Approfondire: studiare, analizzare qualcosa a fondo.
“Approfondimento”: ha ancora senso nel settore dell’informazione? Ha ancora senso questo termine, e quale è il suo significato, per noi che scriviamo di fumetti, ma anche di cinema e animazione?
La domanda è d’obbligo ultimamente, soprattutto per una particolare “linea editoriale” univoca che accomuna molti portali dell’informazione cinematografica e fumettistica, che appare talmente diffusa da sembrare scaturita da una riunione segreta tra tutti i responsabili di queste realtà, d’accordo tra loro nel portare avanti lo stesso obiettivo. Quello di fare più contatti possibili, a scapito non di un sito concorrente ma dell’informazione stessa, e dell’approfondimento.

Su molti siti è ormai un proliferare giornaliero di classifiche strampalate che invadono contemporaneamente anche i vari social network, veri motori per della visibilità di questo o quel portale, che siano di cinema o di fumetti.
“I 5 migliori cinecomics del 2014”, “I 5 migliori Lex Luthor”, “I 5 migliori inseguimenti del cinema italiano”, “I 5 migliori fumetti immaginari” e così via, in un circolo vizioso che, mese dopo mese, ha perso non solo qualsiasi utilità informativa ma anche la caratteristica di semplice divertimento che si poteva intravedere all’inizio, diventando una contorta giostra del “clic facile”, una sorta di cane che si morde perennemente la coda.
In un epoca come la nostra, dove anche l’informazione in generale è schiava di errori e decisioni da mani nei capelli, questo quadro appare fortemente sconfortante perché riduce il lettore, colui che dovrebbe acquisire conoscenza ma anche ragionare e analizzare questioni che lo interessano, a una mera macchina dalla quale avere un clic in più.
E’ anche in questa logica che molte volte si intravedono scelte, da parte di siti del nostro settore (quello fumettistico), di inserire di tutto e di più al proprio interno, pur di inseguire il fenomeno culturale del momento al solo scopo di un clic momentaneo, che sia l’ultimo film di 007 o il trailer della nuova stagione di Games of Thrones, senza puntare a niente altro, nessun approfondimento, nessun seguito.
In alcuni casi, la sistematicità di queste iniziative mette in ombra qualsiasi velleità di linea editoriale basata su informazione e approfondimento.
Ma l’obiettivo è comunque raggiunto: accumulare clic e condivisioni e sopravvivere un altro giorno.
Ma a cosa serve sopravvivere quando a morire è invece l’approfondimento?
Quando sempre meno ci si impegna a proporre un articolo la cui argomentazione potrebbe interessare un lettore?
E’ così difficile da parte di addetti del nostro settore mettere da parte per un giorno la logica dei contatti e mettersi davanti allo schermo e alla tastiera per offrire qualcosa di più che una assurda, insignificante classifica?
Basterebbe poco.
