2014 alle spalle, 2015 alle porte – il pensiero di David Padovani

“Un altro anno è (quasi) andato, la sua musica ha finito” si potrebbe dire parafrasando un bravo cantautore italiano. Il 2014 ci sta per lasciare e, come sempre, è periodo di bilanci e sguardi lanciati nel futuro.
Dal mio punto di vista, nel mondo del fumetto, con un occhio specifadam_wildico al panorama italiano, l’anno che si sta per chiudere va ricordato per due fattori che, nati negli ultimi 12 mesi, riverbereranno sicuramente nel futuro e che coinvolgono una realtà storica e una nuova arrivata, nuova almeno per quanto riguarda l’impegno editoriale nella nona arte.
Le stanze della Sergio Bonelli Editore in questo 2014 sembrano essere state attraversate da un vento foriero di voglia di rinnovamento e diversificazione, sia dal punto di vista narrativo che di prodotti offerti.
È indubbio che la serie Orfani e i prodotti multimediali da lei derivati (in primis, i motion comics), la figura di Roberto Recchioni, la (tentata) rinascita di Dylan Dog, siano i fattori che balzano agli occhi di tutti e che sono stati identificati con la voglia di svecchiamento della casa editrice meneghina.
Ma, a un’analisi più attenta, non si può non vedere che il rinnovamento in atto, si basa su una grande volontà di continuità. Dunque, ben vengano i tentativi di rinnovo del linguaggio narrativo per provare a calamitare nuove fasce di lettori nell’orbita dei prodotti bonelliani; allo stesso tempo, è con sommo piacere che ho guardato e seguito il solido sviluppo di serie troppo spesso fuori dall’occhio dei riflettori, come la sempre più convincente, da un punto di vista grafico e narrativo, Dragonero e la nascita di Adam Wild che ha riportato l’avventura con la A maiuscola in via Buonarroti e, nei pochi numeri già usciti, ha creato un classico, per definizione dunque un prodotto caratteristico, tipico e senza tempo che s’innesta nella continuità di ciò a cui decenni fa dette il via Gianluigi Bonelli, seguito poi dal figlio Sergio.
hammer-v01_coverLa matricola che ha stupito nel 2014, che poi troppo matricola non è, va sotto il nome di Mondadori Comics, etichetta completamente dedicata al fumetto del grande colosso editoriale. Nel giro di un anno, questo editore ha avuto la capacità di continuare la sua opera di nuova diffusione nelle edicole del fumetto francese in versioni deluxe ma a prezzi accessibili, di regalare ai lettori la versione (forse) definitiva di un’opera come Ken Parker, di far riscoprire un fumetto come Hammer, di riproporre alcuni classici italiani e non come Kriminal, Phantom, Mandrake e Agente X in versioni degne del loro contenuto. Il passo successivo avrebbe dovuto essere quello di iniziare a proporre qualcosa di inedito e il numero zero del nuovo Kriminal arrivato a Lucca Comics & Games è la dimostrazione che c’è la determinazione di fare qualcosa di importante. Non sono mancati errori e passi falsi, soprattutto nel confezionamento editoriale: ma inquadriamoli in un’ottica di crescita che può far solo bene al fumetto.
E Lo Spazio Bianco? Ritengo che il 2014 sia stato importante anche per il nostro sito, con il rinnovamento grafico, l’arrivo di tanti nuovi collaboratori (e, finalmente, tante collaboratrici) e l’avvio di tanti progetti che sbocceranno in futuro, ma che in questi mesi si sono definiti e affinati sempre più. Citando, per mancanza di spazio, un solo elemento, personalmente non posso che essere soddisfatto degli speciali che ho avuto il privilegio di coordinare, da quello in memoria di Jack Kirby, passando da Hammer fino a quello dedicato ai 75 anni di vita di Batman e che hanno visto all’opera tantissimi validi autori, professionisti e non.
E il 2015? Ci porterà il Tex di Serpieri, con il ritorno del cartonato Bonelli nelle edicole; ci porterà la fine dell’epopea di Ken Parker, con l’epilogo inedito a firma di Berardi e Milazzo; ci porterà il nuovo Kriminal di Matteo Casali, Onofrio Catacchio e Giuseppe Camuncoli.
Ci porterà tanto buon fumetto e noi su Lo Spazio Bianco saremo ben felici di continuare a scriverne!