La nuova maturità a fumetti.

La nuova maturità a fumetti.

L’anno scorso, qui, osservavo come il fumetto non è mai entrato a far parte dell’esame di maturità (felice di essere smentito, ovviamente). Quest’anno abbiamo una nuova maturità, ma anche quest’anno del fumetto non c’è ombra. Però potremmo immaginare molte buone citazioni dal fumetto, come l’anno scorso.

Tra l’altro il tema A2, sulla mafia (a partire da Il giorno della civetta), suggerisce di allargare il tema con citazioni “anche cinematografiche”. A questo punto perché non includere anche il fumetto? Ci sono molte opere valide che si potrebbero citare.

Sicuramente l’estensore del tema pensa innanzitutto al film tratto dal romanzo di Sciascia, ma anche, parlando di mafia, al film su Peppino Impastato, I cento passi di Marco Tullio Giordana, effettivamente molto valido e che sovente viene visto a scuola. Nel fumetto, ci sarebbe l’ottima opera di Rizzo e Bonaccorso, i due nomi principali, a mio avviso, del nostro graphic journalism, che hanno trattato la stessa figura. Qui la recensione dello Spazio Bianco. Ma anche l’opera dedicata a Lea Garofalo, recensita qui, di Ilaria Ferramosca e Chiara Abastanotti.


Tornando al primo tema, la traccia A1, su Ungaretti, propone un parallelo sulla trattazione della guerra. A mio avviso Unastoria di Gipi ha un profondo rapporto proprio con l’Allegria di Ungaretti, come ho argomentato qui.

In senso proprio è Julian Peters ad aver adattato alcune liriche di Ungaretti a fumetto in senso proprio, e si possono vedere qui: https://julianpeterscomics.com/veglia-by-giuseppe-ungaretti/

Se poi estendiamo il tema alla Grande Guerra in generale, si trovano molte opere interessanti, come Officina Macello di Elettra Stamboulis e Gianluca Costantini, per Eris Edizioni, che tratta il tema rimosso delle decimazioni.

Il tema B1 parla inoltre del patrimonio culturale: si citano il Pantheon, Raffaello, Adriano, Dante. Architettura, pittura, storia, letteratura. Qui perfino la cultura audiovisiva è guardata con sospetto: si cita il passato “televisivo” come esempio di diseducazione alla cultura, come pure il rischio di ridurre tutto a “intrattenimento fantasy”. E invece perché non inserire anche il fantasy, la serialità tv, e il fumetto nel patrimonio culturale?



Sui limiti della scienza, e su come l’altissimo livello tecnologico raggiunto possa trasformarsi in barbarie, il tema B2 offre giustamente come spunto l’uso dell’atomica. Ma se volessimo attualizzare, una riflessione non banale (a parte tutto Black Mirror: toh, eccola l’incultura televisiva) potrebbe venire da un fumetto di Roberto Recchioni come La fine della ragione (di cui ho parlato qui).

E se volessimo compiere una riflessione anche sul ruolo delle donne nella scienza, un ottimo webcomic è questo, di Clio Agrapidis ed Eliana Albertini, su Stormi, dedicato alla scienziata Maria Goeppert Mayer (e che per suo tramite parla in modo molto più ampio di scienza). Un certo maschilismo del mondo scientifico è sicuramente parte dei limiti della scienza.


Sul tema B3, incentrato sulla fine del Novecento come “secolo breve”, un fumetto perfetto sarebbe il Jonas Fink di Vittorio Giardino, di cui ho parlato qui. Ma per parlare del secolo dei totalitarismi anche esaminando quello fascista, e non solo quello comunista, potrebbe essere un’ottima citazione Verdad di Lorena Canottiere (vedi qui).

 


Sull’ultimo tema, relativo allo sport, ci sarebbe l’imbarazzo della scelta. Il fumetto sportivo è un filone di successo, che ammetto di non conoscere molto. C’era comunque un fumetto anche sul personaggio principale proposto, Gino Bartali, realizzato da Laprovitera e Vecchio (vedi qui). Le biografie a fumetti, in generale, possono essere un buono strumento per i ragazzi per approfondire figure storiche presenti nel programma oppure relative ai loro interessi – come, appunto, quelle dello sport – anche ai fini di allargare la loro cultura generale e saperne trattare alla maturità.

Tra questi, il Facchetti di Davide Barzi, Maggioni e Castelluccio voglio prima o poi recuperarlo (ne ho letto l’incipit). Ma forse, una citazione perfetta sullo sport come impegno, sacrificio, dedizione fino all’estremo potrebbe venire dai manga giapponesi di genere sportivo: su tutti, Attack N.1 (1969) della mangaka Chikako Urano, testo seminale del genere (da noi noto per l’anime, Mimì e le ragazze della pallavolo).

Insomma, anche quest’anno niente maturità del fumetto, ma molto fumetto che sarebbe stato utilizzabile nella maturità. Ovvio, forse: ma perché non ribadirlo? E perché, prima o poi, non suggerire almen0 di inserire “citazioni da romanzi, film, fumetti che conosci?

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Un’ultima annotazione a margine: pur nel merito di testi abbastanza ben assortiti, l’esame di stato non ha proposto nemmeno uno spunto (su 7) a partire da una autrice donna, letterata o saggista che sia. Qui invece ho provato a individuare per ogni tema due citazioni: di cui una, obbligatoriamente, “al femminile”, ovvero inclusiva di almeno un’autrice nel fumetto realizzato, per correggere un certo strabismo di genere che si rischia di avere trattando di fumetto (tema su cui ho conversato di recente con Alessandro Di Nocera, qui). Naturalmente, mentre è stato molto facile individuare l’esempio di fumetto al maschile, spesso tra opere di cui avevo scritto, ho faticato molto di più a individuare gli esempi al femminile. Però la cosa mi ha permesso di scoprire molte opere interessanti, che cercherò almeno in parte di approfondire.