Chi è Lo Spazio Bianco: Elisabetta Gatti

Per il nostro appuntamento alla scoperta di chi siano veramente i collaboratori de Lo Spazio Bianco, oggi intervistiamo una recente aggiunta: Elisabetta Gatti.

elisabettagattiCiao Elisabetta, benvenuta! Vuoi presentarti ai nostri lettori?
Volentieri!
Che dire di me, sono da poco “sopravvissuta” al penultimo anno del Liceo Classico e mi preparo psicologicamente ad affrontare da Settembre la maturità, per poi fiondarmi nella tanto agognata avventura universitaria. Da sempre, com’è intuibile anche dalle mie scelte scolastiche, sono una grande lettrice (libri o fumetti non importa), perché ho sempre cercato qualcosa di più della realtà che mi circondava. Col tempo, poi, questo desiderio mi ha catapultato in una i scrittura amatoriale e fan-writing ispirato principalmente da montagne di manga. Un grande amore, il mio, da sempre diviso fra parole e immagini e infine terminato fra le braccia della cinematografia.
Nel parlare di me, infine, l’ultima cosa a cui potrei accennare è il mio spassionato amore per la musica. Sono una cantante soul che è pazza d’amore per l’hard rock e per il metal e in particolare ho un’ossessione che oserei definire viscerale per gli Alter Bridge. Dei loro dischi amo ogni cosa, persino i foglietti coi ringraziamenti finali! 😛 Ovviamente adoro anche le band super classiche e per me The Dark Side Of The Moon rimane qualcosa di spaziale. Impazzisco per i Metallica, ma mi piacciono anche gli italianissimi Elio e le Storie Tese, che sono musicisti di una tecnica e di un’ironia impareggiabili.
Insomma, non vi annoiereste a cena con me, ne ho per tutti i gusti, questo ve lo posso assicurare!

Come hai conosciuto il sito?
Arduo rispondere, probabilmente qualche condivisione su facebook. In generale mi è sempre capitato di leggiucchiare sempre uno o due articoli de Lo Spazio Bianco a settimana, ma ho cominciato a notare di più l’ottima qualità della redazione quando sul più famoso dei social network ho potuto conoscere l’ormai collega e amica Angela Pansini e tutta la sua ferrata pubblicità al sito!

Perché hai risposto alla nostra campagna di reclutamento?
– Innanzitutto per mettermi alla prova. E poi anche per vedere a che punto fosse il mio lavoro come ‘scrittrice’, come persona interessata a una divulgazione prettamente letterale, come pensatrice, ecco. Temevo che avendo solo diciotto anni sarei stata rigettata con uno sterile “No, grazie”, ma invece mi è stata data una grande, grandissima!, possibilità di crescita personale e intellettuale, per la quale non smetterò mai di ringraziare chi di dovere.

Come ti stai trovando nella nostra redazione?
Beh, la redazione de Lo Spazio Bianco è ‘figa’, mi si passi il termine, esattamente come la si immagina! Una fucina di intelligenze, di esperienze, di talenti e consigli da cui ogni giorno non posso che imparare qualcosa. E’ bello poter parlare e discutere di fumetti non solo con qualcuno che ne sa quanto ne so io (non molto, in ogni caso), ma con chi ne sa almeno cento volte di più! E’ divertentissimo e stimolante.

Te la immaginavi così? Cosa è cambiato da lettrice a collaboratrice?
Se me la immaginavo così? Mmmh, no. Ma ci speravo, però, e nel mio passaggio da lettrice a collaboratrice è stato molto bello poter anche scambiare opinioni e qualche battuta con chi mi sembrava lontano anni luce da me in tutto. Un po’ come incontrare una rockstar, dai!

Che fumetti e che libri ti porti su un’isola deserta?
Eh, questa è difficilissima! Io non sono una tipa da preferiti, penso che si vada a sminuire la bellezza del poter variare decidendo di porre qualcosa sopra il resto. Dove finisce a quel punto il bello della scoperta, della sorpresa, del notare che c’è sempre qualcosa di stupendo da scoprire a questo mondo?
Questo comunque non significa che non abbia dei must, nel mio cuore. Come fumetto, direi che, in quanto titolare del primo premio per tecnica di disegno nella mia personale classifica, vince a mani basse Haru Wo Daite Ita (che presto sarà edito in Italia da Magic Press col nome “Tra le braccia della primavera”, fra l’altro). Non sono una a cui fanno impazzire le storie d’amore perfette, mi piacciono le cose drammatiche e reali, e Youka Nitta racconta in questo manga delle vicende talmente travagliate da vincere un posto speciale in me. Poi avrei anche altri titoli, eh, anche più banali e più famosi, ma se andassi di fretta nella scelta il manga citato sopra sarebbe la prima cosa che afferrerei.
Per quanto riguarda invece i libri, anche lì mi viene difficile trovare una risposta. Sicuramente porterei con me “De Profundis” di Oscar Wilde, che è l’unica, fra le opere di quell’autore, ad avermi colpita sul serio. Ricordo che lo lessi in una notte, al tempo. Poi porterei con me “Lolita”, di Nabokov, perché è semplicemente uno dei romanzi psicologici più geniali che siano mai stati scritti. Altre due possibilità sarebbero “Il maestro e margherita” di Bulgakov (ho un debole per i russi, ok!) e “Il vangelo secondo Biff” di Christopher Moore, una straordinaria rivisitazione della vita di Gesù Cristo raccontata dal suo migliore amico.

Che fumetti/libri hai sul comodino?
Troppi, questo è certo.
Partiamo però dai fumetti: ho “Sex” di Joe Casey e qualche manga, primo fra tutti gli iniziali volumi della trasposizione fumettistica del visual novel Fate/Stay Night. Bello, ma… deve ancora prendermi come si deve e io voglio dargli un’altra possibilità prima di lasciarlo nel dimenticatoio.
Di libri invece ancora non letti direi che il titolo più eclatante e altisonante di tutti è “A Game of Thrones” di George RR Martin. Io leggo tutto in lingua originale, ma ‘stavolta non riesco proprio a superare le prime super ostiche pagine – nemmeno se tradotte! – e perciò aspetto il momento giusto per decidere cosa fare. C’è tempo e luogo per tutto, prima o poi.