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Lo Spazio Disney LIVE #1: anteprima

12 Ottobre 2020
Ecco svelati l'argomento e l'ospite speciale della prima puntata di lo Spazio Disney LIVE!

Bentornati su Lo Spazio Disney!

Domani sera sarà trasmessa – a “reti unificate” sul canale Twitch e sulla pagina Facebook di Lo Spazio Bianco – la prima puntata di Lo Spazio Disney LIVE, la rubrica mensile di dirette streaming che si affianca a questo blog.

Ho pensato allora di pubblicare un post di anteprima per rivelare l’argomento di cui parlerò e l’ospite speciale che mi affiancherà per l’occasione.

L’appuntamento di domani sera sarà “I gialli di Topolino”: un excursus generale – pur senza pretese di esaustività – su uno dei filoni principali delle storie a fumetti Disney, tenendo come filo conduttore i principali autori che nel corso dei decenni si sono occupati di questo genere narrativo. Si partirà da Floyd Gottfredson, che ha in qualche modo tenuto a battesimo la figura del Mickey Mouse investigatore, per arrivare alla scuola italiana. I fumettisti che affronteremo, sviscerando le caratteristiche dei loro gialli con Topolino protagonista, li abbiamo già chiari in mente, ma se volete commentare questo post suggerendo quelli che secondo voi sono importanti per questo tipo di avventure siete i benvenuti 😉

Preciso subito che il termine “gialli” viene inteso qui in senso molto ampio, comprendendo quindi al suo interno tanto le detective-stories più classiche quanto i thriller, gli hard-boiled, i noir e le spy-stories.

A chiacchierare insieme a me di questo argomento, analizzando l’evoluzione del genere dagli anni Trenta fino a oggi, ci sarà Fabio “Fisbio” del The Fisbio Show, volto noto tra i lettori disneyani perché da più di un anno catalizza le attenzioni degli appassionati con video-recensioni sul suo canale YouTube, che ringrazio per aver accettato di farmi compagnia in questo esordio di rubrica. La sua competenza in materia mi sarà molto d’aiuto.

Per rendere meno “gratuitamente spammoso” questo post 😛 ne approfitto per aggiungere una piccola analisi di tipo grafico, inerente all’argomento che affronteremLive_1_anteprima_Ao in live.
Temendo di non riuscire ad approfondire abbastanza l’aspetto dei disegni, ci tenevo a soffermarmici un attimo per almeno due storie: Topolino e l’unghia di Kalì di Romano Scarpa e a Topolino e il mistero della voce spezzata di Silvano Mezzavilla e Giorgio Cavazzano, di cui sicuramente parleremo domani.

È infatti utile sottolineare come il maestro veneziano, nel primo caso, attinga molto alle influenze cinematografiche – da cui sovente si faceva ispirare – per creare vignette ricche di mistero e capaci di appassionare il lettore, trascinandolo dentro l’indagine dai risvolti inquietanti che ha orchestrato.

Live_1_anteprima_BIn particolare l’uso delle ombre assume un peso non indifferente: la silhouette con cui viene rappresentato il vandalo notturno che compie insolite incursioni nelle case di vari topolinesi è inquietante – nei limiti di possibilità di una storia Disney – e Scarpa è abile nel dosare il modo in cui far apparire questa specie di ombra a quattro braccia, contribuendo ad aumentare l’incognita che ne accompagna l’esistenza e lo scopo che la muove.

Sono da rilevare anche le scene d’azione, in cui Topolino si getta all’inseguimento del misterioso criminale, graziate da un forte dinamismo nella gestione dei movimenti e dei corpi, e infine l’uso della dissolvenza – anche questa mutuata dal cinema – che serve a mostrare il passaggio da un personaggio nel presente al flashback che sta raccontando.

Per quanto riguarda la storia di Mezzavilla del 1991, invece, Cavazzano ha intriso di atmosfere noir molto cariche le proprie tavole, come tornerà a fare più volte nel corso di tutto quel decennio.

La sua Topolinia sferzata dalla pioggia appare come una metropoli moderna in cui convivono industrie e quartieri popolari, dove il lettore riesce ad avvertire l’umidità addensata sul suolo. L’acqua cade dal cielo quasi “graffiando” la pagina, visualizzata con segni netti e sottili che trasmettono efficacemente le sensazioni di un forte temporale, ma anche la rappresentazione di vari scorci urbani – lattine che rotolano per il vento, marciapiedi assiepati di ombrelli, macchine con tergicristalli attivati – contribuiscono in maniera fondante a creare il giusto feeling.

Live_1_anteprima_CTopolino, proprio per il brutto tempo che caratterizza la trama, veste con un impermeabile marrone che rimanda chiaramente a molti detective della narrativa poliziesca, e il disegnatore rende il personaggio affascinante in queste vesti così “professionali”.

L’utilizzo di quadruple in una scansione delle vignette tutto sommato canonica amplia però gli spazi e l’attenzione per i dettagli negli sfondi cittadini completa la convincente opera, insieme alla tavola iniziale e a quella finale, entrambe superbe.

Sperando abbiate gradito questa veloce (ma, confido, succosa) anteprima, vi rimando a domani sera, alle ore 21.00, sul canale Twitch o sulla pagina Facebook di Lo Spazio Bianco per la prima diretta di Lo Spazio Disney LIVE.

Io e Fisbio vi aspettiamo!

Andrea Bramini

Andrea Bramini

(Codogno, 1988) Dopo avere frequentato un istituto tecnico ed essersi diplomato come perito informatico decide di iscriversi a Scienze Umane e Filosofiche all'Università Cattolica del Sacro Cuore, dove a inizio 2011 si laurea con una tesi su "Watchmen". Ha lavorato per un'agenzia di pubbliche relazioni ed è attualmente impiegato in un ufficio.
Appassionato da sempre di fumetti e animazione Disney, ha presto ampliato i propri orizzonti imparando ad apprezzare il fumetto comico in generale, i supereroi americani, i graphic novel autoriali italiani ed internazionali e alcune serie Bonelli. Ha scritto di queste passioni su alcuni forum tematici ed è approdato su Lo Spazio Bianco nel 2011, entrando qualche anno dopo nel Consiglio direttivo.

9 Comments Commenta

  1. Ciao!
    Comincio innanzitutto con una “cattiva” notizia: non riuscirò a seguire la live in diretta, ma la recupererò sicuramente in differita. Sono molto contenta della presenza di Fisbio, mi sembra anche lui molto competente e appassionato?
    Se posso permettermi, avrei delle “proposte”. Purtroppo ho letto praticamente una sola storia di Gottfredson, quindi non mi pronuncio su Floyd (anche se è uno dei “mostri sacri” del Fumetto). Di Scarpa posso dire già di più, non ho mai letto (purtroppo) “L’unghia di Kalì”, ma di sicuro gradirei molto degli approfondimenti in particolare su 3 storie del Maestro:
    – per me, IL Giallo di Romano Scarpa rimarrà sempre “Topolino e la Collana Chirikawa”, e penso che difficilmente cambierò idea. Come già detto, mi mancano pezzi fondamentali della produzione scarpiana, ma per me, basandomi sulle mie letture, sarà difficile battere “La colana Chirikawa”. Storia davvero cinematografica, che raccoglie le teorie sull’inconscio degli anni 50 mescolandole a sequenze hitchcockiane (ad esempio mi viene in mente il finale di Marnie). Aggiungi le innumerevoli sottotrame apparentemente slegate, quando suonano tutte armoniosamente come una sinfonia di Beethoven. L’introduzione di ben due personaggi nuovi, l’immancabile “giallo” in senso stretto, la vicenda personale del protagonista, il comprimario amico del personaggio principale, e le componenti comiche (tipo i porcellini d’India?). Non so, sarà la forte componente affettiva (è una delle primissime storie di Topolino che ho letto) che mi lega a questa storia, ma si respira qualcosa di magico che l’ha fatta apprezzare alla bimba di 6 anni affascinata dalla trama contorta e che la fa splendere tuttora agli occhi di una ragazza capace di cogliere citazioni e sfumature. Non so, cosa dire se non che è un Capolavoro assoluto? Mi piacerebbe sapere cosa ne pensate tu e Fisbio?
    – passo a “Topolino e l’uomo di Altacraz”, altro classico di Scarpa, che invece ho faticato di più a comprendere durante le mie letture prima dei 10 anni. Credo che i primi tempi fossi catturata in particolar modo dalle ambientazioni e dalle situazioni singole più che dal complesso, come invece è avvenuto con la “Collana Chirikawa”. Altra storia mega di Romano.
    – “Topolino e le pedine dell’emiro”, ultima perché meno d’impatto delle altre, ma sempre una lettura piacevole. Più che il mistero di chi si trovi dietro al piano è interessante seguire l’evoluzione della vicenda e dei personaggi (la frase sulle odalische è una delle meno politically correct che abbia mai letto in una storia Disney? è un fatto positivo, beninteso).

    Per il resto, sarebbero d’obbligo Faraci e Casty. Del duo Faraci-Cavazzano consiglio “Topolino e il mistero della Blue Star”, storia simpatica ma che non si fa mancare la componente noir. Per quanto riguarda Casty, negli anni ha sfornato veri e propri capolavori. Il primo che mi viene in mente (e l’ultimo che è stato soggetto delle mie riletture) è “Topolino e l’impero sottozero”, non so se però è da considerare un giallo. C’è una componente fantasiosa non irrilevante, ma la “lotta” alla Gelonia penso rientri nelle spy-stories. Resta comunque una delle mie storie preferite di Casty.

    Sul momento non mi sovvengono altri gialli, forse più tardi aggiungo qualcosa.

    Ciao!!?

    • Ciao!
      Ci occuperemo sicuramente con attenzione di Romano Scarpa, e parleremo di certo delle prime due storie che citi, imprescindibili quando si parla di gialli disneyani. Non conosco purtroppo la terza, invece, quindi a meno che non intervenga Fisbio, nisba.

      Non mancheranno Faraci e Casty, poco ma sicuro 😉 Del primo parleremo certamente del “Mistero della Blue Star” ma anche di MM, per rispondere alla tua domanda aggiuntiva, mentre del secondo c’è veramente l’imbarazzo della scelta! Faremo una selezione. Su “L’impero sottozero” ho il tuo stesso dubbio, quindi non so se ne parleremo… non perché non abbia senso citarla in questo contesto, ma perché propenderei per gialli puri, che non mancano affatto.

      Mi spiace che non potrai seguire in diretta, ma conto che recupererai successivamente: domani rilancio la registrazione qui sul blog con post apposito 😉

      Buona serata!

  2. Sì in effetti “Topolino e l’impero sottozero” non è un giallo in senso stretto…ci sono molte altre storie di Casty che si attengono di più al genere “puro”. Sono contenta che parlerete di MM (ma non avevo dubbi) e anche di “Il mistero della Blue Star”, cosa non scontata.
    Ti consiglio di recuperare “Topolino e le pedine dell’emiro”, è una storia del 1977 di Scarpa come autore completo (che già di per sé è un ottimo motivo per reperirla). Personalmente ce l’ho sul Classico Disney 130 “Settembriadi” passatomi da mia zia (ex lettrice che mi ha dato tutti i suoi fumetti degli anni 80), ma penso che anche le altre ristampe siano valide (soprattutto l’omnia). Non è il classico giallo intramontabile, ma comunque è una storia investigativa molto carina. Facciamo così: io mi impegno a premdere “L’unghia di Kalì” e tu “Le pedine dell’emiro”?
    Recupererò certamente la live nei prossimi giorni (adesso devo trovare il contesto adatto per leggere “Il peso dei ricordi” – il Giant mi è arrivato ieri!).
    Ciao e…buona live!?

    • Alla fine, controllando su Inducks ho scoperto che… “Le pedine dell’emiro” già la possiedo, anche se non me ne ricordavo affatto! ^^” Precisamente sul vol. 33 dell’omnia di Scarpa.
      Ho allora ripreso in mano il volume (tra l’altro ottimo, contiene tutte storie di Scarpa autore completo) e ho riletto “le pedine”: qualche ricordo sulla trama mi è riaffiorato in mente, ma per il resto è stato come goderla per la prima volta. Concordo con te, si tratta di una storia carina, di certo non tra le più memorabili o migliori del Maestro, ma sicuramente godibile, riuscita e scritta con mestiere. Immagino che su di te influisca molto anche la componente affettiva, legata a quando ti ci sei imbattuta.
      Hai ragione, comunque, quando dici che ci sono miriadi di elementi oggi improponibili (il mondo arabo in generale, il fumo, le odalische…)
      Anche avendola presente, però, non so se l’avrei tenuta in particolare considerazione per la live di ieri sera… a livello di giallo/thriller secondo me non c’è molto, o comunque ci sono molte altre avventure dell’autore più inerenti al tema. E, come vedrai quando recupererai il video, l’argomento era così vasto che comunque abbiamo dovuto “passare sopra” a tanti esempi.

      Ora tocca a te recuperare “L’unghia di Kalì” 😛 Sempre spulciando il santo Inducks credo che il modo più semplice sia tramite il GCD n. 25 , che non dovrebbe essere difficile trovare ancora in fumetteria. Cito anche il primo albo della collana di allegati “I mitici Disney” (di solito il n. 1 di queste collezioni si trova facilmente nel mercato dell’usato) o “75° Topolino”, volumetto speciale e celebrativo che in quanto tale potresti trovare da qualche parte. Ma senza fiere del fumetto, a meno di non avere a portata di mano mercatini o fumetterie che trattino l’usato, forse è meno semplice del previsto.
      Certo, il terzo volume dell’omnia sarebbe la sede più consona, ma capisco che sia ancora più complesso reperirlo, e in fondo quello che interessa a te è leggere la storia in sé, quindi puoi optare per una qualunque tra le tante ristampe che ha conosciuto.

  3. Io optavo per “I capolavori Disney” 1, che contiene anche “La fondazione de’ Paperoni”, che non ho, mentre il volume dell’omnia ha “L’uomo di Ula Ula” che ho già…quindi non so, ma penso che eviterò i GC 25 a causa delle pagine tutte colorate (fortuna che ora hanno tolto questo vizio).
    Questo sarà in weekend intenso a livello Disney: oggi mi sono arrivati i due Paperdinastia, l’altro giorno il Giant, recupererò la live e ho scoperto che il mio abbonamento ai GC parte a novembre, quindi mi sa che uno di questi giorni passo in edicola a prendere il numero di ottobre. Faccio come gli scoiattoli: raccolgo le mie ghiande disneyane e faccio scorta per l’inverno?e scriverò anche qualche assurda fanfiction delle mie (quando sono particolarmente nervosa o demoralizzata infondo la mia rabbia sul povero foglio bianco, e mi invento di quei finali che fanno piangere o strapparsi i capelli?), una volta mi è partita l’idea dello spiegare l’ossessione di Brigitta per Paperone, e ho ipotizzato che fosse lei la figlia di Paperone e Doretta e che mascheri la voglia di rivelarsi con un finto amore perché non sa come spiegarglielo. Straforzata, assurda, aborto di mente insonnolita e chi più ne ha più ne metta, me compresa?ma tranquillo, non prendo di mira solo i personaggi Disney, aggredisco anche quelli delle serie TV?
    Quanto alle “Pedine dell’emiro”, in generale tutti i miei fumetti acquistati/recuperati dalla taverna di mia nonna più passa il tempo più mi ci affeziono, e il fascino di avere tra le mani un fumetto del 1988 è immenso, quindi di sicuro è forte la componente affettiva. In effetti a parte le odalische tratta temi ora quasi impensabili.
    Alla prossima!
    Ciao?

  4. Lo so che non c’entra niente?ma ne vale la pena: voglio spendere due parole su “Il peso dei ricordi”, che ho letto oggi. I disegni sono spettacolari e la struttura delle tavole è molto cinematografica, con sequenze di filmati, flashback e avvenimenti in diretta. In più, la storia dei Ducklair è straordinaria (proprio stanotte ho sognato che veniva a trovarmi la famiglia al completo?). Di queste 11 storie è la mia preferita tra tutte, ha surclassato anche “La fine della storia”, regina incontrastata del mio podio di PK2 fino a poche ore fa, e che ora occupa il secondo posto in classifica.

    Per aggiungere qualcosa di inerente, adesso recupero la live e poi ti faccio sapere. Ciao?

    • “I capolavori Disney” #1 non te l’avevo segnalato perché lo consideravo di non facile reperibilità, per quanto effettivamente abbia visto in giro vari volumi della collana nel corso degli anni. Non è la soluzione più economica, tra le tante, ma sicuramente si tratta di un cartonato elegante, curato e con ottime storie, specie mancandoti anche la “Fondazione”.

      “Il peso dei ricordi” è una storia che adoro. La lessi in diretta mentre seguivo mese dopo mese PK2 e dopo alcuni albi un po’ filler trovare una full immersion del genere nella macrotrama, con uno svelamento di tale portata, mi colpì tantissimo. Merito della sceneggiatura, che sceglie di raccontare il flashback su Everett in maniera dinamica, intersecandolo con quanto avviene nel presente e innestandolo all’interno dello speciale televisivo di Angus Fangus, ma come dici tu anche dei disegni stratosferici di Claudio Sciarrone, che nel 2001 era in quello che per me rimane tutt’ora il suo apice artistico.
      A mio avviso è una delle storie migliori di PK2, insieme alla prima, alla terza, alla quinta a un paio di quelle che devi ancora leggere perché appartenenti alla seconda parte 🙂

  5. Perfettamente d’accordo, non riesco a trovare una storia brutta di PK2, ma quelle meno coinvolgenti tra le prime 10 sono “Onde alpha” e “Altovolume”, anche se comunque non sono pessime, anzi. “Soltanto un amico”, pur essendo incentrata su Stella Nice, mi è piaciuta molto (mi pare che fosse di Ambrosio non ancora “frittolato”). “Il peso dei ricordi” è la vera svolta della serie e una storia fantastica. Molto bello appunto il montaggio tra presente, riprese televisive e flashback. Per non parlare degli intermezzi comici, per lo più di Angus Fangus (“Che incubo! Ho sognato mia madre, e aveva la faccia di Pikappa!”). Anche per me Sciarrone ha raggiunto il top in quegli anni, ho letto anche altre storie che non appartengono a PK2 in cui i suoi disegni erano spettacolari. Tuttora è un ottimo artista, ma quando ancora non lavorava in digitale era ancora più bravo, a mio avviso. Del Giant di ottobre non ho ancora letto “Blackout”, ma lo farò a breve.
    “Capolavori Disney” mi ha colpito per la ricchezza di storie in quel volume. L’ho pure trovato alla fumetteria online che frequento e a breve lo prenderò.
    Ciao!

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