Bentornati su Lo Spazio Disney!
Le notizie dall’Ucraina continuano ad essere terribili e scoraggianti, purtroppo; a queste si è aggiunta la tragica scomparsa di Francesco Gerbaldo mercoledì scorso, che tanto ha spiazzato me e i molti amici della community disneyana del Papersera.
Tutto ciò fa sembrare questo luogo “un blog di fumettini mentre fuori c’è la morte”, sensazione in parte già provata con il Covid e le sue recrudescenze ma che ora assume contorni se possibile ancora più inquietanti, pesanti e tristi.
Sembra davvero difficile andare avanti a parlare di comics disneyani mentre ai confini dell’Europa infuria la guerra e mentre Gerba non c’è più… ma è anche vero che occorre distrarsi un po’ da questi foschi pensieri, se non si vuole impazzire. Personalmente ho bisogno di una boccata d’aria di tanto in tanto, sia dal flusso di notiziari completamente incentrati sugli sviluppi bellici, sia dal pensiero di quanto accaduto al buon Francesco. Il peso diventa altrimenti insostenibile.
E allora si prova ad andare avanti, anche con le cose più frivole e leggere: ecco quindi il post con i miei pareri sulle principali pubblicazioni Disney tra quelle pubblicate nel febbraio da poco concluso. Ma fatemi aggiungere che sarà strano non ricevere per la prima volta i suoi commenti su quanto scriverò qui di seguito.
L’edicola Disney di febbraio 2022
Iniziamo come d’abitudine con I Grandi Classici Disney #74, un numero che pur senza picchi qualitativi si difende più che bene, assestandosi su una buona media per il mensile.
Abbiamo un piacevole Romano Scarpa autore unico con Topolino e il cavatappi di Tuzco, simpatica vicenda avventurosa con robuste dosi di umorismo (veicolato da un Pippo in formissima), la classica Paperino e il cane a tre teste di Rodolfo Cimino e Giorgio Bordini che intrattiene quanto basta e Le avventure di Paperin cannoniere di Giorgio Figus e Valerio Held, primo episodio della serie I paralipomeni della Dinastia dei Paperi, della quale vi parlai in questo post e che, pur senza brillare, si fa leggere.
È comunque la Sezione Superstar, come spesso accade, a dare le maggiori soddisfazioni: il tema degli orsi potrebbe sembrare così generico da essere foriero di una selezione poco ispirata, e invece tra una ten-page barksiana spassosissima come Paperino e gli orsi, una ciminiana molto nota e ben gestita come Paperino e l’orso del Klondyke (con i disegni di un super-Carpi) e l’angolino riservato al Baloo del Libro della giungla, sia nella sua versione standard che in quella mutuata da TaleSpin, la serie animata degli anni Novanta che lo vedeva protagonista nei panni di un pilota, la seconda metà dell’albo offre diverse storie interessanti da scoprire e ritrovare.
Almanacco Topolino #6 è un buon numero, piuttosto solido sin dalla storia d’apertura: Paperino e la gita sulla neve di Rodolfo Cimino e Giorgio Cavazzano è un divertissement che proviene direttamente dagli anni Settanta e che sembra mutuare i ritmi narrativi da quelli dei cortometraggi classici con il personaggio. L’andamento è infatti “spezzettato”, con una struttura “a livelli” nella quale il buon Donald conosce un’escalation di sfortune ogni volta che prova a contrastare l’odiato cugino Gastone con un crescendo di balorda ambizione. Un Paperino ostinato e bizzoso figlio di quel periodo ma capace di far sorridere anche al giorno d’oggi. Di certo quello che spicca in questa avventura sono i fenomenali disegni di Cavazzano nel pieno della sua fase sperimentale: le gambe lunghe, la postura dinamica, le espressioni vispe che delinea sul protagonista sono esempi di grande maestria, così come gli sfondi particolareggiati e realistici.
L’altra italiana lunga, che chiude l’albo, raccoglie invece più marcatamente gli stilemi degli anni Cinquanta, avendo esordito nel 1960: Paperino e il febbraio ingannatore vede Guido Martina accanirsi con particolare sadismo sul papero vestito alla marinara, facendogli attraversare una serie di sfortune e di disavventure che rendono questa figura quasi tragica, di certo pietistica. L’accanimento contro il protagonista suona a tratti eccessivo e fastidioso, soprattutto se confrontato (ancora!) con la fortuna adamantina di Gastone. Lo spunto iniziale della trama ricorda una classica avventura basksiana, per prendere poi una traiettoria tutta sua inserendo addirittura il Gatto e la Volpe del film Pinocchio. Insomma, la trama è piuttosto essenziale e diretta, mentre come spesso accadeva il succo si trovava nell’umorismo “cattivo” che consisteva nel mettere Paperino alla berlina, spesso e volentieri anche per colpa dell’atteggiamento negativo e autosabotatore che gli veniva appioppato. A rendere quasi disturbante il tutto concorrono i disegni di Giuseppe Perego, che offre alcune vignette nelle quali la prospettiva è un optional e dove i personaggi appaiono quasi deformati.
Per quanto riguarda le inedite, al netto delle one-page su Della e su Ely, Emy, Evy, spiccano gli ultimi due capitoli dei Diari di Paperone – Gli anni di Paperopoli di Kari Korhonen (in attesa di nuove “stagioni” realizzate dall’artista finlandese) e Eta Beta e la tasca dei miracoli di Byron Erickson e Fabrizio Petrossi. Ancora una volta è la brevità di queste avventure il loro tallone d’Achille: sembra voglia succedere tanto ma poi si deve necessariamente risolvere tutto in quattro e quattr’otto. Manca quindi il quid che renda realmente interessante la sfida dei grattacieli tra Paperone e Samuele Rockerduck (plot già visto in diverse salse nel fumetto Disney), mentre la sensazione da “endgame” dell’episodio finale si coglie solo in parte, perché ad una buona idea non fa sponda lo spazio necessario a sviscerarla nella maniera più consona. Resta comunque una degna conclusione, con i suoi motivi d’interesse e con un’ultima tavola significativa, ma confermo ulteriormente che la serie con me non ha fatto particolarmente breccia.
Nel caso della storia con Eta, l’ho trovata assai simpatica nella sua semplicità: carina e non forzata l’idea di reintrodurre gli scienziati che studiarono il personaggio nelle sue strisce d’esordio e anche le gag funzionano, risultando godibili. Pollice in su anche per lo stile grafico fortemente gottfredsoniano che il poliedrico disegnatore ha adottato in quest’occasione.
Meno ispirata invece Amelia in: cercasi cavaliere di Janet Gilbert e Marco Rota.
Divertentissima la four-page Gift lion di Carl Barks mantenuta in lingua originale, mentre non posso essere contento di vedere riproposta Il mistero del cappellino rosso, unica storia dell’Uomo dei Paperi con Topolino che ho sempre trovato scialba e illustrata in maniera agghiacciante.
Bene invece gli articoli di Luca Boschi che, a dispetto di essere tutti compressi in un’unica pagina ciascuno (un editoriale iniziale e quattro approfondimenti a introduzione delle varie sezioni), riescono a gestire bene lo spazio a disposizione per dispensare informazioni utili e interessanti per contestualizzare ciò che si andrà a leggere.
Infine è doveroso ricordare la presenza di Almanacco Topolino News, la rubrica di segnalazioni curata da Francesco Gerbaldo, nella quale annuncia qualcosa di quanto si troverà nelle sue testate Papersera e Il Club dei Supereroi di marzo, oltre a ricordare Pat McGreal, lo sceneggiatore Egmont venuto a mancare anzitempo lo scorso giugno.
Cito en passant anche Zio Paperone #44, per ricordarvi che dallo scorso numero il mensile paperoniano è arricchito ogni volta da una Storia Superstar selezionata dall’amico Davide Del Gusto: in questo caso si tratta di Venezia e i tesori de’ Paperoni di Romano Scarpa, una storia uscita esattamente 37 anni fa che forse non è tra le più note tra quelle realizzate dal fumettista come autore unico, ma che merita senza dubbio la lettura nel caso non abbiate mai avuto l’occasione di “incocciarci”. Ad ogni modo il valore aggiunto si rintraccia anche nella sempre puntuale introduzione del nostro Marchese preferito 😛
Ma con febbraio Davide raddoppia la sua presenza in edicola, facendo il suo esordio su Paperfantasy: il #25 vede infatti la pubblicazione dei primi due episodi della serie danese Time Machine, realizzata da vari autori, in parte ancora inedita in Italia e che trova nel bimestrale del fantastico una collocazione ideale. Promotore di questo inserimento è proprio il Del Gusto, che firma anche in questa occasione un articolo introduttivo che spiega e contestualizza il progetto.
Io lessi i due capitoli disegnati da Marco Rota (uno dei quali è pubblicato in questo albo) che vennero proposti a suo tempo da Zio Paperone (… l’altro, quello anni Novanta-Duemila, non quello paniniano 😛 ) e sinceramente non scattò la scintilla: trovai le sceneggiature piuttosto pesanti e noiose, e il tema del viaggio del tempo – che solitamente con me non fatica minimamente e mi “compra subito” – mi apparve gestito maluccio. Insomma, non mi attira affatto.
Gusti personali a parte, è interessante l’idea della pubblicazione completa e ordinata in questa sede, e sono contento per questo secondo e immediato traguardo del ragazzo.
Il resto del sommario si “accende” in particolare per Ser Topolino e la cavalcata dei cavaliere inesistenti, anche se solo nella sua prima parte (di cinque totali). La seconda delle Fantaleggende è la più ambiziosa e la più riuscita della splendida trilogia firmata da Caterina Mognato e Giuseppe Dalla Santa, quindi è consigliatissima, ma questo spezzettamento folle non le rende certamente giustizia, al di fuori del debutto su Topolino. Peccato.
Segnalo anche I Classici Disney #17 – Trema Topolino, con la selezione d’autore di Fausto Vitaliano. Non l’ho acquistato e quindi non posso esprimermi sul tenore di testi e disegni delle tavole di raccordo, ma il sommario è di indubbia qualità: Topolino e il magnifico Doppioscherzo di Casty e Massimo De Vita, ma soprattutto Topolino e il mistero di Pupazzo di Neve di Silvano Mezzavilla e Alessandro Perina e Topolino e il segreto del settimo corvo di Francesco Artibani e Lorenzo Pastrovicchio sono ottime storie con ottimi autori e se per caso vi mancano potrebbe essere l’occasione giusta ed economica per recuperarle. Non ve ne pentirete.
La fumetteria Disney di febbraio 2022
Questo mese fa capolino anche il panorama delle pubblicazioni un po’ più ricercate, dopo che gennaio ne era stato avaro.
E non si può che partire con Le serie imperdibili #1 – Le Tops Stories, nuova testata bimestrale cartonata che prende il via e si propone di offrire al pubblico cicli di storie Disney raccolti in modo ordinato e curato. Si parte con le avventure di Sir Top De Tops, l’avo inglese di Topolino creato da Giorgio Pezzin con i disegni di Massimo De Vita, tornato in auge già dallo scorso agosto grazie all’avventura inedita pubblicata su Topolino e al Classici Disney dedicato.
Non poteva esserci scelta più felice per inaugurare la collana: Le Tops Stories sono una serie di grandissima qualità, le sceneggiature sono suggestive e articolate, per nulla didascaliche o accondiscendenti, e fanno viaggiare la fantasia come riesce solo la miglior narrativa. I disegni di De Vita, poi, sono qualcosa di favoloso: ho sempre detto che per me gli anni Novanta rappresentano l’apice artistico di questo disegnatore e con queste storie siamo nel pieno di quel periodo aureo.
Inoltre, a parte due brossuratini usciti a inizio Millennio e presto diventati di difficile reperibilità se non sovrapprezzati, la serie non ha mai visto una riedizione unitaria ma solo sparsa per singoli episodi (consuetudine possibile per via dell’assenza di una continuity particolare), e quindi un’operazione del genere ha perfettamente senso.
La grande caratura delle storie viene accompagnata più che degnamente da un’edizione veramente con i fiocchi: gli articoli e gli approfondimenti testuali sono numerosi e dettagliati, un apparato editoriale di tutto rispetto che rende onore alla serie e che si arricchisce, per i cultori, della pubblicazione dei soggetti originali di Pezzin, per poter confrontare la versione primigenia con quella definitiva.
I nei sono quelli “commerciali”: suddividere il ciclo in quattro volumi pubblicando quindi su ciascuno solo tre storie, inserire la cartonatura e vendere il tutto a 10 euro è un perfetto esempio della politica editoriale che sta prendendo sempre più piede nell’editoria fumettistica, specialmente in casa Panini. È vero che i volumi, come detto, sono ben rimpinguati da contenuti extra, ma l’aggiunta di almeno una storia per uscita avrebbe consentito di risparmiare un tomo rendendo più snella la collezione. Ma tant’è.
Topolino Extra #8 – Papersera News è un prodotto da premiare di base, dal momento che valorizza ufficialmente il talento e la bravura di Corrado Mastantuono, il quale zitto zitto quatto quatto negli ultimi anni sta sfornando ottime prove da autore unico, in particolare con questa serie.
Certamente i primi episodi di Papersera News presenta sono più consueti rispetto alle sperimentazioni che l’artista avrebbe innestato in quello successivi, usando il progetto come interessante possibilità di andare in tante direzioni diverse partendo dal setting della scalcinata redazione giornalistica. Ma in questa consuetudine si trovano comunque comicità genuina e ben giocata, un ottimo uso dei personaggi e del medium fumetto e disegni notevoli. Come abitudine per la collana, inoltre, l’apparato editoriale a contorno delle storie permette di avere diversi dietro le quinte, approfondimenti e dichiarazioni di prima mano da parte dello stesso Mastantuono, grande valore aggiunto della testata.
Insomma, consigliatissimo, soprattutto a chi non possedesse già le storie sul “Topo”.
Il “sondaggione” 😛
Un paio di settimane fa, sul profilo Instagram ufficiale de Lo Spazio Disney, ho fatto una storia nella quale invitavo i miei follower a indicare, con apposito sondaggio, quale delle quattro pubblicazioni Disney che seguo fedelmente ad oggi (Grandi Classici, Almanacco Topolino, Papersera e Club dei supereroi) avrebbero tagliato se, nei miei panni, si fosse reso necessario rinunciare a una di queste.
Purtroppo non ho pensato di fare uno screenshot del risultato finale ed essendo io una capr… ehm, ancora acerbo nell’uso di quel social 😛 non riesco a recuperare tale responso dall’archivio del profilo.
Poco male, sono certo che vi fiderete sulla parola: la maggioranza di voi avrebbe buttato giù dalla torre Papersera.
È comprensibile: in effetti, tra quelle in elenco, è sicuramente la proposta più “debole” o comunque quella che contiene storie di minor interesse.
Ma il brossuratino dedicato al quotidiano di Paperopoli ha il pregio di essere il più economico del lotto, oltre ad uscire solo quattro volte all’anno. Non impatta quindi né sul budget né sullo spazio, che sono due dei tre principali motivi che mi hanno fatto propendere per una piccola stretta sugli acquisti, oltre alla difficoltà di star dietro a troppe novità fumettistiche – contando anche one-shot disneyani ed extra-Disney – con il poco tempo libero che ho attualmente a disposizione.
La mia personale scure cade invece su Almanacco Topolino (che la “giuria popolare” metteva invece come penultima opzione, davanti solo alla #unicatestataseria): il progetto di revival della storica testata è lodevole e apprezzabile, ma con questi primi numeri mi sono reso conto che la maggior parte delle inedite straniere proposte – piatto forte della rivista – non incontrano i miei gusti, spesso deludendomi, senza contare che non stravedo nemmeno per le brevi d’epoca con protagonisti i personaggi di seconda fascia. Le storie lunghe e italiane in apertura e chiusura restano invitanti, ma per quel tipo di materiale i GCD sono sufficienti a saziarmi.
Scendo quindi dalla barca, almeno per un po’… in futuro si vedrà.
Non mancherò di monitorare puntualmente i sommari futuri, per potermi fare un’idea e scrivere almeno un paio di righe generali qui sul blog.
Bene, direi che è tutto.
Ci si legge presto, qui sul blog e sulla pagina Instagram 😉
Ciao!
Se tagli i Grandi Classici ti trovi il marchese e Fisbio incazzati fuori da casa tua pronti a suonartele.
Se tagli Papersera/Club ti trovi il fantasma di Gerba che ti farà volare gli oggetti.
Quindi l’almanacco è il sacrificio meno doloroso 😛
In effetti anche queste considerazioni hanno il loro peso!
Ciao!
Condivido pienamente le tue parole sulla voglia e la necessità di svago in questo periodo veramente buio. Per me i fumetti sono sempre stati una valvola di sfogo per tutti i miei problemi.
Anche a me è dispiaciuto moltissimo sapere di quanto successo a Francesco Gerbaldo. Non l’ho mai conosciuto di persona ma mi sono spesso imbattuta nei suoi redazionali o nei suoi commenti sul Papersera, da cui trasparivano (e continuano a trasparire) professionalità, gentilezza, simpatia e solarità. Ci mancherà enormemente 🙁
Per tornare alle nostre letture di svago, ho appena finito di leggere i Grandi Classici. Un bel numero, con una scarpiana d’apertura molto valida e la ciminiana del cane a tre teste che si fa leggere volentieri. Segue il paralipomeno della Dinastia dei paperi, molto interessante e ben scritto. La sezione superstar all’inizio mi lasciava scettica, ma si è rivelata un insieme di buone storie. Barksiana assolutamente comica, seguono altre storie molto buone e una “sottosezione” dedicata a Baloo. Quest’ultima mi è sembrata un po’ la “parte debole” del numero, ma comunque apprezzabile.
Delle altre testate non ho ancora letto niente, ma intendo leggere le Tops Stories e l’Almanacco.
Per quanto riguarda il tuo sondaggio, delle 4 testate in gioco io ne compro regolarmente solo due (GCD e Almanacco). Personalmente, ti consiglio di continuare l’acquisto dei Grandi Classici perché si sono attestati su una media qualitativa eccellente e offre una vasta gamma di storie (storie rare, classici, ottime storie recenti, ecc). Per quanto riguarda l’Almanacco, io per ora rimango fedele acquirente, ma capisco benissimo le ragioni di un eventuale abbandono: la sezione delle straniere è ancora debole e necessiterebbe di inedite più lunghe e memorabili. Poi, ritengo “Il club dei supereroi” un curioso esperimento gradevole, almeno per quanto riguarda il numero che ho comprato (il n.2). Non mi esprimo su Papersera perché non l’ho mai comprato.
Auguro a te e agli altri appassionati buone letture per distrarci da questo periodaccio.
Ciao 🙂
Cara Korinna, sono contento che tu abbia voluto lasciare un tuo commento a questo post, condividendo anche la volontà di distrarsi di tanto in tanto dalle brutte notizie con qualcosa che amiamo fare. In questo caso leggere e parlare di fumetti.
Per quanto riguarda le testate da tagliare, non preoccuparti: i GCD difficilmente li abbandonerò, adesso come adesso: sono una lettura troppo valida e interessante e stranamente – avendo una collezione non certo esigua – i numeri dell’ultimo anno e mezzo stanno mantenendo un certo equilibrio tra storie per me nuove e doppioni 😉
Alla prossima!