L’editrice Ventanas ha recentemente portato in Italia “Federico”, graphic novel dell’autrice spagnola Ilu Ros, nella traduzione di Serena Bianchi. L’opera, in libreria dal 15 novembre 2023, è una biografia illustrata di Federico Garcia Lorca, “il” Federico per antonomasia nella letteratura spagnola (in Italia, avrebbe la concorrenza di Fellini, del Barbarossa e di Federico II stupor mundi…). Si tratta del primo libro edito in Italia di questa autrice, volume che in Spagna è stato a suo modo un caso editoriale fumettistico. Qui la scheda sulla pagina dell’editore:
https://ventanasedizioni.it/prodotto/federico/
Naturalmente, su questo blog che si occupa di letteratura e fumetto ho ritenuto interessante trattare di questo volume, che ci porta a parlare di un autore di primo livello, a livello spagnolo ma anche internazionale.
Ilu Ros
Ilu Ros, nata a Mula (Murcia) nel 1985, laureata in Belle Arti e Comunicazione Audiovisiva all’Università di Granada, dopo essersi trasferita a Londra nel 2011 decide di dedicarsi unicamente al disegno e all’illustrazione. Nel 2018 pubblica il suo primo libro, Hey Sky, I’m on my Way: A Book About Influential Women (New York, Lit Riot Press). Dopo l’uscita di Cosas Nuestras (Lumen, 2020), è stata selezionata per rappresentare la sezione spagnola alla Biennale di Illustrazione di Bratislava, unanimemente elogiata dalla critica e per questo nominata “Murciana dell’anno” dal quotidiano “La Verdad”.
Questo “Federico” ha avuto in Spagna un notevole successo: è alla nona edizione, con decine di migliaia di copie vendute. Grazie anche al grande successo ottenuto, il lavoro di Ilu Ros su García Lorca è proseguito con Una trilogía rural (che raccoglie Nozze di sangue, Yerma e La casa di Bernarda Alba) uscito in Spagna nel 2022. L’autrice ha esposto alla galleria Miscelanea di Barcellona ed è stata finalista del Poster Prize for Illustration, premio assegnato dall’Association of Illustrators e dal London Transport Museum di Londra.
Come spiega la biografia presente sul sito dell’editore, Ilu Ros “trova ispirazione nel quotidiano, nelle città che visita, nelle persone che la circondano e nelle storie che le raccontano, nei libri, nei film, nei viaggi in treno, nella musica che ascolta È soprattutto nelle piccole cose che le piace cercare storie nuove”.
Di quest’opera, Elvira Lindo ha scritto con grande favore: «La grande disegnatrice e narratrice Ilu Ros si misura con la vita e l’opera di Federico García Lorca. Il suo Federico è colmo di passione, arte, vita e poesia. Un lavoro di ricerca accurato e rigoroso illustrato con un tratto libero, evocativo, personalissimo. Un gioiello.»
L’opera
Nella prefazione all’opera, in cui l’autrice dichiara naturalmente il suo grande amore per Garcia Lorca, chiarisce anche la natura romanzesca di questa graphic novel: “Naturalmente, in questo lasciarmi cullare da Federico mi sono concessa di sognare, e di conseguenza fantasticare su alcune cose, di romanzare un po’ ciò che avevo letto su di lui, immaginare come camminasse da piccolo, domandarmi cosa vedesse nelle chiocciole, nelle piante, nelle persone, che tanto lo affascinavano.” Un lavoro quindi fedele ma non privo di elementi di interpretazione.
L’opera si apre con un preludio che raffigura gli ultimi istanti del grande poeta, la drammatica scena della fucilazione (in questa scelta di fedeltà interpretativa, l’autrice aggiunge la luna, assente nell’evento, come tributo alla grandezza del cantore). Le immagini sono colte in uno stile raffinatamente cartoonesco, poetico, distanziate ampiamente nello spazio bianco delle pagine in una dilatazione spaziale che suggerisce quella temporale. “Una raffica di colpi” non viene evocata, ma solo scritta sulla pagina bianca.
Il modo in cui il bianco permette di staccare ed esaltare il testo e l’immagine rende evidente il dialogo strettissimo, e a volte ignorato, che vi è tra fumetto e poesia, i due medium che qui dialogano. La poesia, soprattutto col modernismo novecentesco, acquisisce la sua forza dallo staccare, nello spazio bianco, la parola assoluta. Il fumetto, similmente, costruisce la sua narrazione tramite l’uso dello spazio bianco, che nel fumetto più autoriale ha acquisito nel tempo una importanza pari a quella del disegno nello scandire la narrazione.
Segue la trasposizione fumettata dell’intervista di Ernesto Giménez Caballero, “La Gaceta Literaria”, Madrid 15 dicembre 1928, che adotta una diversa soluzione fumettistica rispetto al prologo. Il volume si contraddistingue per questa varietà di approccio nell’impostazione della tavola, con una diversa soluzione a dare senso a ogni differente sequenza. Il disegno arricchisce con la sua efficacia il testo: all’intervista trascritta abbiamo qui l’immagine vitale di Garcia Lorca colto in una nervosa vitalità.
Nella storia si intersecano parti disegnate e fumettate con parti in cui vengono riportati dei testi più ampli. La figura del poeta viene resa nella sua tridimensionalità tramite la poliedricità di testimonianze e documenti – ovviamente, anche diverse lettere e liriche del poeta – che vengono intessuti nella trama a restituire un ritratto più ampio possibile. Se i componimenti poetici sono inseriti direttamente nel testo, le opere teatrali sono effigiate inserendo una breve sequenza significativa fumettata all’interno dell’opera. Per quanto siano chiare le differenze tra i vari elementi, non ci sono particolari espedienti a segnare la differenza tra le opere e la vita di Garcia Lorca, quasi a significare la stretta interazione che si verifica, in lui, tra vita, poesia e teatro.
Aneddoti e fatti storici si mescolano con sapienza narrativa: i giochi infantili con le lumache e il fulmine che lo colpisce, quasi inoculandogli la scintilla divina della poesia; la bocciatura alla maturità nel 1914, poi la facoltà di lettere e l’incontro con Berrueta, docente innovativo che per primo ne intuisce il genio, e dai viaggi compiuti col mentore nasce l’opera prima “Impressioni e paesaggi” (1918), da cui il litigio col mentore; il trasferimento a Madrid nel 1919, l’incontro con Luis Bunuel e Salvador Dalì nell’Ordine di Toledo, dove si ritrovano quelle che saranno le menti migliori della Generazione del ’27 spagnola. L’opera continua su questa falsariga, alternando gli eventi letterari – l’esordio a teatro nel 1920, la nuova raccolta poetica nel 1921 – con aneddoti della vita dello scrittore che aiutano a definirne meglio la figura.
La storia di Lorca si mescola con la grande Storia con il colpo di stato del 1923, con cui si avvia il degrado della Spagna nella dittatura con De Ribera. Dal 1926 al 1929 si sviluppa inoltre una maggior vicinanza con Salvador Dalì, che influenza anche le opere dell’autore in questo periodo (e le opere daliane appaiono citate visivamente nelle pagine del fumetto dedicato a questo periodo). Il grande successo arriva con “Mariana Pineda” (1927) e ancor più con la raccolta poetica “Romancero gitano” (1928), in contemporanea però con la rottura nella storia d’amore con lo scultore Aladres e quella con gli amici Bunuel e Dalì, ora coalizzati nella realizzazione del loro film “Un Chien Andalou”, che potrebbe contenere un sarcastico riferimento a Lorca stesso. Essi gli rimproverano il tradizionalismo, a loro dire, della sua ultima opera.
Parte quindi per la New York del 1929, dove assiste al crollo di Wall Street. In patria intanto crolla la dittatura di Di Ribera e le elezioni del 1931 sono un plebiscito contro la monarchia. Federico si reca così a Madrid, nel 1932, con l’intento di promuovere un teatro repubblicano con La Barraca, che recupera il teatro del Siglo de Oro, il Seicento. Da qui il successo teatrale con la sua opera “Nozze di Sangue” (1933). Nel 1933-1934 la tournée in Argentina si rivela un enorme successo, così come “Yerma” e “Donna Rosita” (1935) una volta tornati in patria, la sua nuova opera drammatica. Ma intanto, così come Hitler ha ormai preso il potere in Germania, nel 1936 alla vittoria del Fronte Popolare (Garcia Lorca guida gli intellettuali espostisi in suo favore) segue il golpe di Francisco Franco.
In una chiusura circolare che si ricollega all’incipit, giungiamo quindi nuovamente alla morte dell’autore, ricostruita minuziosamente fino alla sua misteriosa sparizione finale.
Fumettisticamente, è curioso notare come lo stesso destino sarebbe condiviso da Corto Maltese, l’eroe immortale di Hugo Pratt, principale figura del fumetto italiano, che sparirebbe nella guerra di Spagna in circostanze analoghe.
Questo fumetto appare quindi complessivamente come una notevole, poetica e raffinata introduzione alla figura del grande poeta spagnolo, in un lavoro che potrebbe avere anche una spendibilità didattica, magari soprattutto negli istituti, come i linguistici, dove si pratica lo studio dello spagnolo come lingua. L’opera resta comunque estremamente godibile per gli appassionati della letteratura: in attesa che magari anche i successivi lavori dell’autrice trovino una loro traduzione italiana.
