Gauloises Copertina Front

Il fumetto delle Gauloises ha un profumo noir.

6 Gennaio 2022
Igort e Andrea Serio realizzano per Oblomov "Gauloises", un romanzo a fumetti noir in grado di evocare le atmosfere di una Milano alla Scerbanenco.

 

Su questo blog, come noto, mi occupo delle intersezioni tra letteratura e fumetto, trattando anche della forma più ovvia di intersezione (gli adattamenti letterari a fumetti) ma cercando soprattutto di indagare i casi liminali, e comunque spaziando con una certa libertà.

Igort, pseudonimo di Igor Tuveri (Cagliari, 26 settembre 1958), è una figura cruciale del fumetto italiano, anche sotto questo aspetto. Nome emerso sulle riviste autoriali anni ’70 (Linus, Alter, Metal Hurlant, Frigidaire) nel 1983 fonda con altri il gruppo Valvoline, che partendo dal fumetto estende i propri interessi ad altre arti visive.

Nel 2000, con la fondazione di Coconino Press e con la pubblicazione del suo “5 è il numero perfetto” (2002), Igort è determinante nell’imporre in Italia il concetto di graphic novel, il “romanzo a fumetti”, che rivoluziona la concezione del fumetto italiano. Da una centralità dell’edicola si passa gradualmente perlomeno a un dualismo col mercato librario (se non a una sua prevalenza), e dalla centralità del fumetto seriale si passa a un fumetto concepito “come un romanzo”, appunto: una storia che si conclude dopo una narrazione mediamente lunga, intorno a un centinaio di tavole, e che non presenta di prammatica personaggi ricorrenti.

L’idea di graphic novel era da tempo presente nella cultura anglosassone dei comics, ed era notoriamente stata portata al successo da Will Eisner nel 1978: ma il pieno successo italiano del concetto si deve a questa trasformazione igortiana, che nei due decenni successivi si è rivelata sempre più pervasiva (e, ovviamente, ha visto operare altri nomi significativi e importanti).

 

 

Di recente, vari eventi hanno ribadito la centralità igortiana in questo approccio al fumetto: innanzitutto, la fondazione di Oblomov (nome, tra l’altro, di un celebre romanzo russo di Goncharov, del 1859, dove il carattere principale, incarnazione dell’indolenza, è una delle prime e più affascinanti incarnazioni dell’Inetto, che dominerà poi il romanzo novecentesco), con una nuova fase del suo lavoro editoriale sulla graphic novel, mentre Coconino passava sotto la direzione editoriale di Ratigher.

Ma poi, anche, l’assunzione della direzione di Linus (vedi qua), la realizzazione di un film di “5 è il numero perfetto”, con regia dello stesso Igort, hanno confermato ulteriormente la centralità dell’autore (anche nel recente passaggio in corso che vede il tentativo più insistito di far nascere un “cinecomic italiano”). Qui un riferimento più sistematico alla produzione dell’autore, che abbiamo qui riepilogato per gli aspetti che ci interessano.

Questo nuovo volume, realizzato da Igort in collaborazione con Andrea Serio, affermatosi con la sua “Rapsodia in blu” (vedi qui, per una più ampia biografia artistica) per la sua Oblomov, “Gauloises”, rientra pienamente in questa concezione di “fumetto come un romanzo”, e ne rappresenta una declinazione particolarmente affascinante.

 

 

Torna, come già in “5 è il numero perfetto”, la scelta del noir, genere estremamente evocativo, che è forse congeniale come ponte tra letterario e fumettistico. Anche in letteratura (e nel cinema), il noir rappresenta la rarefazione alchemica del giallo e del poliziesco, con minor peso al meccanismo enigmistico dell’intreccio e più attenzione all’evocazione di atmosfere.

Il fumo (il fumetto?) delle Gauloises evocato dal titolo è perfetto a richiamare le nebbie di Milano, dove il protagonista si immerge dall’inizio della storia. Viene in mente Scerbanenco per questa “capitale morale d’Italia” colta all’apice della sua crescita frenetica, nel secondo dopoguerra, dove la città industriale si intreccia inestricabilmente con la città della mala.

L’eleganza visiva del segno di Serio è particolarmente abile nell’alternare in una “rapsodia in blu” i toni dell’azzurro e contrapporre la grande bellezza solare del cielo e del mare di Napoli, che si illuminano d’immenso in una luce mediterranea, a tratti abbacinante, e la luminosità opalescente, nebbiosa del nuovo cielo milanese dove il killer protagonista si fa strada con studiata implacabilità. La grana della colorazione a matita è perfetta nell’evocare immagini mai perfettamente nitide (volutamente), sempre lievemente sfocate, come isolate per un momento dalla nebbia di Milano (e della memoria).

 

 

L’impostazione rigorosamente ortogonale della tavola esalta il montaggio rigoroso, preciso, che intaglia le scene con inquadrature eleganti, giocate su raffinate simmetrie e asimmetrie degli elementi presenti in scena (da notare anche la chiusura della storia, graficamente simmetrica al suo incipit), con un impostazione di tavola a sua volta tradizionale, che non disdegna però occasionali splash pages di grande effetto evocativo.

Insomma, un lavoro elegante, in cui la sapienza fumettistica di Igort sceneggiatore dà al disegnatore Andrea Serio le condizioni ideali per sprigionare i punti di forza della sua arte. Il “romanzo a fumetti” testimonia come il suo equilibrio vincente, forse, stia soprattutto quando una storia classica ed abilmente scandita offre al disegno la possibilità di esprimersi in tutta la sua potenza artistica. O, almeno, questa è la declinazione che ci è parso di cogliere qui.

DATI EDITORIALI:
Gauloises
Andrea Serio e Igort
Collana: HERRIMAN
84 pagine, cartonato, colori – 20,00 €

Lorenzo Barberis

Lorenzo Barberis

Nato a Mondovì nel 1976, laureato in Lettere a indirizzo artistico presso l’università di Torino (2000), insegna italiano e storia alle superiori. Scrive per Culture Club 51, la rubrica di cultura del settimanale di Mondovì L'unione monregalese. Il suo blog personale è, dal 2008, fumettismi.blogspot.com. Si occupa di arte visiva, letteratura e fumetto e del rapporto tra i tre ambiti; con Wundergammer.com (2010-2012) ha anche partecipato a un esperimento seminale di critica d’arte del videogame. Collabora al progetto CuNeoGotico (2013-2016), dove ha curato i testi del catalogo per la parte relativa al fumetto, e al progetto DKMO della casa editrice Il Girovago, per cui ha realizzato la prefazione alla parte letteraria del volume. Per il blog network de Lo Spazio Bianco cura dal 2016 il blog Come un romanzo, dedicato al rapporto tra fumetto e letteratura.

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