Le tre corone di Kleiner Flug

Le tre corone di Kleiner Flug

dante

La casa editrice Kleiner Flug – ovvero “piccolo volo” – propone, da tempo, una serie di accurati volumi dedicati a personaggi illustri italiani, tra cui molti letterati (in un’altra collana, invece, si affrontano proprio adattamenti di romanzi e opere teatrali famose). In questo blog che si occupa di letteratura e fumetto, ma anche sul sito principale de “Lo Spazio Bianco”, mi è capitato più volte di parlare del loro operato.

In questo periodo di quarantena, come anche altri editori, Kleiner Flug ha offerto gratuitamente ai lettori due volumi particolarmente interessanti, rispettivamente “Dante Alighieri” e “Petrarca”. Due delle tre corone della letteratura italiana (e nel secondo farà anche una sua apparizione la terza, Boccaccio).

Come giustamente scrive l’editrice, oggi “ci torna utile guardare all’esempio dei grandi letterati, trovare il modo di sfruttare il tempo per scrivere, per leggere, o per perdersi in mondi lontani. Oppure, per dedicarsi allo studio, chini sulle scrivanie, piegati su un libro, cercando di imparare la lezione degli antichi.”

Del Dante Alighieri di Alessio D’Uva, Filippo Rossi e Astrid Lucchesi avevo avuto modo di accennare qui, in questo mio articolo che trattava di Dante Alighieri nel fumetto. Il padre della letteratura italiana (e, stando ad Harold Bloom, dell’intero canone occidentale) è molto amato dal fumetto per la creazione della visione seminale dell’Inferno, che ne sintetizza ovviamente altre ma, dal suo apparire, diviene quella di riferimento.

L’opera di Kleiner Flug, leggibile qui fino al 3 aprile, offre un punto di vista diverso, concentrandosi sulla vita dell’autore ma, ancora di più, sulla sua storia d’amore per Beatrice. La cosa interessante – e questo è meno frequente ancora – è il punto di vista: appunto, quello di Beatrice. Beatrix resta “donna angelicata”, anche per una certa valenza didattica del fumetto che si vuole mantenere. Il racconto però, per quanto fedele (anche se sarebbe divertente vedere una Bice di Folco Portinari un po’ meno infilzata al suo ruolo angelico…) è pienamente godibile e per nulla didascalico.

petrarca

Qui c’è una bella analisi di David Padovani dell’opera, cui si aggiunge anche un approfondimento con lo stesso Alessio D’Uva. Molto interessante l’analisi della graduale “complessificazione” del linguaggio, da quello più semplice usato all’inizio fino a quello più complesso con la crescita dei personaggi e il loro avvicinarsi all’alta filosofia dantesca del Paradiso (sulle cui soglie si arresta il volume). Altrettanto interessante l’analisi del disegno di Astrid, cartoonesco e di sintesi a un tempo: D’Uva dichiara, giustamente, di aver voluto un’autrice per indagare visivamente Beatrice, e la scelta appare azzeccata.

Altrettanto interessante è Petrarca, di Filippo Rossi e Nuke, visibile qui. Petrarca è colto nel suo viaggio verso Roma, in una storia priva di eventi a stretto rigore avventurosi, ma utile per approfondire la psicologia dell’autore anche tramite il suo rapporto coi paesaggi naturalistici e urbani, proprio secondo lo stile petrarchesco di rispecchiamento nella natura. Una bella splash page, centrale nella storia, evoca il “Viandante sopra un mare di nebbia” di Friedrich, e Dante, che appare in sogno al poeta, lo tratta con un certo sarcasmo da “romantico”. Un anacronismo (ma, accuratamente, è posto in una dimensione onirica…) che pone il ruolo di Petrarca tra i modelli dei romantici (pensiamo a Foscolo, al Jacopo Ortis…). Dante gli oppone la sua visione esoterica della poesia: l’autore come un alchimista che forgia le parole secondo il suo volere. Ma Petrarca, debolmente, cerca di opporgli le sue ragioni: che sono, poi, quelle della modernità, non solo romantica, che egli apre nella sua introspezione spesso lancinante (anche Boccaccio, più avanti, cerca di inchiodarlo amichevolmente a una disputa a distanza con Dante, che però Petrarca lascia cadere, disinteressato).

friedrich

Molto interessante e riuscito è lo studio su Laura, che non viene interpretata come personaggio reale, ma reso fantasma dei desideri, delle pulsioni sentimentali e intellettuali del suo autore, fino al finale particolarmente bello e toccante. La leggerezza profonda della poesia petrarchesca viene resa bene, del resto, dai disegni di Claudia Nuke Razzoli, che con sintesi diversa riescono anch’essi sia cartoonistici (anche, in alcuni punti, con voluti effetti comici), sia dotati di elementi di sintesi. Una scelta che si ritrova del resto, con varie declinazioni, in molte opere di Kleiner Flug, ma che qui è molto ben calibrata sull’argomento affrontato, anche grazie all’abile uso dell’acquerello nei disegni.

In un’Europa segnata dalla recente peste nera – di cui, di nuovo, tratta Boccaccio nell’incontro fiorentino dei due – il Petrarca incarna un ideale altissimo del nuovo intellettuale che emerge, meno titanico e più umanamente problematico. L’umanesimo storico, di cui ancor oggi abbiamo bisogno per un difficile ma indispensabile nuovo umanesimo. Anche a partire dai fumetti.