolarmente adatta a rilanciare un fumetto che ha dalla sua un connotato educativo, veicolato anche da approfondimenti e dietro le quinte raccontati da Alex Bertani e dagli autori.
Peccato che all’appello manchi una storia con i paperi su suolo italico, accompagnati dal professor Adalbecco Quagliaroli e famiglia, unico neo dell’edizione.
La foliazione molto alta e l’impostazione rendono comunque questo volume uno dei pochissimi Special Books che mi sento di consigliare e che non ritengo una goffa operazione inutilmente costosa, come invece sono per me la quasi totalità dei titoli usciti sotto questa etichetta, purtroppo.
Qui la mia recensione su Lo Spazio Bianco.

È stato il caso, nel solo 2023, del Doppioscherzo di Casty, del Paperoga di Enrico Faccini e del Newton Pitagorico di Marco Nucci, ma soprattutto del Detective Donald di Vito Stabile: in quest’ultimo esempio si è avuta una vera e propria omnia della serie, poiché tutte le storie che la compongono sono presenti e presentate in ordine cronologico.
Un risultato decisamente soddisfacente, anche per via della continuity molto funzionale dettata dalle sceneggiature di Stabile e dal fatto che le storie siano tutte disegnate da Carlo Limido, regalando così una certa coerenza di fondo al progetto e un ottimo risultato finale, anche al netto di una frame-story invero poco ispirata e un poco gratuita.
Qui la mia recensione su Papersera.
3) Almanacco Topolino #12-13-14-15-16-17
Stavolta non scelgo un numero in particolare di Almanacco Topolino, tra i sei usciti nel corso del 2023, ma li contemplo tutti perché a loro modo ciascuno ha frecce molto valide al suo arco.
L’impostazione tematica che il curatore Davide Del Gusto riesce a dare ai singoli albi, la centralità delle inedite Egmont provenienti dal Nord Europa, scelte con un certo criterio, la volontà di portare avanti la pubblicazione dei Diari di Paperone by Kari Korhonen, l’ottica degli anniversari dei personaggi per proporre chicche d’annata, la preziosa rubrica “Classici made in USA”, il rimarchevole recupero dell’unica storia di Basil l’Investigatopo disegnata da Giorgo Cavazzano a non essere ancora approdata in Italia e la perfetta guida verso gli artisti stranieri contemporanei più interessanti come lo stesso Korhonen, Maya Astrup o Arild Midthun sono alcuni esempi che spiegano l’importanza che questa pubblicazione ricopre nell’attuale panorama disneyano.
E questo senza dimenticare l’importante valore aggiunto dei ricchissimi articoli firmati dallo stesso Davide, bussola validissima per contestualizzare quanto viene proposto nei sommari.
Qui la mia recensione del #12, del #13, del #14 e del #15 su Lo Spazio Disney.
2) Thriller Collection #4 – Tutto questo accade qui
Dei vari volumi usciti, però, nessuno spicca tanto quanto il quarto della Thriller, ristampando per la prima volta insieme due storie magistrali nella carriera di Andrea Castellan: Tutto questo accadde domani e Tutto questo accadrà ieri, realizzate in coppia con Massimo Bonfatti.
Due veri gioiellini, nei quali il Mickey Mouse contemporaneo ha modo di incontrare il sé stesso degli anni Trenta, giovane scapestrato, in due avventure di ampio respiro e con alte poste in gioco, che sono anche grandi omaggi al lavoro di Floyd Gottfredson.
Le due avventure hanno già goduto di una riedizione ad hoc, ma nell’odioso e insensato (per me) formato della Super Deluxe, in due volumi separati, con una distribuzione gioco forza deficitaria e un costo che faceva da soglia di sbarramento verso il grande pubblico. Ora viene posto rimedio con un tomo dal prezzo più abbordabile e che le riunisce insieme, complete dei prologhi che anticipavano la seconda opera e anche della breve Che avventure, Topolino!, realizzata da Casty per l’album di figurine del 2018 e legata al tema temporale che guida i due kolossal.
Di non secondaria importanza, infine, l’apparato editoriale che tra la competente introduzione del curatore e l’articolata intervista all’autore permette di avere la migliore edizione possibile per questi due capolavori del fumetto disneyano moderno, finalmente valorizzati nella maniera migliore.
1) Grandi Autori #99 – Giorgio Cavazzano
L’ex Speciale Disney, agli esordi collana ombrello come altre di Vattelapesca e successivamente “promossa” a contenitore delle cosiddette Special/Color Edition incentrate sulla produzione di singoli autori – spesso realizzate coinvolgendoli in prima persona e facendo curare direttamente da loro o da colleghi-amici l’apparato editoriale – trova nel 2023 una sua terza vita con una direzione ben precisa, che guarda direttamente all’approccio che ebbe la seminale I Maestri Disney, vero feticcio per i lettori disneyani cresciuti tra la metà degli anni Novanta e la prima decade dei Duemila, tra i quali spicca – again – Davide Del Gusto.
In tandem con la curatrice Gaja Arrighini, infatti, il buon Marchese ha operato una rivoluzione copernicana sulla pubblicazione, dedicandosi a valorizzare i nomi dei più grandi artisti Disney di sempre non solo attraverso sommari decisamente ispirati e perfettamente in bilico tra classiconi e chicche misconosciute, ma soprattutto tramite un corposo spazio per articoli che non sono semplici introduzioni, ma veri e propri mini-saggi capaci di compiere excursus ponderati e cronologici sulla carriera del fumettista di turno, con un focus importante sull’evoluzione del suo stile di disegno.
Dei tre usciti finora, quello su Giorgio Cavazzano è un perfetto esempio delle potenzialità di questa svolta, per la compiutezza del risultato e per il fatto di essere stato l’apripista dell’operazione di rinnovamento.
Medaglia d’oro meritatissima, insomma!
Qui la mia recensione su Lo Spazio Disney.
Top 5 storie da Topolino
5) PK: Rinascita, di Tito Faraci e Lorenzo Pastrovicchio
Mentre la vita del personaggio sul Fuoriserie si avvia alla conclusione, unitamente alla run di Alessandro Sisti ivi contenuta, ecco che il vecchio mantello tarlato rientra di prepotenza sul settimanale che già l’aveva accolto in occasione del revival del 2014, con il ritorno di Tito Faraci alla scrittura e con i disegni e “gli stimoli” di Lorenzo Pastrovicchio, ancora una volta fulgido esempio di sincero appassionato della serie, oltre che di grandissimo professionista.
È di nuovo il suo amore spropositato per Pikappa – come ai tempi di Potere & Potenza – la molla dietro a questa storia e al ritorno dello storico sceneggiatore: il desiderio di omaggiare la loro Trauma del 1997 riesce così a diventare qualcosa di più di una semplice celebrazione o di un mero sequel, trattandosi prima di tutto di una gran bella avventura, pikappica fino al midollo, robustamente muscolare, scritta in maniera efficace e ritmata, divertente, ironica, movimentata e disegnata da un Pastro in stato di grazia, che compie un lavoro veramente elegante e di pregevole fattura, valorizzato dagli eccezionali colori quasi “metallizzati” di Andrea Stracchi, utili per rendere la storia speciale fin dal primo colpo d’occhio.
Sembra insomma che ci sia ancora speranza, per il pikappero, nonostante il recente accidentato percorso, ma al di là degli sguardi al futuro ho comunque avuto per le mani una delle più belle storie di PK dal 2014 ad oggi, e non è poco.
Oltre al fatto di aver riottenuto un Faraci alle prese non solo con brevi umoristiche ma con un progetto più complesso, in grado di dimostrare le carte che l’autore ha ancora da giocare in questa specifica fetta della narrativa disneyana.
Qui il post su Lo Spazio Disney dedicato al “Topo” di novembre 2023, in cui parlo della storia.
4) – Il destino di Paperone, di Fabio Celoni
– Le avventure del Capitano Nemo – Il regno di cristallo, di Francesco Artibani e Lorenzo Pastrovicchio
Anche la quarta posizione della Top 5 storie da Topolino, come quella della pubblicazioni, vede un ex aequo: due storie caratterizzate dall’amore per l’avventura più pura e classica, per quanto coniugata in due maniere diverse tra loro.

Non l’ho messa più in alto perché quella scarsa compattezza di fondo per me rimane un neo, voluta o non voluta, che un po’ depotenzia l’impianto generale; ma il lavoro sul personaggio è encomiabile e andava premiato.
Qui il post su Lo Spazio Disney dedicato al “Topo” di gennaio 2023 in cui parlo della storia.

Probabilmente la storia migliore del ciclo, Il regno di cristallo ha come unico neo la risoluzione sulla vera identità/natura del protagonista, che personalmente mi ha lasciato abbastanza perplesso e stranito. Per il resto c’è gusto per la narrazione, piena aderenza ai ritmi dei romanzi d’avventura per ragazzi, ritmo sostenuto, battute fulminanti, dialoghi veloci e personaggi ben scritti, in grado di recitare in completa armonia tra loro.
Il primo episodio è qualcosa di memorabile, in tal senso, e porta nelle due parti seguenti a uno svolgimento molto intrigante e allo scontro con un villain decisamente valido e sfaccettato.
Il buon Pastro dà anche in questo caso il 100%: non solo nella rappresentazione del cast – che pure, tra abbigliamenti peculiari e character design dell’avversario, mostra una certa ricerca – ma soprattutto nelle visionarie ambientazioni mostrate e nella costruzione della tavola, pronta ad aprirsi all’occorrenza in grandi e ariose vignette senza per forza sconvolgere eccessivamente gli equilibri e i pesi della pagina.
Qui il post su Lo Spazio Disney dedicato al “Topo” di gennaio 2023 in cui parlo della storia.
3) Topolino e il fattore gamma, di Alessandro Pastrovicchio
Dopo aver coadiuvato Bruno Enna per Viaggio nella luna, l’artista si è sentito pronto a realizzare in solitaria i testi di una storia, che poi avrebbe anche disegnato: la scelta cade su un’indagine dai risvolti fantascientifici di Topolino e Atomino Bip-Bip, con atmosfere che ricordano da vicino quelle impostate da Romano Scarpa per quel delizioso ciclo di storie che vedeva affiancati i due personaggi.
Pastrovicchio attinge a quelle vibes senza ricalcarle pedissequamente, ma rielaborandole a seconda dei tempi e della propria sensibilità: non a caso si respirano echi alla PK in diversi passaggi e idee, che è una delle espressioni più fresche in ambito disneyano per quanto riguarda questo tipo di “techno-trame”.
Mixando queste due ispirazioni ne è emerso un risultato di grande appeal, una narrazione solida e incalzante che gestisce benissimo i ritmi narrativi e i cliffhanger, oltre che i vari elementi e personaggi in gioco (molto buono l’uso di Enigm, Basettoni e Manetta attorno ai due protagonisti).
Di grande fascino risulta anche il villain, creato ad hoc e dalle molte potenzialità.
Il disegno è sontuoso, in costante equilibrio tra uno stile personale e un tratto classico che occhieggia a Scarpa ma soprattutto a Floyd Gottfredson, in un lavoro di rara raffinatezza nel modo di coniugare vintage e moderno in una contaminazione virtuosa e riuscita.
Un uso consapevole della gabbia e dell’esito ottenuto dall’ingrandire o rimpicciolire determinate vignette, dal giocarsi una quadrupla o una splash page o dalla posizione dei personaggi in campo fa il resto, contribuendo a un risultato complessivo efficace e meritorio.
Qui il post su Lo Spazio Disney dedicato al “Topo” di giugno 2023 in cui parlo della storia.
2) Lord Hatequack presenta: L’ora del terrore – Minni e la fiera delle ombre lunghe, di Marco Nucci e Giorgio Cavazzano
Tra le sue varie cose uscite, sicuramente quella che ho trovato più conturbante è stato questo episodio del ciclo dei racconti “horror” di Lord Hatequack, forse il migliore tra quelli finora pubblicati. Trovando la sua perfetta dimensione nella settimana di Halloween, infatti, la novella dalle tinte fosche che il beccuto romanziere ci somministra contiene diverse nuance decisamente d’effetto, capaci di celare una trama tutto sommato decisamente esile, risibile e non particolarmente rivoluzionaria.
L’abilità dello sceneggiatore – in questa occasione come in altre – sta proprio nel saper scrivere e in qualche modo dissimulare uno spunto sottile attraverso robuste dosi di elementi “coreografici” ben serviti: in questo caso abbiamo Minni e la zia Cordelia catapultate in un incubo a occhi aperti nel quale il tempo scorre all’indietro, al ritmo di un giorno alla volta.
Idea semplice, si diceva, ma che Nucci gestisce con i giusti toni per tenere incollato il lettore alle pagine e alla direzione verso cui punta lo svolgimento: ad esempio, il reiterare nella parte centrale gli effetti di questo procedere in retromarcia funziona proprio nella sua ossessiva ripetitività (che invece ha fatto storcere il naso a più di qualcuno).
L’inaspettata conclusione – con un’ipotetica e alternativa versione del primo incontro in giovane età tra Topolino e Minni – contribuisce a confondere il lettore e quindi a quel senso di spaesamento che ho trovato delizioso nel non lasciarmi tranquillo.
Infine, anche il ripescaggio a sorpresa del Dottor Piuma introdotto più di un anno fa ne L’incubo dell’Isola di Corallo fa il suo dovere; il ritorno del personaggio anche nella recentissima Zio Paperone e la lampada bisestile lo riconferma del resto come un oscuro mastermind dell’intero Calisota, e trovo che sia un elemento interessante da coltivare.
Giorgio Cavazzano ai disegni si mostra più che mai ambivalente: in alcuni casi i personaggi non risultano molto curati, come notato in diverse occasioni negli ultimi anni, ma è impressionante l’estro grafico e la qualità artistica messa in campo per certe vedute e per l’effetto nebbia che caratterizza alcune mirabili tavole, dotate di un peso specifico tale da riuscire a reggere sulle spalle senza problemi la maggior parte dell’atmosfera caliginosa della avventura. Chapeau.
Qui il post su Lo Spazio Disney dedicato al “Topo” di ottobre 2023 in cui parlo della storia.
1) Gli Evaporati, di Bruno Enna e Davide Cesarello
Bruno Enna ha trovato la chiave giusta per contaminare il cast topolinese con i costrutti seriali tipici di molto serie televisive mystery da vent’anni a questa parte, confezionando una trama post-apocalittica ricca di inquietudini e di fatti inspiegabili capaci di destabilizzare in maniera tangibile lo status quo.
Il tutto senza stravolgere le caratteristiche dei personaggi, ma scavando solamente un po’ più a fondo nella loro personalità per far emergere maggiormente la loro umanità, deducendo le qualità che potrebbero tirare fuori di fronte a una situazione particolarmente critica.
Pensiamo a Minni, vera protagonista della prima stagione, ma anche a comprimari spesso ingiustamente bistrattati come Manetta o Sgrinfia, che in questa avventura trovano una rivalsa dimostrando di che pasta sono fatti al di là del loro ruolo di spalla comica.
Enna sfida tutte le convenzioni e pur rimanendo agevolmente nei cosiddetti paletti ci regala una lunga avventura che rimarrà impressa nella memoria per molti anni.

Il segno di Cesarello non è comunque considerabile fuori da ogni canone: specialmente nella seconda stagione, nel viso del suo Topolino si ritrovano echi dello stile di Massimo De Vita, e il lavoro sull’aspetto alternativo di Minni, Pippo e Gambadilegno per quanto concerne abiti, acconciature e altri elementi risulta puntuale, studiato e accurato.
Irene Fornari ai colori, infine, dà il tocco finale con quella tonalità giallognola e malata a caratterizzare la misteriosa nebbia che minaccia i personaggi, per poi aprirsi a una tavolozza più fantasmagorica nell’occuparsi del risvolto fantascientifico che la vicenda conosce.
Gli Evaporati è l’opera che non ti aspetti e che ti colpisce profondamente, un vero colpo da maestro ad opera di uno sceneggiatore che ci ricorda di essere ancora tra i migliori sulla piazza e di un disegnatore che si diverte a testare i limiti grafici di quanto può offrire Topolino.
Quest’anno non c’era davvero altra scelta per il primo posto della classifica, per quanto mi riguarda. Ma proprio nessun dubbio.
Qui il post su Lo Spazio Disney dedicato al “Topo” di marzo 2023 e qui quelli dedicati al “Topo” di settembre e ottobre 2023 in cui parlo della storia.
Cosa ne pensate di queste mie Top 5?
Le condividete? Ci sono storie che voi invece non considerate meritevoli? Ce ne sono altre che ritenete fenomenali e che io non ho incluso?
Ditemi la vostra nei commenti, qui sul blog o sui social, e… felice anno nuovo a tutti quanti voi!
Blue Valley Peak di Mastantuono meritava la presenza almeno al quinto posto. 🙂 per il resto sulla parte delle storie mi ritrovo.