Perché andare ad Angoulême

Perché andare ad Angoulême

Angoulême, per qualsiasi lettore di fumetti e frequentatore di festival, è un luogo quasi mitologico. È la grande fiera della compravendita di diritti in Europa, quella durante la quale vengono allestite mostre grandiose (nel 2018 Osamu Tezuka, Naoki Urasawa ed Emmanuel Guibert, fra gli altri) e si svolgono incontri con acclamati autori internazionali. Un fumetto premiato ad Angoulême, nel mercato francese, è destinato a ottenere visibilità e grandi vendite: quest’anno il Fauve d’or per il miglior albo è andato a La Saga de Grimr, di Jérémie Moreau, mentre all’esterno del teatro gli autori francesi protestavano per le nuove modalità fiscali: il festival è davvero il centro della produzione fumettistica d’oltralpe. Eppure la città è difficile da raggiungere e fornisce un’ambientazione meno pittoresca della sua principale concorrente europea, Lucca. Inoltre il periodo in cui si svolge il festival, a fine gennaio, è un’assicurazione di pioggia o di gelo. Perché allora dall’Italia, o da altri Paesi, andare fino ad Angoulême?

Durante il festival abbiamo chiesto a semplici visitatori, autori o professionisti del settore per quale motivo erano arrivati fino ad Angoulême. Le risposte disegnano il festival: ci sono le mostre, il pubblico, gli editori e i lettori di tutte le età (persino in gita scolastica!). Ci sono gli incontri professionali e le serate riservate agli autori o aperte a tutti.

La domanda per ognuno è: perché andare ad Angoulême?

Francesco – Sono venuto qui perché sono appassionato di festival del fumetto, e non ero mai stato ad Angoulême. Ero curioso di vedere com’era.

Francesco “Checco” Frongia – Vengo ad Angoulême perché è uno dei più grandi mercati di fumetti al mondo, in cui si possono trovare fumetti di qualsiasi parte del mondo. E poi per vendere i miei lavori!

Lorenzo Palloni – Sono qui perché Angoulême è un bagno di umiltà. Ti ritrovi subito in un mercato in cui ti rendi conto di essere un pesciolino minuscolo in un universo smisurato e che quindi che devi sempre impegnarti per rimanere a galla… e per vendere i miei lavori e guadagnare tanto!

Laura “La Came” Camelli – Vorrei tanto dire che vengo ad Angoulême per i motivi per cui ci vengono i miei colleghi o per le mostre di Tezuka e di Urasawa… ma in realtà sono qui per procrastinare le cose che devo fare a casa, per stare con gli amici, bere e mangiare!

Claudia – Sono qui perché sono appassionata di fumetti, quindi per vedere le mostre e scoprire i nuovi fumetti.

Alice Milani – Principalmente per comprare fumetti!

Valentina – Io sono un po’ una outsider, però il mondo del fumetto mi incuriosisce moltissimo e Angoulême è una tappa che bisogna fare. Ed effettivamente è davvero tanta roba!

Jed Falby, dalla Gran Bretagna – Ho pubblicato un libro a fumetti in inglese, e qui ad Angoulême spero di trovare qualcuno che lo voglia tradurre in francese – o in italiano!

Giulia Sagramola – Io ho vissuto qui per più di un anno [alla maison des auteurs], quindi è un posto dove ho anche degli amici. Ormai da quattro anni è diventato normale venire ad Angoulême, come andrei al Bilbolbul o a Lucca! È un posto in cui rivedere gli amici, scoprire le nuove uscite e far vedere i miei fumetti agli editori francesi.

Riccardo Zanini, di Diabolo Edizioni – Per la mia casa editrice Angoulême è un pozzo di idee, di risorse, di possibilità. L’anno scorso abbiamo scoperto qui un titolo che è stato il nostro libro più importante dell’anno. Quindi sono venuto qui soprattutto per la possibilità di fare ricerca.

Elisabetta Tramacere, collaboratrice di Diabolo Edizioni – Per chi fa editoria a fumetti Angoulême è una tappa obbligata, ma volevo vedere con i miei occhi il motivo per cui è considerata il festival europeo più importante. In effetti qui gli editori possono esprimersi al meglio, e anche incontrare lettori veri, che sono adulti, piccoli, giovani e anziani. È bellissimo vedere un Paese in cui i lettori di fumetti sono di tutte le età!

Nicole – Sono venuta ad Angoulême con il team di Fumetto, il festival di Lucerna, per vedere un po’ cosa succede, che mostre ci sono, come sono allestite (molto bene!). Abbiamo trovato un sacco di suggestioni. E mi sto divertendo un sacco!

Idi, dal Giappone – Ora studio design in Francia, e volevo visitare un festival di fumetti.

Juti, dal Giappone – Sono qui perché è il più grande festival di fumetti in Europa, ed è un argomento che mi interessa molto.

Silvia Rocchi – È la terza volta che vengo ad Angoulême e sono qui perché mi piace un sacco. Mi piace il taglio della fiera, l’atmosfera, la partecipazione… ci sono tantissime famiglie in giro, dagli anziani ai bambini, e mi sembra qualcosa che nelle fiere italiane manca un po’. Le mostre ovviamente sono bellissime. E poi cerco di incontrare nuovi editori.

Cristina Portolano – Il primo motivo per cui sono qui è perché per incontrare molte persone che altrimenti non incontrerei nella vita quotidiana; il secondo è per avere nuove ispirazioni e stimoli visivi, perché si vedono tante cose che non vedrei in Italia; e il terzo è per fare un viaggio. Stare in posti diversi è sempre utile e bello!