Star Trek: seconda vignetta a destra, questo è il cammino

Star Trek: seconda vignetta a destra, questo è il cammino

Trekkers di tutto il mondo unitevi e celebrate! L’8 settembre 1966, esattamente cinquant’anni fa, la televisione statunitense CBS trasmetteva il primo episodio di “Star Trek”.

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Poco importa che quell’esordio catodico non fu così fortunato dal punto di vista degli ascolti. L’immaginifico universo costruito da Gene Roddenberry attorno ai viaggi interstellari dell’astronave Enterprise e al suo colorito equipaggio, ci avrebbe messo qualche anno prima di conquistare il pubblico ed affermarsi come fenomeno di massa.

Oggi, – reduci dal successo dell’ennesimo film, in attesa della nuova serie televisiva Discovery, mentre persino la NASA festeggia Captain Kirk & co. come autentica fonte d’ispirazione per scienziati e astronauti – come si può negare l’importanza del franchise trekkiano nella cultura popolare?
E tanto per venire al nostro speciale campo d’interesse, i comics offrono un ulteriore esempio della sterminata produzione di storie legate a Star Trek.

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I fumetti di Star Trek

Nel 1967, già un anno dopo la prima messa in onda, la casa di produzione Paramount concesse alla Gold Key Comics di trasporre su carta le avventure dell’Entreprise. Il marchio sarebbe passato, nel tempo, prima alla Marvel, poi alla DC Comics quindi a tante altre case editrici…

In questi anni, sulla plancia di comando della serie, si sono alternati carneadi senza arte  e scrittori eccellenti quali Lein Wein, Marv Wolfman, John Byrne, Peter David, J. Michael Straczynski, Mike W. Barr, Larry Niven, Gerry Conway

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Così come tra i cartoonist chiamati a dare forma alle colossali astronavi, agli innumerevoli popoli alieni e ai variopinti mondi dell’universo Star Trek, ritroviamo tanto onesti artigiani quanto autentici fuoriclasse della matita.

Il primo grande interprete grafico dei personaggi di Gene Roddenberry è stato per esempio il (nostro) Alberto Giolitti. E poi, a vario titolo come penciler o cover artist, hanno collaborato agli albi e alle strip: Curt Swan, Alfredo Alcala, John Byrne, Dave Cokrum, Klaus Janson, George Perez, Jim Starlin… Solo per citare i più importanti e per chiudere con David Messina: l’ultimo (in ordine di tempo) “italiano d’America” chiamato a raccogliere il testimone ideale del maestro Giolitti.

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Star Trek: là dove nessun franchise era mai arrivato prima

Tanti autori, tante serie, migliaia di tavole prodotte… Ma in definitiva: cosa si trova dentro i fumetti di Star Trek?

Per la maggior parte, bisogna ammettere che questi racconti sono la banale espansione degli asset conquistati dal franchise con il cinema e  la tivvù. Ma, in certe occasioni, hanno costituito e costituiscono anche un curioso laboratorio di esperimenti narrativi.

Colpisce, ad esempio, che prima ancora dello stesso “Omero trekkiano”, Gene Roddenberry, a immaginare che un feroce guerriero Klingon (popolo tradizionalmente nemico della Federazione nella serie originale) potesse passare dalla “parte dei buoni”, sia stato lo scrittore Mike W. Barr nella serie a fumetti del 1984. Barr con il personaggio di Konom – poi ripreso nei comics anche da Peter David – anticipava di almeno dieci anni quella che sarebbe stata la grande evoluzione trekkiana di “Next Generation“.

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Per certi versi, il fumetto ha rappresentato in cinquant’anni un periferico avamposto espressivo ai margini dell’universo conosciuto dal grande pubblico: un “Deep Space 9” dell’immaginario seriale. Là dove per gli autori dello show tv era difficile arrivare, per limiti tecnici o magari  vincoli narrativi del canone trekkiano, sono arrivati gli autori dei fumetti.

Più audaci di Kirk o Picard alle volte, più folli di Q e Khan in altri casi, i  fumetti di Star Trek ci riportano alla forza primigenia, epica ed etica , del racconto di Roddenberry. E in fondo quanto scriveva il creatore della saga a proposito delle fan fiction prodotte dagli appassionati, vale anche per i migliori fumetti trekkiani:

“… Abbiamo capito che non c’è modo altrettanto profondo in cui le persone esprimono quanto conti per loro Star Trek, che creare le proprie storie personali di Star Trek…”.

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