Michele Garofoli: dieci fumetti per me! #ioleggoperché

Michele Garofoli: dieci fumetti per me! #ioleggoperché

Un nuovo spazio fisso nel nostro blog. “Dieci fumetti per me”, i dieci fumetti “del cuore” dei nostri collaboratori e redattori: non i “fumetti più belli” in maniera critica e ragionata, ma quelli con cui ognuno di noi ha un legame particolare, che ci hanno fatto provare qualcosa di forte oppure ci ricordano momenti importanti.
Attraverso “Dieci fumetti per me” Lo Spazio Bianco aderisce alla campagna #ioleggoperché, promossa dall’Associazione Nazionale Editori.

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L’ultima caccia di Kraven

Solo due righe per spiegarvi il mio amore per la lettura senza tediarvi troppo. La lettura per me è conoscenza, piacere, scoperta ma soprattutto è passione. Una passione che mi segue fin dai primi anni della mia vita e che, dopo ben 42 anni, è ancora ben presente nel mio quotidiano. Ho sempre sostenuto che “quando leggo guarisco” perché secondo mio parere la lettura è terapeutica, una medicina per lenire i brutti pensieri che a volte occupano la nostra testa. La mia classifica si basa quindi su alcune letture (forse non tutte capolavori di fama) che durante la mia vita hanno contribuito ad aiutarmi a passare qualche momento buio, letture emozionali che mi hanno assorbito completamente facendomi dimenticare tutto il resto.

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  • Laika di Nick Abadzis
    Il triste viaggio senza ritorno verso lo spazio della cagnolina Laika diventa il fulcro per una storia corale, memorabile e commovente. Sfido chiunque a non farsi venire le lacrime agli occhi nelle ultime struggenti pagine.
  • Il Re Bianco di Davide Toffolo
    L’incontro tra l’autore e Copito de Neve, il famoso gorilla bianco dello zoo di Barcellona, diventa una sorta di biografia –  riflessione personale dell’autore sui rapporti e sull’amore. Per me il miglior Toffolo.
  • Paul ha un lavoro estivo di Michel Rabagliati
    Un classico racconto di formazione. Il passaggio tra adolescenza e l’età adulta non si dimostra mai facile. Qui ci viene raccontata con delicatezza dal bravo autore Canadese con semplicità e armonia narrativa.
  • L’ultima Caccia di Kraven di J.M. DeMatteis, Mike Zeck
    Il racconto definitivo del Ragno. Una discesa durissima nei meandri della pazzia di Kraven il Cacciatore, storica nemesi dell’Uomo Ragno. Un racconto disturbante, oscuro e impossibile da dimenticare.
  • Stitches di David Small
    Uno dei libri sulla malattia e il rapporto madre/figlio più duri mai letti. Il libro possiede un senso di glacialità che l’autore ha cercato (riuscendoci fin troppo bene) di trasmettere, ricordando la sua difficile infanzia passata tra malattie e una madre ossessiva compulsiva. Terrificante.
  • Local di Brian Wood, Ryan Kelly
    Un racconto per ogni anno di crescita e maturazione della ragazza protagonista del libro. Dodici malinconici viaggi attraverso gli stati uniti  scritti e disegnati da un team di autori in stato di grazia. Agrodolce.
  • Mooshadow di J.M deMatteis, J.J. Muth
    Riuscirei a riempire una classifica con i soli titoli di DeMatteis, uno degli autori forse più sottovalutati della scena USA. Metto qui la saga di Moonshadow che forse meglio rappresenta la straordinaria vena creativa di questo grande autore. Vogliamo poi parlare dei dipinti di J.J. Muth?
  • Lupus di Frederik Peeters
    Altro grande autore di cui amo l’intera produzione. Tra i tanti scelgo Lupus, la saga fantascientifico/intimista in cui l’autore è riuscito a convogliare al meglio le sue tematiche preferite.
  • Nigth Fisher di R.Kikuo Johnson
    Altro racconto di formazione raccontato e disegnato completamente in una soggettiva in prima persona. La notte, come momento di passaggio personale, ci viene narrata con una vena poetica e nostalgica
  • Freeway di Mark Kalesniko
    Questo è il titolo che ho messo in prima posizione nella mia Top Ten 2013. L’autostrada come metafora della vita, dei nostri successi e dei nostri insuccessi personali. A volte divertente, a volte triste, a volte sconvolgente. Capolavoro nascosto.