Bertotti, L'amore ai tempi del comics

Bertotti, L’amore ai tempi del comics

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“L’amore ai tempi del colera” – titolo italiano fedele all’originale, “El amor en los tiempos del cólera”- è un romanzo dello scrittore colombiano Gabriel García Márquez. Marquez (Aracataca, Magdalena, 1928 – Città del Messico 2014) è forse il massimo rappresentante, a livello internazionale, di quel “realismo magico” che ha contraddistinto la letteratura ispano-americana nel secondo dopoguerra.

Il termine, coniato negli anni ’20 in Germania con riferimento alla pittura, si estende negli anni ’30 e ’40 al dibattito letterario sudamericano e diviene poi identificativo di un certo stile che mescola elementi realistici e fantastici, appunto, con un tono generalmente incantato.

 

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Dopo l’esordio nel 1955 e diversi romanzi, il pieno successo giunge per Marquez nel 1967, con il suo “Cent’anni di solitudine” (Cien años de soledad), vince il Nobel nel 1982, anno di un altro volume fondamentale, “Cronaca di una morte annunciata”. In ambito fumettistico, appare suggestivo fissare il 1967 come anno cruciale dell’opera di Marquez e quindi del realismo magico nella sua concezione più diffusa, perché il 1967 è anche, nel fumetto non solo italiano, l’anno di Hugo Pratt e di Corto Maltese col primo capitolo di vita del personaggio, “Una ballata del mare salato”. Senza espliciti collegamenti diretti, Corto risente profondamente dello spirito del realismo magico, con le sue avventure sospese tra gli ultimi scampoli di mondo esotico agli albori del Novecento e alcuni spiragli sul mondo fantastico in via di sparizione.

 

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Sempre senza eccedere nel darvi un particolare significato, il 1982 del Nobel di Marquez è anche l’anno in cui inizia un fumetto di autori ispanoamericani spesso avvicinati al realismo magico e a Marquez stesso (che essi hanno dichiarato di non aver mai letto): “Love and Rockets” dei fratelli Hernandez.

 

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Con “L’amore al tempo del colera” (1985), questo suo primo grande romanzo dopo il Nobel, Marquez intendeva dunque “scrivere un romanzo del XIX secolo come si scriveva nel XIX secolo”: il successo di pubblico è enorme e l’opera diviene un altro dei suoi grandi successi, anche se la scelta in parte difforme dal suo consueto stile, come dichiarato da lui stesso, non manca di attirare alcune critiche verso quest’opera ormai tarda dell’autore, in cui confluiscono ricordi personali e famigliari: la storia d’amore dilazionata rimanda a quella dei genitori (che non ha, ovviamente, il parossistico rinvio di quella dell’opera), mentre l’importanza dell’elemento simbolico del viaggio in battello sul fiume come evasione finale e definitiva dalla raltà rimanda ai viaggi dell’autore sul medesimo fiume (che, nella realtà degli anni ’80, è ormai devastato dall’inquinamento: è quindi un fiume del sogno, del ricordo).

 

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Michael Bell ritiene questo il suo più riuscito romanzo popolare, pur con le consuete componenti moderniste del realismo magico; Grynor Rojo evidenzia invece la parodia del romanticismo nella storia di “amor de lohn” di Florentino e Fermina, e parodia del romanzo borghese nella storia famigliare di Fermina e Juvenal. L’interpretazione critica, insomma, è sospesa tra una valutazione del romanzo come autenticamente popolare (come sarà recepito nel suo grande successo) e una considerazione di un secondo livello più parodistico nel gusto dell’esagerazione tipico del realismo magico, qui in effetti portato a un estenuato eccesso. La riuscita dell’opera sta, probabilmente, in questo equilibrio tra le due possibili interpretazioni: l’esagerazione è solo quella tipica del realismo magico e del suo amore per esperienze teoricamente possibili ma estreme, liminali, o acquisisce un valore di satira del romanzo tradizionale? La questione resta, forse volutamente, aperta.

 

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Il romanzo non è nuovo all’adattamento: è stato portato sul grande schermo dal regista Mike Newell, affermatosi  con il quarto film della saga di Harry Potter, con Giovanna Mezzogiorno e Javier Bardem nei ruoli di Fermina e Florentino, e colonna sonora della cantautrice colombiana Shakira. La ricezione globale del film – che è disponibile, ora che scriviamo, su RaiPlay, per i curiosi – non è stata particolarmente significativa.

 

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Marquez non è del tutto nuovo nemmeno al rapporto col fumetto: c’è infatti il precedente di una operazione importante e autoriale sulla biografia dell’autore, “Gabo”, di cui LoSpazioBianco ha parlato qui, ad opera di Michele Garofoli. L’opera, sceneggiata da Oscar Pantoja, si sofferma maggiormente sulla prima grande opera, i “Cent’anni di solitudine”.

 

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Questo adattamento di Ugo Bertotti per Oscar Ink appare fedele all’opera. La trasposizione in questo 2021 all’indomani della pandemia ci fa interrogare se entri in gioco anche la nuova attualità che l’opera ha avuto, anche in una facile ripresa del titolo adattandolo “ai tempi del Covid”, usati in numerosi titoli non solo relativi alla situazione amorosa (del resto, sarebbe curioso indagare quanto il successo, almeno al livello superficiale, dell’opera non abbia risentito anche della facilità con cui diviene memetica – in senso ampio – la formula “X ai tempi di Y”, che è ideale e sfruttatissima a livello giornalistico e mediatico in genere). Ma la grandezza del romanzo fa sì che questo omaggio di Bertotti, qui autore completo, non abbia bisogno di particolari motivazioni d’occasione.

 

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L’autore si distingue per un segno elegante, puntuale, con un buon tasso di realismo visuale ma anche un sufficiente grado di sintesi, da divenire per certi versi un buon correlativo oggettivo di una ipotetica “distanza dal reale” del realismo magico stesso. Il montaggio di tavola è impostato sulla tavola italiana, intesa in modo moderno, senza escludere occasionali variazioni ma restando complessivamente fedeli al modello delle tre strip suddivise tendenzialmente in due vignette, e al limite con un penchant per la vignetta lunga, che occupa tutta la strip, con un certo elegante gusto d’inquadratura cinematografica d’ampio respiro.

 

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Il punto di forza evidente dell’opera è però, chiaramente, il colore, cui è affidata in toto l’evocazione di quel mondo sospeso tra realtà e fantastico che Marquez ci ha così mirabilmente introdotto. Senza evolvere in una colorazione totalmente surreale, Bertotti è abile nel ricavare da ogni situazione il contrasto coloristico più rutilante e ad effetto, inanellando una serie di tavole sempre variate, tali da produrre una vera gioia degli occhi.

La narrazione resta comunque scorrevole: questo romanzo è del resto il più “tradizionale”, nel complesso, di Marquez, come abbiamo detto (salvo la possibile venatura “ironica”) e quindi Bertotti segue con giusta fedeltà la navigazione del fiume tracciato da Marquez, con naturalmente le giuste e opportune sintesi fumettistiche ma restituendo una complessiva aderenza del testo, che unita a una riuscita fedeltà allo spirito lo rendono anche valido per una possibile proposta scolastica.

Ma, in ogni caso, un valido omaggio all’opera di Marquez, che probabilmente l’autore avrebbe gradito: stando alla sua biografia su Wiki (vedi qui), da ragazzo indulgeva anche alla realizzazione di comics strip.

 

L’amore ai tempi del colera – Graphic Novel
Autore: Gabriel García Márquez
Adattamento di: Ugo Bertotti
Editore: Mondadori
Collana: Oscar Ink
Anno edizione: 2021
In commercio dal: 28 settembre 2021
Pagine: 128 p., ill. , Rilegato
EAN: 9788804730668