Andrea Bramini: cinque autori per me!

Andrea Bramini: cinque autori per me!

Dietro ogni buon fumetto, ci sono dei bravi autori che hanno messo in gioco le proprie capacità, esperienze, sacrifici, impegno e settimane di lavoro costante per realizzare quell’opera che, in mano al lettore, assume un peso specifico maggiore del semplice risultato finale fatto di vignette con balloon di testo: il peso delle emozioni.
“Cinque autori per me!” è un elenco, personale e soggettivo, dei cinque autori di fumetti “del cuore” dei nostri collaboratori e redattori.

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Per mia personale esperienza, dopo un po’ di tempo che leggi fumetti inizi a domandarti chi ci sta dietro, chi quei fumetti li ha scritti e disegnati.
Con gli anni e le letture accumulate ho iniziato pian piano a riconoscere stili e stilemi, caratteristiche narrative e particolarità grafiche di un certo numero di autori di fumetti, ricorrenti nelle mie letture. Inizialmente erano in prevalenza sceneggiatori e disegnatori Disney, che imparavo a conoscere sulle pagine di Topolino e che negli ultimi anni ho in molti casi avuto la fortuna di incontrare anche di persona. Poi, ampliando i miei orizzonti, ho cominciato a interpretare anche il modo di scrivere e disegnare di artisti extra-Disney, sapendo così individuare col tempo una “mappa” di quegli autori che prediligo, con i quali sento di andare sul sicuro leggendo una nuova opera.
Sono ovviamente molti di più dei 5 di questo elenco, che non raccoglie necessariamente nemmeno quelli più rappresentativi. Ma sono tutti, in un modo o nell’altro, importanti per me e per la mia formazione di appassionato di fumetti, grazie alle emozioni che mi hanno regalato attraverso buona parte dei loro lavori.
Rappresentano idealmente tutti i fumettisti che amo e che mi hanno regalato risate e pianti, felicità e malinconie: a costoro, e a tutti quelli non citati qui per ragioni di spazio, va il mio più sentito ringraziamento.

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  • Leo Ortolani
    Da Rat-Man a Venerdì 12, Leo Ortolani è stato uno dei primissimi autori che ho conosciuto fuori dalla sfera disneyana. Il suo stile di disegno cartoonoso costituiva un ottimo anello di congiunzione con quanto conoscevo, ma il tipo di umorismo mi ha aperto un mondo completamente diverso. Col tempo, mi ha insegnato a cogliere una certa profondità anche nella demenzialità, e si è presto rivelato anche un fumettista profondamente cosciente del proprio ruolo, che ha dimostrato di saper anche scrivere trame più serie e riflessive sfruttando al massimo i meccanismi del linguaggio fumettistico.
  • Carl Barks
    Ultimamente mi ritrovo spesso a pensare che, senza Carl Barks, forse non mi sarei mai davvero innamorato così tanto dei Paperi disneyani. Qualche altro autore avrebbe probabilmente arricchito il cast di personaggi attorno a quel Donald Duck, ma nessuno avrebbe saputo farla con la stessa intelligenza, varietà e naturalezza, plasmando un intero universo narrativo e scrivendo avventure memorabili perché essenziali nel loro sviluppo, dirette e precise, capaci di coinvolgere e far sognare. Lo stile di disegno dell’Uomo dei Paperi, privo di fronzoli ma molto preciso e lineare, era l’ingrediente ideale per tradurre in immagini quegli intrecci e anche se successivamente ci sono stati molti disegnatori Disney a lui superiori, Barks ha certamente canonizzato il segno nella sua essenza, ed è proprio partendo da quel segno che gli altri hanno potuto lavorare per infoltire e migliorare l’identità e varietà dello stile disneyano.
    Un grande narratore, di cui mi ritrovo sempre con piacere a rileggere le storie più gloriose che ha scritto con Paperon de’ Paperoni protagonista.
  • Alessandro Bilotta
    Uno sguardo sensibile verso gli esseri umani e le loro relazioni sociali è quello che contraddistingue la scrittura di Alessandro Bilotta. Non ho letto moltissimo di quanto ha realizzato, ma quel poco è bastato per renderlo un nome che mi ispira fiducia, perché è stato in grado di avvicinarmi maggiormente a prodotti Bonelli e bonellidi in genere, riuscendo a trovare uno spiraglio nella tradizione avventurosa del fumetto popolare italiano per poter approfondire determinate tematiche, riflettere insieme al lettore su grandi temi e donare un po’ di leggera e piacevole malinconia… il tutto muovendosi sempre coerentemente all’interno degli stilemi bonelliani e creando personaggi che mi hanno molto colpito, rimanendomi nel cuore.
    Il suo Valter Buio mi è rimasto dentro e sono convinto continuerà a suscitare grandi emozioni anche fra molti anni.
  • Teresa Radice/Stefano Turconi
    Un duo inscindibile. Da alcuni anni a questa parte non è possibile pensare Teresa Radice senza Stefano Turconi. Coppia anche nella vita, sono due artisti nel senso più vero e profondo della parola. Insieme hanno realizzato alcuni tra i racconti più profondi, toccanti e validi della Storia recente di Topolino – dove li ho conosciuti – rifuggendo soluzioni banali e lavorando molto sui personaggi, sulle loro caratteristiche e su quello che li rende veri e credibili.
    In seguito ho avuto il piacere e la fortuna di incontrarli dal vivo, di diventare loro amico, e ho constatato che dietro alla capacità narrativa della sceneggiatrice e alla bravura del disegnatore si trovano due persone meravigliose, due esseri umani nel senso pieno della parola.
    Due brave persone come se ne trovano in giro poche, in grado di riversare queste belle doti anche nelle loro fortunate incursioni extra-Disney come Viola Giramondo e Il porto proibito, graphic novel che hanno permesso loro di parlare ad un pubblico più ampio, alzando contemporaneamente il tiro rispetto a quanto di già ottimo fatto in Disney. Gran parte delle emozioni che ho provato negli ultimi anni le devo a loro due.
  • Giorgio Cavazzano
    Se penso ad un disegnatore puro, che possa rappresentare il segno con cui maggiormente identifico l’estetica Disney che mi ha fatto da guida nei primi anni in cui mi affacciavo a Topolino, quello è Giorgio Cavazzano. Successivamente ho trovato molti artisti che hanno sviluppato una strada personale che – ispirata o meno a quanto visto con Cavazzano – mi ha convinto anche di più per ricerca, complessità e riuscita del tratto (Lorenzo Pastrovicchio, Claudio Sciarrone, il già citato Stefano Turconi, Fabio Celoni, Alessandro Barbucci, solo per citare i primi che mi vengono in mente), ma è indubbio che Cavazzano rappresenti il prototipo di quella linea morbida, avvolgente, semplice ma sempre dettagliata e attenta ai particolari dei volti o degli oggetti presenti nella vignetta. Ha disegnato storie per alcuni degli sceneggiatori di punta di Topolino (Carlo Chendi, Rodolfo Cimino, Tito Faraci, Casty), alcune se le è scritte da solo rivelando una certa predisposizione come sceneggiatore, ha attraversato svariati decenni del settimanale Disney sperimentando e forgiando il proprio stile attraverso nuove soluzioni e diverse fasi estetiche.
    Si può dire che Giorgio Cavazzano mi ha preso per mano quando mi sono affacciato al mondo dei personaggi Disney su carta, e per questo si è guadagnato un posto importante nella mia personale “galleria”.