A caccia di lettori, con un mirino tutto nuovo: loro stessi

Real Life

In un recente editoriale apparso su Anteprima, Marco Marcello Lupoi – direttore publishing  di Panini Comics, ha presentato Real Life, un nuovo progetto dedicato al pubblico femminile che uscirà per Disney. Queste le parole che MML adopera per invogliare i potenziali acquirenti:

“se siete nel “target” della testata (ragazze dai dodici ai quindici anni) o se avete sorelle, figli o nipoti che lo sono, non esitate a leggere o far leggere questo nuovo fumetto […]”.

Vero che Anteprima è un catalogo reperibile e dedicato in maniera esclusiva al fumetto, e quindi decisamente settoriale, ma ho trovato l’utilizzo del vocabolo target piuttosto demoralizzate, un po’ per il retrogusto vagamente bellico che si porta dietro, ma soprattutto per la scelta, curiosa, di trasformare quella che è una valutazione di tipo imprenditoriale in un argomento promozionale.
Esiste il lettore perfetto?E quindi di presentare una novità mettendone in mostra non le caratteristiche intrinseche, ma il fatto che sia tarata su un obiettivo ben delineato. Facendo sentire chi legge un po’ come un esemplare da laboratorio, un cane di Pavlov subordinato a un rigido schema di stimolo/risposta: “hai dodici anni e sei femmina? Ti piacerà per forza“.

E se il pensiero di rientrare in una specifica tipologia  di acquirente non è particolarmente suggestivo, credo lo sia ancora l’invito a inserirsi di propria volontà in una categoria piuttosto che in un altra. Valutazioni queste indubbiamente utili dalla prospettiva di un direttore publishing, ma non da quella di un ipotetico lettore – probabilmente caratterizzato da una predilezione per un genere o un autore – che in fondo desidera leggere buone storie, capaci di divertirlo, appassionarlo e forse pure sorprenderlo, con argomenti o contesti a lui lontani ma non per questo meno interessanti o coinvolgenti. Evitando la scorciatoia di facili rimandi alla realtà circostante, colta magari nei suoi aspetti più conformisti.

È inevitabile che un mercato in difficoltà come quello del fumetto cerchi di acquistare nuovi lettori, e recuperare quanti nel tempo si sono disaffezionati, ampliando la propria offerta e modulandone le caratteristiche, ma l’esca con la quale suscitare curiosità credo dovrebbe essere più la bontà della proposta che non la sua ottemperanza a determinati standard, pure un po’ discutibili, come quello dell’età anagrafica (quanti anni bisogna avere per apprezzare Asterix o David B. ?).

Esiste il lettore perfetto?

Mi viene da pensare a I Fantastici Quattro di John Byrne o lo Spider-Man di Steve Ditko, storie che paiono trascurare bellamente il concetto di target e che, forse anche grazie a questo, hanno espresso una creatività in grado di affascinare per motivi diversi, molte generazioni di lettori.
Qualcuno dirà che questi paragoni sono anacronistici e vetusti, e che per il fumetto (e i suoi addetti) è il momento di “cambiare verso”, anche sotto un profilo promozionale.
Voi che ne pensate?

Esiste il lettore perfetto?