La nostra Lucca Comics & Games 2014

Eravamo in tanti, de Lo Spazio Bianco, a girare per Lucca nei giorni del Comics & Games. Così, ecco il pensiero e l’esperienza di alcuni di noi di quei quattro giorni.

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Pierpaolo Dinapoli

La mia Lucca comics è iniziata più di un mese prima di Lucca Comics. Vivendo all’estero il futuro prossimo diventa presente e quindi venire a Lucca, vuol dire per me dover prenotare mesi prima i biglietti. Inizia prima anche per via del nostro speciale e della mole di mail che ho mandato/ricevuto che mi son divertito a gestire (e grazie ancora a chi qui mi ha aiutato!).
Ne approfitto delle ferie e scendo anche qualche giorno a casa, nel profondo sud.
La mia Lucca comincia effettivamente il 31 ottobre, quando prendo il pullman per andare a Roma, direzione tiburtina con al seguito due zaini e una chitarra – il mio equipaggiamento tradizionale insomma, più un trolley pieno di provviste che mia madre ha preparato per il mio fratellino, matricola a Pisa (ah, la mamma!). E prosegue con uno spostamento piuttosto problematico in metro verso Termini; di lì arriverò in serata a Pisa, dove sono di stanza.
La sveglia suona presto e così andiamo alle 8.15 in Stazione a Pisa, con l’intenzione di andare presto a Lucca. C’erano con me amici che voleva andarci solo il sabato.

Purtroppo l’idea miseramente fallisce, perché la mole di gente sui treni è di fatto mostruosa. Muri umani davanti alle porte. Ne perdiamo 3. Soltanto col il quarto treno, due ore dopo, riusciamo a raggiungere Lucca. La fila alla biglietteria della stazione è una cosa leggendaria; dicono che gli ultimi erano in fila per non ricordano più cosa.
Noi ci muoviamo per un po’ di biglietterie e alla fine decidiamo per quella vicino l’aria Junior. 1 Ora e siamo dentro, direzione piazza Napoleone.

Il primo giorno, sabato 1, è per me il giorno degli acquisti. Faccio miei un po’ di albi che volevo e riesco a stringere la mano a Bacilieri. Facciamo anche una chiacchierata veloce. Per me è l’apice di Lucca. Mi tremava un po’ la voce, tant’è che passando di lì Gipi mi prende anche un po’ in giro.
Questo giorno lo passo praticamente solo in quello stand chiacchierando con tutti e conoscendo chi aveva risposto alle mail per il nostro speciale. Ed è stato bello essere riconosciuti. Qualcuno mi ha anche fatto dono di un po’ di confidenze sul venduto, sulle aspettative e su qualche programma futuro. Ed è stata una sensazione molto bella.
Verso le 18, quando il traffico negli stand era decisamente diminuito mi son fatto anche una chiacchierata con un ragazzo che lavora in Bao che m’ha raccontato un sacco sulla loro realtà e sul fumetto in Italia – e io ho contribuito con un po’ di considerazioni sul fumetto in Germania. Ricevendo pure i complimenti per l’analisi biggrin.gif

Ecco, per me la fiera dovrebbe essere questo: parlare con gli addetti del settore e dagli autori e farsi fare le dediche sui volumi. Anche a prezzo pieno. Le cose belle non sono mai una questione di soldi.

La domenica la passo in giro per mostre, conferenze e a raccogliere qualche altra confidenza. A strappare promesse per interviste per LSB e … per una capatina all’area games. Questo padiglione è in realtà una mezza accozzaglia di tante cose, con il gioco da tavolo relegato ad una esperienza piuttosto marginale. Faccio anche qui un paio di acquisti – per la mia personale ludoteca. L’area dei videogiochi è inaccessibile. C’è un traffico pazzesco e desisto.

Domenica sera, così come il sabato, ci mettiamo un’oretta a riprendere il treno per Pisa. Mi ricordo che devo ancora prenotare il biglietto del ritorno e quindi domenica e lunedì le passo a progettare come tornare a Francoforte. Ecco Lucca, mi ha fatto dimenticare cose importanti, belle e brutte, perché vive in un tempo tutto suo. Diventa più un momento temporale che solo una città.
Alla fine la mia lucca finisce Martedì mattina, con l’atterraggio a Francoforte International, con circa 15 chili di fumetti negli zaini e la chitarra nell’altra mano.
E’ stato bello aggirarsi per la soleggiata Italia ancora una volta, toccando fumetti bellissimi e discorrendo della mia più grande passione.

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Martina Caschera

Come da quattro anni a questa parte anche il LCG2014 me lo sono vissuto solo il weekend. Purtroppo a causa degli ingorghi umani (e delle prenotazioni impossibili… dovevi stare là alle 7 del mattino per poter accedere a Masakazu Katsura!) non sono riuscita ad assistere ad alcuni incontri che mi interessavano, ma non posso lamentarmi di quelli a cui invece ho preso parte.
Nonostante la gestione, un po’ opinabile, del tempo (per Crumb e Cornellà per esempio), tutto sommato impressione buona. Mostre interessanti, attese e code scarse per chi, come me, è interessato quasi esclusivamente al fumetto (no games, no japan). A Lucca si respira proprio un’aria diversa, come di libertà, in quei giorni, ed è bello anche solo guardare i sorrisi della gente. Sempre il migliore, per me, il padiglione SELF.
Last, but not least, bello sentirmi parte di un bel gruppo come LSB, finalmente parte di qualcosa e non scheggia impazzita. Mi son sentita più grande wink.gif

Giuseppe Lamola

Vivendo in Toscana da qualche anno, non era certo la mia prima volta a Lucca Comics and Games. E per l’ennesima volta, il cruccio terribile di non esser riuscito a fare tutto quel che avrei voluto continua ad attanagliarmi: incontri, mostre, signing sessions, showcase, proiezioni, presentazioni di opere… Tutto avviene in contemporanea (per chi segue più di un fumetto, più di un autore, può essere una tragedia!) e, soprattutto nell’immensa folla del sabato (e dire “immensa folla” è davvero minimizzare), il transito nelle vie della cittadina diventava a tratti molto poco scorrevole.
La mia fiera è iniziata il venerdì, giorno in cui ho cercato di fare tutti gli acquisti e di caricarmi di buste piene di fumetti speciali, per me e per i miei amici. Il giorno dopo, delirio di code e file e incontri e gente e mostre e follie.
Infine, per fortuna, la domenica è stata per forza di cose una giornata “defaticante”, con giri per i mercatini dei fumetti usati e momenti in cui ci si lascia trasportare dall’atmosfera inconfondibile della variegata umanità che passa per questo scorcio di mondo.
Quest’anno (molto più che negli scorsi anni) avevo tante aspettative riguardo annunci e nuove proposte: aspettative in gran parte soddisfatte. Ma le news puoi leggerle anche su internet: ciò che non trovi online è la scoperta meravigliosa di quello che si cela dietro il mondo del fumetto; per un appassionato delle nuvole parlanti, Lucca è questa! Autori esordienti alla Self Area che sono ansiosi di farti conoscere le loro opere. Artisti molto più affermati come Nicola Mari che si ricordano con piacere dell’intervista che gli hai fatto via mail. Altri maestri assoluti come Gabriele Dell’Otto con cui puoi fermarti a parlare una mezz’oretta durante una signing session come se fossi al bar con un amico, parlando delle sue copertine e del suo rapporto con i colleghi mentre continua a firmare variant cover. E l’amicizia con persone di tutte le età durante le file chilometriche per un autografo o per una tavola stampata (cosa che quest’anno ho fatto meno che in precedenza, per godermi l’esperienza lucchese con maggiore relax). E sentirsi ignorante quando incroci cosplayer vestiti da personaggi di un manga che non hai letto e che forse non leggerai mai (e magari per loro sono personaggi imprescindibili e universali).
Una cosa che mi ha sorpreso in positivo? Essere riconosciuto in alcuni stand per il tesserino de Lo Spazio Bianco che portavo al collo ed esser così incluso tra quelli che (al di là di Games, Movies, Junior ecc.) si trovavano lì per celebrare il fumetto.

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Andrea Bramini

Lucca Comics è un punto fisso dell’anno, per me: un’occasione di festa ma anche un momento di bilancio sul percorso fatto rispetto alla Lucca precedente, considerando che la mia passione fumettistica è una parte piuttosto importante della mia vita.
Anche quest’anno mi sono accorto di essere una persona un po’ più matura, e consapevole di alcune dinamiche, rispetto all’anno scorso… di contro, però, ho anche notato come sotto altri aspetti ne ho ancora di strada da fare.
Lucca Comics però permette anche di sottolineare il lato spensierato di questo universo: cosplayers, strade strabordanti di persone allegre ed entusiaste, un sacco di fumetti in mano a tantissima gente… l’essenza base dell’intrattenimento che fumetto e arti mediatiche affini incarnano viene ben espresso dall’impressionante numero di appassionati e curiosi che affollano la cittadina toscana, mai come quest’anno.

La mia Lucca Comics 2014 non è stata esente da impicci e inconvenienti, ma sul piatto della bilancia pesano molto di più le soddisfazioni raccolte. Non sono riuscito a fare certe cose né a vedere o a parlare con calma con un sacco di gente che non vedevo l’ora di incontrare, ma ho partecipato ad eventi, vissuto una parentesi temporale che mi ha preso come una girandola senza lasciarmi respiro, parlato con autori ormai amici e… in sostanza ho passato tre giorni con la mia ragazza e gli amici della Tana del Sollazzo, riuscendo a godermi al massimo tutto quello che potevo sfruttare della fiera con persone a me care.
Ne conserverò a lungo un bellissimo ricordo.

 

Foto tratte dal sito di Lucca Comics & Games