Bentornati su Lo Spazio Disney!
Il nuovo numero de I Grandi Classici Disney prosegue il mood impostato dalla redazione e dal curatore Pier Luigi Gaspa da alcuni mesi a questa parte: totale assenza di storie straniere – siano esse avventure da “10 e lode” a firma di grandi cartoonist, Carl Barks in testa, siano quelle chicche irristampate da decenni – e sommario completamente incentrato sulla produzione italiana, con una selezione orientata a storie medio-lunghe.
Questo porta a un problema formale ed estetico: l’indice appare povero a colpo d’occhio. Mentre in passato le brevi americane contribuivano a fare numero e rendere meno evidente il calo di foliazione che la testata ha conosciuto qualche anno fa, ora le “ristrettezze” si fanno evidenti, con una prima parte di numero composta da sole tre storie!

Topolino e la casa ariosa, di Guido Martina e Giovan Battista Carpi, è in effetti un buon modo di inaugurare il volumetto: avventuretta senza pretese con Mickey e l’amico Pippo alle prese con Gambadilegno e Trudy in versione rapitori di cani, si eleva nel modo in cui il Professore decide di mettere le pedine sulla scacchiera. Le strade dei personaggi si incrociano per una serie di coincidenze e non per una specifica indagine di Topolino, ad esempio, e questo rende la sceneggiatura piuttosto scorrevole, naturale e piacevole nella vicenda esposta. I disegni puliti e raffinati di Carpi, inoltre, impreziosiscono ulteriormente una storia che, nella sua semplicità, mantiene intatti diversi elementi di apprezzamento.
Potrebbe stupire vedere poi Zio Paperone e l’ametista di Battista, di un Giorgio Bordini autore completo (anno 1998), ma risulta invece una scelta a suo modo coerente: l’autore ha incamerato nei decenni precedenti quella che era la classicità nell’imprinting delle avventure di paperi, e lo ha riproposto in tarda carriera con un plot che ripesca certe dinamiche scarpiane – come tradisce l’uso di Brigitta e Filo Sganga – ma che va un po’ fuori binario nel presentare un elemento cardine della trama senza spiegarlo in maniera soddisfacente. Buono però il disegno.
Boccio invece Topolino e il buco nell’acqua, di Michele Gazzarri e Marco Rota: una storia piatta, sciapa, troppo lunga per quello che vuole raccontare e con Rota nella sua fase che meno apprezzo.

Sulla stessa falsariga le due avventure firmate da Gazzarri, La pianta dei dollari e Il convertitore agricolo, con Giorgio Bordini ai disegni della prima e Massimo De Vita alle matite della seconda: spunti simpatici che vengono sviluppati con garbo e un buon uso dei personaggi e della loro conflittualità, qui più contenuta rispetto ad altri eccessi di quel periodo. La pianta dei dollari contiene poi una morale interessante e veicolata senza risultare troppo pedante. Esteticamente sono entrambe più che buone, con un Bordini fortemente scarpiano e con punte di eccellenza nel lavoro di De Vita che tratteggia i paperi con mirabile eleganza e un tratto deliziosamente fine e brioso.

A fine lettura esco forse con un’opinione meno felice di quella che ritenevo a scatola chiusa: resta una raccolta più che buona, beninteso, ma mancano storie in grado di farmi pensare con gioia convinta di aver comprato un bell’albo. Si tratta di opere scorrevoli nel migliore dei casi, che mi hanno anche strappato qualche risata e realizzate con robusto mestiere, anche nella gestione del cast, ma è sempre più chiaro che qualcosa sia cambiato rispetto al percorso dei Grandi Classici in essere fino a un annetto fa. Il periodo di assestamento sta durando forse un po’ troppo per essere considerato ancora come tale.
Vedrò come continuerà la parabola della testata nei prossimi tre numeri, prima di scendere dalla giostra con la novantesima uscita.
Ciao!
Lascio anch’io il mio commento mensile ai GCD, ora che ho appena finito di leggere questo numero (anche se è già iniziato aprile!).
In realtà per me non è un problema vedere un indice “povero” a colpo d’occhio, perché già in passato era capitato che ci fossero indici con 7 o 8 storie, ma ottime: ad esempio il GCD #66, con pezzi da 90 come “I guanti di Cagliostro” e “Zio Paperone pesca lo skirillione”, oltre ad altre storie godibili.
Detto ciò, ho qualche riserva sul numero di marzo.
La storia di apertura è secondo me la migliore del numero, per i motivi che hai detto tu. Questo giallo martiniano presenta dinamiche piacevoli e scorrevoli, costituendo un risultato pienamente godibile.
Buona anche “L’ametista di Battista”, anche se presenta una vicenda che parte da un motivo già ampiamente sviluppato nel corso degli anni.
“Il buco nell’acqua” è anch’essa una storia che per certi sensi sa di già visto: la struttura è la tipica “avviene un delitto-c’è di mezzo Gambadilegno-Gamba si dichiara innocente ma non viene creduto-piano per catturarlo”. Lo sviluppo è comunque godibile, ma a fine lettura non rimane molto.
La sezione Superstar ha un tema interessante, ma avrei evitato di mettere vicine “I dollari vegetali” e “La pianta dei dollari”, perché questa vicinanza mette in risalto la ripetitività dei meccanismi narrativi delle due storie e marca la somiglianza tra le due trame annoiando un po’ nella lettura. Inoltre, se “La pianta dei dollari” gode almeno di un’idea originale (il vulcano) e di disegni simil-scarpiani piacevoli, “I dollari vegetali” è invece una delle storie peggio disegnate che abbia mai visto di Perego, che in qualche storia si salva.
Comunque, la migliore della sezione è a mio parere “Le piante disinquinanti”, perché ha l’idea originale ed educativa (ma non pedantemente didascalica) delle piante-mangia smog, rappresentando però un Paperone senza scrupoli che è raro trovare in storie di Cimino.
Divertente anche “Il convertitore agricolo”, anche se un po’ prevedibile nello sviluppo. Nulla di speciale invece “La giungla d’asfalto”, che nel titolo fa il verso al famoso film omonimo senza però riprenderne alcun elemento di trama.
Un numero nella media, spero che la qualità prossimamente si alzi un po’.
Cara Korinna, condivido le tue osservazioni sull’albo: qualcosa nella selezione lascia un pochino a desiderare, in effetti…
Grazie come sempre per aver voluto passare a lasciare il tuo pensiero!
A presto! 🙂