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Lo strano rapporto di collaborazione tra Panini e Bonelli

4 Febbraio 2016
Una riflessione sullo strano e conflittuale rapporto di collaborazione che intercorre tra Panini Comics e la Sergio Bonelli Editore.

Nei giorni scorsi la Sergio Bonelli Editore sul proprio sito ufficiale ha annunciato che, dall’1 Marzo 2016, Simone Airoldi assumerà la posizione di Direttore Generale della Sergio Bonelli Editore S.p.A. al fianco di Davide Bonelli. Oggi in un nuovo comunicato di benvenuto al nuovo Direttore si legge la seguente frase:

“Rendiamo noto che i rapporti tra la nostra società e Panini S.p.A. continuano con immutato spirito di collaborazione.”

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Sembra quindi una normale acquisizione di un top manager della concorrenza. Simone Airoldi, fino a ieri, era infatti il Direttore di mercato della Panini, la più grande casa editrice di fumetti italiana insieme alla Bonelli. Addirittura, per alcuni, la nuova nomina è stata (troppo frettolosamente) letta come un nuovo passo verso una possibile fusione tra le due grandi case editrici. Se però si analizza meglio la questione, si può notare come questa possa forse essere in realtà una nuova mossa di una competizione editoriale che si sta sviluppando da alcuni mesi, nonostante le dovute affermazioni di facciata.

Vediamo nel dettaglio quello che è successo fino ad ora.

Fino al 2014 i diritti Bonelli per la produzione in volumi da libreria erano stati ceduti a diversi editori. Inizialmente alla sola Mondadori e in seguito anche alla Rizzoli, alla NPE e anche alla Panini. A quel gruppo di editori si è poi aggiunta la Bao Publishing che ha dato il via alla sua collaborazione con il cartonato Dylan Dog – Mater Morbi e altri volumi dedicati al personaggio creato da Tiziano Sclavi, per poi proseguire con la pubblicazione di Orfani in grossi volumi di lusso. Il 26 settembre 2014, nella ormai nota conferenza tenutasi al Blue Note Club di Milano, la Bonelli annuncia di volere entrare direttamente nel giro del circuito librario, producendo i volumi in autonomia e togliendo di fatto i diritti per le ristampe e le edizioni di pregio agli altri editori, Panini compresa.

L'omnibus Gea di Luca Enoch, una delle collaborazioni Panini-Bonelli
L’omnibus Gea di Luca Enoch, una delle collaborazioni Panini-Bonelli

Il secondo contrasto riguarda la distribuzione. La Bonelli smette di essere distribuita dalla Pan e, nello stesso tempo, insieme a Bao (che ora a tutti gli effetti può essere considerata come socio SBE e unico editore ad avere mantenuto alcuni diritti SBE) crea il catalogo comune gratuito Previews, appoggiandosi a Meli Comics per la distribuzione nelle librerie, andando così a favorire uno dei diretti concorrenti di Pan, storico distributore delle produzioni Panini.

Questo ci fa tornare al primo punto affrontato in questo articolo e per ora ultimo in ordine temporale. La SBE riesce a strappare alla Panini, quella che può essere tranquillamente considerata una figura di primissimo piano nell’organigramma decisionale Panini Comics, quasi alla pari di Marco Marcello Lupoi nelle decisioni strettamente editoriali, ma con la piena gestione del budget della casa emiliana. Simone Airoldi diventa così direttore generale della SBE con potere decisionale, in termini professionali, pari a quelli di Davide Bonelli.

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Se finora la Bonelli ha avuto una produzione di fumetti destinati ad un target abbastanza preciso e diverso dalla concorrente, ora con l’assunzione di Airoldi, che ricordiamo ha avuto anche un passato in Disney Italia portando innovazione nell’azienda a livello dì merchandising, la Bonelli potrebbe cercare di andare a pescare in quel bacino d’utenza che finora aveva lasciato a Panini. Una figura che possa contribuire a sviluppare quel progetto di “ringiovanimento” di pubblico già parzialmente iniziata con Dragonero e Orfani e che proseguirà con gli annunciati progetti 4Hoods e Young Bonelli.

Le questioni e le variabili rimangono comunque numerose e complicate da capire visto la visibilità e la mole storica e aziendale dei due competitors e tutto può essere anche ricondotto alla classica competizione di mercato, ma probabilmente la SBE sta progressivamente cercando di lasciare la sua immagine di azienda familiare per trasformarsi in un’azienda “vera e propria” a tutti gli effetti.

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La diversificazione del core business, l’istituzione di una struttura che curi lo sfruttamento dei propri marchi in altri media, la decisione di pubblicare direttamente in libreria (lasciando solo uno spazio a Bao, sua partner anche nella decisione di affidarsi a un unico distributore), sono tutti elementi che concorrono a formare un quadro abbastanza chiaro che vede la SBE porsi sullo stesso piano di “contemporaneità” di un’azienda giovane come Panini. Giovane, o che almeno vende bene la sua immagine come “giovane” e al passo coi tempi.

Forse per farsi un idea più precisa è meglio aspettare il prossimo passo di questo particolare spirito di collaborazione.

Michele Garofoli

Michele Garofoli

(Voghera 1972) Nella redazione de Lo Spazio Bianco dal 2009. Per Lo Spazio Bianco è articolista e curatore delle rubriche "Lo Spazio Bianco Consiglia" e "Immagina Lo Spazio Bianco". E' inoltre collaboratore del TunuéLab e articolista per il mensile Fumo di China. E questo è quanto.

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