Se il cuore di Scrooge diventasse un pastello...

Se il cuore di Scrooge diventasse un pastello…

… Avreste fra le mani la versione a fumetti, anzi per essere precisi bande dessinée, scritta da Rodolphe e illustrata da Estelle Meyrand, del classico racconto natalizio di Charles Dickens.

Pubblicato da Delcourt in Francia una decina d’anni fa, Scrooge, une chant de Noel resta a mio avviso un buon esempio di come alcune volte lavorare per “sottrazione” più che per  “addizione” sia in termini creativi estremamente produttivo.

Partiamo dal fatto che Rodolphe e Meyrand si dimostrano pienamente consapevoli nel adattare un materiale narrativo, millemila volte già masticato da letteratura, illustrazione, cinema e fumetti come quello del  Canto di Natale

Scrooge

Non c’è la voglia di inventare o stravolgere alcunché, semmai aiutati dalla committenza (una collana per ragazzi di adattamenti grafici propedeutici all’incontro con l’originale letterario) c’è la felice intuizione di rinarrare la trama di Dickens in modo semplice, e al tempo stesso, rigoroso.

E’ la conferma che la forza (e il successo) del plot di Dickens stanno proprio nell’universalità che soggiace alla vicenda, pure tipicamente dickensiana e vittoriana. Universalità di maschere umane, su tutte quella del vecchio, avarissimo, Ebenezer, prototipo di tutti gli arpagoni moderni, compreso l’Uncle Scrooge disneyano.

Convince l’intuizione di Estelle Meyrand di far specchiare il lettore nei sentimenti della narrazione, spogliando la messa in scena da ogni manierismo. Aiutata dai dialoghi sobri dell’adattamento di Rodolphe, l’illustratrice di Lione costruisce, pagina dopo pagina, un’architettura plastica di volumi regolari, di forme semplici, di segni minimali.

Scrooge

Le sfumature e le emozioni passano per i pastelli e il colore. Prendete il rosso: la Meyrand lo usa con “pudore” grafico riuscendo al tempo stesso a restituirci il calore dei volti e quello degli sfondi. La Londra dickensiana che l’autrice reiventa è più povera di guarnizioni figurative vittoriane di quanto siamo abituati a (ri)conoscerla sulla pagina o sul grande schermo.

Meno sontuosa di tante altre che l’hanno preceduta, eppure autentica nel restituire l’afflato favolistico del’originale letterario, Scrooge, une chant de Noel riesce a trasmetterci, vignetta dopo vignetta, pagina dopo pagina, fantasma dopo fantasma, il senso di speranza universale che alberga nella redenzione dell’avaro Ebenezer Scrooge.