Paolo Garrone: 10 fumetti per me! #ioleggoperché

Paolo Garrone: 10 fumetti per me! #ioleggoperché

“Dieci fumetti per me”, i dieci fumetti “del cuore” dei nostri redattori e collaboratori: non i “fumetti più belli” in maniera critica e ragionata, ma quelli con cui ognuno di noi ha un legame particolare, che ci hanno fatto provare qualcosa di forte oppure ci ricordano momenti importanti.
Attraverso “Dieci fumetti per me” Lo Spazio Bianco aderisce alla campagna #ioleggoperché, promossa dall’Associazione Nazionale Editori.

Piccola introduzione personale. Certamente ci sono mancanze, certamente è una lista fatta intenzionalmente d’impulso, anche cercando di evitare fumetti già menzionati da colleghi (missione fallita, forse), quindi è incompleta e “inesatta”. Fuori classifica voglio ricordare almeno i grandissimi Andrea Pazienza, Will Eisner e Alan Moore: Autori (“A” maiuscola dovuta) che hanno dato dignità artistica al fumetto.

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  • L’Eternauta di Héctor Oesterheld e Francisco Solano López: perché, alla faccia del buonismo natalizio, questa è la nevicata che non si dimentica più.
  • La città di Ricardo Barreiro e Juan Gimenez: inquietante, distopico, lungimirante e disegnato benissimo. Colto, intelligente e mai noioso; l’intrattenimento di fantascienza di qualità si può fare (andrebbe fatto sempre?) così.
  • Zagor di Guido Nolitta e Galieno Ferri: non tanto una storia in particolare, quanto il personaggio in sé. Un vero supereroe all’italiana, prima, molto prima, che diventassero una moda e “trendy” le coloratissime tutine dei comics.
  • Spawn di Todd McFarlane: perché nonostante i limiti artistici di McFarlane, che ha però saputo ingaggiare scrittori e disegnatori capacissimi a coadiuvarlo, non è tutta immondizia e ha rappresentato qualcosa di fresco e innovativo nel pop, al momento del suo esordio. Difatti gode di ottima salute dopo svariati lustri a differenza di molte altre creature Image, sparite o quasi nel frattempo (o confluite a forza in altri universi).
Spawn

Spawn di Todd McFarlane

 

  • Mister No di Guido Nolitta (al progetto grafico hanno contribuito diversi disegnatori): probabilmente la miglior creazione di Sergio Bonelli alias Guido Nolitta. Non avevo nemmeno dieci anni quando uscì il primo numero (non credo sia il “mio” primo, ma certamente è uno dei “miei” primissimi numeri uno) e, seppur con l’innocenza dei bambini, ebbi l’impressione di trovarmi a leggere qualcosa di nuovo e un po’ diverso dal solito. Oggi non ci sono più né papà né figlio: volano insieme, Sergione e Jerry Drake sul loro amato Piper.
  • Barbara di Ricardo Barreiro e Juan Zanotto: scenari post-apocalittici, astronavi, razze aliene dominanti, molta azione, scary monsters, una protagonista praticamente sempre in un “quasi bikini”, cosa chiedere di più? Scherzi a parte, i disegni di Zanotto mi hanno attratto e fatto innamorare di questa serie, ma mi hanno anche permesso di apprezzare i testi di Barreiro, che con semplicità riesce ad aggiungere molti significati a una storia apparentemente “solo” di avventura.
Barbara

Barbara di Juan Zanotto e Ricardo Barreiro

  • Chiara di notte di Carlos Trilo e Jordi Bernet: se qualcuno sta pensando che mi piacciono i fumetti della scuola argentina/sud-americana, ha ragione! Un’analisi – seppur iperbolica e allegorica – perfetta di quello che è diventato il nostro futuro, anzi è il nostro presente, realizzata circa 20 anni fa.
  • Tex di Gianluigi Bonelli e Galep: e c’è bisogno di spiegarlo? Ci siamo persi di vista (ci perdo più io, mi sa), ma il primo amore non si scorda mai.

Superman disegnato da Alex Ross

  • Superman, creato da Jerry Siegel e Joe Shuster: il semidio alieno che è buono per scelta e non per necessità, essendo impervio a quasi ogni possibile umana punizione e/o rappresaglia. Mi basta e avanza per amarlo incondizionatamente. E dovrebbero trattarlo meglio al cinema.
  • Corto Maltese di Hugo Pratt: perché, se sei giovane e ignaro, i disegni possono persino sembrare “dimessi”. Poi capisci il valore di “stilizzazione” e resti estasiato. Per tacere di testi quasi sperimentali nella loro apparente quotidianità, ma che in realtà dicono molto della natura umana.
Corto Maltese

Corto Maltese di Hugo Pratt