Vittoria Colonna, la gentil fenice a fumetti

Vittoria Colonna, la gentil fenice a fumetti

 

 

In questo blog, come noto, mi occupo principalmente del rapporto tra letteratura e fumetto: non ho potuto quindi che accogliere con interesse l’adattamento voluto da Kleiner Flug della vita di Vittoria Colonna, nobildonna e poetessa italiana non celeberrima al grande pubblico, ma di grande rilievo culturale (come denota la vasta nota bibliografica della Treccani, qui).

La cosa è resa particolarmente interessante dal fatto che il nostro canone letterario, come quello artistico, non vede valorizzate le figure femminili che lo compongono, sia pure, almeno prima dell’Ottocento, più rare ovviamente di quelle maschili in una società ancor più fortemente patriarcale.

Per tale ragione, ancora meno sono le figure di letterate – e loro opere – oggetto di una trasposizione a fumetti, specialmente prima dell’800: e per tal motivo quindi questo adattamento è piuttosto interessante.

 

 

Naturalmente, l’opera si inserisce in una ben consolidata tradizione di Kleiner Flug di biografie storiche a fumetti, con una particolare attenzione all’area toscana – comunque centrale nella nostra cultura italica – tra cui ovviamente numerose biografie letterarie, dei grandi ma anche di figure relativamente minori.

La sceneggiatura è di Giovanni Chiarini, per i disegni di Chiara Raimondi, che firma anche la copertina e il colori del volume. Il lettering è di Filippo Rossi.

Il volume è uscito il 16 dicembre 2022, con il contributo del Comune di Cesena.

 

 

L’impostazione di tavola è quella del formato francese, adottato tipicamente da Kleiner Flug, con una griglia su quattro strip. Gli autori prediligono però un respiro di tavola più arioso, e quindi spesso la striscia diviene una sola lunga vignetta, come uno schermo cinematografico, e più raramente viene divisa in due, a seconda dell’esigenza della narrazione.

La vicenda, secondo consuetudini tipiche della narrativa biografica moderna (non solo nel fumetto, ma anche in letteratura e nel cinema) inizia “in medias res”, scegliendo un punto di forte crisi della protagonista, in questo caso legato alla difficile situazione del marito di un’Italia divisa dagli scontri tra Francia e Spagna per la supremazia sulla penisola italica che caratterizzano tutto il nostro Cinquecento, segnato da un lato certo dal grande splendore culturale del Rinascimento maturo e del Manierismo, dall’altro dal declino politico causato dalla frammentazione in deboli stati regionali.

 

 

Il segno della Raimondi appare particolarmente efficace: da un lato, abbiamo un segno essenziale, non caricaturale ma comunque più sintetico rispetto allo stile italiano tradizionale, con una sua nota personale e particolarmente attento alla resa emotiva dei personaggi, in primis la protagonista, al centro di drammatiche vicende. Come si può vedere nella sequenza sottostante, la recitazione è resa efficacemente non solo con lo studio delle espressioni facciali, ma anche col corpo.

Frequenti sono inoltre queste scene dove la protagonista è inquadrata in immagini molto simili (con quella che, tecnicamente, si definisce “closure da momento a momento” nella codificazione di Scott McCloud) quasi ad analizzare al ralenti l’espressione di un’emozione.

 

 

Il punto di forza appare la colorazione, che pur in uno stile generalmente naturalistico della resa delle luci riesce a esprimere in modo adeguato il tono emotivo delle varie situazioni. Prevalgono toni tenui del giallo e del rosso, con colori terrosi, in una media luminosità nelle scene più ordinarie, e una luce che si fa molto cupa nei momenti più tragici, fino al nero assoluto. Inoltre, il segno pare riprendere – se non è solo una mia suggestione – i cromatismi, appunto, del coevo manierismo.

Numerosi pittori coevi – e successivi – si erano del resto cimentati col ritratto di Vittoria Colonna, a partire da Sebastiano Del Piombo (vedi immagine qui sopra) e una certa corrispondenza delle cromie è, come detto, suggestiva.

Il focus, come detto, è sulla vita dell’autrice, tumultuosa e ricca di avventure, che ben si presta all’adattamento a fumetti. Alcune sue liriche sono efficacemente inserite, comunque, nei momenti cruciali della sua esistenza, a commento degli stessi, in modo molto efficace: anche se la brevità dell’opera dà spazio a un numero esiguo di questi interventi, e la focalizzazione resta più sulla figura storica che su quella letteraria, di conseguenza.

Sotto il profilo didattico, che è una prospettiva che mi sta sempre a cuore da professore di lettere, il volume potrebbe essere interessante proprio per il suo concentrarsi su una figura, quella della Colonna, all’apparenza minore ma che meriterebbe inserire anche per aprire un “bilanciamento” del canone letterario che ha finora teso ad elidere le figure femminili.

La brevità dell’albo – 60 pagine, secondo il classico formato di queste opere di Kleiner Flug – lo rende di agevole lettura, anche grazie a dialoghi e testi piuttosto rapidi e non verbosi. Naturalmente, la figura di Vittoria Colonna appare indicata per il triennio delle superiori, quando – solitamente nella classe terza – si affronta questo periodo storico in storia e in letteratura.

Un volume, quindi, che merita acquisire in una biblioteca scolastica o per ragazzi: ma anche una lettura apprezzabile autonomamente, la storia di una grande donna nella storia tumultuosa e affascinante del nostro ‘500.

 

Abbiamo parlato di:

 

Vittoria Colonna – La gentil fenice
Giovanni Chiarini, Chiara Raimondi
Kleiner Flug, 2022
60 pagine, brossurato, colori – 14,00 €
ISBN: 9788894950922