Andrea Bramini: dieci fumetti per me! #ioleggoperché

Andrea Bramini: dieci fumetti per me! #ioleggoperché

“Dieci fumetti per me”, i dieci fumetti “del cuore” dei nostri collaboratori e redattori: non i “fumetti più belli” in maniera critica e ragionata, ma quelli con cui ognuno di noi ha un legame particolare, che ci hanno fatto provare qualcosa di forte oppure ci ricordano momenti importanti.
Attraverso “Dieci fumetti per me” Lo Spazio Bianco aderisce alla campagna #ioleggoperché, promossa dall’Associazione Nazionale Editori.

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Fumetti e libri hanno avuto un ruolo molto importante, nella mia infanzia. Specialmente i primi.
La lettura ha rappresentato per me la porta d’ingresso verso il mondo: la decodifica dei sentimenti, l’utilizzo della fantasia, la possibilità di imparare cose nuove, di comprendere situazioni ed emozioni.
I fumetti in particolare sono stati tra i miei migliori amici. Quel mondo fatto di vignette con dentro personaggi che si muovevano, animati da un fervore particolare e da un’umanità incisiva, era quello dove mi piaceva rifugiarmi. Non si trattava però di una fuga dalla realtà, ma da un modo per comprenderla meglio e per cercare gli strumenti che mi permettessero di affrontarla.
Crescendo, forte della convinzione che non c’è mai una fine a quello che si può apprendere, non ho abbandonato la lettura ma anzi ho ampliato il raggio d’interesse. Ho scoperto nuovi scrittori per prose più ricercate, e ho esplorato nuovi territori della nona arte diversificando i miei gusti, e riuscendo in questi modi a filtrare in modo sempre più sfaccettato il mondo che mi circonda.
È un debito che non si estinguerà mai, quello che ho con libri e fumetti: ma si tratta di soggetti che non si aspettano un saldo in risposta a quello che offrono, chiedono solo di continuare ad essere letti, conosciuti e amati.
La classifica che segue tenta di elencare i dieci fumetti per me più significativi: molti titoli a cui tengo sono rimasti fuori, ma le opere che sono rimaste rappresentano tutte un momento importante e sensazioni di grande rilievo che mi hanno trasmesso. È un elenco strettamente personale, una serie di fumetti a cui sarò per sempre riconoscente.

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  • Rat-Man #61 – Era mio padre, di Leo Ortolani
    È  stato il primo numero di Rat-Man che ho acquistato e letto. Non si tratta di uno starting point ideale per la continuity della serie, e infatti molte cose non le compresi, ma fu amore a prima vista per la comicità e quel qualcosa in più della risata che già rilevavo. Lo considero quindi un albo importante per la mia cultura fumettistica.
  • PK2 #1 – Ducklair, di Francesco Artibani e Claudio Sciarrone
    PKNA lo seguii pochissimo in diretta, la scintilla si accese quando la testata stava già pensando di chiudere il suo primo ciclo e rinnovarsi in una sorta di seconda stagione. Salii ufficialmente sul carrozzone pikappico proprio con questo numero, che fu una folgorazione. La ritengo una delle storie Disney meglio riuscite in assoluto per quella commistione di ironia, pathos e disegni spettacolari.
  • La $aga di Paperon de’ Paperoni (dal volume “Paperdinastia”), di Don Rosa
    Avevo 12 anni quando in edicola uscì un volume speciale: alto e bello spesso, prometteva storie sulla vita di Zio Paperone. Senza saperlo, stavo comprando un fumetto che avrebbe cambiato il mio modo di vedere i fumetti, Disney e non solo. Col tempo ho visto anche le storture della visione di Don Rosa, ma la $aga resta un masterpiece nel mio cuore e un’opera titanica e irripetibile.
  • La profezia dell’armadillo, di Zerocalcare
    Quando Zerocalcare era un nome sulla bocca solo di una ristretta cerchia di appassionati, io seguivo con prudente interesse le sue prime storielle sul blog. Un mio amico romano che ospitavo qualche giorno a casa mia mi portò il volume autoprodotto direttamente dalla “terra dell’autore”: lessi e rilessi quella vicenda commovente ed esilarante al tempo stesso quasi una volta al giorno per una settimana.
  • Bone, di Jeff Smith
    Promosso a più riprese dai miei amici della Tana del Sollazzo, ormai quasi 5 anni fa mi misi a recuperare i volumi Panini a colori. Arrivato al secondo ne ero già conquistato! Lo stile narrativo disneyano si fonde con il fantasy di matrice classica per un’opera non sempre perfetta, ma che adoro.
  • Batman: Cos’è successo al Cavaliere Oscuro?, di Neil Gaiman e Andy Kubert
    Neil Gaiman è uno dei mie scrittori prediletti: se mette la sua penna al servizio di Batman, non posso che amare il risultato finale! Una storia speciale che riflette sull’essenza stessa del personaggio e sul suo mito.
  • Valter Buio – serie completa, di Alessandro Bilotta e AA.VV.
    Al suo esordio, la snobbai. Poi dopo un po’ di numeri i commenti positivi fioccarono sul web, sottolineando la presenza di elementi a me molto cari nella narrativa. Sono corso ai ripari recuperando in fumetteria i numeri persi e allineandomi alle nuove uscite, passando mese dopo mese a commuovermi ed emozionarmi come raramente mi è capitato con un fumetto seriale. È così che ho iniziato ad adorare il signor Bilotta.
  • Il porto proibito, di Teresa Radice e Stefano Turconi
    I coniugi Turconi sono tra i migliori autori Disney in attività. E sono anche delle persone splendide, che mettono tutto loro stessi nei propri lavori. Questa graphic novel è un progetto totalmente loro, l’ho vista crescere attraverso bozzetti e anticipazioni e quando ho avuto il risultato finito tra le mani, ho capito che quelle “anteprime” non avevano rovinato nulla: il libro è più della somma delle sue parti, è un pregiato contenitore di storie, di poesia allo stato puro, di emozioni vive e reali e di personaggi capaci di rimanere impressi nella mia memoria e nel mio cuore, grazie ad un perfetto connubio tra la sceneggiatura curata e i disegni raffinati, che godono della matita sfumata di Turconi che regala atmosfere uniche.
  • Topolino #2243, di AA.VV.
    Quando io avevo 10 anni, Mickey Mouse ne compiva 70 e io ero un suo fedele lettore da 4. Avere un numero celebrativo del personaggio era una cosa per me fantastica, anche perché fu curato benissimo tra storie e rubriche di approfondimento. Tito Faraci e Francesco Artibani con la loro (ormai famigerata!) Il fiume del tempo erano in splendida forma, ma anche la storia multi-autore Il giorno più lungo merita una menzione per l’ironia messa in campo, figlia di quegli anni.
  • Zio Paperone e la stella del polo, di Carl Barks
    Banalmente, si tratta della mia storia preferita di Barks e di una delle mie preferite disneyane. Qui dentro c’è il fumetto Disney, e credo di averlo capito fin dalla prima volta che la lessi. Lo Zio Paperone migliore, umano, duro ma sensibile. Un’emozione fortissima ogni volta che la riprendo in mano.