Cento anni di Primo Levi

Cento anni di Primo Levi

Cento anni fa, il 31 luglio 2019, nasceva Primo Levi, uno dei più importanti scrittori italiani del secondo dopoguerra. Quest’anno il festival monregalese di Illustrada lo ha celebrato invitato come ospite Pietro Scarnera, che con Una stella tranquilla ha realizzato una notevole a fumetti interpretazione dell’autore, un testo che ne segue la vita senza limitarsi a un pura biografia didascalica, ma diviene molto di più, una riflessione a tutto tondo sull’autore, la sua idea di scrittura, il suo rapporto con Torino e, ovviamente, anche col terribile passato della Shoah di cui è forse il più celebre testimone. Ho avuto il piacere di dialogare con Scarnera in quel contesto, e qui c’è la mia intervista all’autore per il Culture Club 51 del settimanale cittadino L’Unione Monregalese.

Anche Lo Spazio Bianco aveva, a suo tempo, dato il giusto risalto all’opera, con questa recensione e questa intervista. Il lavoro di Scarnera è in effetti notevole: su questo blog, dove tratto del rapporto tra fumetto e letteratura, va sottolineato soprattutto un merito all’autore: aver evidenziato anche l’altro Levi, quello che allo scrittore di memoria di Se questo è un uomo, La tregua, I sommersi e i salvati sa aggiungere lo scrittore civile, con una riflessione sulla scienza e sulla tecnica che è un corollario indispensabile della prima riflessione.

Ne Il sistema periodico si celebra la scienza del chimico, il lavoro ordinario di Levi, scrittore-centauro; ne La chiave a stella si elogia la tecnica, tramite la figura dell’operaio specializzato Pautasso. Infine, nelle Storie naturali, con lo pseudonimo di Malabaila, Levi si avventura addirittura nei territori della science fiction, il genere che più di tutti ha costituito una esplorazione della tecno-scienza.

A Levi, nel fumetto, è stata dedicata anche una biografia più tradizionale, di Matteo Mastragostino e Alessandro Ranghiasci, in questi giorni in allegato con Repubblica, ma originariamente uscita per BeccoGiallo. Qui la brevisione spaziobianchista dei tempi dell’uscita. E c’è anche 174517. Deportato: Primo Levi
di Franco Portinari e Giovanna Carbone che riprende tali tematiche.

Il tema della Shoah è poi stato ampiamente – e meritoriamente – affrontato dal fumetto: uno dei fumetti che ha contribuito di più a un cambio di paradigma nella considerazione dei comics, come noto, è Maus di Art Spiegelman, apparso nel 1986. Qui su Lo Spazio Bianco ve ne è una recensione particolarmente autorevole, di Daniele Barbieri.

Levi, come noto, sarebbe morto nel 1987: purtroppo, allora il fumetto non godeva ancora in Italia di una sufficiente considerazione culturale, altrimenti sarebbe stato molto interessante sapere l’opinione di Levi – curioso e aperto sulla cultura di massa – riguardo all’opera.