Stamattina sarebbe dovuto uscire il post con le pubblicazioni Disney di febbraio.
Ho preferito rimandarlo a lunedì prossimo e dedicare invece il post odierno a una persona che conoscevo bene, con la quale lo scambio di opinioni e di battute era all’ordine del giorno su chat e social, a dispetto dell’essersi visti dal vivo solo una manciata di volte.
Francesco Gerbaldo, in fondo, è stata una presenza assidua anche su queste pagine, fin da quando Lo Spazio Disney è nato quasi un anno e mezzo fa: sia perché lo citavo in relazione alle sue creature di carta – Papersera e Il Club dei Supereroi – sia perché era uno dei più fedeli seguaci di questo blog. Al quale non risparmiava frecciatine e battutine salaci, quando non era d’accordo con alcune mie opinioni, ma sempre con lo spirito cameratesco e reciproco – perché poi gli rispondevo per le rime 😛 – che ho sempre trovato spontaneo.
Un approccio quasi post-moderno, che debordava anche nei commenti pubblici alle live che tenevo sul canale Twitch de Lo Spazio Bianco, così come su quelle in cui ero ospite su altri lidi, magari insieme al comune amico Fabio, che addirittura l’aveva ospitato in una puntata speciale del The Fisbio Show (che vi rimetto in fondo a questo pezzo, per chi volesse recuperarla o rivederla).
Gli avevo semi-promesso che lo avrei intervistato anch’io in una live spaziobianchista: proprio un paio di settimane fa mi era balenata l’idea di proporre una sorta di “intervista doppia” a lui e a Davide Del Gusto, ora che è diventato collaboratore a sua volta…
Ma Francesco Gerbaldo è venuto a mancare due giorni fa ad appena 42 anni, stroncato da un infarto imprevedibile e insensato.
Non ci sono parole per commentare una disgrazia simile: per lui, per i suoi famigliari, per gli amici che frequentava dal vivo e per la folta community online che aveva intessuto rapporti con lui nel corso degli anni, in particolar modo grazie al Papersera, di cui era un pilastro fin dalla nascita.
Ma, rendendo onore al suo lavoro, anche per la vasta messe di lettori disneyani che avrebbero potuto godere ancora a lungo della sua visione editoriale, delle sue idee, delle testate che curava e che avrebbe curato, dei suoi articoli utili a contestualizzare le storie.
Ricordo l’ultima volta che lo incontrai di persona: era Cartoomics 2019.
Venivamo da settimane di simpatiche schermaglie su Telegram per via del debutto della prima testata da lui curata: Papersera. Lui era orgoglioso di quello che significava avere la responsabilità di patrocinare una vera pubblicazione Disney tutta sua, io ero dubbioso sul valore della serie medesima. Ma alla fiera milanese, appena lo vidi, gli corsi incontro e lo abbracciai d’istinto per “suggellare la pace”, anche se non si era certo trattato di vera guerra.
Diciamo che l’entusiasmo del buon Gerbaldone era così debordante che ti veniva voglia a un certo punto di smorzarlo, per fargli un piccolo dispetto 😛 Ma il suo spirito era così genuino che non riuscivi a smontarne le velleità, e così eri punto e a capo.
Anzi, peggio, perché poi entrava in modalità prima donna XD
Il resto della storia è noto: ho continuato a comprare Papersera e mi sono ritrovato ad apprezzarlo molto più di quanto immaginassi e forse anche di quanto fosse umanamente concepibile. Ricordo che avevo deciso di mollare l’acquisto poco più di un anno fa, ma poi cambiai idea, e lui ne fu felice.
Ma ora Gerba è andato via. È difficile credere che non mi troverò più taggato a muzzo nei gruppi Telegram in cui siamo entrambi, o che non mi sfotterà più nei commenti alle prossime live cui parteciperò, o che non commenterà le foto dei miei acquisti su Instagram. È assurdo considerare che non mi arriveranno più suoi messaggi in privato allo scopo di confrontarsi su qualcosa a livello disneyano. È penoso pensare a quanto ancora avrebbe potuto dare al fumetto Disney italiano: la sua esperienza in fondo era solo all’inizio e sono sicuro che con il tempo avrebbe potuto proporre e gestire sempre più progetti.
È straziante soffermarsi sul fatto che anche quando le fiere torneranno a essere una realtà più consolidata, non potremo tornare a incontrarci di fronte allo stand di Topolino.
Mancherà qualcosa nella mia routine settimanale.
Non perderò il difetto di spargere refusp in questi post, ma tu non sarai lì a sottolinearli.
Non la finirò di spammare qualunque mio pezzo esca online, ma tu non sarai lì a ironizzarci sopra.
Non smetterò di leggere fumetti Disney, ma tu non sarai lì sornione a dire/non dire su qualcosa di nuovo che bolle in pentola.
Non smetterò nemmeno di scrivere di fumetti Disney, nel mio piccolo e amatoriale spazio (Bianco, Disney, Bramo), ma tu non sarai lì ad apprezzare o a dissentire.
Il tempo lenirà il dolore, ma se c’è una cosa che ho imparato sui lutti è che il ricordo non sbiadisce, ma si addolcisce trasformando la tristezza in malinconia. E di certo non mancheranno nelle prossime settimane altre occasioni e iniziative per parlare ancora di Francesco. Basti pensare che questo mese usciranno i nuovi numeri delle sue due testate.
Insomma, non se ne andrà mai via veramente dai cuori e dalla memoria di chi gli ha voluto bene.
Penso inoltre che anche fra molti anni, magari solo ogni tanto, quando prenderò in mano un fumetto Disney il pensiero andrà a Gerba: a quella persona buona, complessa, stratificata, entusiasta, genuina e umana che ha fatto della sua passione uno stile di vita.